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Cos'è il Medioevo?

Quando parliamo di Medioevo noi adottiamo l’espressione “Età di mezzo”. Tale espressione risale alla seconda metà del quindicesimo secolo (1461 l’umanista italiano Bussi in una sua ricognizione degli avvenimenti relativi all’epoca, adottava la definizione di “media tempestas” poi riproposta come “età di mezzo”). Gli eruditi, di filologia di letteratura, di storia, erano giunti alla consapevolezza di trovarsi in un’epoca diversa da quella che era stata l’epoca al quale facevano riferimento. Questo deriva dal fatto che una delle peculiarità dell’umanesimo consisteva nel recupero dei testi dell’antichità in quanto visti come testi di autori riflettenti che mettevano l’uomo nel centro dell’universo, quindi è chiaro che la visione è totalmente opposta a quella che va dal V alla prima metà del XVI secolo (Medioevo) in cui vigeva la totale classificazione sociale, gerarchica, e allo stesso tempo erano anche molto diverse le strutture sociali, politiche ed economiche.

I secoli precedenti venivano visti come dei secoli dominati da una sorta di barbarie che si esprimeva nell’uso reiterato delle guerre, con la chiusura della cultura nei Monasteri, al sacco di Roma. Questo faceva sì che il Medioevo si delineasse come qualcosa che presentava al suo interno una serie di aspetti negativi come il ricorso costante alla guerra, sottomissione ecclesiastica, rifiuto di controllo razionale del territorio circostante.

Ancora oggi il Medioevo è oggetto di continue rielaborazioni positive o negative (es. fumetti, serie tv, libri, film) e la fantasia dell’uomo ha amplificato il tutto per cui si tende a presentare il Medioevo come un’epoca di gloriosi cavalieri, di violenza, di streghe, sopraffazione e ignoranza.

Ignoranza al punto tale che proprio l’aggettivo 'medievale' indica uno stato di arretratezza, decadimento.

Con Leonardo Bruni (1370-1444) e Flavio Biondo (1392-1463) di una media etas Epoca media, collocata tra il passato greco-latino (dalla civiltà greca all’impero romano) da una parte e l’umanesimo (riscoperta dei classici).

Il concetto del Medioevo

Il Medioevo è un concetto da applicare unicamente allo spazio euro-mediterraneo: Europa centrale, insulare, nordica, parte dell'Africa (solo le coste occidentali) e l'Egeo, Cipro e Rodi, area dell'Europa occidentale, quest'ultima soprattutto è il cuore del Medioevo, della civiltà (con cui si intende una forma di organizzazione politica) e dell'esperienza del Medioevo. Non avrebbe senso applicare questa qualifica per esempio alla civiltà cinese o precolombiana, che hanno conosciuto un ciclo di sviluppo diverso.

Perché ci sono state tante rielaborazioni?

Perché purtroppo è capitato di leggere in maniera acritica l’epoca passata per cui tendendo magari ad attualizzare e rendere contemporanee epoche e modi di pensare profondamente diversi rispetto al momento presente; altra cosa è invece rendersi conto che ogni storia è sempre storia contemporanea.

L’inizio della descrizione dell’epoca medievale caratterizzata a forti tinte mediatiche. Nei secoli successivi la ricostruzione del medioevo subirà cambiamenti in cui il medioevo diventerà un altrove positivo e un altrove negativo. La ricezione del medioevo deve stare intesa come qualcosa di altro rispetto al medioevo che conosciamo dallo studio delle fonti storiche, lo studio della documentazione nella forma scritta che ci danno il polso, il quadro di quella che poteva essere la realtà storica.

BISOGNA TENERE CONTO ANCHE DELL’EPOCA MEDIEVALE CHE, NELLO STESSO PERIODO, VI ERA IN FRANCIA (monarchia), GERMANIA (SRI) E INGHILTERRA che rafforzava il suo rapporto con i poteri nobiliari.

  • Francia si assisteva alla formazione del più antico stato-nazione del mondo. Alcuni studiosi come gli umanisti Dumounil (1500-1566) e Pauchet (1530-1602) mettevano in evidenza lo splendore medievale della Francia avuto nel diritto, nella legislazione e nella letteratura.
  • Germania umanisti come Schedel (1444-1514) vedevano le invasioni barbariche come momenti di affermazione.
  • Inghilterra l’umanista Robert Barnes (1495-1540) individuava come unico neo del Medioevo la mondanizzazione della chiesa.

Una delle pecche che uno storico soffre è la scarsità di documentazione perché, a differenza di altre epoche (contemporanea), quella medioevale non conosceva mezzi di diffusione massiva di alcune forme di cultura; infatti dopo l’invenzione della stampa a caratteri mobili (1450) vi è uno sviluppo di interpretazione di questa epoca:

  • Seconda metà del '500 aveva avvio quel processo culturale ed esegetico che ancora oggi viviamo. Il medioevo cominciava ad essere contemporaneamente oggetto di studio e oggetto di rielaborazione.
  • A partire dal 600 iniziava quella ricezione dell’epoca medievale che proiettava nel Medioevo modi di sentire, stimoli politici, sensibilità del momento presente. Dando quindi al medesimo una coloritura che rispecchiava in realtà il presente e poco aveva a che fare con la veridicità storica. Nel '600 si studiava quasi esclusivamente l’istituzione ecclesiastica, è infatti il secolo che vide l’Europa dilaniarsi e dissanguarsi per le guerre di religione. Nascita della disciplina ‘diplomatica’.
  • 1648 fine della Guerra dei Cent’anni, e divisione tra le varie confessioni all’interno del suolo europeo.
  • 1700 secolo dei lumi e del quale è tipica la diffusione di una tendenza che vedeva nella filosofia, nell'erudizione, la sua ragion d’essere.
  • 1789-99 si verifica la rivoluzione francese, a seguito della quale, gli illuministi, all’ancien regime (potere assolutistico del 1648-1789) attribuivano un'arretratezza definita “medievale” in senso dispregiativo operando manipolazione, proiettando in quest'ultima epoca un alone negativo di aspetti appartenenti all'antico regime, quali soprattutto il decadimento del sistema feudale (il feudalesimo, che ha rappresentato uno straordinario motore riorganizzativo e di assetto territoriale, ma garantiva i privilegi di pochi a scapito dei legittimi diritti di molti), per cui alcuni filosofi come Voltaire e Rousseau costruivano questa falsa concezione di medioevo come età oscura, perché vi proiettavano strutture sociali, modi di vivere che erano entrati in crisi solo a partire dal 600.

Sempre nel Settecento, tutta una serie di studiosi miravano a ricostruire la vera specificità del medioevo e della sua civiltà: Ludovico Antonio Muratori (1672-1750) uomo di chiesa al quale dobbiamo un'opera di ricerca (che, ancora oggi, teniamo conto nelle nostre ricerche), scrisse il “Rerum italicarum scriptores” (1723-1751) in 25 volumi, all'interno dei quali inseriva cronache, descrizioni, atti, manoscritti, relativi a scrittori che ‘si occuparono di cose italiche’ (come dice il titolo stesso) e scritti in lingua giuridica.

SCOPO DI QUESTA OPERA: Muratori è riuscito a raccogliere, in un’unica opera, tutte le testimonianze medievali dei vari studiosi mediante un approccio critico ma senza pregiudizi (IL VERO STORICO DEVE STUDIARE DETERMINATI PERIODI STORICI SENZA ALCUNA FORMA DI PREGIUDIZIO MA BASANDOSI SUI VERI E PROPRI FATTI).

A quest'opera, L.A. Muratori associò le “Antiquitates italicae medi aevi” Antichità italiane del Medioevo (1738-1742) in 6 volumi, che affiancavano l’opera principale, in cui andava a completare il suo lavoro con la ricerca delle cosiddette antichità, come:

  • Descrizioni di monumenti;
  • Opere di iconografie.

Anche qui vale la stessa cosa detta prima: che delle varie epoche bisogna leggere tutto a 360° gradi per cui il 700 non deve intendersi esclusivamente come il secolo illuminista francese perché anche in Inghilterra si prendeva molto in considerazione l’epoca passata:

  • 1764 Edward Gibbon (aristocratico inglese con la passione per la storia) compì un viaggio a Roma nel quale rimase profondamente colpito dalle rovine della città, sulla base di ciò scrisse l'opera “The History of the Decline and Fall of the Roman Empire” CIOE’ “La storia del declino e della caduta dell'impero romano". Quest’opera ha permesso di leggere la storia medievale e rimane ancora ora attuale la sua freschezza in termini morali e in termini di costumi. In quest’opera, per la prima volta, si indagava sul concetto di decadenza in una controtendenza rispetto a quella che era l’idea di vedere la storia come progresso continuo.

Gibbon ebbe anche il merito di studiare il periodo storico che va dal II d.C. (I.R. non era ancora esteso del tutto) al 1453 (conquista di Costantinopoli da parte dei turchi) e capì le cause della decadenza dell’impero romano e del perché una struttura così attentamente messa in ordine e così sapientemente costruita, avesse conosciuto una fine. ALL’INTERNO DELL’EPOCA MEDIEVALE SI ANDAVA DA UN MOMENTO DI APOGEO, A UN MOMENTO DI STASI, A UN MOMENTO DI RIFLESSIONE, FINO A UNA FINE CHE PREANNUNCIAVA UN NUOVO INIZIO.

Le visioni moderne della storia

Oggi abbiamo due visioni della storia:

  • Di matrice marxista e illuminista, che vede la storia come progresso continuo.
  • L'altra visione ebbe come suo maggiore rappresentante Giovan Battista Vico, che vede la storia formata da cicli. Gibbon vedeva all'interno dell'epoca medievale il compimento di un ciclo storico: si ha un inizio, uno sviluppo, una caduta che funge da un nuovo inizio.

Alla fine del settecento, gli effetti della rivoluzione francese, (giacobinismo – condanne per differimento di pensiero) cominciavano a vedersi:

  • Chiese devastate che erano importanti per la cultura dell’occidente, ad esempio;
  • Distruzione di alcune opere d’arte;

E quindi si ebbe una rivalutazione del medioevo mediante delle riflessioni critiche sui secoli illuministi. L’esempio di questa lotta delle interpretazioni si ebbe nel:

  • 1799 quando Friedrich von Hardenberg (Novalis) pubblicò “Die Christenheit oder Europa” CIOE’ “la cristianità, ovvero l’Europa" in cui esaltava un medioevo nel quale il papato aveva garantito omogeneità di valori in tutto il continente europeo, e identificava la cristianità come l’eredità del medioevo da preservare nei confronti del terrore di matrice giacobina che arrivava dalla Francia

[Da una parte Voltaire che, nello spirito delle leggi, ci parla di questo medioevo ‘negativo’ convinto che la sua epoca fosse migliore; dall’altra parte Novalis esalta questo stesso periodo storico, come precedentemente già detto].

  • 1819 si ha a Berlino la fondazione della più antica istituzione dello studio del medioevo la ‘Monumenta Germaniae Historica’, che oggi ha sede a Monaco di Baviera, fu fondata con l'obiettivo di pubblicare fonti e documenti di area tedesca su basi filologiche sullo smontare l'idea negativa del medioevo. Con questa istituzione si voleva restituire dignità al medioevo abbattendo il pessimismo storico (che sarà proprio del Manzoni).

Questione linguistica

Tutti coloro che si apprestavano a studiare il medioevo, in particolare gli uomini di Chiesa che utilizzavano il latino come lingua dotta, si accorsero che la lingua parlata da Tacito a Livio, da Cicerone a Svetonio era diversa da quella dell’età di mezzo, ma non esistevano strumenti per poter comprendere e padroneggiare appieno il latino dell’epoca medievale.

  • 1678 usciva a Parigi in 3 volumi per opera del padre benedettino Ducange il “Glossarium ad scriptores mediae et infimae latinitatis”, vocabolario in 3 volumi nel quale viene spiegata dalla A alla Z il significato di tutte le parole riscontrate nei testi scritti della latinità medievale. È uno strumento fondamentale per distinguere testi ufficiali da testi scritti ad hoc.
  • 1681 il padre paolino Jean Mabillon faceva uscire il “De re diplomatica”: opera che segnava la nascita della diplomatica: disciplina che ancora oggi si insegna in alcuni corsi specialistici e ci aiuta a verificare l'autenticità del documento sulla base della grafia implicata, del materiale scritto utilizzato, quindi cercare di riconoscere le varie sincronie.

Suddivisione cronologica del Medioevo

Ogni epoca storica deve essere vista come epoca che per alcuni aspetti può essere modellata sulle fasi della nostra vita. Noi siamo il risultato di tutte quelle fasi che ci hanno preceduti. Ma non è possibile dire che la storia possa essere suddivisa in blocchi.

  • Primo Medioevo dal III – VIII secolo d.C.
    • Crollo dell’Impero Romano come sistema unitario
    • Origine, diffusione e sviluppo del Cristianesimo
    • Formazione delle caratteristiche fondamentali del Medioevo: mura difensive, cinte murarie, monastero
    • Sviluppo del sistema curtense e feudale
    • Spostamento del potere politico nell’Europa continentale
    • Sviluppo dei centri urbani non più dislocati nel bacino mediterraneo
    • Origine, diffusione e sviluppo dell’Islam
    • Divisione tra Occidente e Oriente con l’impero Romano D’Oriente dove ricordiamo la Costituzione di Costantinopoli e il Codex Iustinianus.
  • Pieno Medioevo dal IX – 1° metà del XIII secolo d.C.
    • Spostamento definitivo del potere politico nell’Europa continentale
    • Costruzione dei Comuni, Signorie e Principati
    • Spostamento del potere nei comuni
    • Incontro/Scontro tra Occidente e Oriente
    • Nascita delle Università
    • Iniziale riformazione della classe ecclesiastica
    • Divisione in territori piccoli
    • Lotta tra Stato e Chiesa
    • Inizio e formazione della civiltà urbana: nasce il tempo libero
    • Nuova cultura e prassi della mercatura.
  • Tardo Medioevo dalla 2° metà del XIII – 1° metà del XVI secolo d.C.
    • Sviluppo e ampliamento di tematiche/eventi/mentalità
    • Tramonto del sogno teocratico del papato e di concezioni universalistiche
    • Nascita delle nazioni (coesistenza di microterritori con uguale politica e macroterritori)
    • Formazione di sedi e strutture extraterritoriali
    • Fine e conclusione del territorio confessionale europeo
    • Prime scoperte tecnologiche: prima stampa a caratteri mobili. Ne consegue un’estesa capacità a leggere/scrivere e sviluppo della critica e tolleranza politica
    • Diritto di dignità umana
    • Scoperta del Nuovo Mondo

Ancora oggi vi è un dibattito tra gli storici, per quanto riguarda la data della fine del medioevo. Tuttavia il 1517 viene considerata approssimativamente la data migliore nella quale far coincidere la fine del medioevo, perché l’anno in cui Martin Lutero propone le 95 tesi segna il traghettamento dell’Europa in una nuova fase, perché si rompe l’unità confessionale dell’Europa e si immettono nuovi stimoli che ci faranno parlare di prima età moderna.

Con la fine del medioevo il cristianesimo perde la sua compattezza.

Punti in comune tra i tre blocchi cronologici

  • Cristianesimo: La massima ‘Noi non possiamo non dirci cristiani’ di Benedetto Croce è la prima tematica che funge da collante per i 3 blocchi cronologici perché indipendentemente dalla, si può essere Chiesa che si va a difendere, o dal fatto che si può essere più o meno credenti vicini a questa o a quella organizzazione, ma un dato innegabile è quello di dover considerare le radici cristiane come parte integrante della nostra civiltà. IL CRISTIANESIMO DIVENTERA’ LA PIU’ GRANDE RELIGIONE MONOTEISTA AL MONDO.
  • Economia agricola: In tutta l’epoca medievale si diffonde in maggior modo lo sfruttamento del suolo e l’agricoltura che funge da base per una economia di sussistenza di carattere agricolo. Questo significa che tutto ruotava attorno alla terra proprio perché si parla di un’epoca che aveva visto molto poco quello che noi oggi chiamiamo ‘settore terziario’, aveva visto solo in minima parte lo sviluppo dei commerci [es. repubbliche marinare], le lettere di cambio, aveva anche impresso una monetazione all’interno dei commerci. Ma tutto passava in secondo piano in vista della coltivazione della terra.
  • Tripartizione della società: Proprio perché la terra era il punto attorno al quale tutto ruotava, George Dumezil (storico delle religioni e grande studioso della civiltà indoeuropea) propose una tripartizione funzione della società che si suddivideva in:
    • Oratores coloro che pregano: loro molto spesso possedevano dei feudi per cui erano alquanto abbienti;
    • Bellatores coloro che combattono: per lo più erano dei mercenari che non avevano molto da perdere per cui spesso si donavano al miglior offerente.
    • Laboratores coloro che lavorano: queste persone venivano impiegate per lo più nel lavoro nelle terre e, di conseguenza, poiché qui l’istruzione non arrivava, non sapevano né leggere né scrivere e proprio per questo venivano collocati in uno stato di marginalità rispetto al resto della società. Queste persone non avevano modo di ricevere un’educazione o un’istruzione, quindi sono per lo più persone grossolane, rozze nei modi di fare più inclini alla violenza proprio perché esposte maggiormente alle brutalità della vita.

L'eredità medievale vive nel nostro linguaggio

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/01 Storia medievale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher zamenzuccia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia medievale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Catania o del prof Leonardi Marco Lino.
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