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Luigi Tosi

1763 Nasce a Busto Arsizio.

Inizia una carriera ecclesiastica; negli anni giovanili frequentò il collegio somasco di Lugano. Dopo un breve periodo di permanenza nel seminario di Milano, nel 1782 si trasferì a Pavia dove completò la sua formazione filosofica e teologica.

1786 Si laurea in teologia e diritto canonico; qui venne a contatto con diverse personalità di spicco della cultura ecclesiastica del tempo, fra le quali Giuseppe Zola e Pietro Tamburini, di orientamento giansenista e antigesuitico.

1790 Viene nominato sacerdote nella basilica di sant’Ambrogio a Milano.

1810 Conosce Manzoni dopo il suo primo soggiorno parigino, dov’era maturata, anche per influsso del sacerdote giansenista Eustachio Degola, confessore della moglie dello scrittore, Enrichetta Blondel, la sua conversione al cattolicesimo.

Manzoni, su consiglio anche di Degola, scelse Tosi come direttore spirituale della moglie Enrichetta e della madre Giulia Beccaria, nonché come suo confidente personale: tali mansioni fecero del sacerdote una presenza familiare in casa Manzoni, tanto nella residenza di Milano come nella villa extraurbana di Brusuglio.

Il rapporto non si interruppe neppure in occasione del secondo soggiorno parigino dei Manzoni (1819-20), com’è dimostrato dal fitto carteggio intercorso in quegli anni. Da esso si apprende che nel 1820 si era pensato di promuovere Tosi alla cattedra vescovile di Mantova.

1823 Tosi diventa vescovo di Pavia, il quale non fu accettato molto volentieri a causa dei pregiudizi alimentati dall’antica e ben nota amicizia con Giudici, Zola e Tamburini, le cui idee erano gianseniste.

1843 Gli ultimi anni di Tosi furono segnati dall’infermità che ne ridusse notevolmente l’autonoma capacità di pensiero e di azione. Muore il 13 dicembre.

Lettera a Tosi, 1 dic 1819

Tosi era il direttore spirituale di Manzoni, prete lombardo nato a Busto Arsizio nel 1763 e muore vescovo di Pavia nel 1845. Aveva studiato nel seminario di Pavia e avuto come maestri Zola e Tamburini, teologi di ispirazione giansenista.

Gaetano Giudici sarà il padre spirituale di Manzoni dopo che Tosi sarà nominato vescovo di Pavia nel 1823.

Riassunto della lettera

Affronta la situazione della religione cattolica in Francia perché in quegli anni il cattolicesimo stava vivendo un periodo di grande crisi e trasformazione. Manzoni era molto attento alle vicende religiose e politiche francesi, sia per motivi personali, la sua conversione al cattolicesimo era recente e sentita, sia perché la Francia rappresentava un laboratorio avanzato delle tensioni tra religione, Stato e società dopo la Rivoluzione francese.

Un problema che rileva Manzoni nella chiesa in Francia è che sia alleata al potere e unisce ciò che dovrebbe separare: unisce il dogma della fede ad articoli di fede politica che non hanno nulla a che vedere con la religione. Vede la chiesa legata al potere della restaurazione, al potere reazionario.

Manzoni, innanzitutto, quando dice “ch’Ella si piglia per lo smercio del mio volume”, ringrazia Tosi per occuparsi della diffusione della morale cattolica pubblicata nel 1819.

Manzoni cita Grégoire e i Solitari di Port-Royal per sottolineare due aspetti opposti della situazione religiosa francese: da un lato, la crisi e la frammentazione della fede rappresentate da Grégoire; dall’altro, la profondità e la coerenza spirituale incarnate dai Solitari di Port-Royal.

Grégoire

Cita Gregoire, un giansenista: era stato un grande personaggio che si era battuto, si era pronunciato per l’unione del clero col terzo stato, posizione liberale e progressista, era stato vicino a Manzoni nel momento della conversione.

C’erano appena state le elezioni, Gregoire si era candidato come un candidato liberale progressista ed era stato eletto nel collegio di Grenoble, ma appena eletto si era scatenata una campagna contro di lui perché considerato regicida, in quanto aveva votato per l’esecuzione di re Luigi XVI. Era considerato pericoloso perché si era sempre battuto per idee di giustizia sociale, liberalismo e progressista ed era considerato eccessivo.

Era considerato regicida perché, durante la Rivoluzione francese, fu uno dei deputati che votarono a favore della condanna a morte di Luigi XVI. In particolare, Grégoire fu membro della Convenzione Nazionale, l’assemblea che decise il destino del re. Anche se Grégoire era personalmente contrario alla pena di morte, votò comunque per la morte del re, sostenendo che la volontà della nazione dovesse prevalere e che la monarchia fosse incompatibile con i principi della nuova Repubblica.

Gregoire si chiedeva anche se i re potessero arrivare a pentirsi, e la risposta che si dava era di sì, ma solo se i re sono umili, solo se si rendono conto di essere uguali agli altri uomini e che il potere è solo in funzione di servizio, nel senso che dovranno rendere conto di come utilizzano il potere.

I gesuiti in Francia

Dice “non so se lei sappia che i gesuiti hanno 80 case in Francia”: l’ordine dei gesuiti era stato soppresso nella seconda metà del 700, ma non dappertutto; gli stati europei, uno alla volta, li sopprimono, mentre invece Caterina di Russia offre loro riparo.

In Francia erano state promulgate delle leggi che non consentivano la loro presenza, ma si riorganizzano nascondendosi sotto altri nomi. Erano stati creati contro il protestantesimo e la riforma, i Gesuiti sono chiamati contro la rivoluzione. Manzoni con quella frase vuole dire di rendersi conto che l’anti-rivoluzionarismo si stava diffondendo in Francia.

Allusione ai Solitari di Port-Royal

I Solitari di Port-Royal sono i giansenisti francesi che si ritrovavano nell’abbazia di Port-Royal de Champs, poco fuori Parigi. Questi solitari erano pensatori ed intellettuali, non tutti preti, che sentono il fascino del movimento giansenista e si ritirano a pregare e meditare nel silenzio dell’abbazia di Port-Royal.

Questo movimento giansenista insiste sul fatto della grazia: non conta il nostro sforzo, capacità, ma l’apertura e la grazia divina perché sono ciò che ci salva. I giansenisti sono perseguitati dal potere politico e dai gesuiti, tanto che:

  • Nel 1708 il re Luigi XIV sopprime la comunità di Port-Royal;
  • Nel 1709 li espelle con forza;
  • Nel 1710 decreta che l’abbazia sia rasa al suolo.

Lettera a Tosi, 7 apr 1820

In questa lettera Manzoni aggiorna Tosi sullo stato della chiesa in Francia. Questa è una lettera in cui Manzoni, per ragioni di sicurezza, censura, non scrive i nomi per intero.

Viene citato Lamennais perché doveva pubblicare il secondo volume del “Saggio sull’indifferenza in materia di religione”, ma Manzoni pensa che non sia il momento adatto perché avrebbe avuto tutti contro, perché reazionario cattolico.

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