♣️ Scheda 1: Memoria storica e individuale nella narrativa spagnola degli ultimi secoli
Contesto storico, politico ed economico
All'inizio del Novecento la Spagna è un paese arretrato rispetto al resto d'Europa e soprattutto afflitto da una crisi profonda, che ha origini secolari ed esiste perché nei primi anni del Novecento la Spagna era di un evento: la sconfitta del 1898 nella lotta per mantenere le ultime colonie. Non è la perdita dei territori in sé che già da tempo chiedevano l'indipendenza ma la sconfitta morale a pesare e a rendere evidente la decadenza della Spagna. Questo provocò un malcontento della popolazione dando inizio a un periodo di grave crisi sociale, economica e politica. A tutto questo si aggiunse inoltre la guerra estenuante sul fronte africano.
Questa crisi verrà successivamente accentuata dalle inutili ed inadeguate decisioni del monarca vigente Alfonso XIII, proveniente dalla famiglia dei Borboni, portando la Spagna ad uno stato di disuguaglianza sociale e politica (molta differenza tra classi sociali, tutta la ricchezza era concentrata nella borghesia, nobiltà e soprattutto nelle città principali, mentre nei sobborghi e nelle campagne la vita era molto povera), e corruzione soprattutto politica e amministrativa, che crea il malcontento. In questo periodo di conflitti e tensioni, un gruppo di soldati con la scusa di voler ristabilire la tranquillità e ordine, organizza vari colpi di stato che porteranno all’ascesa di Primo de Rivera, generale incaricato dal re di mettersi a capo del governo per porre fine all’instabilità della Restaurazione.
Con questo pretesto egli stesso instaura una dittatura militare, partita come situazione momentanea, diventata successivamente regime dittatoriale, sospendendo come prima cosa la Costituzione; con questa ancora in vigore non avrebbe potuto continuare il suo progetto politico. Con la sospensione della Costituzione tutti i diritti che appartenevano al popolo caddero, iniziando un periodo di libertà vigilata, eliminando le libertà democratiche (abolisce tutti i partiti, censura della stampa, repressione dell’opposizione politica). Successivamente sciolse il Parlamento (Cortes). Ci furono molte persecuzioni di tutti coloro che si opponevano al regime e molti furono esiliati (intellettuali, scrittori, artisti, poeti). Instaurò un governo autoritario, attuò un piano di lavori pubblici, ma la crescita del deficit e l'inflazione generarono malcontento.
L'incapacità di risolvere i problemi economici e sociali portò alla perdita di sostegno da parte di industriali, agrari ed esercito, costringendo Rivera alle dimissioni nel gennaio 1930 e il monarca, sostenitore del regime, perse credibilità.
Le dimissioni di Rivera aprirono la strada a nuove elezioni, vinte dai repubblicani di sinistra, che proclamarono la Seconda Repubblica Spagnola, portando all'esilio del re. La Repubblica tentò riforme (agricola, laicizzazione dello Stato, suffragio universale), ma incontrò forte opposizione da destra, portando a governi conservatori ("Biennio Nero") e successivi tumulti (Rivolta delle Asturie, 1934, insurrezione operaia repressa duramente dall’esercito con Franco). La Spagna repubblicana attraversò un grave periodo di instabilità economica e sociale sia per le difficoltà che percorrevano l'intera Europa in seguito alla grande depressione del 1929 sia per gli specifici problemi di un paese arretrato e prevalentemente agricolo.
Nel febbraio del 1936 il Partito Socialista operaio, la sinistra radicale, i comunisti e gli autonomisti Catalani si presentarono alle elezioni nella lista che prese il nome di Fronte Popolare, vincendole. Una parte dell’esercito organizzò un colpo di Stato che, nel luglio 1936, portò allo scoppio della guerra civile spagnola.
Conseguenze finali
- Odio tra destra e sinistra
- Clima di violenza crescente
- Forte instabilità politica ed economica
- La seconda repubblica spianò la strada per la guerra civile e i successivi colpi di stato.
L’inizio del conflitto
Le due fazioni
- Repubblicani:
- Sostenevano la Repubblica
- Socialisti, comunisti, anarchici, repubblicani democratici
Appoggiati da:
- Unione Sovietica
- Brigate Internazionali (volontari stranieri)
- Nazionalisti
- Guidati da Franco
- Militari, monarchici, fascisti (Falange), conservatori
Appoggiati da:
- Germania nazista
- Italia fascista
Con l’assassinio dell'esponente monarchico conservatore José Calvo Sotelo, un gruppo di militari decise di ribellarsi al governo repubblicano. La ribellione fu guidata da una giunta di 5 Generali guidati da Francisco Franco. Il governo tentò di ricondurre all’ordine i rivoltosi, senza ricorrere alla violenza.
Visto che tali tentativi furono inutili e che i generali ribelli stavano occupando alcune regioni del paese, diede ordine di distribuire le armi al popolo. In un primo momento sembrò avere la meglio il governo repubblicano, proprio perché fu sostenuto da una forte mobilitazione popolare, ma i nazionalisti di Francisco Franco ricevettero l'aiuto di Italia e Germania.
Episodio emblematico è il bombardamento della Legione Condor sulla città spagnola di Guernica il 26 aprile 1937.
I tre anni di guerra si conclusero con la vittoria di Francisco Franco, dando però inizio a un flusso di emigrazione politica, una gravissima crisi economica e una dittatura che durò fino al 1975, con la morte di Franco.
Il franquismo (appunti liceo)
La dictadura de Franco (1936-1975) se basaba en los principios del fascismo, anticomunismo y catolicismo. Quería reparar la España de la II República y protegerla de cualquier influencia exterior. Único partido “Falange Española Tradicionalista”; para mantener la unión, impuso como lengua exclusiva el español y prohíbe todas las lenguas menores. Se hacía llamar “Caudillo”.
La Iglesia se encargó de la educación con la escuela nacional católica, formaba como futuros franquistas. Depuran todos los libros de los “errores” de la Republica y establecen una pedagogía discriminadora que impone roles según el sexo. Todo llevó graves daños a la economía general: reducción de salarios, alimentos, depresión y crisis industrial.
La Sección Femenina de la Falange devolvió a las mujeres en sus propias residencias, las prohibieron de cualquier deseo de emancipación o rebeldía y convertirlas en mujeres sumisas y procreadoras. La dictadura eliminó cada derecho (voto, trabajos públicos, divorcio,...), anulación de las clases mixtas y creación de la ciencia doméstica, con el inculcador de ideal femenino de sacrificio y subordinación: mujer era componente pasivo y atrasado en la sociedad.
Década de miedo y silencio, caracterizada por el aislamiento. En la II Guerra mundial España apoyó a Alemania. Francia, Reino Unido y EE. UU. rechazaron el franquismo. España no admitida en la ONU y Piano Marshall: inicio del bloqueo económico. Querían forzar Franco a dejar el poder, pero reacciona con la política autárquica. Inicio Guerra Fría. Franco abandona parte del fascismo y valoriza el anticomunismo. EE.UU. quiere poner bases militares para enfrentar el ataque ruso. En 1953 España firmó los acuerdos con EE UU, poniendo fin a la autarquía y la admisión en la ONU (1955). Nació la ETA, organización nacionalista y antifranquista, con el objetivo de llegar a la independencia de Euskadi.
España empezaba a cambiar su política económica, mercado libre y modernización: periodo del franquismo desarrollista. Sociedad urbana industrializada. Aumento de estudiantes en universidades. Mujeres entran en el mundo del trabajo. En 1969 las Cortes designaron como sucesor a Franco, el rey Juan Carlos de Borbón.
El dictador dejó el régimen en las manos de Carrero Blanco con el intento de continuar con el franquismo: no fue así porque fue asesinado el mismo año.
Las fuerzas antifranquistas se organizaron para cambiar todo a la muerte de Franco, 20 noviembre 1975.
Il franquismo
Se conoce como “franquismo” al periodo de la historia española en el que el país estuvo gobernado por Francisco Franco. Se trató de un gobierno dictatorial que se inició en 1939, al terminar la Guerra Civil Española, y finalizó con la muerte del dictador, en 1975.
Se caracterizó por ser un régimen de ideología ultranacionalista, católica y militarista que llevó adelante medidas como la censura de los medios de comunicación, la eliminación de los partidos opositores y la creación de un partido único: el Movimiento Nacional. También prohibió a los sindicatos laborales y a los idiomas cooficiales, como el catalán y el euskera. Franco asumió el poder luego de vencer en la guerra civil a los republicanos. Debido a que estuvo casi 40 años al mando de España, su gobierno tuvo diferentes etapas que variaron de acuerdo al contexto interno y mundial.
1. Discussione sulla figura dominante del periodo franchista e sul carattere autoritario del regime
Il regime impone un'ideologia unica basata su valori conservatori e cattolici, con controllo morale e simbolico della società.
Francisco Franco concentrò su di sé un potere personale quasi assoluto dopo la vittoria nella guerra civile (1936-1939). Franco non fu soltanto capo dello Stato, ma anche capo del governo, dell’esercito e del partito unico: il regime si identifica direttamente con la sua persona. Questo personalismo è uno degli elementi chiave del carattere autoritario del franchismo. Il regime franchista si basava sulla soppressione del pluralismo politico: i partiti furono vietati, le libertà civili fortemente limitate e ogni forma di opposizione repressa tramite censura, tribunali speciali e polizia politica. Il potere non deriva dal consenso popolare, ma dalla forza e dalla legittimazione ideologica costruita attorno alla figura del “Caudillo”, presentato come salvatore della patria e garante dell’unità nazionale.
Sul piano ideologico, il franchismo impose una visione unica e obbligatoria, fondata su valori conservatori, nazionalisti e cattolici. La Chiesa cattolica ebbe un ruolo centrale nella legittimazione del regime e nel controllo morale della società: educazione, famiglia e comportamento individuale erano regolati secondo principi religiosi tradizionali. Questo intreccio tra Stato e Chiesa diede vita al cosiddetto nazional-cattolicesimo. Il controllo non fu solo politico, ma anche simbolico e culturale. Il regime intervenne sulla lingua, sull’istruzione, sui mezzi di comunicazione e persino sui rituali pubblici, promuovendo simboli, miti e celebrazioni ufficiali funzionali al mantenimento del potere. In questo modo, il franchismo cercò di plasmare la società in profondità, imponendo conformismo e obbedienza.
2. Repressione politica e conseguenze sociali
- Repressione sistematica che interessa tutti gli ambiti della vita pubblica e privata: arresti, processi, detenzioni e controllo militare.
- Diffusione della paura e del terrore, con conseguente diaspora culturale: molti intellettuali e oppositori fuggirono in esilio o vennero uccisi.
- Divisione profonda nella società e nelle famiglie, con una riconciliazione difficile e una memoria storica conflittuale.
La repressione politica fu uno dei pilastri fondamentali del regime franchista e ebbe profonde conseguenze sociali, destinate a segnare la Spagna per decenni. Non si trattò di episodi isolati, ma di una repressione sistematica e capillare, che investì ogni ambito della vita pubblica e privata.
Fin dalla fine della guerra civile, il regime mise in atto una vasta macchina repressiva fatta di arresti di massa, processi sommari, detenzioni, condanne a morte e controllo militare del territorio. Tribunali speciali, leggi eccezionali e la presenza costante delle forze armate e della polizia politica garantirono l’eliminazione fisica o il silenziamento di ogni forma di opposizione reale o presunta. Anche semplici comportamenti, opinioni o legami familiari potevano essere motivo di persecuzione. Questo clima generò una diffusa paura sociale. Il terrore divenne uno strumento di governo: la popolazione interiorizza l’autocensura, il silenzio e la diffidenza reciproca. La repressione non colpiva solo gli individui, ma anche le relazioni sociali, minando la fiducia all’interno di comunità, quartieri e famiglie.
Una delle conseguenze più gravi fu la diaspora culturale. Migliaia di intellettuali, artisti, professori universitari e oppositori politici furono costretti all’esilio, soprattutto in Francia e in America Latina, oppure vennero incarcerati o uccisi. Questo impoverì drasticamente la vita culturale e scientifica del paese, interrompendo tradizioni intellettuali vitali e isolando la Spagna dal resto d’Europa. Sul piano sociale e umano, il franchismo lasciò una divisione profonda: famiglie spezzate, vincitori e vinti, memorie contrapposte. La mancanza di una vera giustizia di transizione dopo la fine del regime rese la riconciliazione difficile e alimentò una memoria storica conflittuale, ancora oggi oggetto di dibattito. Il peso della repressione franchista, dunque, non si esaurì con la fine della dittatura, ma continuò a influenzare la società spagnola nel lungo periodo.
3. Controllo culturale, censura e ruolo della Chiesa
- Censura rigida su letteratura, stampa e cinema; selezione e distruzione dei testi non allineati.
- Alleanza stretta tra regime e Chiesa cattolica: la religione legittima il potere e funge da mezzo di propaganda.
- Pur con alcuni cambiamenti successivi, la Chiesa rimane un pilastro del controllo ideologico.
Il controllo culturale fu uno degli strumenti principali attraverso cui il regime consolidò il proprio potere. La cultura non era vista come uno spazio libero di espressione, ma come un mezzo da orientare e sorvegliare per diffondere l’ideologia ufficiale.
La censura colpì ogni forma di comunicazione: stampa, letteratura, cinema, teatro, radio e, più tardi, televisione. Tutte le opere dovevano essere approvate preventivamente dallo Stato. Venivano proibiti contenuti considerati immorali, sovversivi o contrari ai valori del regime, come il liberalismo, il marxismo, il regionalismo e qualsiasi critica al franchismo. Anche l’uso delle lingue regionali (catalano, basco, galiziano) fu fortemente limitato, poiché ritenuto una minaccia all’unità nazionale.
In questo contesto, la Chiesa cattolica ebbe un ruolo centrale e privilegiato. Attraverso il cosiddetto nazional-cattolicesimo, il regime e la Chiesa si sostennero a vicenda: la Chiesa legittimava il potere di Franco, mentre lo Stato garantiva alla Chiesa grande influenza nella società. L’educazione scolastica era profondamente permeata dalla dottrina cattolica, con l’insegnamento religioso obbligatorio e il controllo dei programmi da parte delle autorità ecclesiastiche.
La Chiesa contribuì anche al controllo morale della popolazione, regolando la vita privata e i comportamenti sociali: famiglia, sessualità, ruolo della donna e valori tradizionali erano rigidamente normati. Modelli alternativi venivano condannati come devianti o pericolosi.
4. Istruzione e indottrinamento
Riforma dell'istruzione per diffondere l'ideologia di regime: separazione dei sessi, formazione dei maestri allineata, espulsione
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.