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Crescita economica, globalizzazione e mercato del lavoro

La crescita economica comporta un cambiamento radicale della struttura dell’economia e nelle città:

  • Le campagne si svuotano, le città diventano sempre più popolose e la gente passa dal lavorare nell’agricoltura all’industria e poi ai servizi.

L'internazionalizzazione e globalizzazione

Con questo termine si intende il fatto che le economie mondiali sono legate tra di loro, che ci sono correlazioni forti fra le economie di diverse aree del mondo (scambi commerciali, investimenti finanziari).

Qual è la teoria rilevante in ambito di internazionalizzazione?

Vi è una teoria che si usa molto per studiare la crescita economica di un gruppo di paesi, la teoria della convergenza.

Per teoria della convergenza molti economisti della crescita si sono accorti che in realtà il processo che abbiamo visto fino ad adesso (aumento della produttività, crescita del PIL pro-capite ecc.) è trainato da alcune economie, ma c’è un processo di convergenza:

  • Nel momento in cui ci sono dei Paesi che diventano leader di crescita economica, avranno dei livelli di crescita economica che arriva ad un certo punto e poi si stabilizza.
  • I paesi che sono più arretrati tendono, sotto determinate condizioni, a crescere più velocemente e a convergere, nel raggiungere i paesi leader.

C'è l’idea che le economie moderne tendono tutte a convergere verso uno stesso livello, verso uno stesso modello.

Cos’è rilevante in quest’idea di processo di convergenza?

  • La parte rilevante è capire quali sono i fattori che favoriscono quella convergenza.
  • Ovvero, studiare quelle caratteristiche macroeconomiche nei Paesi che gli consentano di potersi permettere certi modelli di sviluppo.

L'idea del concetto di convergenza

  • È che le economie tendono a convergere ad un certo livello, i Paesi più arretrati tenderanno ad avere tassi di crescita sempre più elevati che gli consentiranno di raggiungere i Paesi leader in termini di crescita economica.

Mercato del lavoro

Cos'è un occupato?

  • È una persona con più di 15 anni che possiede un’occupazione e ha effettuato il lavoro in una settimana di riferimento.

Cos'è un disoccupato?

  • È una persona con più di 15 anni non occupata alla ricerca di lavoro; quindi, che sia attivamente alla ricerca di lavoro, altrimenti non è disoccupato, bensì fa parte della non in forza lavoro.

Da cosa è data la forza lavoro?

  • È data da occupati + disoccupati.

Qual è la popolazione in età lavorativa?

  • È quella parte della popolazione fra i 15 e 64 anni.

Da cosa è dato il tasso di occupazione?

  • È dato dagli occupati / popolazione in età lavorativa.

Da cosa è dato il tasso di disoccupazione?

  • È dato dai disoccupati / forza lavoro; non consideriamo quelli che non stanno cercando lavoro.
  • È un'ottima misura dello stato di salute di un Paese.
  • Può cambiare nel tempo, ma cambia anche tra le caratteristiche della popolazione.
  • Studiare come il tasso di disoccupazione di un Paese cambia nel tempo tra le aree geografiche del paese e tra i diversi individui all’interno del Paese, significa capire come funziona il mercato del lavoro di quel Paese.

Ci sono diverse tipologie di disoccupazione, quali?

Disoccupazione frizionale

  • Si intende quel livello minimo di disoccupazione che è dovuto all’avvicendamento del mercato del lavoro.

Disoccupazione ciclica

  • Dipende dal ciclo economico, che dipende dal fatto che, in fasi complesse e recessive del ciclo economico, le imprese possono licenziare, e quindi è quella disoccupazione che deriva da alti e bassi del sistema economico.

Quali sono i costi della disoccupazione?

  • Perdita di produzione; la legge di Okun ci fa vedere qual è la relazione tra disoccupazione e produzione; per Okun tanto maggiore è la disoccupazione, tanto più si riduce la produzione, meno persone lavorano meno il Paese produce.
  • Effetti redistributivi, una disoccupazione può aumentare le disuguaglianze all’interno del Paese.

Quali sono gli effetti di una prolungata disoccupazione sulle persone?

  • Una persona che rimane a lungo disoccupata rischia di perdere competenze e diventare obsoleto, poiché non riesce a rimanere allineata con la tecnologia.
  • Perdita di gettito d’imposta, ci sono meno persone che pagano tasse o pagano meno tasse.
  • Maggiore è la disoccupazione minore sarà il tasso di crescita del PIL.

L'inflazione

L'inflazione è il tasso percentuale di aumento del livello generale dei prezzi.

Come si scrive l’equazione dell’inflazione?

Il tasso di inflazione “p” greco è uguale al rapporto tra P (livello dei prezzi) al tempo “t” meno P al tempo “t-1” (ovvero l’anno precedente).

Esempio

Quest'anno una bottiglia d’acqua costa 1.10€, l’anno scorso costava 1€. Il numeratore di questa frazione è (1.10€ - 1€), quindi 10 centesimi. Questi 10 centesimi li vado a dividere per il prezzo dell’anno precedente, che è 1€, ed otterremo che l’inflazione della bottiglia d’acqua è pari al 10€.

Rigirando quell’equazione, troviamo che il livello dei prezzi è uguale al livello dei prezzi dell’anno precedente che moltiplica (1 + livello dell’inflazione).

Cosa significa esogeno?

Un evento è esogeno se è esterno al sistema economico.

Cosa significa endogeno?

Un evento è endogeno se è interno al sistema economico.

Quindi uno shock esogeno è uno shock che non dipende dal Paese.

Quali sono i costi dell’inflazione? E cosa significa inflazione attesa e inattesa?

  • L'inflazione attesa è quella che i consumatori si aspettano.
  • L'inflazione inattesa è quella che i consumatori non si aspettano, ad esempio, quest’anno le bollette costano dal 50% al 100% in più e non si sapeva.

Quali sono i costi dell’inflazione attesa e inattesa?

  • Gli effetti dell’inflazione attesa sono molto moderati, cambia il costo di detenere moneta.
  • Se c'è un’inflazione attesa relativamente elevata, sappiamo che avere denaro ha un costo perché questo denaro si svaluta.
  • L'altro costo dell’inflazione attesa sono quelli che si chiamano “costi di listino” ovvero
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nick.2.2 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Ferrara o del prof Pini Paolo.
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