Estratto del documento

Monografie: "La vegetazione delle coste sedimentarie e dei sistemi marini sommersi"

1. Definizione e suddivisione dei sistemi costieri sedimentari

Gli ambienti costieri sono definiti come tutti quei territori che subiscono o hanno subito in tempi recenti l'influenza diretta del mare attraverso fattori ecologici forti quali la presenza di acque salate e salmastre, la deposizione di sabbie e l'azione dei venti ricchi di aerosol marino.

Mentre nelle coste rocciose (falesie) l'influenza diretta è limitata a una fascia di pochi metri, le coste sedimentarie sono sistemi complessi formati dalle relazioni dinamiche tra l'apporto detritico dei fiumi e la dinamica marina, estendendosi ampiamente verso l'interno (es. i sistemi lagunari).

Un tempo caratterizzate da un'elevata dinamicità, queste relazioni terra/mare sono oggi in buona parte bloccate dall'intervento antropico.

La vegetazione delle coste sedimentarie viene suddivisa in quattro macrosistemi ecologici principali:

  • Sistemi marini o sommersi: Caratterizzati da vegetazioni acquatiche alofile sommerse (praterie sommerse), composte da piante strettamente adattate alla vita in costante immersione.
  • Sistemi alofili: Comunità erbacee tipiche delle zone lagunari (barene), i cui popolamenti sono adattati a substrati molli, periodicamente inondati e ad alta salinità.
  • Sistemi psammofili: Vegetazioni erbacee delle zone di spiaggia, costituite da piante specializzate per sopravvivere su un substrato sabbioso mobile, povero di nutrienti e di acqua dolce, e fortemente esposte al vento.
  • Sistemi fossili: Vegetazioni arboree ed erbacee (prati e boschi) che colonizzano zone storicamente create dal mare, ma che ormai hanno perso ogni relazione diretta con la dinamica marina.

2. Ecologia, gestione e conservazione delle praterie sommerse

Le praterie marine sommerse sono formazioni erbacee monostratificate a copertura continua che si organizzano in comunità lenticolari fino a fondersi in vere e proprie praterie di fondo.

Dal punto di vista sistematico, sono costituite esclusivamente da fanerogame idrofite (piante superiori a fiore), spesso consociate e integrate da macro-alghe bentoniche.

Si tratta di una vegetazione azonale, distribuita sia all'interno dei bacini lagunari sia in mare aperto, capace di spingersi fino a una profondità di 40 metri.

Stato di conservazione e minacce

A livello macro-geografico, queste comunità mostrano dinamiche contrastanti: risultano in regressione in gran parte del Mar Adriatico, mentre sono sperimentalmente in espansione nella Laguna di Marano e Grado.

I principali fattori di minaccia e di disturbo ecologico che ne causano il deperimento sono:

  • L'erosione dei fondali e l'eutrofizzazione dell'habitat.
  • Le repentine variazioni di salinità e l'azione meccanica delle tempeste.
  • L'impatto antropico diretto legato alla pesca e alle attività da diporto.

Inquadramento normativo: Ai sensi della Direttiva Habitat CEE 92/43, le praterie a Posidonia oceanica sono classificate come habitat prioritario (Allegato I). Allo stesso modo, sono tutelate come habitat prioritario tutte le acque di transizione (lagune), sistemi che ospitano i popolamenti di Zostera marina, Nanozostera noltei e Cymodocea nodosa.

3. Adattamenti morfo-fisiologici delle fanerogame idrofite

Per condurre l'intero ciclo biologico in ambiente permanentemente sommerso o soggetto a forte idrodinamismo, queste piante hanno sviluppato drastici adattamenti anatomici e riproduttivi, ben visibili in specie come Zostera marina:

Adattamenti alla sommersione e alla colonna d'acqua

  • Morfologia fogliare: Sviluppo di foglie nastriformi e flessibili, capaci di assecondare il moto ondoso senza subire lacerazioni meccaniche.
  • Assenza di cuticola: Mancanza quasi totale di tessuti esterni di rivestimento impermeabili (cuticole); in ambiente sommerso il rischio di disidratazione è nullo e l'assenza di barriere facilita lo scambio gassoso e l'assorbimento dei nutrienti direttamente dall'acqua.
  • Riproduzione idrogama: Fiori apetali fortemente ridotti e piccolissimi, con impollinazione che avviene interamente sott'acqua tramite il trasporto dei granuli pollinici da parte delle correnti (idrogamia).
  • Dispersione idrocora: Produzione di piccoli frutti e semi adattati al galleggiamento o al trasporto idrico (idrocoria).

Adattamenti ai fondali sciolti e mobili

  • Apparato radicale: Sviluppo di robusti rizomi ancorati profondamente nel substrato mobile (sabbia o fango), che stabilizzano il fondale e permettono un'efficace e rapida riproduzione vegetativa per via clonale.

4. Inquadramento sintassonomico del sistema sommerso

La sintassonomia delle praterie sommerse si articola in tre classi principali, differenziate lungo un netto asse ecologico legato alla profondità, alla natura del substrato e al confinamento delle acque:

[Acque aperte / infralitorale bentonico] ---------> [Eulitorale lagunare] ---------> [Bacini costieri confinati]

Posidonietea oceanicae Zosteretea marinae Ruppietea maritimae

1. Classe Posidonietea oceanicae

  • Ecologia: Comunità di cormofite bentoniche del piano infralitorale che si sviluppano da pochi decimetri di profondità fino a 35-40 metri. Colonizzano sia substrati duri (rocciosi) sia mobili (sciolti) in acque calde e temperate. Tollerano variazioni di temperatura e idrodinamismo ma sono stenoaline, risultando estremamente sensibili alla dissalazione (richiedono una salinità costante tra il 36% e il 39%).
  • Sintassonomia: Compone l'ordine Posidonetalia oceanicae e l'alleanza Posidonion oceanicae.
  • Flora: Comunità strettamente monospecifiche dominate da Posidonia oceanica, ricche di corteggi algali epifiti sia sulle lamine fogliari sia sui rizomi. È una vegetazione endemica del Mar Mediterraneo; nell'Alto Adriatico è diffusa lungo le coste croate, mentre si ritrova solo in piccole formazioni isolate nei fondali prospicienti il Veneto e il Friuli Venezia Giulia.

2. Classe Zosteretea marinae

  • Ecologia: Comunità di cormofite bentoniche della fascia eulitorale e infralitorale profonda fino a un massimo di 5 metri. Si sviluppano su substrati molli (fangosi e sabbiosi) tipici di lagune, estuari e piattaforme costiere protette dei mari temperati. Richiedono acque calme a minore idrodinamismo e condizioni francamente salse (salinità superiore al 15-20%).
  • Sintassonomia: Comprende l'ordine Zosteretalia marinae e l'alleanza Zosterion marinae (comunità atlantiche e mediterranee).
  • Flora: Comunità paucispecifiche dominate da piante vascolari con presenza di alghe epifite e macroalghe bentoniche, guidate da tre specie chiave: Zostera marina, Nanozostera noltei e Cymodocea nodosa.

3. Classe Ruppietea maritimae

  • Ecologia: Comunità acquatiche di piante vascolari radicate e briofite, a ciclo perenne e carattere spiccatamente alofilo. Colonizzano acque confinate (stagni salmastri costieri e continentali, saline abbandonate, valli da pesca, piccoli canali), bacini artificiali poco profondi e non aperti al mare direttamente. Tollerano enormi fluttuazioni di salinità (superando a volte quella del mare aperto) e supportano il disseccamento o la siccità estiva.
  • Sintassonomia: Strutturata nell'ordine Ruppietalia maritimae e nell'alleanza Ruppion maritimae.
  • Flora: Formazioni dominate da piccole idrofite filiformi a sviluppo concentrato tra l'inverno e la tarda primavera, appartenenti al genere Ruppia (es. Ruppia maritima).

5. Distribuzione ed ecologia d'habitat nella Laguna di Marano e Grado

La cartografia e gli studi di distribuzione dell'alleanza Zosterion marinae all'interno del bacino lagunare di Marano e Grado evidenziano una netta segregazione ecologica e spaziale delle associazioni vegetali, determinata principalmente dal gradiente altimetrico dei fondali e dal confinamento idrico:

Associazione Zosteretum marinae

  • Specie dominante: Zostera marina.
  • Nicchia ecologica: Predilige i settori lagunari caratterizzati da acque relativamente stabili e profonde (fino a 3 metri di profondità), mostrando una stretta preferenza per la prossimità dei canali lagunari principali, dove è garantito un ricambio idrico ottimale.

Associazione Zosteretum noltei

  • Specie dominante: Nanozostera noltei.
  • Nicchia ecologica: Frequenta esclusivamente i fondali molto bassi e le zone di piana intertidale. La scarsa profondità dell'acqua fa sì che ampie porzioni di queste formazioni vadano incontro a fenomeni di emersione diretta durante i picchi di bassa marea più pronunciati.

Tabella di sintesi comparativa delle alleanze sommerse

Schema sinottico per il confronto dei caratteri ecologici discriminanti delle tre alleanze trattate: Posidonion Ruppion Parametro oceanicae Zosterion marinae PDF maritimae Ecologico PDF PDF Stagni Marittimo Ambiente costieri e aperto Lagune ed estuari protetti principale valli (Infralitorale) confinate Bacini Profondità Da 0.5 m fino Acque poco profonde (0 - 5 m) planiziali ottimale a 35-40 m molto bassi Sia solido Fanghi di Natura del (roccia) sia Sabbioso-fangoso o argilloso fondo di subst

Anteprima
Vedrai una selezione di 4 pagine su 14
Monografie di Geobotanica Pag. 1 Monografie di Geobotanica Pag. 2
Anteprima di 4 pagg. su 14.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Monografie di Geobotanica Pag. 6
Anteprima di 4 pagg. su 14.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Monografie di Geobotanica Pag. 11
1 su 14
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze biologiche BIO/01 Botanica generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher dapolina_4ever di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geobotanica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Udine o del prof Viezzoli Valentina.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community