Ruolo della misura nei sistemi manifaturieri
Il conceto di industry 4.0 osservato dal punto di vista del ruolo delle misure e della sensoris�ca, è un punto
di vista che spesso è dato per scontato perché molto spesso il processo di digitalizzazione dei sistemi di
produzione è in mano a figure più vicine al digitale come le persone che provengono dall'informa�ca
industriale. Ques� ul�mi conoscono come atuare il processo ma allo stesso modo hanno un limite nel
comprendere che il dato, se è fruto di un processo di misura, come in un contesto di una fabbrica, può essere
un dato affeto da incertezza. Se quindi i da� che sono il cuore pulsante della fabbrica digitale (la quale si basa
sull'analisi di grandi moli di da�) sono presi sempre per buoni, a prescindere dal fato che ques� possono
essere più o meno incer�, questo può produrre delle analisi e di conseguenza delle scelte che talvolta possono
essere più o meno certe rispeto ad altre situazioni. Questo sotolinea l'importanza di considerare i da�
tenendo conto anche della loro incertezza.
Ma perché si misura? la principale mo�vazione per fare delle misure è perché bisogna prendere delle
decisioni a valle delle misurazioni, e questo è vero sopratuto nel mondo industriale dove si misura per
sostenere un processo decisionale che sarà un processo decisionale basato sui da�. Quindi i da� quan�ta�vi
(ovvero numeri con unità di misura) derivano da un processo di misura di grandezze fisiche atraverso degli
strumen� di misura, i quali interagendo con il mondo reale, ci forniscono delle misure più o meno incerte, e
quindi è opportuno fare delle misure con un’incertezza adeguata all'uso che dovremmo farne.
Ogni quan�tà misurata è affeta da incertezza, che può essere casuale, sistema�ca, combinata. Se il dato
misurato è affeto da incertezza, l'incertezza si ripercuote diretamente sul processo decisionale, e quindi più
le misure saranno precise, migliore sarà il livello di confidenza (fiducia) nel processo decisionale.
Quindi l'industry 4.0 u�lizza mol� da�, ma ques� da� bisogna u�lizzarli in maniera consapevole, ovvero
dobbiamo prestare atenzione alla qualità del dato, intesa come incertezza del dato.
Oggi nel modo industriale si u�lizza molto l'acronimo KPI (Key Performance Indicator) e l’incertezza
rappresenta un po' il KPI per un processo di misura; quando esso è basso il processo è buono, quando esso è
grande il processo è scadente.
Cenno alle architeture viste da diverse prospe�ve
L’architetura è una schema�zzazione concetuale che rappresentano dei proge�.
Architeture divise in 3 livelli che andremo ad analizzare nel detaglio.
Nel primo livello (in basso) avremo hardware, quindi
misure effetuate su robot che devono conoscere la loro
posizione spaziale. In questo primo livello si otengono
informazioni locali atraverso l’u�lizzo di strumen� di
misura.
Nel secondo livello c’è una condivisione di queste
informazioni, da�, che vengono trasferi� al terzo livello in
maniera semplice e pulito, in modo da non saturare la
capacità di calcolo (mando solo i da� realmente
necessari). Questa pulizia dei da� viene fata nel secondo
livello (strato intermedio) con la fase di pre-processing.
Nel terzo livello viene fata l’analisi dei da� atraverso dei
strumen� sta�s�ci.
Quello che osservo nel terzo livello servono per variare quello che faccio nel primo livello. Nasce il conceto
di interconnessione tra i processi (flussi di informazioni ver�cali, orizzontali). In questo livello posso agire sul
singolo processo o su tuto la catena iniziale. I da� che ricevo non saranno in real-�me ma ci danno una storia
di quello che ho raccolto nel tempo.
La stessa rappresentazione può essere vista in maniera diversa:
Gli strumen� di misura vivono nel primo livello (più in basso) e da qui che nasce anche l’incertezza.
Il sensore è il disposi�vo che misura una grandezza e ce l'ha res�tuisce in uscita, il sistema di misura invece è
un qualcosa di più che invece è capace di filtrare, amplificare prima di fornirci l'output.
La tendenza dell'industria è quella di andare verso gli smart sensor ("sensori intelligen�") e i sistemi di misura
intelligen�, in modo da andare verso sistemi a comportamento ada�vo, in cui i sistemi stessi cambiano il loro
comportamento al variare di alcuni parametri del sistema.
Altra tendenza è quella dell'auto diagnosi, ovvero un sistema che misura è in grado di dirci se sta misurando
bene o male, per capirlo per esempio si può fare una s�ma del rapporto segnale/rumore del segnale che
viene �rato fuori dal sensore; ques� trend ci portano a dire che si potrebbe ges�re in modo a�vo l'incertezza
di misura associando alla misura stessa un KPI (Key Performance Indicator) che magari u�lizzo per pesare la
qualità del dato stesso.
In questa piramide in riferimento alla fabbrica digitale si riporta il “cosa si fa” (what) sulla destra e il “come lo
si fa” (how) sulla sinistra.
Si misura per ricavare dei da� e lo si fa con dei sensori
•
Ques� da� vengono trasmessi agli altri componen� del sistema fisico
• o pompa� ad uno stato superiore (questo è un po’ una scatola nera
per un ingegnere meccanico ed è un lavoro pretamente per gli
informa�ci) questo lo si fa atraverso una rete.
I da� una volta che arrivano devono essere analizza� (qui tornano
• u�li le conoscenze di un ingegnere sull'origine da cui provengono i
da�) lo si fa atraverso degli algoritmi
Alla fine, analizza� i da� con gli algoritmi si passa a dei sistemi che nell'ambito industriale sono
• chiama� MES (Manufacturing Execusion System), un sistema informa�zzato che ha la principale
funzione di ges�re e controllare la funzione produ�va di un'azienda dove si ges�sce il dato e la
conoscenza associata al dato per poi prendere le decisioni che governano il processo produ�vo.
Ad oggi l'uomo nel processo decisionale è sempre più supportato da meccanismi intelligen� di
supporto alla decisione sempre più importan� e infa� il trend in cui ci proieta industry 4.0 è questo;
anche se siamo ancora molto lontani da un sistema industriale di �po plug and play.
Negli ambien� industriali dove sono i sensori e cosa fanno?
Mol� di ques� sono u�lizza� negli impian� mul�-stadio (più processi interconnessi che eseguono lavorazioni
sequenziali sul semilavorato che fluisce lungo la linea). Vengono u�lizza� per il controllo dei processi,
controllo qualità e molto altro.
Come sono interconnessi ques� stadi: in modo parallelo e sequenziale.
A questa interconnessione è associato un flusso di da� ed informazioni che corrisponde ad un flusso fisico dei
materiali.
Un primo uso locale dei da� serve per preparare delle dashboard che servono all’operatore per monitorare e
diagnos�care lo stato del processo.
Se dentro uno di ques� stadi c’è un anello di retrazione ce un uso specifico di ques� da� in locale (ad esempio
in un forno posso controllare la temperatura e variarla in risposta all’errore della misurazione).
Classificazione degli strumen� di misura
Sensore: disposi�vi che misurano una grandezza e che lo fanno usando una delle molteplici tecnologie con
cui si possono realizzare i sensori (piezoeletrici, o�ci resis�vi ecc..)
Vengono installa� in una linea in modo fisso con par� da misurare in movimento, mobili e par� fisse in un
punto (misuro e tolgo il sensore), possono essere ges�� in maniera automa�ca mossi da un robot o da un
operatore.
Possiamo anche far e un’altra classificazione: on board, sensori a bordo di sistemi che vengono usa� sia in
fase di controllo che durante il funzionamento normale del componente. Wireless sensor, è il mondo dei
sensori IoT.
L’interazione dei sensori può essere anche un mo�vo di classificazione di quest’ul�mi: a contato, senza
contato (preferibili perché elimino anche tu� i sistemi di movimentazione dei sensori a contato)
Device di acquisizione da� (DAQ): pos� subito dopo i sensori che servono per elaborare i da� raccol� dai
sensori, trasformo il segnale analogico in digitale.
All'interno dell'DAQ avviene il campionamento (definisce la frequenza con la quale avviene la conversione
analogico-digitale, si parla di frequenza di campionamento), la quan�zzazione e la codifica del segnale queste
due ul�me funzioni del DAQ stanno ad indicare che io discre�zzo il segnale e poi lo rappresento con un codice
binario (dato digitale).
Na� come sistemi di acquisizione centrale che però ora si stanno trasformando sempre in più in edge devices
ovvero in prossimità dei processi. Ogni sensore avrà il suo disposi�vo di filtraggio, di amplificazione e di
conversione (DAQ). Ques� sistemi di conversione distribui�, mi permetono però anche di accorciare
enormemente il percorso analogico in cui il segnale è par�colarmente vulnerabile ai disturbi; quindi,
complessivamente miglioro la qualità delle informazioni.
Sistemi di visione: dà un'immagine acquisita con un sistema di visione, possiamo otenere un sacco di
informazioni quan�ta�ve, che però devono essere estrate. Quindi un sistema di visione diventa un sistema
di misura se tramite il processamento delle immagini, riusciamo a estrarre da quell'immagine uno o più
informazioni qualita�ve. L’immagine è una matrice di distribuzione spaziale di intensità luminose.
Un’immagine è fonte di molteplici informazioni (geometriche e se associate con il tempo anche variazioni
geometriche ovvero cinema�ca e deformazioni). Esempio di deformazione di uno pneuma�co misurato
con sistemi di visione. Si misura la variazione della
geometria nota (retangoli). Questa tecnica è nota come
DIC (Digital Imaging Correla�on).
I sistemi di visione possono sfrutare anche il colore di un
oggeto, questo però appesan�sce la misurazione perché
ho 3 matrici, una per ogni banda spetrale (rosso, verde,
blu).
Si possono sfrutare anche banda del non visibile caturando immagini nell’ultravioleto o infrarosso.
Stazioni di controllo qualità (QCS): è un luogo dove è presente un insieme di atrezzature che eseguono un
test. È necessario che all’interno di questa ci sia un sistema di acquisizione da� mul�canale, disposi�vi ed
atuatori che eseguono il test, so�ware che esegue il controllo della sequenza di prova e analisi dei da�
raccol� e il loro processamento, e sulla base di ques� emeto una classificazione e diagnosi.
Nelle stazioni di controllo
qualità oggi è molto più
comune trovare robot
affinché possa rendere la
sequenza di test molto più
ripe�bile che effetuata da un
operatore.
Sistemi cyber fisici: caraterizza� da una parte fisica e una informa�ca. Una stazione di controllo qualità se
automa�ca è un sistemi cyber fisico. Rappresenta un sistema in cui hardware di varia natura (atuatori,
sensori, struture meccaniche) esegue delle missioni, in un contesto di controllo e supervisione di �po digitale.
Ad oggi un sistema di controllo qualità è a tu� gli effe� un sistema Cyber Physico.
Ruolo dell’incertezza
L’incertezza ha effe� sulla decisione e sul controllo del processo.
Quando effetuo una misura questa viene sempre
incertezza
accompagnata da un certo grado di come
disturbi interferen� o modificatori
output dovu� da
in input alla misura. i disturbi casuali
Si cerca di dis�nguere da quelli
sistema�ci taratura.
atraverso la
s�ma dell’incertezza
La può essere effetuata atraverso diversi metodi:
1. la media
Ripe� X volte la misura che vuoi effetuare e u�lizza come valore finale di quei valori poiché
sulla media l’incertezza è la più bassa (elimino dife� casuali). Nella maggior parte dei processi
industriali questo metodo non è applicabile perché per fare la media devo fare più misure e in azienda
non ho tempo. Per spiegare perché la media sia o�male come metodo di misura per eliminare
l’incertezza è la curva di gauss.
Il risultato di questo è un intervallo, se la misura è all’interno di questo intervallo allora il risultato è
accetabile ma se sto al di fuori allora no. Ogni volta che effetuo una misura mi porto dietro il suo
intervallo di incertezza. Se stabilisco una soglia, se la misura rientra all’interno della soglia ma il suo
intervallo no allora sto aumentando il pericolo che la misura non sia accetabile, mi porta a prendere
diagnosi= falso posi�vo
decisione sbagliate [false (scarto qualcosa che in realtà era buono) /falso
nega�vo (do per buono qualcosa che era difetoso).]
A parità di condizioni per ridurre la probabilità di prendere decisioni sbagliate devo andare a ridurre
l’intervallo di incertezza della misura e questo si fa investendo sulla qualità dello strumento di misura.
Esistono delle norme che ci aiutano a prendere le decisioni: Nel campo verde sto sicuro da false
diagnosi, nei campi blu aumenta la
probabilità di fare false diagnosi
quindi devo prendere un U,
incertezza di misura,
sufficientemente piccolo (un
decimo,1/10).
L’incertezza di misura ha effe� anche sul controllo del processo, basta pensare ad un anello di
controllo di una macchina.
L’incertezza può essere ges�ta atraverso diverse strategie:
Taratura: ripetuta dopo un tot di tempo
o Fare medie della misura: permete di ridurre notevolmente l’incertezza
o Filtrazione input/output: pulisco il segnale da effe� di disturbi
o …..
o
2. Oggi esistono dei sistemi smart di misura che ci avvisano del loro non più correto funzionamento
dando vita ai sistemi cyber fisici, cominciano ad essere implementa� comportamen� intelligen� quali
per esempio:
L'autodiagnosi (self-diagnosys) lo strumento di misura, misurando degli opportuni
•
parametri, è in grado di capire se sta funzionando corretamente o no, molte volte per
l'autodiagnosi lo strumento deve essere dotato di altri sensori che osservano il
comportamento del sensore principale.
Autotaratura (self-calibra�on) molto spesso avviene atraverso una verifica periodica
•
della taratura proponendo a quel sistema di misura una grandezza di riferimento nota,
cos�tuita per esempio da un campione di riferimento calibrato che ci permete di verificare
se il sistema sia ancora tarato, in caso nega�vo abbiamo due strategie: eme�amo un allarme
per indicare la necessità di ritaratura dello strumento, oppure u�lizziamo una strategia di
correzione, dove si u�lizza il valore misurato e lo scarto rispeto al valore ateso per
correggere le misure, anche se tra le due strategie è preferibile la ritaratura dello strumento
Compensazione ada�va dei disturbi (strategia ada�va) in una strategia ada�va, osservo
•
l'effeto del disturbo il quale, degrada la qualità della mia misura, e in qualche modo correggo
i parametri di misurazione per riportare la qualità della misura di nuovo al valore ateso
(esempio l'auto esposizione della telecamera, che reagisce alla variazione luminosa
dell'ambiente, andando a regolare i tempi di esposizione, per mantenere una certa qualità
dell’immagine)
“ABC” di o�ca: propagazione luce, componen� o�ci elementari,
polarizzazione
Propagazione della luce
Riflessione:
Fenomeno che avviene quando un fascio luminoso incide su una superficie liscia e si comporta come uno
specchio/superficie speculare rifletente; quindi, il fascio che viaggia in linea reta viene riflesso con un angolo
di riflessione uguale all’angolo di incidenza del fascio stesso sulla superficie.
L’angolo del fascio incidente uguale al l’angolo del fascio
riflesso.
Le superfici possono essere rifleten� se hanno una buona
finitura superficiale.
Sebbene questo è un comportamento semplicissimo è
anche estremamente raro perché raramente abbiamo a
che fare con superfici a specchio.
Se la superficie non è rifletente allora la radiazione incidente viene riemessa nello spazio priva di una
direzione preferenziale.
La natura di specularità o non specularità di una superficie non dipende dal materiale ma dalla rugosità
superficiale Un diffusore ideale (o diffusore di Lambert) distribuisce la luce nello spazio
secondo la legge:
Significa che se teta = 0 la luce diffusa è di intensità massima (cos(0)=1) , al crescere di teta, avvicinandoci
sempre più a 90° il coseno di teta tende a diminuire fino a diventare nullo (cos(90)=0), e quindi l'intensità
della luce diffusa diminuisce. Per vedere l'immagine di qualcosa, quel qualcosa deve avere una superficie
rugosa ovvero deve essere diffusivo.
La realtà è però diversa ovvero non abbiamo a che fare con una riflessione speculare o con la diffusione ideale
diffusione reale,
(o di Labert), ma abbiamo a che fare con una che è un qualcosa di intermedio tra la
riflessione speculare e la diffusione ideale. g=Ra/lambda,
Il parametro efficace per cambiare l’indice di diffusività di una superficie è il rapporto tra che
grado di rugosità rela�va alla lunghezza d’onda.
rappresenta il Più cresce la Ra a parità di lunghezza d'onda,
quindi maggiore è g, più andiamo verso una situazione assimilabile al diffusore Lamber�ano (diffusione
ideale).
Quando le superfici sono rifleten� avremo problemi sull’immagine perché vedo elemen� di disturbo
(immagini riflesse che n
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