MALATTIE OROFECALI
.
DEFINIZIONE DI ALIMENTO Il regolamento CE 178/2002, art. 2, definisce
l'alimento qualsiasi sostanza o prodotto
trasformato, parzialmente trasformato o non
trasformato, destinato a essere ingerito, o di cui
si prevede ragionevolmente che possa essere
ingerito, da esseri umani
Sono comprese le bevande, le gomme da
masticare e qualsiasi sostanza intenzionalmente
incorporata negli alimenti nel corso della loro
produzione, preparazione o trattamento.
Esso include l'acqua per il consumo umano i cui parametri di qualità devono essere rispettati
come stabilito.
Non sono compresi:
● I mangimi;
● Gli animali vivi
● I vegetali prima della raccolta
● I medicinali
● I cosmetici
● Il tabacco e i prodotti del tabacco
● Le sostanze stupefacenti o psicotrope
● Residui e contaminanti.
Le malattie trasmesse con gli alimenti
Le malattie trasmesse con gli alimenti sono una serie di patologie di origine microbica
causati dall’assunzione di alimenti contaminati.
Negli ultimi anni le malattie trasmesse con gli alimenti hanno subito un incremento nei paesi
industrializzati le cui cause vanno ricercate nei seguenti aspetti:
Comparsa di nuovi ceppi di germi dotati di più specificata virulenza e più resistenti
➔ Apertura dei mercati alimentari alla globalizzazione
➔ Introduzione di nuovi patogeni in aree geografiche in cui non erano presenti
➔ Mutamenti nella composizione delle popolazioni con aumento dei soggetti più
➔ suscettibili a questo tipo di malattie
Le persone anziane e quelle immunocompromesse sono più sensibili all’attacco dei patogeni
di origine alimentare.
Per quanto riguarda i patogeni emergenti, si assiste al numero sempre più elevato di casi
di malattie.
Questo è anche dovuto all'arrivo sul mercato di alimenti nuovi che li veicolano e alla
comparsa, anche in alcune di queste specie, di cambiamenti adattativi che li rendono più
resistenti alle tecnologie impiegate per l'inibizione della crescita microbica. 1
Si calcola che ogni anno, nella sola Europa, 130 milioni di cittadini siano colpiti da malattie
trasmesse da alimenti, che rappresentano una delle maggiori cause di mortalità infantile nei
Paesi del terzo mondo.
A oggi, le malattie conosciute trasmesse con gli alimenti sono più di 200 malattie trasmesse
Differenza tra infezione e tossinfezione alimentare
Si parla di infezioni di origine alimentare quando l'alimento veicola germi patogeni che
sono in grado di aggredire l'organismo, moltiplicandosi in esso (ad es epatite A, brucellosi
ecc.).
Si parla invece di tossinfezione alimentare nei casi in cui con l'alimento venga ingerita,
oltre al germe patogeno, una tossina formata nell'alimento dal germe che vi si è moltiplicato,
ovvero quando la tossina viene formata a livello intestinale dopo l'infezione.
Le tossinfezioni alimentari sono in genere caratterizzate dal fatto che la sintomatologia della
malattia presenta il carattere dell'intossicazione e, quindi, è a insorgenza estremamente
rapida.
Distinzione delle tossinfezioni alimentari
Le tossinfezioni alimentari possono essere distinte in:
● Vere e proprie intossicazioni nelle quali il veleno prodotto dal germe nell'alimento
svolge interamente l'azione patogena (Clostridium botulinum, Bacillia cereus,
Staphylococus aureus)
● Infezioni con intossicazione in cui il germe, se si moltiplica nell'alimento, produce
una tossina, detta enterotossina, che causerà la sindrome gastroenterica acuta ma,
essendo di per sé patogeno, è anche in grado di aggredire l'organismo, una volta che
ne ha saperato le difese, provocando l'infezione e, eventualmente, continuando a
elaborare la tossina anche in vivo (ad es. gastroenteriti da Clostridium perfringeni,
Escherichia coli, Shigella).
Fattori che influenzano la moltiplicazione del germe
Il tempo di permanenza del germe nell'alimento, temperatura, l'umidità e il tipo di alimento,
sono tutti fattori e influenzano la possibilità di moltiplicazione del germe e quindi, l'eventuale
produzione di tossina.
Ecco quindi, come ad esempio nel caso delle salmonelle, la malattia sa assumere in modo
più o meno evidente il carattere dell’intossicazione con infezione o quello dell’infezione, a
seconda della presenza o meno della tossina in quantità significative nell'alimento all'atto del
suo consumo.
In base alla pericolosità del germe patogeno e alla gravità della malattia provocata, i
microrganismi che provocano patologie trasmesse con gli alimenti sono classificati in tre
gruppi:
1. Pericolo di patologia letale
2. Pericolo di patologia grave
3. Pericolo di patologia di lieve entità 2
INTOSSICAZIONE BOTULINICA Il termine botulismo, che deriva dal latino botulus
(salsiccia), mette già in evidenza uno degli alimenti che
più spesso sono incolpati della trasmissione di questo
grave, ma fortunatamente raro tipo di avvelenamento
alimentare.
La causa del botulismo è la tossina elaborata da
Clostridium botulinum, un batterio a forma di
bastoncello, sporigeno, anaerobio, Gram-positivo,
molto diffuso in natura, che si sviluppa in modo ottimale
tra i 30 ei 35°C e a un pH del mezzo compreso tra 4,5 e 8,9.
La tossina botulinica inodore, incolore, insapore è uno dei veleni più potenti conosciuti in
natura; infatti la dose letale per l'uomo ammonta a circa 1 microg di tossina. Le spore di C.
botulinuam sono molto resistenti al calore e, in opportune condizioni, possono svilupparsi
negli alimenti originando la forma vegetativa del germe, produttrice del veleno.
Quali sono le condizioni che si devono verificare contemporaneamente, affinché all'interno di un alimento che
contiene le spore possa svilupparsi C. botulinum ?
Condizioni:
● Bassa tensione di ossigeno (anaerobiosi, favorita, ad esempio, dalla conservazione
di alimenti sott'olio, dall'inscatolamento e negli alimenti in cui penetra male l'aria,
come gli insaccati);
● Un'alta umidità relativa dell'alimento
● Un pH compreso tra 4,5 e 8,9
● Una temperatura di conservazione compresa tra 10 48 °C
● Assenza di sostanze batteriostatiche oppure insufficiente concentrazione delle
stesse
● Presenza di batteri o muffe che favoriscano variazioni del pH dell'alimento tali da
condurlo all'interno dei valori favorevoli allo sviluppo di C. botulinum
La tossina botulinica
La tossina botulinica è termolabile e viene distrutta con la cottura degli alimenti o da un
trattamento di 60 minuti a 60 °C, 5 minuti a 85 °C o di pochi minuti a 100 °C.
Gli alimenti più spesso coinvolti nella trasmissione del botulismo sono le conserve alimentari
di fabbricazione domestica, a causa della mancata applicazione delle norme igieniche della
conservazione degli alimenti.
Raramente le conserve preparate industrialmente possono essere causa di intossicazione
poiché risulta difficile che nella loro fabbricazione siano commessi errori tali da permettere la
contaminazione del prodotto.
Tra gli alimenti conservati, quelli che possono risultare contaminati con maggiore
frequenza sono: pesce affumicato, insaccati, conserve sott'olio, carni in scatola, conserve di
vegetali. 3
Alcuni indizi possono orientare verso il sospetto di una contaminazione degli alimenti
conservati. Essi sono, ad esempio, la produzione di gas nell'alimento che manifesta con
scatolette rigonfie in modo inconsueto, oppure la presenza di aree verdastre dovute alla
proteolisi all'interno degli insaccati.
Cosa accade nel nostro corpo?
La tossina botulinica assorbita nell'intestino arriva al SNC dove svolge la sua azione nefasta
con blocco della trasmissione nervosa a livello di alcune sinapsi e delle placche
neuromuscolari. La malattia compare da 12 a 36 ore dall'ingestione della tossina ed è
caratterizzata da astenia, vertigine, secchezza delle mucose, classici sintomi oculari.
Può poi manifestarsi paralisi del facciale e dei muscoli masticatori e laringei con disfagia e
afonia. Il sensorio rimane integro e non si ha mai febbre.
Nei casi letali la morte sopraggiunge dopo 3-6 giorni per insufficienza respiratoria o arresto
cardiaco. La letalità della malattia è molto elevata (70- 80%) senza trattamento con siero
antitossico specifico e acetilcolina.
La malattia tende a manifestarsi in piccoli focolai familiari o tra individui che hanno
consumato lo stesso alimento.
Prevenzione del botulismo
Per la prevenzione del botulismo, oltre al rispetto rigoroso delle norme igieniche nella
conservazione domestica e industriale degli alimenti, possiamo indicare:
● Eliminazione dello scatolame difettoso o rigonfio;
● Buona cottura delle conserve prima del consumo;
● Preferenza ai cibi congelati poiché più sicuri;
● Uso di salamoie con un contenuto salino superiore all'8% e soluzioni zuccherine
superiori al 38% nella conservazione degli alimenti;
● Vaccinazione del personale di laboratorio che lavora con la tossina botulinica
mediante vaccino contenente l'anatossina; trattamento delle persone di cui è
possibile sospettare l'intossicazione con siero immune antitossico;
● Indagine epidemiologica tendente a identificare il cibo contaminato e le persone
con la malattia in incubazione.
Intossicazione da enterotossina stafilococcica E’ un'intossicazione molto frequente
causata dalle enterotossine degli
stafilococchi enterotossici (soprattutto lo
S.aureus). Le enterotossine che
contaminano gli alimenti danno disturbi acuti
a livello gastroenterico (vomito, diarrea ecc.).
4
Il genere Staphylococcus sono cocchi gram-positivi, catalasi positivi, asporigeni, aerobi
facoltativi, immobili.
Sono microrganismi ubiquitari e presenti a livello della cute e del nasofaringe in soggetti
spesso portatori sani.
Gli stafilococchi non sono batteri esigenti dal punto di vista metabolico, infatti crescono nei
comuni terreni di coltura e sono capaci di sopravvivere anche in presenza di una
percentuale di NaCl pari al 7,5%; sono definiti infatti alofili tolleranti.
Che cosa so