Lezione 14: Materiali lignei
Le foreste rappresentano il 29,6% della superficie terrestre: sebbene le foreste europee, esclusa la Russia, rappresentino solo il 5% di tutte le foreste mondiali, esse sono le più utilizzate per la produzione di legname.
Dalle foreste europee proviene circa il 25% dell’attuale produzione mondiale di prodotti forestali e circa il 30% dei pannelli a base di legno, carta e cartone.
Sebbene la domanda interna di prodotti forestali sia in crescita e l’Unione Europea sia diventata anche uno dei maggiori esportatori di prodotti forestali, le sue foreste si stanno espandendo.
Oltre 1 miliardo di ettari di foresta si estendono attraverso 44 paesi e la loro superficie continua a crescere di 510.000 ettari l’anno: tale situazione ci consente di affermare che il legno può essere considerato una risorsa inesauribile.
Nelle latifoglie la massa legnosa è costituita essenzialmente da due tipi distinti di cellule:
- Sostegno.
- Permettono lo scorrimento dei succhi linfatici.
Fanno parte di questa categoria: betulla, castagno, faggio, pioppo, platano, robinia, quercia, tiglio, frassino, ippocastano, noce, olivo, olmo, ontano = hardwood.
Il legno è il materiale ricavato dalle piante (alberi e arbusti) ed è quindi un materiale organico composto dal 50% di carbonio, 42% di ossigeno, 6% di idrogeno, 1% di azoto e 1% elementi diversi.
Il legno è costituito da fibre di cellulosa trattenute da una matrice di lignina.
Gli alberi sono classificati in coniferi e latifoglie:
- Coniferi: massa legnosa costituita da cellule allungate che formano sia il sistema di sostegno che il sistema di conduzione dei succhi linfatici. Ne fanno parte: larice, cipresso, cirmolo e le varie specie di pini = softwood.
Produzione e ritiro
L’umidità anche in un legno stagionato che ha raggiunto un buon livello igroscopico, continua ad intervenire sulla stabilità del materiale attraverso il ritiro.
Il legno tende a contrarsi ed a dilatarsi in funzione delle variazioni di umidità nel suo interno, il ritiro o la dilatazione avvengono in modo differenziato secondo le sezioni principali, ovvero:
- Ritiro massimo: nella direzione tangente agli anelli di accrescimento (sezione tangenziale): 10-12%;
- Ritiro medio: nella direzione dei raggi midollari (sezione radiale): 5-6%;
- Ritiro minimo: secondo l’asse del tronco (sezione longitudinale): 0,1-0,2%.
Il legno durante il periodo vitale presenta un’elevata quantità di acqua: una parte è libera nelle cavità cellulari (=acqua di imbibizione) e una parte è legata alle sostanze che costituiscono le pareti delle cellule (=acqua di saturazione). In alcuni casi l’acqua raggiunge il 75% del suo peso umido.
L’abbattimento è consigliato nel periodo compreso tra i mesi di dicembre e marzo ovvero nel momento di stasi del ciclo vegetativo.
Il tronco è lasciato integro o tagliato secondo moduli di 4,10-4,20 m.
Dopo l’abbattimento il legno inizia la perdita graduale di acqua fino ad arrivare ad equilibrare la propria umidità con quella dell’ambiente (=igroscopia).
In passato la stagionatura avveniva sotto tettoie e durava anche 12 mesi per ogni centimetro di spessore; i sistemi moderni, per effetto dell’impiego di celle a ventilazione forzata, ottengono gli stessi risultati in 3-4 settimane.
La stagionatura del legno è fondamentale per conferire la necessaria stabilità morfologica: anche dopo la stagionatura il legno resta comunque un materiale igroscopico.
Difetti dei tronchi
- Nodi: dovuti all'inserzione del ramo nel fusto.
- Torsione delle fibre: quando le fibre non sono parallele all’asse del fusto ma hanno un andamento elicoidale.
- Cipollatura: distacchi parziali o totali tra due anelli; è diffusa nel castagno.
- Fusto ad asse variamente curvilineo: connaturato con il genere di pianta ma può dipendere anche da condizioni ambientali.
- Tensione: si verifica alla base del tronco su alberi posti su terreni in forte pendenza o soggetti a forti venti. Il legno di tensione non può essere utilizzato.
- Cuore eccentrico: caratteristico per alberi che crescono lungo pendii. In questo caso gli anelli hanno spessori variabili.
- Lunatura: per effetto del gelo la parte interna dell’alburno non si trasforma in durame riducendo la compattezza.
- Fenditure, spaccature, cretti: di solito sono dovuti al gelo e riducono la resistenza. Possono essere dritte, oblique, angolari e a zampa di gallina.
- Canastro: alla base del tronco; dovuto al vento o ad un peso.
- Marezzatura: si tratta del perimetro sinuoso (tipico dell’ulivo) che rende difficoltoso l’utilizzo.
- Parassiti vegetali: favoriti dalla presenza di umidità; tali parassiti attaccano il legno e causano macchie oppure la totale distruzione della pianta o della struttura.
Tra i parassiti principali vi sono:
- Tarlo dei mobili: specie che infesta strutture, mobili e decorazioni: è in grado di aggredire la cellulosa ed emicellulosa.
- Orologio della morte: vive nel legno (alberi latifoglie: querce, olmo, noce, ontano, pioppo, salice) ed il suo ciclo di vita dura da 1 a 6-10 anni.
- Lyctus brunneus Stephens: specie di piccole dimensioni che predilige legni porosi distruggendoli in maniera irreparabile.
Caratteristiche generali
Il comportamento meccanico del legno è funzione del tipo di essenza, del grado di stagionatura, della direzione del carico e della presenza di difetti.
Generalmente:
- I legni più compatti sono più resistenti.
- Maggiore è il peso specifico, maggiore è la resistenza meccanica.
- Maggiore è l’umidità contenuta nel legno, minore è la resistenza.
- I valori di resistenza a compressione e a trazione maggiori per carichi esercitati secondo la direzione delle fibre.
Tipo di resistenza valore:
- Resistenza a compressione 40-50 N/mm2
- Resistenza a trazione 40-140 N/mm2
- Resistenza a flessione 55