Capitolo 7 – Tecnologie per la produzione manifatturiera e per i servizi
La tecnologia comprende i processi, le tecniche, i macchinari e le azioni utilizzati per trasformare gli input organizzativi (materiali, informazioni, idee) in output (prodotti e servizi). La tecnologia è rappresentata dal processo produttivo di un’organizzazione e comprende sia le procedure di lavoro sia i macchinari. La core technology di un’organizzazione è direttamente correlata alla missione dell’organizzazione (come l’insegnamento in una scuola superiore, i servizi medici di una clinica o la fabbricazione di autoveicoli alla General Motors).
Nelle organizzazioni di oggi, grandi e complesse, i processi di lavoro “core” possono variare ampiamente e risulta difficile a volte individuarli. Di fondamentale importanza è quindi il modo in cui la core technology influenza la struttura organizzativa. La conoscenza della core technology consente di capire come strutturare un’organizzazione affinché raggiunga una performance efficiente.
Tecnologia “core” manifatturiera
Le tecnologie manifatturiere comprendono i processi manifatturieri tradizionali e i sistemi di produzione flessibile. Il primo studio svolto sulla tecnologia manifatturiera fu condotto da Joan Woodward, il quale, dopo una complessa ricerca condotta su diverse aziende manifatturiere, classificò le aziende medesime in base alla tecnica del processo manifatturiero e al grado di meccanizzazione del processo manifatturiero.
La complessità tecnica, ovvero l’alta complessità, implica il fatto che la maggior parte del lavoro è eseguita da macchine, mentre una bassa complessità implica che i dipendenti hanno un ruolo maggiore nel processo di produzione. La scala di complessità tecnica presentava originariamente 10 categorie; successivamente riunite in 3 gruppi di tecnologie di base:
- Gruppo I – Produzione a piccoli lotti e unitaria: comprende le aziende che svolgono attività su commessa per soddisfare specifiche necessità dei clienti. La produzione a piccoli lotti si basa sul fattore umano e non presenta un alto grado di automatizzazione.
- Gruppo II – Produzione a grandi lotti e di massa: comprende aziende in cui il processo manifatturiero è caratterizzato da lunghi cicli produttivi di parti standardizzate; i clienti non hanno necessità particolari. I dipendenti sono meno qualificati e c’è poca comunicazione verbale (linee di assemblaggio come quelle di automobili o roulotte).
- Gruppo III – Produzione a processo continuo: comprende aziende in cui tutto il processo è automatizzato, non esiste un inizio e una fine del processo. Il processo continuo è controllato da macchine automatizzate e i risultati sono estremamente prevedibili.
Questi dati mostrano quanto sia necessaria una maggiore intensità di coordinamento per gestire una tecnologia complessa. Le tecnologie di produzione unitaria e di processo continuo richiedono dipendenti altamente qualificati per far funzionare macchinari e una comunicazione verbale per adattarsi a condizioni mutevoli. La produzione di massa è standardizzata e routinaria, c’è poco bisogno di comunicazione verbale e i dipendenti sono meno qualificati.
Secondo Joan Woodward, “tecnologie differenti impongono richieste differenti su individui e organizzazioni, nonché strutture appropriate”. Un'altra parte dello studio di Woodward ha esaminato la relazione tra strategia, tecnologia e prestazione delle aziende relativamente a redditività, quota di mercato e reputazione. Woodward confrontò la relazione tra struttura e tecnologia con il successo competitivo, scoprendo che le aziende efficaci tendevano a essere quelle caratterizzate da struttura e tecnologie complementari.
Woodward concluse che le caratteristiche strutturali potevano essere interpretate raggruppandole in sistemi di gestione organici e meccanici. Le organizzazioni con produzione a piccoli lotti e a processo continuo, di successo, presentavano strutture organiche, mentre le organizzazioni con produzione di massa, di successo, presentavano strutture meccaniche. Le aziende di oggi devono sfruttare sia strategia, struttura che tecnologia, e devono essere allineate soprattutto quando cambiano le condizioni altrimenti si avranno scarse prestazioni.
La produzione flessibile
Ci sono stati importanti sviluppi nella tecnologia manifatturiera, a seguito delle ricerche condotte da Woodward. Tra le nuove tecnologie vi sono robot, macchine utensili e software a controllo numerico per la progettazione del prodotto, per l’analisi dell’ingegneria e il controllo remoto dei macchinari. I più recenti impianti automatizzati sono noti come sistemi manifatturieri flessibili (FMS).
La produzione flessibile mette in rete componenti della produzione manifatturiera che operavano precedentemente in maniera isolata, e permette a grandi fabbriche di realizzare un’ampia gamma di prodotti a costi contenuti, e alle piccole aziende di competere con le grandi fabbriche. Solitamente i sistemi manifatturieri flessibili sono il risultato dei 3 sottocomponenti:
- CAD, Computer Aided Design, utilizzati nella fase di disegno e progettazione di nuove parti, creano così nuove alternative di progettazione.
- CAM, Computer Aided Manufacturing, l’uso di macchine a controllo computerizzato (nella gestione dei materiali, fabbricazione dei componenti, assemblaggio) incrementa la velocità della produzione degli output. Consente a una linea di produzione di rispondere e di soddisfare rapidamente le richieste del cliente.
- Sistema informativo integrato, un sistema informativo automatizzato collega tutti gli aspetti dell’azienda (contabilità, acquisti, marketing, controllo del livello di scorta, progettazione, produzione).