METODI E TECNICHE DELL’ATTIVITÀ MOTORIE
LEZIONE 1
Contenuti:
-le basi neurofisiologiche della motricità
-elementi costruttivi della motricità
-l’apprendimento motorio
-elementi di educazione motoria
-la didattica dell’ educazione motoria
-motricità e attività ludiche
-la cultura del gioco, giuoco e dello sport
-scuola ed educazione motoria
-elementi e strategie didattiche per l’educazione motoria
Per iniziare:
Le più recenti stime comparative globali disponibili del 2010 indicano che in tutto il mondo il
23%degli adulti e l'81%degli adolescenti(di età compresa tra 11 e 17 anni) non soddisfano le
raccomandazioni globali dell'OMS sull'attività fisica per la salute. In particolare, la prevalenza
dell'attività varia considerevolmente all'interno e tra i paesi e può raggiungere |'80%in alcune
sottopopolazioni adulte. L’inattività fisica negli adulti è più alta nelle regioni del Mediterraneo
orientale,delle Americhe, dell'Europa e del Pacifico occidentale,ed è più bassa nella regione
del Sud-est asiatico.
Questa inattività si verifica nella maggior parte dei casi nei paesi maggiormente sviluppati,
dove il miglioramento delle condizioni di vita (modelli di trasporto passivo,uso delle
tecnologie per lavoro e tempo libero), favorisce la sedentarietà.
A livello globale, si stima che l'inattività fisica costi 54 miliardi di $ in assistenza sanitaria
diretta, nel 2013, di cui il 57% è sostenuto dal settore pubblico e ulteriori 14 miliardi di $ sono
attribuibili alla perdita di produttività. Le stime dei paesi sia ad alto reddito che a basso e
medio reddito indicano che tra l'1 e il 3% della spesa sanitaria nazionale è attribuibile
all'inattività fisica. Queste stime sono ritenute prudenti a causa dei limiti dei dati disponibili e
dell'esclusione dei costi associati alla salute mentale e alle condizioni muscoloscheletriche.
Inoltre, i costi per la società al di fuori del sistema sanitario, come i potenziali benefici
ambientali derivanti dall'aumento degli spostamenti a piedi, in bicicletta e dall'uso dei
trasporti pubblici e la conseguente riduzione dell'uso di combustibili fossili, non sono ancora
inclusi in una valutazione d'impatto totale.
La sedentarietà ha effetti negativi su:
- Sistema Neuromuscolare:
1. Perdita di azoto, fosforo e calcio
2. Perdita di massa muscolare
3. Denervazione delle fibre muscolari e danni alla giunzione neuromuscolari
- Omeostasi glicemica :
Bastano 14 giorni di inattività fisica diminuisce la sensibilità insulinica del 17-44%
- Sistema Cardiorespiratorio :
2 settimane di inattività fisica portano a una riduzione del 7% della VO2max
- Metabolismo :
Sviluppo insulino-resistenza (le cellule del nostro organismo non riconoscono l’insu
responsabile del passaggio del glucosio dal sangue alle cellule), accumulo del tessuto
adiposo (principale deposito di trigliceridi) e catabolismo del magra (perdita significativa di
fibrocellule contrattili, ovvero muscolari).
Il contesto italiano:
Per quanto riguarda in particolare l’Italia, la scheda evidenzia subito che le malattie non
trasmissibili (diabete, malattie cardiovascolari, tumori, malattie dell’apparato respiratorio etc.)
rappresentano un tasso di mortalità del 91%.
In questo quadro, appaiono rilevanti i dati dei sedentari divisi per fasce d'età, che vedono
tra gli adolescenti (11-17 anni) un aumento delle ragazze 92% rispetto ai ragazzi 86% -
come si evince dal grafico a seguire.
Differenza tra Educazione motoria, educazione sportiva ed educazione fisica:
Educazione motoria→ qualità del movimento
Educazione fisica→ qualità di movimento che già deve essere stata appresa, provoca
dispendio energetico.
Educazione sportiva→ quello che noi andiamo ad insegnare nel concreto alla classe
Attività fisica:
Qualunque movimento determinato dal sistema muscolo-scheletrico che si traduce in un
.
dispendio energetico superiore a quelle delle condizioni di riposo
Principi di anatomia:
Cellula→ tessuto→ organo→ apparato→ sistema
Tutte le funzioni vitali del corpo umano, che andranno a garantire l’omeostasi, sono svolte da
un insieme di strutture, sistemi e apparati che consentono anche l’azione e il pensiero. Il
sistema nervoso, attraverso l’encefalo, il midollo spinale, i nervi periferici e gli organi di
senso, coordina le funzioni di tutti gli apparati, riceve stimoli dall’esterno e li elabora
fornendo le risposte adeguate; memorizza le esperienze ed elabora il pensiero.
Il sistema endocrino:
Il sistema endocrino, attraverso ipofisi, tiroide, paratiroide, surreni, pancreas, ovaie e
testicoli, produce gli ormoni, che a loro volta regolano le grandi funzioni dell’organismo:
la crescita, il metabolismo, la riproduzione, la funzionalità degli organi.
I tessuti, che consistono in insiemi di cellule aventi forma e struttura che concorrono allo
svolgimento di una stessa funzione, necessitano di vari tipi di “carburante” per far funzionare
l’apparato in generale e soprattutto il movimento tramite le ossa, i muscoli, i tendini, le
articolazioni. Questo rifornimento è assunto per mezzo dell’apparato respiratorio formato da:
rinofaringe, faringe, trachea, bronchi e polmoni. Questo insieme, con la respirazione,
provvede all’assunzione di ossigeno e all’espulsione dell’anidride carbonica prodotta dai
tessuti.
L’apparato digerente:
L’apparato digerente, composto da esofago, stomaco, intestino, pancreas e fegato, assume
gli alimenti e, attraverso un complesso processo chimico, li trasforma in sostanze
energetiche elementari. Le sostanze prodotte, elaborate o acquisite dall’esterno con la
respirazione e l’alimentazione, sono trasportate ai tessuti dell'apparato cardiovascolare,
formato dal cuore, da arterie e vene, dai vasi capillari e, naturalmente, dal sangue. L’attività
dei tessuti e i procedimenti chimici che trasformano i carburanti, in pratica il metabolismo,
producono anche scorie che vengono filtrate ed eliminate da reni, cute e polmoni.
Ha il compito di ingerire gli alimenti e di trasformarli in materiali più semplici fino a scomporli
nelle sostanze chimiche elementari. Questi materiali sono assorbiti e trasportati dal
sangue alle cellule. Naturalmente devono essere assunte anche tutte quelle le sostanze
necessarie per costruire strutture, cellule e tessuti e per produrre l’energia necessaria al
sostentamento. Queste sostanze sono: zuccheri (carboidrati), grassi (lipidi), proteine,
vitamine, acqua, sali minerali.
I carboidrati, facili e pronti da usare, sono la principale fonte energetica e possono essere
immagazzinati come riserva oppure trasformati in grassi e accumulati nel tessuto adiposo
(funzione energetica). I grassi sono formati dagli stessi elementi chimici dei carboidrati, ma
con una diversa struttura. Il loro impiego non è immediato: una gran parte è immagazzinata
nel tessuto cellulare adiposo per essere utilizzata a scopo energetico quando si esauriscono
le riserve di zucchero; un’altra parte, in misura minore, serve per costruire i costituenti
cellulari (funzione di deposito).
Il carburante necessario ai tessuti viene trasportato dal sangue, una soluzione liquida in cui
sono disciolte molte sostanze: le sostanze nutritive, le vitamine, i sali, gli anticorpi, che con i
globuli bianchi contrastano le aggressioni dei microbi, e i globuli rossi, che trasportano
l’ossigeno e quindi essenziali alla vita.
L’apparato respiratorio:
L’aria inspirata entra dal naso o dalla cavità orale, attraversa faringe, laringe, trachea e
raggiunge i polmoni attraverso le ramificazioni dei bronchi. Durante il percorso viene filtrata,
umidificata e riscaldata. Negli alveoli polmonari avviene lo scambio gassoso tra l’aria e il
sangue: entra aria ricca di ossigeno e ne esce carica di anidride carbonica. La ventilazione
polmonare è resa possibile grazie alla diversa pressione tra i polmoni e l’esterno. Differenza
provocata dai
movimenti respiratori che richiedono una certa attività muscolare.
L’apparato cardiocircolatorio:
Il corpo umano, per svolgere le sue varie funzioni, si avvale dell’attività di organi e apparati
formati da milioni di cellule, che assolvono funzioni diverse all’interno dell’organismo.
Ognuna di queste cellule, per lavorare, ha bisogno costantemente di sostanze chimiche e
deve poter eliminare le sostanze di rifiuto prodotte durante il suo lavoro. Queste funzioni di
rifornimento e di ricambio sono svolte dal sistema cardio-circolatorio, che può essere
considerato come un sistema a circuito chiuso, formato da:
• arterie: vasi che partono dal cuore;
• capillari: vasi più piccoli che arrivano a tutti i tessuti, dove avviene lo scambio tra sostanze
nutritive e scorie;
• vene: vasi che tornano al cuore.
• cuore: può essere considerato una vera e propria pompa che, contraendosi, assicura a
tutte le cellule il rifornimento di sostanze nutritive e di ossigeno e consente lo scarico delle
sostanze di rifiuto attraverso il sangue. L’attività di pompaggio del cuore e la conseguente
irrorazione dei tessuti aumenta se l’attività fisica effettuata richiede un maggior apporto di
ossigeno.
L’apparato locomotore:
L’apparato locomotore è quell’insieme di organi che consentono il movimento dal punto di
vista meccanico. Esso è costituito da una componente passiva (il sistema scheletrico) e da
una componente attiva (il sistema muscolare). Il sistema scheletrico è formato da ossa e da
articolazioni e svolge le funzioni di:
• protezione: difende i più importanti organi interni da agenti esterni;
• sostegno: da stabilità agli organi e conferisce forma e posizione al corpo nello spazio;
• movimento: che è reso possibile dall’azione coordinata dei muscoli che, inseriti sulle ossa
tramite i tendini, contraendosi e rilasciandosi provocano gli spostamenti del corpo e delle
sue parti.
Le ossa sono organi duri e resistenti, ma dotati di una certa elasticità. Esse sono connesse
tra loro in modi diversi e rappresentano una specie d’impalcatura che dà forma e sostegno al
corpo. Si può inoltre affermare che le ossa sono elementi passivi del movimento, in quanto
su di esse agiscono i muscoli.
Le estremità delle ossa articolate sono rivestite dalla cartilagine, tessuto connettivale di
sostegno, che consente lo scivolamento con effetto ammortizzante di un’articolazione
sottoposta a un carico di peso. I capi articolari sono collegati per mezzo dei legamenti e tutta
l’articolazione è rivestita da una capsula nella quale circola un liquido - liquido sinoviale - che
riduce ulteriormente l’attrito durante il movimento.
Le articolazioni costituiscono la connessione anatomica di due segmenti ossei, permettendo
così i movimenti delle varie parti del corpo. Esse hanno forma diversa a seconda del ruolo
cui sono deputate: esistono infatti articolazioni che connettono due segmenti ossei senza
consentire loro alcuna mobilità (es. ossa del cranio) e articolazioni che consentono invece
vari gradi di movimento (es. quelle degli arti).
Dal punto di vista strutturale, le articolazioni si suddividono in:
-Articolazioni fibrose: le ossa sono unite da tessuto fibroso;
-Articolazioni cartilaginee: le ossa sono legate da cartilagine;
-Articolazioni sinoviali: le ossa sono separate da una cavità.
Suddivisione funzionale; le ossa dello scheletro umano, infatti,
sono connesse per mezzo di articolazioni a cui sono consentiti
movimenti di vario tipo e grado.
I muscoli, come già detto, costituiscono la componente attiva dell’apparato locomotore e ne
distinguiamo tre diversi tipi:
• muscoli lisci (o involontari) la cui contrazione non è volontaria ma dipende dall’attività del
sistema nervoso autonomo che regola le funzioni viscerali;
• muscoli scheletrici (o striati, o volontari) che, inserendosi sulle superfici ossee attraverso i
tendini, regolano il movimento e sono innervati dal sistema nervoso centrale;
• muscolo cardiaco, che pur essendo un muscolo striato è indipendente dalla nostra volontà.
I tipi di tessuti muscolari:
I muscoli scheletrici sono suddivisi in 3 gruppi, in base al tipo di fibre di cui sono formati.
Fibre I
Le fibre I, lente e ossidative, sono resistenti agli stati di elevata fatica e sono reclutate nei
movimenti di rilasciamento e nella fase lenta della locomozione. Sviluppano potenza
aerobica, ovvero la forza nell’unità di tempo e hanno picchi di forza non molto alti. Per
spiegare gli effetti di potenza aerobica a livelli massimali, basti pensare a un atleta coinvolto
in una maratona.
Fibre II a
Le fibre II a, rapide e ossidative, hanno la capacità di produrre apici più alti di forza e anche
un maggiore output di potenza rispetto a quelle di tipo I.
Contraendosi con il meccanismo anaerobico, creano scorie metaboliche. L’esercizio
anaerobico, che varia da moderato a intenso, genera un debito di ossigeno relativo allo stato
dell’allenamento del soggetto con conseguente aumento della produzione di lattato ematico.
Anche le capacità di recupero e smaltimento sono relativi allo stato dell’allenamento della
persona.
Lo smaltimento del lattato prodotto durante lo sforzo può variare da pochi minuti ad alcune
ore. Alcuni studi hanno dimostrato che per soggetti allenati a cui viene somministrato un
recupero attivo della durata di circa 40’ con una variabile del 35/65% del VO2MAX dopo
uno sforzo massimale induce un miglioramento della rimozione del lattato.
Fibre II b
Le fibre del tipo II b, rapide e glicolitiche, si contraggono con un meccanismo anaerobico di
breve durata, generando una resistenza ad alti carichi e risposte massimali. Altissima
potenza nell’esercizio, rapide contrazioni e velocissima risposta motoria. Questa
caratteristica strutturale è un’espressione che caratterizza la genetica muscolare: la
costituzione anatomica è definita per una numerosità di proteine contrattili destinate a
questa risposta.
La proporzione del numero di fibre cambia in relazione alla performance. Ad esempio, uno
sprinter potrà avere una percentuale muscolare composta dal 75-80% di fibre rapide, mentre
un corridore di lunghe distanze, avrà la stessa percentuale di fibre lente.
Le fibre rapide tendono a svilupparsi in particolari specialità: forza molto elevata e potenza
nel tempo – la cosiddetta esplosività – e riescono a reclutare una quantità di fibre molto
elevata, giustificando il 70-75% di fibre che possiede un muscolo così costruito.
La forza, è una caratteristica che si può sviluppare, le cui determinanti sono:
-diametro trasverso dei muscoli (2-3 kg per cm2 di area trasversa)
-numero di fibre rapide
-capacità di reclutamento delle unità motorie
-coordinazione intramuscolare e intermuscolare (capacità della muscolatura agonista e
antagonista di lavorare sinergicamente)
-lunghezza iniziale del muscolo
-numero di unità motorie reclutate
Al muscolo agonista si oppone un muscolo antagonista che dosa e contiene il movimento. Il
muscolo ha una contrazione isotonica, in cui si accorcia e la tensione rimane costante, e una
isometrica, in cui non può mai accorciarsi ma aumenta la sua tensione.
Il movimento:
E' attivato dal sistema nervoso centrale: nell’encefalo esistono delle aree specifiche per
ciascun settore muscolare; l’attivazione di queste aree genera un impulso nervoso che,
viaggiando lungo il midollo spinale e i nervi periferici, arriva alla fibrocellula (unità elementare
della fibra muscolare).
Il punto d’incontro tra nervo e muscolo è chiamato “placca motoria”, dove attraverso un
processo biochimico, avviene prima l’eccitazione e poi la contrazione. Il midollo spinale è la
sede dove si generano i riflessi involontari degli arti e dove viaggiano le informazioni
sensoriali e gli ordini motori.
Il sistema nervoso periferico è costituito da nervi che collegano i “recettori” (occhio, cute,
orecchio, ecc.) e gli “effettori” con il sistema nervoso centrale. Le informazioni che arrivano
al cervello vengono elaborate e trasformate. I recettori si dividono in esterocettori, cioè nervi
sensibili alle variazioni dell’ambiente esterno, e in enterocettori, ovvero nervi sensibili agli
stimoli interni (fame, sete, ecc.). Infine vi sono i propriocettori, che raccolgono informazioni
relative ai cambiamenti della posizione del corpo e della tensione di muscoli, tendini e
articolazioni. A loro dunque spettano compiti essenziali nella regolazione del portamento del
corpo e nell’esecuzione coordinata dei movimenti.
La contrazione muscolare rappresenta un lavoro meccanico e quindi ha bisogno di energia,
che è fornita da una molecola chiamata Atp. Questa è presente nei muscoli solo in piccole
quantità e deve essere sintetizzata frazionando carboidrati e grassi.
L’accumulo di acido lattico determina l’affaticamento muscolare.
Un tipico esempio di attività fisica basata sul meccanismo aerobico è la corsa lenta e di
lunga durata. Insegnare a un giovane a comportarsi da atleta significa dunque insegnargli il
rispetto per il proprio corpo. Insegnare ad allenare, educare il proprio corpo è necessario
perché gli apparati-locomotore, respiratorio, cardiocircolatorio- siano sempre all’altezza dello
sforzo richiesto. E’ necessario, inoltre, insegnare a rispettare i cicli dell’attività e del riposo.
LEZIONE 2
Cervello e movimento:
Moviménto s. m. [der. di muovere]. – L’azione del muovere o del muoversi; è dunque sinon.
di moto (rispetto al quale è, in genere, meno specifico).
Con riferimento a una so
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