Prof Giuseppe Nardin
programma
Prima parte
1 CFU (7 ore) Ruolo del marketing nelle imprese industriali
2 CFU (14 ore) Analisi del comportamento d'acquisto dei consumatori e delle organizzazioni e segmentazione
del mercato
3 CFU (21 ore) Ideazione e lancio nuovi prodotti, politiche di prodotto, politiche di prezzo, politiche distributive,
politiche di comunicazione e digital marketing
Seconda parte
3 CFU (21 032) Il marketing delle imprese commerciali, sia in termini strategici (posizionamento strategico e
strategie di marca) che operativi (assortimento, pricing commerciale; allocazione dello spazio espositivo in punto
vendita; comunicazione e promozione della fedeltà del consumatore; customer service).
esame
4 o 5 domande aperte ciascuna valutata in 30/30. Il voto finale è la media dei punteggi di ogni risposta
Le prove pratiche condotte durante le lezioni integreranno il voto d'esame fino ad un massimo di tre punti.
LN1 17.02
MARKETING
è la disciplina /strumento che serve facilitare uno scambio in caso di presenza di ostacoli che lo rendono difficile
(es distanza geografica, culturale, organizzativa)
(punto di vista dell’impresa che deve prendere le decisioni, costruendo le 4 leve del mktg)
PANORAMICA PROGRAMMA DEL CORSO
il mktg delle imprese industriali
comportamento di acquisto e segmentazione
strumenti di mktg mix: il prodotto
politica di prezzo
la comunicazione integrata di mktg
struttura e gestione dei canali distributivi e retailing mktg
→
capire il comportamento dei consumatori quando hanno bisogno di acquistare un bene
prima complessità – il comportamento d’acquisto deve tener conto anzitutto che è diverso in base al prodotto
il mio prodotto a quale comportamento del consumatore corrisponde?
seconda complessità – anche per lo stesso prodotto il comportamento potrebbe cambiare
anche tra gruppi di persone omogenei
a volte non si soddisfa il bisogno principale (funzione principale del prodotto) ma si acquista per gratificazione
motivazioni dietro queste diversità: bisogni che realmente ci mettono in moto
cosa cerca il consumatore quando vuole acquistare qualcosa?
comportamento d’acquisto dei consumatori e delle organizzazioni
com’è strutturato? quali fattori ne influenzano lo sviluppo? cosa differenzia i due contesti?
segmentare il mercato
-il mercato non è tutto omogeneo – riconoscere che non c’è un bisogno comune /univoco es il mct
dell’abbigliamento non esiste ognuno vorrebbe soddisfare le proprie esigenze a suo modo
-per servire i clienti bisogna capirne a specificità – scoprire il perché delle scelte
divisione in gruppi in base alle similitudini di cosa ricercano i consumatori
perché così facendo possiamo riuscire a soddisfare, avvicinando la nostra offerta a ciò che il consumatore cerca,
sapendo che non sarà mai perfettamente corrispondente
scelto il proprio mercato occorre posizionare la propria offerta di percezioni del cliente:
capire le mappe
non saremo gli unici a offrire a quel segmento, non mi basta disegnare l’offerta ma devo fare in modo che i
consumatori si convincano che la mia è migliore della altre — scelta di posizionamento
strategie
strategie di costo – riduzione costi
differenziazione – non essere direttamente in competizione con gli altri
diversificazione
prodotto
cos’è un prodotto?
qualsiasi cosa che sia capace di essere percepita dai consumatori come risposta ai loro bisogni e quindi che crei
utilità (secondo la logica del mktg)
come si distinguono tra loro in logica di mktg?
cosa si intende per prodotto nuovo?
come facilitarne il successo?
dopo aver messo in vendita un nuovo prodotto → ciclo di vita del prodotto → obiettivo del mktg facilitarlo e farlo
durare il più possibile
trovare equilibrio tra i prodotti offerti
valore e prezzo
cos’è il valore dell’offerta?
come il prezzo influenza il valore?
come scegliere il prezzo?
come deve essere manovrato il prezzo?
valore e prezzo non sono sinonimi ma c’è un nesso
scelta del prezzo questione chiave
il prezzo va gestito nel corso del ciclo di vita rispetto al momento e ai contesti / mercati in cui ci si trova
comunicazione
cosa vuol dire comunicare?
il consumatore fa un atto di interpretazione o attribuzione di significato - manovra informazioni senza comunicare
informazione e comunicazione non sono la stessa cosa
distribuzione dell’offerta
con quali strumenti li rendo disponibili?
ruolo degli intermediari commerciali
tipi e criteri di scelta
coordinazione per aumentare il valore offerto
organizzare l’azione commerciale sul mercato
LN2 18.02
IL RUOLO DEL MKTG NELLE IMPRESE INDUSTRIALI
l'affermazione del mktg:
–economia di autoconsumo
no scambio e no mktg
–economia preindustriale
rinascimento, città stato, botteghe artigiane per tutti i beni non alimentari, ma comunque pochi prodotti in mercati
ristretti – no complessità
ma nasce la figura del mercante che compra e rivende
→ scambi più complessi perché non si verificano con continuità, ma es quando si organizzano spedizioni
→ questo genera un fabbisogno finanziario (non di mktg)
–economia industriale moderna
gli scambi diventano tanti e più complessi, crescono assortimenti e quantità.
forte divisione del lavoro
-le imprese artigiane e anche quelle agricole si trovano in possesso di una ricchezza accumulata = risorse
finanziarie da investire oltre i piccoli mercati già esistenti
-crescita del reddito per i consumatori che sarebbero interessati ad acquistare anche altro
per fare questo
la capacità di vendere è limitata dalla capacità di produrre:
–europa ‘50-60 – boom economico d>o
quindi
bisogna vendere i prodotti più facili da produrre, a costo minore
Ford: "Il cliente può chiedere la macchina che vuole, purché sia il modello T di colore nero" – un solo modello
La pubblicità della Fiat 131 nei primi anni 70: "Tra 10 anni la cambierete con un'altra Fiat 131’’ – nel tempo no
variabilità, + tra dieci anni rimarrà uguale
questo è il modo per mettere in circolazione auto che costano relativamente poco
per via della tecnologia meccanica: l’informazione che guida la macchina è la struttura fisica della macchina
stessa, se devo produrre un modello diverso devo smontare gli ingranaggi quindi è meglio produrre un modello
solo.
fattori di aumento della produttività
-adam smith, più aumenta la quantità di domanda:
divisione del lavoro = aumento della produttività = costi più bassi
questo per via dell’economia dell’apprendimento (se faccio sempre la stessa cosa più volte la faccio più la
faccio con efficienza)
-meccanizzazione
faccio fare alla macchina sempre la stessa cosa (come visto prima ford)
quindi
per aumentare la capacità di vendere a fronte di un aumento della domanda
aumento della produttività grazie alla meccanizzazione
grazie a queste posso adottare
economie di scala che mi permettono di diminuire i costi
in base alla mia domanda cambio la tecnologia di produzione in base a qual è il costo unitario minore per quel
volume di produzione (e più aumenta l’efficienza più il costo diminuisce)
=
passaggio di una tecnica di produzione a una migliore (passaggio a tecnologie superiori) motivato dal fatto che il
volume di produzione è aumentato
la domanda è aumentata, riesco a farvi fronte a prezzi minori che genera un circolo che fa abbassare il prezzo e
aumentare nuovamente la domanda
(infatti la scarsità di reddito e di beni fa sì che il consumatore accetti l'offerta selezionando solo in base al prezzo)
–crisi del modello fordista
aumenta numero imprese che forniscono materiale, aumentano gli addetti e quindi i salari da pagare
aumenta il reddito e cambia l’esperienza che i consumatori hanno nell’acquisto, ora con l’esperienza non sia
accontenta più dei prodotti base
ma ha esperienza e reddito in più che gli permettono di fare delle scelte tra l’offerta
la domanda si differenzia, non è più omogenea
il mercato si segmenta
ma la tecnologia soddisfa ancora i bisogni base
→ la tecnologia cambia
il mktg acquista importanza quando il consumatore esprime diversi desideri
la funzione del mktg è importante dentro l’impresa
da quelle più piccole a quelle più grandi da quelle profit (beni di consumo) a no profit (università, musei..) o mktg
politico
esistono molte specializzazioni del mktg
logica di impresa orientata al mktg (che non appartiene a tutte le imprese) per la quale il processo decisionale
ruota attorno al consumatore
diversi approcci al mercato delle imprese
1
ORIENTAMENTO ALLA PRODUZIONE
bassi entrambi i parametri
• Aumentare l’efficienza produttiva per ridurre i costi, produzione di massa, dominio del manager di produzione
• Il consumatore privilegia prodotti disponibili a basso costo, l’aumento della produttività serve a ridurre i costi
Target indifferenziato, domanda non differenziata, prodotto omogeneo
• Far arrivare i prodotti nei punti vendita, curare le relazioni con la clientela ed amministrare le vendite
• Il problema è come raggiungere fisicamente il consumatore
es oggi benzina (più punti vendita ho più ho probabilità che acquistino, la pubblicità è finalizzata alla notorietà)
→ ma questo può portare a sovrapproduzione
2
ORIENTAMENTO ALLA VENDITA
i prodotti non sono più beni essenziali ma più superflui, non basta la tanta offerta a basso costo
→ bisogna spingere le vendite e avere un atteggiamento aggressivo nei confronti dei consumatori
massimizzare le vendite nel breve periodo
• Vendere tutto ciò che si può produrre. I consumatori non acquistano facilmente prodotti non essenziali. Occorre
stimolarli.
• La comunicazione d’impresa è improntata alla persuasione, “i beni non si vendono da soli” (es: polizze vita,
enciclopedie,…)
• Necessità di campagne promozionali molto aggressive per vendere su larga scala, importanza delle tecniche di
vendita, dominio del direttore vendite – che non è tuttavia una funzione effettiva di mktg
(! questo argomento è diverso dal testo ma a lui vanno bene entrambe)
3
ORIENTAMENTO AL MERCATO
reazione ai bisogni, si basa sulla richiesta del mercato
• I consumatori scelgono sempre i prodotti che offrono la maggiore qualità o maggiormente innovativi
• Compito fondamentale dell’impresa è cercare miglioramenti continui del prodotto (“l’impresa deve capire i
bisogni insoddisfatti che sono presenti sul mercato”)
aggiornamenti dei prodotti già esistenti, nuove prestazioni, sempre più funzionalità – ricerca dell'apprezzamento
da parte del consumatore
esempio stone island
4
ORIENTAMENTO AL MARKETING
ciò che noi compriamo non è una cosa che ci è nota ma che corrisponde a dei bisogni che attirano il
consumatore
ANTICIPARE IL BISOGNO
• Europa ’80-90 D < O, i mercati diventano saturi, “produrre solo ciò che si può vendere”
• Centralità del cliente, comprendere le esigenze variegate dei consumatori e targetizzarle, dominio del direttore
marketing e della funzione strategica (il “prodotto medio” fatica ad affermarsi in alcuni settori)
• Identificare ed anticipare le tendenze di domanda
• I consumatori sono più consapevoli ed attenti, crescono le componenti di servizio nell’offerta (servizi accessori
al prodotto)
• Si cerca di migliorare le relazioni con i clienti esistenti
LN3 20.02
(
esempio capi di abbigliamento
diamo per scontato che il bisogno primario sia quello di vestirsi
ci sono anche altri bisogni che registrano le condizioni culturali /stati d’animi
identificare e anticipare le tendenze della domanda è necessario
esempio WGSN - consulenza sulle tendenze
studia i processi culturali e psicologici dei consumatori offrendo le interpretazioni delle loro ricerche sul campo
(trendsetter) alle imprese
)
il processo decisionale delle imprese orientate al mktg
1. capire i bisogni
bisogno = percezione che lo stato delle cose /situazioni attuali è al di sotto della soglia di soddisfazione
se consiste e permane si trasforma in
→
2. desiderio
= modo in cui penso che quel bisogno possa essere soddisfatto (non ce n’è solo uno).
scelgo una soluzione che diventa
→
3. domanda
se sufficientemente motivata diventa
→
scelta di acquisto
modo in cui mi sono organizzato per dare risposta al bisogno
tanto più sarà appagante tanto più alzerò il
valore percepito
customer satisfaction
che se buona determinerà il continuare ad acquistare quel prodotto
le imprese cercano di capire i bisogni per mettere in campo per i consumatori
l’incontro tra questi due processi determina lo scambio, centrale per il marketing
gli scambi non sono fini a se stessi ma tendenzialmente volti a creare relazioni di scambio
il vantaggio della relazione:
-presenza di precedenti episodi di scambio → risparmio di tempo nella n+1 relazione
-fedeltà del cliente → agevolazioni reciproche
-aspettative in linea di cosa lo ha reso contento nel passato
questo fa sì che normalmente torniamo ad acquistare dai fornitori che abbiamo già sperimentato e che ci hanno
già dato risposte soddisfacenti, anche se non dovesse essere la migliore sul mercato.
(
chiude il barbiere, cambio barbiere
genera un costo di cambiamento
il costo di cambiare è quello di ricostruire quello che era stato costruito nel tempo dal precedente
)
(-I risultati di ogni transazione condizionano gli scambi successivi
-Le relazioni non hanno natura solo economica e giuridica, ma anche sociale e interorganizzativa
-Molti rapporti con clienti e fornitori tendono alla stabilità e alla lunga durata )
inoltre le relazioni comprendono
fiducia - vediamo la capacità nell’altra parte di soddisfarci e ci fa ricercare la dipendenza
potere-dipendenza - misurazione dell’interesse del mantenimento della relazione rispetto all’interesse dell’altra
parte, creazione della situazione di indipendenza (ha più potere chi è meno interessato), che obbliga a →
impegno
apprendimento-adattamento
tutto quello che affronteremo non si riferirà quindi a un singolo scambio ma a questa dinamica, che sta alla base
quindi orientamento al mktg ≠ alle vendite, che è basato sul breve periodo
nel medio lungo ricercare la fedeltà porta benefici
(logiche, evoluzione del modello: )
tornando al processo decisionale
dalla parte dell’impresa
componente strategica del mktg
1 Individuare ed esaminare i bisogni dei consumatori e dell’ambiente,
valutando opportunità e minacce e tenendo conto delle competenze dell’impresa
2 Scegliere i segmenti-obiettivo di mercato a cui rivolgere l’offerta Identificare i benefici da apportare alla
domanda attraverso l’offerta (valore dei nostri prodotti rispetto a quelli dei concorrenti) e definire il
posizionamento
componente operativa del mktg (trasformo le scelte in offerta attuandole in azioni)
3 Organizzare le risorse dell’impresa attraverso una pianificazione e una gestione delle leve del
marketing dei beni o servizi offerti
prodotto, prezzo, distribuzione, promozione
→ composizione dell’offerta che presentiamo ai consumatori
4 una volta costruita controllo e verifica dell’efficacia
dalla strategia traggo la dimensione operativa e da questa traggo informazioni per migliorare quella strategica .
pianificazione di mktg
quello che le imprese progettano è il loro MARKETING MIX
ricerca della coerenza :
-interna - ogni leva con le altre
-con le scelte di posizionamento - con l'immagine che voglio avere sul mct
-col target - coi bisogni dei consumatori target
(
esempio
)
LN3 24.03
CAPIRE IL COMPORTAMENTO DEI CONSUMATORI E I MERCATI
come visto cambia da prodotto a prodotto e da consumatore a consumatore
dobbiamo capire cosa si intende per
comportamento di acquisto
insieme di azioni poste in essere per arrivare ad operare l’acquisto da parte degli individui e delle famiglie che
acquistano beni e servizi per uso personale
quali sono queste azioni
processo di acquisto del consumatore
ricerca di una risposta che nel frattempo è data dalle imprese che l'hanno prodotta per riuscire soddisfare quei
bisogni
1
percezione del bisogno
il bisogno è innescato da una percezione di una mancanza (lo stato delle cose è sotto la soglia di soddisfazione)
innescata da
stimolo interno
stimolo esterno - es non ho fame ma vedo una vetrina di una pasticceria
se lo stimolo rimane e il bisogno sussiste →
2
ricerca informazioni
chiedendomi cosa mi può dare una buona risposta a questo bisogno
l'esperienza (fonte interna) potrebbe non essere abbastanza quindi mi potrebbe servire una fonte esterna
3
valutazione alternative
per valutare servono criteri che sono inevitabilmente soggettivi; funzionali (caratteristiche che in senso tecnico
rispondono al bisogno) o simbolici (scelta della marca)
(
es1 set evocato
se la mia marca preferita di pasta non c’è, anche se è la mia preferita non la prendo - non sono fedele in senso
stretto
(come azienda la prima cosa che devo fare è essere presente in più punti vendita possibile)
es2 fedeltà
per un profumo non serve questa strategia; - fedeltà alt
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