L'intelligenza
Dare una definizione di intelligenza che sia globalmente accettata risulta molto difficile: esistono tante diverse accezioni di intelligenza, che variano in funzione del contesto culturale (grandi differenze tra Occidente e Oriente). A livello scientifico, l'intelligenza viene assimilata alla capacità, tipica dell'essere umano, di interpretare e adattarsi alla realtà e di utilizzare le risorse disponibili in caso di necessità.
Ma esistono tante convinzioni ingenue di cosa sia l'intelligenza, convinzioni soggettive, non scientifiche che danno luogo alle cosiddette teorie implicite, cioè conoscenze metacognitive che influenzano i nostri comportamenti e le nostre valutazioni. Queste convinzioni incidono anche sull'atteggiamento in situazione d'apprendimento, poiché l’apprendimento e l’intelligenza vengono considerati come connessi.
Confronto tra esperti e persone comuni
Sternberg (anni '80) mise a confronto le opinioni fornite dagli esperti con quelle di persone comuni; dal confronto emerse che:
- Entrambi i campioni concepiscono l'intelligenza come un'intelligenza generale con fattori specifici.
- Entrambi i campioni riconducono l'intelligenza ad una serie di abilità:
- Intelligenza verbale (sapersi esprimere, buon lessico, etc)
- Capacità di risolvere problemi (ragionamento logico, cogliere connessioni, flessibilità mentale)
- Intelligenza pratica (cogliere gli aspetti essenziali, raggiungere i propri scopi, etc)
- Le differenze tra i due campioni riguardano gli aspetti maggiormente enfatizzati, poiché:
- Persone comuni: enfatizzano maggiormente gli aspetti quotidiani e propongono un ulteriore elemento, la competenza sociale (accettare gli altri, sensibilità verso altri, etc).
- Esperti: enfatizzano maggiormente l'intelligenza pratica.
Accezioni di intelligenza
Secondo Cornoldi, è possibile distinguere due accezioni di intelligenza:
- Nell'accezione in senso generale: si pone l'accento su ciò che accomuna gli esseri viventi; l'intelligenza viene assimilata alla capacità di comprendere la realtà, di fare una serie di operazioni mentali complesse, di raggiungere traguardi elevati.
- Nell'accezione in senso differenziale: si pone l'accento sulle differenze degli individui nelle prestazioni cognitive rispetto a dei nuclei di abilità.
Ecco perché sono stati introdotti i test di intelligenza; lo studio differenziale può essere effettuato:
- A livello filogenetico (umani vs. animali)
- A livello ontogenetico (bambini piccoli vs grandi; bambini vs adulti)
- Nella contrapposizione tra funzionamento tipico e atipico
Teorie dell'intelligenza
Esistono cinque classi di teorie dell'intelligenza:
- Teorie unitarie
Le teorie unitarie concepiscono l'intelligenza come un'abilità generale e unica, ovviamente misurabile (approccio psicometrico). Spearman, uno dei principali promotori di una teoria unitaria dell'intelligenza, dimostrò che i risultati delle prove e di altre valutazioni (rendimento scolastico, stime) rimandavano a un'abilità intellettiva unitaria.
Secondo Spearman, per ogni abilità si potevano distinguere:
- Fattore generale g (o energia mentale): quid essenziale dell'intelligenza, determinato geneticamente;
- Fattori specifici s, ossia fattori che rispondono a abilità specifiche legate alle caratteristiche delle prove (abilità linguistica, spaziale, aritmetica).
Si parla quindi di teoria bi-fattoriale: è importante...
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