Lezione 1: capitolo 1
Microeconomia 27/02
Siamo in un mondo di risorse scarse, ad esempio, ogni volta che noi abbiamo gli stipendi dobbiamo affrontare dei vincoli di scarsità, infatti, non posso comprare tutto quello che voglio ma ho dei limiti.
I vincoli di scarsità impongono di compiere tre scelte fondamentali:
- Quanto produrre;
- Come produrre i beni e i servizi scelti;
- Come distribuire il prodotto tra i consumatori, cioè le modalità diverse di distribuzione, per esempio, il prezzo influenza quanto venderò, qualunque società deve sviluppare procedure atte a ripartire i beni fra i consumatori.
Le discipline economiche studiano i modi in cui la società si rapporta a questi tre temi chiave.
Microeconomia e macroeconomia
La microeconomia è una branca dell’economia che riguarda le procedure decisionali degli individui e il modo in cui le loro decisioni determinano l’allocazione delle risorse scarse di una società. Si occupa di una vasta gamma di tematiche legate al comportamento individuale e sociale applicando il metodo scientifico. Può essere utile per decisioni in ambito lavorativo e privato, e anche per valutare gli effetti e la desiderabilità delle politiche pubbliche.
La microeconomia è la branca dell’economia che studia i problemi di allocazione delle risorse scarse e soprattutto come vengono usati i fattori di produzione, da parte del singolo soggetto economico. I fattori della produzione sono: lavoro, capitale e terra. Il capitale è alla base del processo produttivo, una volta che produco devo capire come vendere e come devono essere distribuiti i diritti all’utilizzo; quindi, chi può usufruire i beni che produco e chi no.
La microeconomia studia le scelte del singolo, cosa acquista e cosa produce: la singola persona, la singola famiglia e la singola azienda e quindi i loro effetti sull’allocazione delle risorse a livello collettivo.
La macroeconomia studia, invece, gli effetti generali, e quindi i grandi aggregati e le loro conseguenze per il sistema economico nel suo complesso, il tasso di crescita, la disoccupazione, la domanda globale, l’offerta globale. Per capire la macroeconomia è necessario prima comprendere il comportamento del singolo, cioè la microeconomia.
Come si allocano le risorse?
Quando uno pensa all’economia, spesso pensa al mercato perfetto, cioè un mercato libero, dove si può far quel che si vuole. In realtà il sistema di allocazione viene definito dalle istituzioni. Il funzionamento dell’economia si basa su una serie di istituzioni come leggi, consuetudini e norme sociali che definiscono le procedure attraverso cui la società alloca le proprie risorse. Ci sono leggi che garantiscono il mercato, senza istituzioni il mercato non può esistere.
Esistono vari modi per allocare le risorse:
- Modalità decentrata: tipicamente sono i mercati, dove non c’è un’autorità che ti obbliga a comprare e esiste e viene tutelata la libertà delle persone che scelgono cosa prendere.
- Sistemi di decisione accentrata che sono formate da catene di comando codificate e da istruzioni.
Società capitalista: i mezzi di produzione sono dei privati che li controllano e ne traggono beneficio, è organizzata in mercati dove ci sono tante imprese che producono e tanti consumatori che acquistano e c’è libertà. Società comunista: tutto statalizzato, è lo Stato che decide cosa, come e a quanto produrre e non il mercato. NB: il libro distingue fra capitalismo e comunismo ma in realtà è più giusto parlare di mercati e burocrazie in quanto è tutto più attuale. (Teoricamente)
Nella realtà, nessuna economia è totalmente decentrata o totalmente accentrata, devono per forza unirsi in qualche modo, infatti molti paesi occidentali si considerano accentrati in quanto la spesa pubblica e l’intervento dello Stato è molto presente rispetto ai privati, ad esempio, Francia ma anche Italia, mentre in altri paesi è meno presente come Irlanda, basta calcolare il rapporto percentuale tra spesa pubblica e PIL.
I mercati
I mercati: il mercato è alla base dell’economia e rappresenta la più comune forma di decentramento dell’attività economica e consentono di vendere e di acquistare beni e servizi. Il mercato permette di allocare delle risorse ed è decentrato perché il compratore è libero di acquistare e non è vincolato. Ci sono delle istituzioni che regolano e tutelano sia il compratore che il venditore, e spesso queste istituzioni precisano come deve avvenire lo scambio. I mercati sono gestiti dagli agenti economici e devono essere regolati cioè controllati dallo Stato attraverso regole stringenti ed esplicite per avere una giusta trasparenza.
Quindi cos’è un mercato? È un insieme di attività e regole di scambio relative ad un gruppo di prodotti entro certi confini spaziotemporali. I prodotti appartengono ad uno stesso mercato quando risultano altamente intercambiabili, il denaro consente ciò, è il denaro che comanda e consente tutto soprattutto consente il potere e l’interscambiabilità. Ogni mercato è associato a un unico gruppo di prodotti strettamente collegati fra loro, che vengono messi in vendita entro particolari confini geografici. Secondo gli economisti i prodotti appartengono allo stesso mercato sono altamente sostituibili. Se un singolo venditore può servire qualunque cliente si parla di mercato mondiale.
Per avere un mercato ci devono essere due soggetti: compratore e venditore, i compratori sono i clienti, i privati, e i venditori sono le imprese generalmente. Il prezzo rappresenta tutto quello che influenza il mercato o meglio l’attività di scambio è governata dai prezzi che specificano la quantità di moneta necessaria per ottenere una unità di ciascun bene. Per avere tutte le caratteristiche che voglio, dipende da quanto sono disposta a pagare e il prezzo. I prezzi rappresentano la base di scelta alla fine.
Io posso vendere solo ciò che è mio quindi è molto importante il diritto di proprietà, che è la rivendicazione esigibile su un bene o su una risorsa; tale principio è legato al concetto di proprietà, senza esso il mercato non esiste, perché potrei vendere le cose degli altri non ci sarebbe un incentivo nell’acquistare qualcosa che poi non diventa nemmeno tuo. Lo scambio può avvenire solo se i diritti di proprietà sono trasferibili, se no il mercato non può operare.
I paesi che allocano le risorse scarse soprattutto attraverso i mercati hanno un’economia di mercato, in cui il governo ha un ruolo più o meno consistente. In un sistema di libero mercato esso è piuttosto limitato, lo Stato fa rispettare i diritti proteggendoli ma consente ai mercati di operare liberamente con poche regolamentazioni. Un obiettivo della microeconomia consiste nel determinare se un sistema di allocazione delle risorse scarse funziona bene o no e deve stabilire se alcune decisioni in ambito economico devono essere centralizzate oppure decentralizzate.
Mercati dei fattori produttivi: esistono diversi mercati -> mercato di beni, di lavoro, l’azienda domanda lavoro e il privato offre forza lavoro.
Circuito del reddito: i consumatori spendono i soldi per acquistare i prodotti offerti sul mercato dall’impresa, e per i consumatori questi sono costi mentre per le imprese sono ricavi. Per quanto riguarda invece il salario rappresenta un costo per l’impresa e un reddito per i privati. Se io pago dei beni come corrisposta ho i beni stessi mentre se io pago i salari ho come corrisposta la forza lavoro. Slide pag. 12.
Le ragioni economiche e le scelte
Per ogni passaggio è bene capire le motivazioni che spingono i soggetti economici nel fare gli scambi, per determinare i vari scambi è importante capire perché le persone vogliono fare determinati acquisti. Gli acquisti che faccio li faccio per mille motivi, e decisioni, le scelte si basano su diverse motivazioni. Alla base della scelta c’è una teoria e delle idee che le persone hanno. Si parla quindi di ragioni economiche: si pensa che le persone sono spinte da un personale interesse materiale. Le procedure utilizzate per allocare risorse scarse creano incentivi che spingono gli individui a interpretare determinate attività e a evitarne altre. Nel decidere come spendere il proprio denaro, i consumatori sono mossi da un interesse personale e cercano di scegliere quei beni che soddisfano maggiormente i bisogni e questo vale anche poi nell’ambiente imprenditoriale.
Le scelte economiche si riflettono sulle scelte al consumo ma anche su qualsiasi altra tipologia di scelta per quanto riguarda il pensiero degli economisti. Come scelgono le persone quando hanno dei vincoli? Il benessere psicologico fa tanto.
Per semplicità diciamo che alle persone importa solo il proprio consumo anche se in realtà, anche il consumo delle persone vicino a noi è importante e la teoria economica mette dentro tutte queste cose integrando i comportamenti di agenti altruisti. Il mio obiettivo è massimizzare quanto consumo.
Analisi positiva e analisi normativa
Ci sono due tipi di analisi: analisi positiva è volta a rispondere a domande fattuali che di norma riguardano le scelte o gli esiti del mercato, cioè cosa è successo? Cosa succederà? Delle previsioni economiche e un’analisi causa-effetto, descrive solo la realtà, per esempio in che modo è cambiata la distribuzione della ricchezza tra le famiglie fra il 1900 e il 2020. L’analisi causa-effetto è molto importante ed è alla base della microeconomia, qualche esempio su cosa può accadere: Toyota se fa una campagna pubblicitaria la Fiat risponderebbe con un’altra campagna ancor più massiccia? Per rispondere con precisione alle questioni positive, gli economisti devono attenersi ai fatti obiettivi, evitando giudizi di valore, a volte i fatti non corrispondono a ciò che vorremmo. (Analisi positiva non significa che ci sono solo certezze ma molte sono previsioni che riguardano un argomento fattuale).
L’analisi normativa permette di individuare quali comportamenti sono necessari per raggiungere gli obiettivi, quali comportamenti economici sono desiderabili e quali no al fine di raggiungere l’efficienza sociale? Si dedica più a cosa dovrebbe accadere piuttosto che ciò che è accaduto.
La microeconomia non si occupa solo di denaro ma anzi studia una gamma molto ampia di argomenti e utilizza per far ciò il metodo scientifico.
Strumenti della microeconomia
Strumenti della microeconomia: il metodo scientifico consiste in cinque passi:
- Osservazione iniziale dei fatti, la ricerca scientifica parte dall’osservazione di un fenomeno inspiegabile;
- Teorizzazione, dopo aver osservato un fenomeno sconosciuto, si cerca di dare una risposta chiamata teoria;
- Identificazione delle implicazioni aggiuntive, non è sufficiente che una teoria spieghi le osservazioni che stanno alla base della sua formulazione, essa deve essere messa alla prova;
- Ulteriori osservazioni e verifiche, raccogliendo i dati;
- Raffinamento della teoria, a volte ulteriori osservazioni possono mettere in dubbio implicazioni aggiuntive della teoria, è possibile quindi ritornare poi al 3 o sostituire la teoria e si ritorna al 2.
In economia si usa il metodo scientifico/matematico. Una teoria utile deve essere applicabile su larga scala allo stesso tempo. Proprio perché si usa il metodo scientifico dobbiamo usare la matematica soprattutto per la microeconomia.
Un modello economico è una rappresentazione semplificata di un fenomeno complesso. Gli economisti usano i modelli per formalizzare i rapporti di causa ed effetto tra le variabili economiche. Ogni volta che c’è un problema usiamo 3 strumenti, la matematica, la geometria, e il ragionamento economico cioè l’interpretazione economica, come un problema economico ha le rappresentazioni matematiche, geometriche ed economiche. Il tipico modello economico tratta certe variabili come date e descrive come queste variabili determinano altre variabili.
Le variabili del primo tipo sono esogene, variabili che si considerano come date, rispetto al modello, mentre quelle del secondo si definiscono endogene, le variabili sono determinate dal modello stesso. Molte importanti questioni economiche riguardano il modo in cui le variabili endogene reagiscono al cambiamento dei fattori esogeni, si parla di statica comparata, studio delle reazioni delle variabili endogene al cambiamento delle variabili esogene. Il punto di assestamento che gli economisti studiano prende il nome di punto di equilibrio, spesso gli economisti usano il modello di domanda e offerta per fare analisi di statica comparata, modello domanda e offerta.
Tutti coloro che adottano il metodo scientifico costruiscono modelli basati su ipotesi semplificatrici di base. Le ipotesi semplificatrici consentono di focalizzarsi sugli aspetti considerati più importanti di un fenomeno tralasciando gli altri. La bontà di un’ipotesi va valutata per la sua capacità di semplificare senza deformare eccessivamente il fenomeno che si vuole studiare.
Analisi dei dati
Analisi dei dati, il metodo scientifico richiede di convalidare la teoria confrontandole con i dati empirici che possono essere tratti da varie fonti: banche dati, sondaggi e interviste, esperimenti. Econometria: applicazione dei metodi statistici a questioni empiriche di rilievo economico.
Le banche di dati: alcune imprese compilano registri proprio allo scopo di venderne i dati ad altri, annotando per esempio i prezzi di azioni, obbligazioni.
I sondaggi: possono essere usati per raccogliere dati su praticamente qualunque argomento compresi quelli per cui non sono disponibili banche dati preesistenti.
Esperimenti: sono importanti per verificare le teorie, molto importante è l’esperimento naturale quando gli economisti possono attribuire le differenze nella media dei risultati per i diversi gruppi di persone alle differenze tra le situazioni in cui essi si muovono come avviene in laboratorio. L’applicazione dei metodi statistici alle domande empiriche in campo economico è detta econometria.
Perché gli economisti a volte dissentono?
Slide 20 pag. 19.
Anche se il metodo è quello scientifico, questo non significa che non ci sia spazio per controversie, e le differenze nel giudizio scientifico possono portare a discordie sulle questioni positive. Considerando gli stessi dati si possono avere conclusioni diverse. Non è possibile risolvere le dispute normative che sorgono da differenti giudizi di valore. In sintesi, l’economia è una scienza sociale -> scienza perché usa il metodo scientifico e sociale perché ha come oggetto il comportamento umano.
Decisioni: aspetti chiave
Decisioni: aspetti chiave (riguardo concetto trade-off)
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I trade-off sono inevitabili: ogni volta che faccio una scelta devo considerare i pro e i contro, devo considerare gli incentivi perché gli individui rispondono ad essi perché influenzano le scelte, i prezzi forniscono gli incentivi dato che siamo in un contesto di allocazione decentralizzata, tutte le parti coinvolte possono trarre benefici da uno scambio volontario. La scarsità ci obbliga ad affrontare i trade-off, ovvero a operare delle scelte che implicano dei compromessi. Per ottenere qualcosa devo rinunciare ad altro. Se si ignorano i trade-off si rischia di non fare una scelta giusta ed efficiente e si rischia di perdere opportunità di profitto.
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Le buone scelte di solito si fanno al margine: per decisioni che comprendono questioni di livello, i principi macroeconomici ci suggeriscono di pensare al margine. Se una particolare scelta sia la migliore, ci si chiede se un aggiustamento minimo di questa scelta chiamato variazione marginale possa portare a risultati migliori. Un aggiustamento in generale porta sia a benefici che costi, se i benefici superano i costi chi assume la decisione sarà più soddisfatto, se no no. Se una variazione migliora la condizione vuol dire che la scelta originaria non era la migliore.
L’economista ragiona in termini di costi e benefici, l’obiettivo è quello di minimizzare i costi e massimizzare i benefici, efficienza ed efficacia. Quando si parla di costi non solo materiali ma anche costo-opportunità, non pago solo la retta ma anche ad esempio il mancato salario che non ho, potevo fare qualcosa che non posso fare e lo perdo, il beneficio netto corrisponde alla differenza tra costi e benefici totali. L’irrilevanza dei costi già sostenuti, esempio palestre fanno pagare abbonamento a settembre, a dicembre i soldi pagati a settembre non hanno nessuna rilevanza sulle scelte dopo e quindi magari non ci vado. I costi pagati non hanno rilevanza sul dopo.
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Gli individui rispondono agli incentivi: i benefici forniscono incentivi all’azione, mentre i costi la disincentivano. L’azione diventa più attraente quando i benefici calano e/o i costi aumentano.
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I prezzi forniscono incentivi: i costi per acquisto di beni e i benefici derivano dalla loro vendita dipendono dai prezzi. Un aumento del prezzo costituisce un disincentivo perché alza il costo. Meccanismi domanda e offerta. I prezzi di un bene riflettono sia i costi dei produttori che i giudizi dei consumatori sul valore dei beni, il prezzo deve per forza anche riflettere i gusti perché se c’è tanta domanda il prezzo aumenta ad esempio i beni di marca, ci devono essere entrambe le cose.
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Lo scambio può favorire tutti: uno scambio avviene ogni volta due o più persone permutano beni o servizi che hanno un valore. Lo scambio libera una persona dalla necessità di produrre tutto ciò di cui ha bisogno o che vuole, specializzandosi in qualcosa di specifico e comprando quello che gli serve e che non produce.
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Il prezzo del mercato concorrenziale rispecchia sia il valore per i consumatori sia i costi per i produttori: in un mercato ogni acquirente ha bisogno di un venditore e ogni venditore di un acquirente. Il prezzo di mercato si modifica per equilibrare domanda e offerta. In un mercato concorrenziale il consumatore confronta i vantaggi con i
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