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MAXXI Museo delle arti del XXI secolo, Roma

  • Museo famosissimo creato da un architetto iracheno che è Zaha Hadid che è morta pochi anni fa.
  • È un museo che nasce alla fine degli anni Novanta del Novecento.
  • È un museo che fu voluto dal Ministro dei beni culturali dell'epoca (Veltroni).
  • Quindi un museo fortemente voluto e che oggi però soffre moltissimo perché è un museo che di fatto espone se stesso; il problema per il MAXXI è quello di trovargli un contenuto, gran parte di questi spazi sono vuoti, ospitano mostre temporanee ma non c'è una vera e propria collezione permanente e una collezione permanente in un nucleo importante di opere è quello che costituisce per un museo il cuore.
  • È un po' un contenitore vuoto, quindi un'operazione per certi versi un po' ‘all'italiana’.
  • Questo museo nasce in un'area di Roma, siamo vicini al palazzetto dello sport di Luigi Nervi, siamo non lontani dalla nuova Città della Musica anche questa creata da Renzo Piano negli ultimi anni e siamo in un’area dove esisteva a Roma una ex caserma.
  • Per cui per questo museo viene lanciato un concorso internazionale di idee in varie fasi: era un concorso, tra l’altro, che non era incentrato solo sulla creazione del MAXXI, c'era anche un museo per architettura, uno per le arti del XXI secolo, una biblioteca, un auditorium.
  • Fra i vari progetti inviati fu scelto quello della architetta anglo irachena Zaha Hadid ed è quello che ha vinto ed è un museo che si appoggia in parte sulla struttura della ex caserma, la ingloba, con le nuove parti progettate ex novo da Zaha Hadid.
  • La caserma viene mantenuta nel progetto di Zaha Hadid, ci sono gli uffici e poi tutta la parte del museo si sviluppa in questa direzione e la costruzione inizia verso 2003 e dura un bel po' di anni in realtà.
  • Quelle parti che si snodano dalla caserma con quell’andamento sinuoso, si propagano appunto nello spazio poi si riflettono all'interno in questa sorta no di ambienti che si piegano, seguono l'andamento della copertura con queste lame di calcestruzzo, queste travi che scendono con le vetrate superiori.
  • Sono spazi espositivi anche affascinanti come scatola architettonica ma il limite un po' di questo museo è quello che espone sé stesso, la propria struttura perché poi sono spazi difficilissimi da gestire negli allestimenti, da pensare come luogo in cui esporre qualche cosa.
  • Questa è la grande Hall di ingresso con queste scale che hanno la parte sottostante luminose, che salgono e si intrecciano e si muovono in varie direzioni.
  • Zaha Hadid ha usato soprattutto il cemento che è stato liscio e levigato con l’utilizzo di particolari casseforme per avere questa texture anche al tatto piacevole.
  • Queste forme sinuose ma allo stesso tempo anche dinamiche sono tipiche dell'architettura e anche degli oggetti di design di Zaha Hadid come, per esempio, lo vedete anche qui nel bancone della biglietteria.

Video - MAXXI. Il progetto architettonico

Il MAXXI museo nazionale delle arti del XXI secolo è una fondazione costituita dal ministero per i beni e le attività culturali. L'idea di costruire un centro d’arte e architettura contemporanea nasce alla fine degli anni 90 quando matura la consapevolezza che a un grande passato artistico come quello italiano si debba offrire una continuità nel futuro e il ministero avverte la necessità di promuovere le espressioni artistiche contemporanee che rappresenteranno il patrimonio culturale di domani. Si sceglie Roma come sede per il primo museo nazionale dedicato all'arte e all'architettura del nostro tempo. Nel 1999 è selezionato per il MAXXI il progetto di Zaha Hadid l'architetto irachena la cui opera sfida i limiti finora conosciuti nell'ambito della progettazione, dell'urbanistica e del design.

Video - Intervista a Zaha Hadid con il socio Patrik Schumacher

Il socio fa riferimento al mondo della natura ancora una volta, questo riferimento ai processi della natura che creano oggetti dotati di una bellezza intrinseca e ai quali poi si ispirano anche i tecnici ingegneri da lui citati capaci di lavorare con gli algoritmi che creano quei motivi anche ornamentali.

Ritorna anche qui il tema della natura, il tema dell'ornamento. Una definizione che Zaha Hadid ha dato della sua architettura è quella di “fluido”, architettura fluidodinamica, anche negli oggetti di design, mobili, nelle sedute, nei tavoli; chiaramente sono oggetti non pensati per uno spazio delimitato da pareti, spazio chiuso. Anche nel Museo di Roma la parete diventa una membrana che si piega, che si modella, sembra quasi vivente; non sono oggetti pensati per essere appoggiati su un muro o una parete, sono oggetti che vivono nello spazio, vivono liberi quindi vi

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alessiarizzo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del design e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Bertoncini Sabatini Paolo.
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