MANIFESTO DEL PARTITO COMUNISTA
Introduzione :
Scritto da Marx ed Engels nel 1848. I due autori avevano l’idea di diffondere il proprio pensiero
ai lavoratori in maniera immediata e poichè il contesto è europeo c’è l’intenzione di
pubblicare il manifesti in tutte le lingue.questo manifesto è stato scritto a seguito del
congresso della lega dei comunisti a Londra (rappresentanti del mondo operaio). Il 1848 è un
anno di pluralità di socialismi, moti sociali e proteste politiche che fanno emergere la classe
proletaria. Per comprendere la società che studiano bisogna partire da due fenomeni che
avevano condotto alla situazione dell’epoca (fenomeni che spingono Marx ed Engels a
scrivere questo manifesto), ovvero la rivoluzione industriale (1780) la rivoluzione francese
(1789). Con la rivoluzione industriale, in Inghilterra, cambia la distribuzione della
popolazione: le campagne vengono abbandonate e ci si sposta sempre di più verso il le città
dotate di industrie. Con la rivoluzione francese, invece, la borghesia prende il potere sulla
nobiltà. Ora la contrapposizione di classe è caratterizzata dalla contrapposizione tra
borghesia e proletariato. In Francia entra in vigore nel 1804 il Codice Napoleone, il
qualeabolisce il feudalesimo e provoca una riorganizzazione del diritto: vengono introdotti
una serie di meccanismi riguardo la regolazione della proprietà, in quanto prima i privilegi
erano solo della nobiltà. Il modo di analizzare la società è legato alle strutture economiche.
Siamo nel capitalismo industriale, non quello che abbiamo oggi. In particolare si parla di
Inghilterra, dove si concentra la prima rivoluzione industriale. L’effetto di questa rivoluzione
accentra le popolazioni all’interno del centro. Scompare il feudo rurale e i contadini diventano
braccianti. Le popolazioni rurali vanno a popolare poi le periferie urbane (slums) e la vita che
incontrano qui è quella fatta di laboratori, al limite delle possibilità perché c’era una grande
diffusione di malattie a causa di scarse condizioni di igiene sanitarie. Nelle fabbriche si
prevede lo sfruttamento del lavoro minorile e femminile, senza alcuna tutela. La produzione
cambia: da individuale diventa sociale e questa trasformazione trasforma il lavoro perché non
c’è bisogno di grandi competenze. La maggior parte delle merci viene prodotta dalle fabbriche
e compare la figura del capitalista che non c’era nella società feudale. Quando parliamo di
trasformazione della società feudale a quella industriale, Marx dice che la rivoluzione
francese è una rivoluzione borghese perché c’era un sistema feudale che organizzava in modo
gerarchico la società. Con la rivoluzione francese, l'assetto della proprietà si è trasformato.
Secondo Marx, alla base del capitalismo c’è una espropriazione della proprietà: vengono
meno i rapporti feudali e la proprietà diventa dei signori che cominciano ad evitare che
qualcuno si avvicinasse alla loro proprietà. L’espropriazione è stata fatta da una proprietà che
era di tutti , quindi la cumulazione di ricchezza viene dalla proprietà di tutti. La creazione del
mercato globale è un aspetto positivo per Marx ed Engels perché il prezzo delle merci si
abbassa (tanto piu una merce è disponibile e meno costa). Questo vale per tutte le merci,
quindi anche per la forza lavoro. L’effetto negativo, invece, è che abbassa il prezzo del lavoro
(ci sono molti lavoratori e quindi il salario è basso). La contraddizione tra i rapporti di
produzione e le forze produttive avvolte nel momento in cui il lavoro è sociale (ci sono tanti
che lavorano per un prodotto). Quando c’è questo disequilibrio, per i due autori c’è
un’esplosione. Quindi, nasce per la prima volta nel 1848 il proletariato che si oppone alla
borghesia. C’è di nuovo una lotta di classe, ma questa volta ne sono solo due: proletari e
borghesi. È così che inizia il manifesto. Quando i due autori studiano la società capitalistica
individuano che lo schema è denaro, merce, più denaro. Il denaro è quello investito dai
capitalisti e che si accumula nelle loro mani. La questione storica alla base dell’esistenza del
plus valore è il fatto che all’interno della società capitalistica la forza lavoro è una merce. In
questa società il lavoratore è costretto a vendere la sua forza lavoro al capitalista perché non
possiede i mezzi di produzione (cosa che il capitalista invece ha). Quindi, il capitalista
acquista la forza lavoro del lavoratore. La forza lavoro, essendo una merce, è venduta al
prezzo di mercato ed è quindi evidente che siamo in una situazione diversa da quella pre
capitalista. Il lavoratore nella società capitalistica ottiene un salario minore che avrebbe in
una società non capitalistica. Questo significa che se il lavoratore lavora per dieci ore, nella
società pre capitalista avrà un salario pari a dieci ore di lavoro, mentre in quella capitalista
avrà un salario per un tempo minore rispetto a quello di cui lavora effettivamente. Il profitto
del capitalista può crescere solo in un modo: a scapito del valore della forza lavoro. Più è
basso il costo della forza lavoro e più aumenta il profitto. Dal punto di vista teorico, ciò che
spinge i due autori a scrivere questo manifesto
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Leviatano, Contratto sociale, Secondo trattato sul governo, Manifesto del partito comunista
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Manifesto graphic
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Storia delle Dottrine Politiche: Marx, "Il Capitale", il "Manifesto", teorie
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Manifesto del dadaismo