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Infezioni di cute, ossa e articolazioni

Sono sia piogeniche (cioè da batteri che formano pus e quindi generano infezioni purulente) che micotiche (ovvero date da funghi).

Le infezioni della cute possono derivare da invasione esogena o endogena (quando i batteri/funghi da commensali diventano patogeni e raggiungono tramite la via ematica la cute.

Lo strato corneo contiene molti cheratinociti morti mentre lo strato basale separa l’epidermide dal derma.

Il derma contiene: ghiandole sebacee e follicolo del pelo, contiene quindi terminazioni nervose e vasi, inoltre è ricco di collagene ed elastina.

Il tessuto adiposo sottostante invece ha funzione di isolamento e riserva energetica.

La cute alla nascita è sterile, viene poi colonizzata successivamente. Il pH cutaneo (5,5) e la flora microbica residente aiuta a non far crescere microrganismi.

Classificazione delle infezioni della cute

Le infezioni della cute le dividiamo in base a quelle che:

Si propagano

  • Impetigo: da S. Pyogenes. Possiamo avere due tipi di impetigine: 1ªria (i batteri invadono la pelle sana senza un sito di entrata) e 2ªria (i batteri invadono la pelle perché un'altra infezione ha danneggiato la barriera cutanea). Sintomi: formazione di piccole placche cutanee con vescicole che si riempiono di pus di colore giallo vivo. La vescicola si rompe e si forma una crosta color giallo miele; può inoltre dare febbre e malessere generale. È un'infezione tipica dell’infanzia. Una variante è l’Impetigo Bollosa che forma delle vescicole che si allargano rapidamente a formare delle bolle piene di liquido purulento.
  • Erisipela: da S. Pyogenes. Colpisce soprattutto braccia, gambe e volto. Sintomi: febbre, freddo, brividi. Sulla pelle abbiamo una chiazza rossa in rilievo è ben delineata. Terapia: antibiotici.
  • Cellulite: infiammazione del tessuto connettivo sottocutaneo che porta dolore ed edema. (Non riguarda il tessuto adiposo). Terapia: antibiotica.

Non si propagano

  • Follicolite: da S. Aureus. È un'infezione che riguarda il follicolo del pelo (via di ingresso per microrganismi). Sintomi: si forma una papula eritematosa alla base del fusto del pelo (ovvero una zona rialzata di tessuto cutaneo) che se viene rimossa lascia una piccola cicatrice che guarisce spontaneamente senza lasciare segni. Se invece si parla di follicolite profonda questa colpisce tutto il follicolo pilifero, e ci appare come un foruncolo. Terapia: antibiotici e indossare abiti non stretti e traspiranti per evitare lo stress meccanico della cute.
  • Fasciti necrotizzanti: da S. Pyogenes (detto batterio “mangiacarne”), enterobatteri etc.. È un'infezione fortunatamente rara degli strati profondi della pelle e che si espande rapidamente. La terapia insorge in modo aggressivo e se non trattata in tempo evolve in una lesione cutanea con bolle, trombosi capillare, necrosi dei tessuti sottocutanei fino ad arrivare a shock settico e morte. Sintomi: a partire da una zona in cui si ha avuto un trauma si inizia a sentire dolore sproporzionato rispetto al danno esteriore. Si riscontra poi gonfiore nel tessuto interessato, diarrea e vomito. Si ha poi la formazione di vesciche con conseguente necrosi dei tessuti sottocutanei che emanano cattivo odore, insieme a febbre, a questo stadio, se non si interviene prontamente si può arrivare a shock settico con collasso generale e morte.
  • Dermatomicosi: da Epidermophyton, Microsporum e candida. Le infezioni più comuni e facilmente identificabili sono le micosi cutanee. Per riconoscere con quale fungo siamo entrati in contatto, andiamo a vedere le strutture filamentose, o IFE che formano, e possiamo distinguere: Microconidi e Macroconidi (insieme di microconidi) che identifichiamo grazie allo spessore e rugosità della parete. ***I conidi sono spore fungine utilizzate per la riproduzione*** Sintomi: aree arrossate, squamose, ma a volte anche asintomatiche. Se non sono diagnosticate in tempo possono espandersi al resto del corpo. Terapia: farmaci antimicotici.

Microrganismi coinvolti nelle infezioni della cute

Vediamo i microrganismi coinvolti nelle infezioni della cute:

Staphylococcus aureus

Staphylococcus aureus: GRAM+, a grappolo. Immobile, a capsula fò ed asporigeno.

Aerobi/anaerobi facoltativi. Sono scarsamente esigenti dal punto di vista nutrizionale e sono alofili (ovvero tollerano alte concentrazioni saline).

È un batterio commensale, ma patogeni in alcune condizioni.

Lo troviamo sulla pelle, in apparato respiratorio, urinario etc..

Se posto su un terreno solido in crescita, produce colonie gialle.

Fattori di virulenza

Fattori di virulenza: ne troviamo diversi, che dividiamo in:

Esotossine

  • Alfa, Beta, Gamma e Delta emolisina e leucocidina: che sono tossiche per molte cellule come ad es. eritrociti, macrofagi e piastrine.
  • Tossina esfoliativa: degrada i desmosomi sulla cute (ovvero una giunzione proteica tra cellule vicine che le salda, dando resistenza, causando l’esfoliazione della pelle).
  • Enterotossina: provoca gastroenteriti a seguito di intossicazione alimentare causata da una assunzione di cibi ricchi di lipidi (che favoriscono la crescita batterica) nei quali è stata prodotta una certa quantità di enterotossina. Incrementa quindi la peristalsi intestinale e la perdita di liquidi.
  • Tossina della sindrome da shock tossico: che porta alla comparsa di gravi sintomi generalizzati e manifestazioni eritematose, necrosi dei tessuti fino ad arrivare alla morte.

Malattie provocate dai funghi sulla cute

I funghi sulla cute possono provocare diverse malattie:

  • Epidermofizie: a seguito di una lesione, la spora del fungo germina sull’epidermide, rilascia un conidio che arriva in profondità, germina e rilascia l’IFA, che va ancora più in profondità. Si genera sulla cute una lesione rotonda che si espande con squame o vescicole presenti sulla pelle glabra (senza peli) e sulle grandi pieghe cutanee (es. inguine) a causa di un microclima umido (per abiti stretti, non traspiranti e formazione di calore) che fa sì che il fungo proliferi.
  • Onicomicosi: ne esistono due tipi: Superficiale e Profonda (è la più insidiosa); per la cura è necessario molto tempo, poiché l’unghia è impermeabile e quindi le sostanze vengono assorbite pochissimo.
  • Tigne: ne esistono due tipi: Non infiammate ed Infiammate (provocano alopecia. Se il patogeno viene eliminato i capelli ricrescono, in caso contrario può distruggersi il bulbo con conseguente alopecia permanente). Ci sono però altri 3 tipi di tigne:

Tipi di tigne

  • Tigne tonsuranti: colpiscono bambini di 4/12 anni. Può essere provocata da contatto con animale (es. gatto) infetto. La diagnosi viene svolta con la lampada di wood (poiché danno fluorescenza gialla/verde se provocata da Microsporum, altrimenti, se non danno fluorescenza è provocata da Trichophyton).
  • Tigne suppurative: possono comparire con o senza febbre e possono avere in evoluzione rapida (che comporta poi la ricrescita dei capelli) o lenta (che comporta la distruzione del bulbo pilifero).
  • Tigne faviche: sono delle croste gialle, al di sotto delle quali troviamo le “cavità faviche” con fuoriuscita di capelli. Il capello non ricresce e resta la cicatrice.
  • Lesioni profonde.
  • Manifestazioni allergiche.

Enzimi

  • Coagulasi: trasforma il fibrinogeno in fibrina (che è insolubile) e che forma dei coaguli che proteggono il batterio nelle prime fasi dell’infezione.
  • Catalasi: converte il perossido di idrogeno (H2O2 o acqua ossigenata che è tossico per il batterio) in acqua e ossigeno.
  • Stafilochinasi: trasforma il plasminogeno in plasmina (che serve a degradare la fibrina, e quindi a sciogliere i coaguli). Aumenta l’invasività del patogeno poiché rompe il coagulo prima formato per proteggerlo, permettendogli di passare da uno stato “inattivo” ad uno stato invasivo.
  • Lipasi e Nucleasi: permettono l’utilizzo rispettivamente dei lipidi e degli acidi nucleici. Servono anche come protezione poiché i lipidi acidificano la pelle, con azione battericida, ma grazie a questi enzimi i batteri riescono a colonizzare anche le aree sebacee della pelle.
  • Ialuronidasi: aumenta l’invasività del batterio poiché abbatte le barriere di acido ialuronico (che conferisce alla pelle la resistenza ed il mantenimento della forma, mentre la sua mancanza determina un indebolimento della pelle promuovendo la formazione di inestetismi come es. le rughe) presenti nel tessuto connettivo.
  • Penicillinasi: idrolizza le penicilline.

Sintomi e terapia

Sintomi: potrebbero essere presenti noduli cutanei simili a foruncoli, con possibile rossore, e pus.

Terapia: spesso presentano antibiotico-resistenza, quindi le penicilline in questo caso non agiscono più. La scelta dell’antibiotico deve essere fatta sulla base dell’antibiogramma (ovvero un test in vitro che permette di valutare a quale antibiotico è sensibile quel dato microrganismo, valutandolo quindi in base alla sua resistenza o sensibilità).

Patologie provocate da Staphylococcus aureus

Le patologie che questo batterio provoca sono:

  • Impetigine: infezione cutanea caratterizzata da croste, bolle, rossore e prurito. Grattandosi le bolle scoppiano ed espongono la pelle ad altre infezioni batteriche che possono essere più pericolose della precedente. Terapia: antibiotici sulla cute o per via orale, con piccole attenzioni in più per gli oggetti con cui si viene a contatto (es. lenzuola) che devono essere ben disinfettati.
  • Follicolite: infezione che genera foruncoli in zone dove sono presenti peli, in particolare sulla base del fusto del pelo. Rimuovendo il foruncolo resta una piccola ferita che non lascerà cicatrici. Riguarda gli strati superficiali della pelle, ma se profonda colpisce tutto il follicolo pilifero. Terapia: utilizzare vestiti larghi e traspiranti per permettere la g
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Scienze mediche MED/07 Microbiologia e microbiologia clinica

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