Appunti completi di oncologia
Classificazione, biologia dei tumori, stadiazione, terapie, rischio professionale e fase terminale.
Materiale rielaborato e non ufficiale per Infermieristica.
Obiettivo del file - Fornire appunti discorsivi e completi, con precisione medica ma linguaggio studiabile, per sostenere un esame di oncologia generale in ambito infermieristico. Il documento integra materiale rielaborato e fonti cliniche autorevoli.
Nota di studio - Gli appunti sono costruiti per l'esame: non sostituiscono linee guida cliniche locali, protocolli aziendali o prescrizioni mediche. Per farmaci, dosaggi e procedure usare sempre protocolli della struttura.
Indice ragionato
- Definizioni e concetti fondamentali: tumore, neoplasia, cancro, oncologia.
- Classificazione dei tumori: criteri clinici, istogenetici, morfologici e molecolari.
- Struttura e biologia della neoplasia: parenchima tumorale, stroma, angiogenesi e microambiente.
- Tumori benigni e maligni: caratteristiche, differenze e significato clinico.
- Diffusione dei tumori maligni: invasione locale, via linfatica, via ematica, cavità sierose, metastasi.
- Eziologia, fattori di rischio e incidenza dei tumori.
- Aspetti immunologici: immunosorveglianza, immunoediting, evasione immunitaria e immunoterapia.
- Diagnosi, stadiazione, grading e valutazione prognostica.
- Terapie oncologiche: chirurgia, radioterapia, chemioterapia, ormonoterapia, target therapy, immunoterapia, terapie palliative.
- Tossicità delle terapie oncologiche ed emergenze correlate.
- Rischio professionale nel trattamento del paziente oncologico e gestione antiblastici.
- Fase terminale della malattia oncologica e cure palliative.
- Sindromi associate alla fase terminale: cachessia, dolore, dispnea, nausea, delirium, fatigue, occlusione, infezioni.
- Ruolo infermieristico, educazione, comunicazione e domande d'esame.
1. Oncologia: definizioni fondamentali
Oncologia - Disciplina che studia i tumori dal punto di vista eziopatogenetico, diagnostico, terapeutico, assistenziale, riabilitativo e palliativo.
Il termine tumore significa letteralmente tumefazione e richiama l'aspetto macroscopico di una massa che cresce in un tessuto. Il termine neoplasia indica invece la presenza di una nuova crescita cellulare, cioè una popolazione di cellule che prima non esisteva in quella forma e che si moltiplica in modo autonomo rispetto ai normali meccanismi regolatori. Il termine cancro è usato soprattutto per le neoplasie maligne: richiama l'idea di una massa centrale con propaggini infiltranti, capaci di invadere i tessuti circostanti e di diffondersi a distanza.
Un tumore nasce quando una cellula somatica acquisisce alterazioni genetiche ed epigenetiche che modificano il controllo della proliferazione, della morte cellulare programmata, della riparazione del DNA, dell'adesione tissutale e dell'interazione con il sistema immunitario. Per questo il tumore viene spesso descritto come una malattia genetica della cellula somatica: non significa necessariamente ereditaria, ma significa che alla base vi sono alterazioni del patrimonio genetico o della sua regolazione.
Il materiale di studio sottolinea che il tumore ha origine monoclonale: deriva dalla progenie di una singola cellula che subisce trasformazione neoplastica. Successivamente, per accumulo di nuove mutazioni, il tumore diventa eterogeneo: all'interno della stessa massa possono comparire cloni cellulari diversi, alcuni più sensibili ai trattamenti e altri più aggressivi o resistenti.
La malattia oncologica non è un'unica malattia: ogni tumore ha comportamento diverso in base al tessuto di origine, al grado di differenziazione, alla sede, alla presenza di alterazioni molecolari, alla velocità di crescita, alla capacità di invadere e metastatizzare, allo stato generale della persona e alla risposta immunitaria.
| Termine | Significato pratico per l'esame |
|---|---|
| Tumore | Massa o tumefazione; termine descrittivo macroscopico. Può essere benigno o maligno. |
| Neoplasia | Nuova crescita cellulare autonoma e afinalistica, dovuta a proliferazione cellulare alterata. |
| Cancro | Comunemente usato per indicare una neoplasia maligna, infiltrante e potenzialmente metastatica. |
| Oncologia | Studio dei tumori: cause, biologia, diagnosi, stadiazione, terapia e assistenza. |
| Trasformazione neoplastica | Processo con cui una cellula normale acquisisce alterazioni che la rendono tumorale. |
Domande probabili all'orale
D: Che cos'è un tumore?
R: È una proliferazione anomala di cellule che crescono in modo autonomo; se maligna può infiltrare, distruggere tessuti, diffondersi a distanza e compromettere la funzione dell'organismo.
D: Differenza tra tumore, neoplasia e cancro?
R: Tumore indica la massa, neoplasia la nuova crescita cellulare, cancro indica in genere una neoplasia maligna con invasione e possibile metastasi.
2. Classificazione dei tumori
Classificazione tumorale - Sistema con cui le neoplasie vengono ordinate in base a comportamento clinico, tessuto di origine, morfologia, grado di differenziazione, sede anatomica, profilo molecolare e stadio di estensione.
Classificare un tumore serve a dare un nome preciso alla malattia, prevederne il comportamento biologico, scegliere il trattamento e stimare la prognosi. Un professore medico può chiedere non solo se il tumore è benigno o maligno, ma anche da quale tessuto origina, quanto è differenziato, quanto è esteso e se possiede bersagli terapeutici.
2.1 Classificazione in base al comportamento clinico
Il criterio più immediato distingue tumori benigni, tumori a malignità incerta o borderline e tumori maligni. I tumori benigni sono localizzati, crescono lentamente, spesso per espansione, non metastatizzano e, se asportati completamente, tendono a non recidivare. I tumori maligni invece hanno crescita infiltrativa, atipie cellulari, possibile invasione vascolare e linfatica, metastasi e recidiva. I tumori borderline hanno caratteristiche intermedie: non sono francamente maligni, ma possono recidivare o comportarsi in modo non del tutto prevedibile.
2.2 Classificazione istogenetica
La classificazione istogenetica considera il tessuto da cui il tumore origina. I tumori epiteliali benigni sono spesso chiamati adenomi o papillomi, mentre quelli maligni sono carcinomi. I tumori del tessuto connettivo, muscolare, adiposo, osseo o vascolare, quando maligni, sono sarcomi. I tumori ematologici derivano da cellule del sangue e del sistema linfatico, come leucemie, linfomi e mielomi. Esistono poi tumori germinali, melanomi, tumori neuroendocrini e tumori embrionali/pediatrici.
| Origine | Tumore benigno | Tumore maligno | Esempio |
|---|---|---|---|
| Epitelio ghiandolare | Adenoma | Adenocarcinoma | Adenocarcinoma del colon, mammella, polmone, stomaco |
| Epitelio squamoso | Papilloma | Carcinoma squamocellulare | Cervice uterina, cute, testa-collo, esofago |
| Tessuto muscolare liscio | Leiomioma | Leiomiosarcoma | Miometrio uterino |
| Tessuto adiposo | Lipoma | Liposarcoma | Tessuti molli |
| Osso/cartilagine | Osteoma/condroma | Osteosarcoma/condrosarcoma | Scheletro |
| Sistema emolinfopoietico | Non sempre applicabile | Leucemie, linfomi, mieloma | Midollo osseo, linfonodi |
| Melanociti | Nevo | Melanoma | Cute e mucose |
2.3 Classificazione morfologica e grado di differenziazione
Dal punto di vista microscopico il patologo valuta quanto le cellule tumorali assomigliano al tessuto normale. Un tumore ben differenziato conserva molte caratteristiche del tessuto di origine; uno scarsamente differenziato le perde; un tumore anaplastico è talmente alterato che risulta difficile riconoscerne l'origine. In genere, più il tumore è indifferenziato, più tende a essere aggressivo.
2.4 Classificazione molecolare
L'oncologia moderna non si basa solo sull'organo colpito, ma anche sulle alterazioni molecolari. Alcuni tumori esprimono recettori ormonali, HER2, EGFR, ALK, ROS1, BRAF, KRAS, MSI o PD-L1. Queste informazioni orientano terapia target, immunoterapia, ormonoterapia e prognosi. Un esempio classico è il tumore della mammella, classificabile in sottotipi luminali, HER2-positivi e triplo negativi in base a recettori ormonali, HER2 e proliferazione.
| Criterio | Che cosa valuta | Perché è importante |
|---|---|---|
| Comportamento clinico | Benigno, borderline, maligno | Indica aggressività, rischio di metastasi e recidiva |
| Tessuto di origine | Epiteliale, mesenchimale, ematologico, melanocitario, germinale | Determina nome del tumore e approccio terapeutico |
| Differenziazione/grading | Somiglianza con il tessuto normale | Stima aggressività biologica |
| Stadio/TNM | Estensione anatomica della malattia | Guida trattamento e prognosi |
| Profilo molecolare | Mutazioni, recettori, biomarcatori | Permette terapia personalizzata |
3. Struttura e biologia del tumore
Struttura del tumore - Un tumore è composto da cellule neoplastiche, che costituiscono il parenchima tumorale, e da un microambiente di supporto formato da stroma, vasi, cellule immunitarie, matrice extracellulare e fibroblasti.
Un tumore non è solo un ammasso di cellule maligne. Dal punto di vista biologico è un tessuto patologico complesso. Le cellule tumorali formano il parenchima, cioè la componente che prolifera e determina il tipo di neoplasia. Lo stroma è la componente di sostegno: comprende vasi sanguigni, cellule infiammatorie, fibroblasti, matrice extracellulare e segnali biochimici. Senza stroma, ossigeno e nutrienti, una massa tumorale non potrebbe crescere oltre pochi millimetri.
3.1 Parenchima tumorale
Il parenchima tumorale è formato dalle cellule neoplastiche. Queste cellule possono mostrare pleomorfismo, aumento del rapporto nucleo/citoplasma, nuclei ipercromatici, mitosi atipiche, perdita della polarità, alterazione dell'adesione cellulare e capacità di invadere tessuti. Nei tumori endocrini o secernenti possono essere presenti anche effetti sistemici legati alla produzione di ormoni o sostanze biologicamente attive.
3.2 Stroma e microambiente tumorale
Il microambiente tumorale influenza crescita, invasione, immunoevasione e risposta alle terapie. I fibroblasti associati al tumore producono matrice e fattori di crescita; le cellule immunitarie possono attaccare il tumore ma anche, se polarizzate in modo sfavorevole, favorire infiammazione cronica e progressione; i vasi neoformati portano nutrimento ma sono spesso disordinati e permeabili. Questa architettura spiega perché alcuni farmaci penetrano male nella massa tumorale e perché l'ipossia favorisce resistenza e aggressività.
3.3 Angiogenesi
Quando una massa tumorale cresce, le cellule interne diventano ipossiche. L'ipossia stimola la produzione di fattori proangiogenici, come VEGF, che inducono la formazione di nuovi vasi. L'angiogenesi tumorale consente al tumore di ricevere ossigeno e nutrienti e rappresenta anche una via per l'ingresso delle cellule tumorali nel circolo. Per questo alcuni farmaci oncologici sono antiangiogenici: cercano di ridurre la vascolarizzazione della neoplasia o di normalizzare i vasi tumorali.
3.4 Hallmarks: le capacità fondamentali del cancro
Le cellule tumorali acquisiscono capacità biologiche che le distinguono dalle cellule normali: proliferano senza rispettare i segnali di stop, resistono alla morte cellulare programmata, inducono angiogenesi, invadono e metastatizzano, sfuggono al sistema immunitario, hanno instabilità genomica, modificano il metabolismo e possono sostenere un microambiente infiammatorio favorevole alla progressione.
| Capacità tumorale | Spiegazione clinica |
|---|---|
| Proliferazione autonoma | La cellula riceve o produce segnali di crescita senza controllo fisiologico. |
| Insensibilità ai segnali inibitori | Vengono inattivati geni oncosoppressori o checkpoint del ciclo cellulare. |
| Resistenza all'apoptosi | La cellula evita la morte programmata e sopravvive anche se danneggiata. |
| Immortalità replicativa | Attivazione di meccanismi come telomerasi, con replicazione prolungata. |
| Angiogenesi | Formazione di nuovi vasi per nutrire la massa tumorale. |
| Invasione e metastasi | Perdita adesione, digestione matrice, migrazione e colonizzazione a distanza. |
| Evasione immunitaria | Il tumore si nasconde o blocca l'azione dei linfociti T. |
| Instabilità genomica | Aumenta il numero di mutazioni e quindi la selezione di cloni aggressivi. |
4. Tumori benigni e tumori maligni
Tumore benigno - Neoplasia costituita da cellule simili al tessuto di origine, a crescita generalmente lenta ed espansiva, localizzata, senza metastasi.
Tumore maligno - Neoplasia costituita da cellule atipiche, spesso poco differenziate, con crescita infiltrativa, capacità di recidiva, invasione vascolare/linfatica e metastasi.
La differenza tra benigno e maligno non è solo il nome: cambia la biologia della malattia, il rischio per la vita, il trattamento e il follow-up. Un tumore benigno può comunque essere pericoloso se comprime organi vitali, causa sanguinamento, ostruzione, ipersecrezione ormonale o se è localizzato in sedi critiche come encefalo o vie aeree. Un tumore maligno invece è pericoloso non solo per la massa locale, ma per la capacità di diffondersi e produrre malattia sistemica.
4.1 Caratteristiche dei tumori benigni
I tumori benigni hanno cellule abbastanza simili a quelle normali, accrescimento espansivo, margini spesso netti e talvolta capsula. Spingono i tessuti vicini senza distruggerli in modo infiltrativo. Non invadono vasi, non danno metastasi e, se asportati completamente, raramente recidivano. Possono però causare sintomi per compressione, ostruzione, sanguinamento o produzione ormonale.
4.2 Caratteristiche dei tumori maligni
I tumori maligni presentano atipie cellulari, crescita infiltrativa, distruzione dei tessuti vicini, invasione dei vasi linfatici o sanguigni, metastasi e recidiva. Possono determinare sintomi locali, sintomi sistemici come febbre, anemia, astenia, perdita di peso, cachessia, dolore e sindromi paraneoplastiche. La malignità dipende da vari fattori: tipo istologico, stadio, grading, sede, performance status del paziente, mutazioni molecolari e risposta ai trattamenti.
| Aspetto | Tumore benigno | Tumore maligno |
|---|---|---|
| Differenziazione | Buona, cellule simili al tessuto normale | Variabile, spesso scarsa o anaplastica |
| Crescita | Lenta, espansiva | Rapida o variabile, infiltrativa |
| Margini | Netti, talvolta capsula | Irregolari, infiltranti |
| Invasione | Assente | Presente nei tessuti e nei vasi |
| Metastasi | Assenti | Possibili o frequenti a seconda del tumore |
| Recidiva | Rara se asportato radicalmente | Possibile anche dopo trattamento radicale |
| Effetti sistemici | Di solito assenti, salvo secrezione ormonale o compressione | Frequente astenia, anemia, cachessia, dolore, sindromi paraneoplastiche |
4.3 Effetti principali dei tumori sull'organismo
Gli effetti di un tumore possono essere locali e sistemici. Gli effetti locali derivano dalla crescita della massa: compressione, ostruzione, ulcerazione, sanguinamento, perforazione, dolore, infezione, deficit neurologici o insufficienza d'organo. Gli effetti sistemici derivano dalla risposta infiammatoria, dal consumo metabolico, dalla produzione di sostanze biologiche, dalle metastasi e dai trattamenti. Tra questi troviamo febbre neoplastica, anemia, ipercalcemia, trombosi, cachessia, immunodepressione, alterazioni endocrine e sindromi paraneoplastiche.
| Punto da ricordare | Significato clinico |
|---|---|
| Compressione/ostruzione | Un tumore intestinale può causare occlusione; un tumore bronchiale può dare atelettasia o polmonite ostruttiva. |
| Ulcerazione e sanguinamento | Tumori gastrici, colon-rettali, vescicali o ginecologici possono dare anemia o emorragia. |
| Invasione nervosa | Dolore neuropatico, deficit motori o sensitivi, sindrome da compressione midollare. |
| Metastasi | Coinvolgimento di fegato, polmone, osso, encefalo, linfonodi o peritoneo. |
| Cachessia | Perdita di peso, massa muscolare, appetito e performance status. |
5. Diffusione dei tumori maligni e metastasi
Metastasi - Localizzazione tumorale secondaria, separata dal tumore primitivo, dovuta alla diffusione di cellule neoplastiche per via linfatica, ematica, per contiguità o per disseminazione in cavità sierose.
La metastasi è l'evento che trasforma una malattia locale in una malattia sistemica. Non tutte le cellule tumorali che entrano in circolo danno metastasi: devono sopravvivere allo stress meccanico e immunitario, aderire a un nuovo endotelio, uscire dal vaso, adattarsi al microambiente e ricominciare a proliferare. Questo processo è inefficiente ma clinicamente decisivo.
5.1 Invasione locale
La diffusione locale avviene per crescita infiltrativa nei tessuti vicini. Le cellule tumorali perdono adesione, producono enzimi proteolitici che degradano membrana basale e matrice extracellulare, migrano negli spazi intercellulari e invadono strutture anatomiche. L'invasione locale spiega dolore, sanguinamento, fistole, stenosi, perforazione, deficit neurologici e difficoltà chirurgica.
5.2 Diffusione linfatica
La via linfatica è tipica dei carcinomi. Le cellule tumorali entrano nei vasi linfatici e raggiungono i linfonodi regionali. Il linfonodo sentinella è il primo linfonodo di drenaggio della regione tumorale: se è negativo può ridurre la necessità di dissezioni più estese, in alcuni tumori. La presenza di linfonodi metastatici peggiora lo stadio e spesso modifica terapia e prognosi.
5.3 Diffusione ematica
La via ematica è frequente nei sarcomi ma anche in molti carcinomi avanzati. Le cellule entrano nel sangue venoso o arterioso e colonizzano organi filtro come fegato e polmone, oppure sedi ricche di midollo come ossa e vertebre. Le metastasi epatiche sono comuni nei tumori del tratto gastrointestinale per il drenaggio portale; le metastasi polmonari compaiono in tumori che drenano nel circolo venoso sistemico; le metastasi ossee sono frequenti in mammella, prostata, polmone, rene e tiroide.
5.4 Disseminazione cavitaria e impianto
Alcuni tumori si diffondono seminando cellule in cavità sierose: peritoneo, pleura, pericardio, spazi subaracnoidei. L'esempio classico
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