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Metodi e strumenti d'indagine nel ciclo di vita

Lezione iniziale: informazioni organizzative

Contenuti del corso

Prof. Ermanno Quadrelli

  • Il Prof. non caricherà le sue lezioni.
  • Gli argomenti della I parte del corso:
    • Cosa studia la psicologia dello sviluppo?
    • Disegni di ricerca in psicologia
    • Lo sviluppo fisico e cerebrale
    • Lo sviluppo del comportamento
    • Lo sviluppo motorio
    • Lo sviluppo percettivo
    • Tecniche e misure per lo studio delle capacità percettive in prima infanzia
    • Misure classiche / comportamentali
    • Misure elettrofisiologiche / correlati neurali
    • Lo sviluppo cognitivo
    • Contesti di sviluppo – relazione caregiver-bambino
    • Contesti di sviluppo – relazione tra pari

La bibliografia della I parte del corso

Slide delle lezioni (.pdf sulla pagina e-learning del corso) + Per approfondire:

Barone L. (2019). Manuale di Psicologia dello sviluppo. Carocci Editore (Cap. 1 Per capire oggi la psicologia dello sviluppo, Cap. 2 I contesti elettivi dello sviluppo: la famiglia e la scuola, Cap. 3 I metodi di ricerca, Cap. 4 Lo sviluppo percettivo e motorio, Cap. 6 Acquisire e utilizzare le competenze: lo sviluppo cognitivo)

Metodi e strumenti d'indagine nel ciclo di vita

Prof.ssa Elena Nava

  • La Prof.ssa non caricherà le sue lezioni.
  • Argomenti del corso:
    • Sviluppo (cognizione, comportamento, sviluppo percettivo, sviluppo motorio)
    • Invecchiamento (cognizione, invecchiamento atipico, invecchiamento attivo)

Materiale per la parte di Sviluppo: Slide + venire a lezione.

Materiale per la parte di Invecchiamento: Slide + venire a lezione.

Obiettivi del corso

  • Acquisizione della conoscenza di alcuni aspetti di base della psicologia del ciclo di vita, con particolare riferimento allo sviluppo cognitivo, percettivo, così come l'invecchiamento tipico e atipico
  • Capacità di presentare efficacemente un articolo, libro o film su uno degli aspetti trattati durante il corso

L'esame è scritto + orale facoltativo; max 2 punti per la presentazione.

Lezione 1 - Cosa studia la psicologia dello sviluppo?

Obiettivo della psicologia Studiare il comportamento umano e i processi interni che lo producono e lo regolano. L’uomo è una creatura biologica e sociale. Non basta che un teorico studi i bambini per farne un teorico dello sviluppo! Quello che è critico per una teoria dello sviluppo è il focus sui cambiamenti che si verificano nel comportamento e nei processi psicologici in funzione del tempo, dal concepimento alla nascita, all’età adulta e alla vecchiaia (ciclo di vita). Nei primi 2 anni di vita (prima infanzia) il cambiamento è massimo; durante l'adolescenza avvengono altri cambiamenti macroscopici. L'attenzione è sul processo e non sul comportamento in sé.

Per sviluppo si intendono i cambiamenti che avvengono in funzione del tempo all'interno di una o più aree del comportamento grazie alle interazioni tra i fattori biologici e l'esperienza fornita dall'ambiente, a tutti i suoi livelli (individuale, condiviso, specie-specifico).

Il concetto di sviluppo:

  • Fa riferimento a cambiamenti quantitativi ma anche qualitativi, che mancano nel concetto di crescita.
  • Include l'idea di una parziale programmazione interna e di un ambiente specie-specifico, che mancano nel concetto di maturazione e nel concetto di apprendimento. Es. Differenza tra sviluppo linguistico e apprendimento di una lingua.

Studiare lo sviluppo significa assumere un punto di vista dinamico (non statico), perché lo sviluppo è una sequenza di trasformazioni, e non una sequenza di prodotti. Quindi, studiare lo sviluppo significa:

  • Focalizzarsi sulle curve che descrivono le trasformazioni che avvengono nel tempo
  • Focalizzarsi su ciò che precede e ciò che segue ogni comportamento (es. riflessi neonatali / comportamenti motori volontari)
  • Lo sviluppo implica una sequenza di trasformazioni che non sempre porta a un miglioramento / incremento.

Trasformazioni non lineari: le curve che descrivono lo sviluppo non sono sempre monotoniche, unidirezionali.

Esempi

  • Alcune abilità si estinguono nel corso del tempo. Es. Sviluppo percettivo: modificazione della capacità di discriminazione percettiva. Alla nascita i bambini discriminano i contrasti fonetici di tutte le lingue (ba-pa; ra-la). Questa abilità subisce un decremento tra i 6 e i 9 mesi, che riflette la contemporanea specializzazione dei processi percettivi per i suoni di L1. Lo stesso accade per la capacità di discriminare i volti (umani vs non-umani, o di razze diverse) sintonizzazione percettiva.
  • Alcune abilità scompaiono e poi ricompaiono nel corso del tempo. Es. Sviluppo linguistico: sviluppo della capacità di usare la forma passata dei verbi. Le produzioni sono inizialmente corrette (3 anni) e peggiorano intorno ai 4-5 anni per poi tornare a essere corrette (6-7 anni) fenomeno dell’ipercorrettismo.
  • Alcune abilità compaiono e scompaiono ripetutamente nel corso del tempo. Es. Sviluppo motorio: sviluppo della dominanza manuale. Ripetute fluttuazioni nel 1 anno di vita, legate ad altre importanti acquisizioni motorie (gattonare, camminare) e alle esperienze sensomotorie che ne derivano.

La psicologia dello sviluppo ha 2 obiettivi principali, legati al tentativo di rispondere a 2 domande:

  • 1. Cosa si sviluppa - Livello descrittivo
  • 2. Come avviene lo sviluppo - Livello interpretativo

1. Cosa si sviluppa?

1. Come avviene lo sviluppo? Il modo in cui lo sviluppo viene spiegato è fortemente influenzato da alcuni assunti teorici di base che caratterizzano i diversi approcci teorici, relativamente a due questioni:

  • La natura umana: In che modo l'individuo (i.e. la natura umana) contribuisce al suo sviluppo?
    • Visione meccanicista: gli esseri viventi sono paragonati alle macchine, che funzionano sotto la pressione di forze esterne. L'individuo è passivo perché è plasmato dalla propria esperienza (i.e., comportamentismo).
    • Visione organismica: prende a modello i sistemi viventi piuttosto che le macchine. L'individuo è artefice attivo del suo sviluppo, in quanto contribuisce a determinare le proprie esperienze (i.e., costruttivismo, Piaget).
    • Visione contestualista: stressa l'influenza del contesto sociale e culturale nel quale l'individuo è immerso. Un comportamento ha significato solo in relazione al suo contesto (i.e., approccio socio-cognitivo, Vygotskij).
  • Il rapporto tra natura e cultura, biologia e esperienza: Qual è il ruolo svolto dai fattori biologici e ambientali nella determinazione del cambiamento nel tempo?
    • Innatismo: fin dalla nascita, la mente è organizzata in modo tale da poter imporre un ordine alla stimolazione sensoriale e trasformare le sensazioni in percezioni dotate di significato (es: sviluppo del linguaggio, Chomsky).
    • Maturazionismo: la maturazione è il meccanismo che regola la comparsa di nuove abilità. Il patrimonio genetico controlla sia la traiettoria dello sviluppo tipico sia le differenze individuali (es: sviluppo motorio, Gesell).
    • Empirismo: la mente del neonato è una tabula rasa. Tutta la conoscenza deriva dall’esperienza.
    • Comportamentismo, Teorie dell’apprendimento: l’organismo è plasmato dall’ambiente perché tende a ripetere i comportamenti che hanno avuto conseguenze positive su di sé (apprendimento associativo) o sugli altri (apprendimento imitativo). Sviluppo = progressivo modellamento delle risposte del bambino da parte dell’ambiente.
    • Costruttivismo: lo sviluppo è il prodotto dell’interazione tra fattori biologici e conoscenza acquisita attraverso l’esperienza. Il b. costruisce gradualmente la propria comprensione della realtà attraverso scambi bidirezionali tra le competenze che possiede e l’esperienza con l’ambiente (Piaget, anni ‘60).

La domanda non è se e quanto i geni e l’esperienza influenzano lo sviluppo, Posizione interazionista ma come interagiscono nel tempo.

  • Come la loro influenza si modifica nel tempo?
  • In quali momenti l'una o l'altra componente ha maggiore probabilità di esercitare i propri effetti?

Studiare lo sviluppo significa assumere una visione sistematica, dipendente dal contesto. Il processo di sviluppo, a tutti i suoi livelli (geni, cellule, cervello, organismo, forme complesse di comportamento), è il risultato dell'interazione tra molteplici fattori, sia interni che esterni al sistema.

Sistema: può essere una singola cellula, una popolazione di cellule, il cervello, una specifica abilità o l'intero organismo.

Ambiente: tutto ciò che sta fuori dal sistema e lo influenza. Studiare il cambiamento significa assumere una visione sistemica perché lo sviluppo coinvolge diverse componenti che funzionano in connessione tra loro. Lo studio del livello cerebrale, comportamentale, mentale e delle relazioni tra loro e con l'ambiente richiedono di considerare lo sviluppo come un oggetto di studio complesso regolato dalla logica dell'interattività e della reciprocità.

I diversi livelli ai quali può avvenire l’influenza dell’ambiente sociale

La logica dell'interattività e della reciprocità obbliga a considerare lo sviluppo come un processo probabilistico. L'esito dei processi evolutivi dipende dal modo in cui essi si realizzano e non da un piano fissato in anticipo.

Differenze individuali: Lo sviluppo è una forma di auto-organizzazione, non c'è un solo esito finale possibile, ma solo esiti più probabili di altri.

Differenze individuali nel ritmo di sviluppo del linguaggio

Lo sviluppo come processo probabilistico: Non c'è nessun aspetto dello sviluppo che possa essere definito genetico in senso stretto. Gli effetti dei geni sul comportamento non sono di natura deterministica. La presenza di certi geni può predisporre l’individuo a ricercare specifici stimoli nell’ambiente, e in questo modo fare sì che esso si costruisca il proprio ambiente. Anche quando sono note le basi genetiche di una funzione/abilità, per comprenderne (spiegarne) lo sviluppo è necessario individuare i feedback ambientali ai quali i fattori genetici danno origine.

Es. Caratteristiche temperamentali

Es. Preferenza visiva innata per il volto umano

Metodi e strumenti d'indagine nel ciclo di vita

Differenze individuali

Abbiamo detto che: lo sviluppo è una forma di auto-organizzazione, non c'è un solo esito finale possibile, ma solo esiti più probabili di altri.

Sviluppo atipico

La visione interattiva/contestuale/dinamica dello sviluppo implica che i fattori di rischio possono essere compensati da fattori di protezione (il rischio si riduce se viene contrastato da condizioni facilitanti).

La psicologia dello sviluppo ha 3 obiettivi:

  • 1. La descrizione dello sviluppo: quali sono gli esiti evolutivi tipici
  • 2. La spiegazione dello sviluppo: quali fattori contribuiscono a determinare gli esiti evolutivi tipici
  • 3. L’ottimizzazione dello sviluppo: intervenire sulle condizioni di rischio o sulle traiettorie di sviluppo atipico per potenziare i processi di sviluppo

Lezione 2 - Disegni di ricerca in psicologia dello sviluppo

La psicologia (dello sviluppo) nasce dalla ricerca e dalla rilevazione di dati.

Che cos’è la ricerca?

Cosa si intende per «fare ricerca»?

  • Indagine sistematica e studio di materiali, fonti finalizzati a giungere a nuove conclusioni
  • Attività volta alla scoperta di eventi nuovi e al confronto di eventi passati (importanza della letteratura).

Metodi di conoscenza del comportamento

La ricerca scientifica è un lavoro di analisi e verifica che richiede:

  • Paziente - Interrogativi chiaramente formulati
  • Disegni di ricerca e strumenti di analisi rigorosi
  • Replicabilità

Caratteristiche della ricerca scientifica

  • Obiettiva: indipendente da colui che la realizza
  • Sistematica: condotta in modo attento e seguendo ordinatamente certi criteri (noti)
  • Verificabile: replicabile

Modalità per acquisire conoscenza

Presuppone:

  • a) L’individuazione di un problema;
  • b) La formulazione di un’ipotesi;
  • c) La scelta di un metodo per la verifica dell’ipotesi;
  • d) La raccolta e l’analisi dei dati per verificare la veridicità o la falsità dell’ipotesi

Quali sono gli scopi della ricerca?

  • Descrivere fatti e comportamenti (ricerca descrittiva), es. tappe dello sviluppo linguistico
  • Spiegare un fenomeno (ricerca esplicativa), es. perché i bambini riconoscono la voce materna
  • Valutare gli effetti di una pratica (ricerca valutativa), es. effetti dell’insegnamento dell’inglese

Un insieme di criteri che consentono di condurre una ricerca in modo da rendere possibile la verifica dei risultati.

Che cos’è la ricerca in psicologia dello sviluppo?

Le ricerche sullo sviluppo si propongono di identificare, descrivere e spiegare il cambiamento.

Che cos’è una variabile? Proprietà di un evento reale che possa essere misurata ed a cui possano essere attribuiti dei valori. La ricerca coinvolge sempre una o più:

  • Variabili dipendenti: le misure i cui valori costituiscono i risultati dello studio. Le variazioni in queste misure “dipendono” da altri fattori (causali). Obiettivo del ricercatore è individuare quali sono questi fattori.
  • Variabili indipendenti: variabili che sono sotto il controllo del ricercatore. Obiettivo del ricercatore è determinare se la variabile indipendente oggetto della ricerca è responsabile delle variazioni osservate nella variabile dipendente.

Il controllo su:

  • Chi: comporta che si possano assegnare in modo casuale i soggetti alle varie condizioni sperimentali
  • Che cosa: permette di padroneggiare tutte le modalità di esecuzione dell’esperimento
  • Quando: che permette di controllare il momento dell’esecuzione
  • Dove: quindi il luogo dove condurremo la ricerca
  • Come: che ci permette di scegliere la strumentazione che vogliamo utilizzare.

Metodo sperimentale

La variabile indipendente è manipolata dallo sperimentatore che le fa assumere valori diversi in diversi gruppi di soggetti (disegno tra i soggetti) o nello stesso gruppo di soggetti (disegno entro i soggetti).

(assegnazione casuale dei soggetti ai diversi gruppi sperimentali). Per verificare gli effetti della variabile indipendente su quella dipendente attribuisco i soggetti che studio casualmente a due gruppi diversi:

  • Gruppo sperimentale: sottoposto alla manipolazione della variabile indipendente
  • Gruppo di controllo: non è sottoposto a nessuna manipolazione o a una manipolazione diversa

La differenza nei risultati ottenuti dai due gruppi è una misura dell’effetto della variabile indipendente che ho manipolato.

Vantaggi e svantaggi del metodo sperimentale

Vantaggi

  • Capacità di stabilire relazioni di causa-effetto tra variabile indipendente e variabile dipendente
  • Facilità di essere replicato per ottenere ulteriori conferme o disconferme delle ipotesi iniziali

Svantaggi

  • I soggetti osservati in condizioni controllate e artificiali potrebbero comportarsi diversamente nella vita reale

Validità del disegno quasi-sperimentale

Si utilizza quando:

  • Non è possibile manipolare le variabili indipendenti
  • Non è possibile assegnare casualmente i soggetti a gruppi sperimentali e di controllo

Metodo correlazionale

Si utilizza quando:

  • Non è possibile individuare gruppi che differiscono per l’aspetto che interessa al ricercatore
  • Descrive il rapporto tra 2 variabili
  • Non consente di ricavare conclusioni circa la relazione causa-effetto tra le variabili

Minaccia alla validità della ricerca - Validità esterna

I risultati ottenuti dal campione osservato possono essere generalizzati all’intera popolazione dalla quale i soggetti sono stati estratti?

Minacce alla validità esterna:

  • Selezione dei soggetti: nel selezionare i soggetti, il ricercatore deve rappresentare adeguatamente la popolazione alla quale intende fare riferimento
  • Luogo della ricerca: difficoltà nel riprodurre in laboratorio un determinato fenomeno così come questo avviene nella vita comune
  • Periodo e contesto culturale: i risultati della ricerca dovrebbero essere gli stessi anche variando il periodo storico e il contesto culturale in cui questa è stata condotta.

Validità interna

Presenza di variabili estranee (o intervenienti) che possono influenzare la variabile osservata.

Minacce alla validità interna:

  • I gruppi selezionati non sono equivalenti prima del trattamento sperimentale - Selezione dei soggetti
  • Influenze interne legate alla situazione sperimentale dovute alla situazione sperimentale stessa (per es. mancata standardizzazione delle prove)

Disegni di ricerca per lo studio del cambiamento

Esempi:

  • C’è una differenza tra le capacità verbali di prima e seconda elementare?
  • L’intelligenza predice il rendimento scolastico?
  • Gli anziani (65-75 anni) hanno prestazioni in memoria peggiori degli adulti (35-45 anni)?
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher IsaIsa.30 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodi di indagine in psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Nava Elena.
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