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La classificazione delle lingue

Definizione di “lingua”: sistema convenzionale di segni verbali che ci permette di comunicare informazioni e consolidare la conoscenza; essa nasce da fattori di caratteri storico-culturali e in base all’uso che si fa di essa nelle comunità. Una delle sue caratteristiche principali è l’arbitrarietà = gli elementi del segno linguistico non sono naturalmente "motivati" ma dipendono da una tacita convenzione tra i parlanti di una lingua.

Lo studio delle lingue classiche e moderne

Nell’800 cambio di paradigma: nel 1700 l’illuminismo guardava a un modello ideale di società con una visione razionalista, dunque alle lingue classiche, mentre il romanticismo credeva nella diversità data dall’osservazione, anche nelle lingue. Lingue classiche = depositarie mondo antico, trasmissione conoscenze, sono morte e dunque sono ferme, permettono un’osservazione più precisa data dal loro non cambiamento.

Es. latino è una lingua precisa utilizzata per la produzione di trattati scientifici e opere letterarie, era inoltre la lingua della religione, del culto fino al concilio Vaticano che ha introdotto l’utilizzo delle lingue parlate; es. greco = per religione ortodossa; es. gotico.

Le lingue classiche venivano viste come il modello alle quali le lingue parlate dovevano conformarsi. Questo rapporto marcava l’inferiorità di quelle parlate rispetto a quelle moderne = parlate dal popolo.

Nascita della comparatistica

Nascita della comparatistica: quella parte della linguistica che affronta lo studio delle relazioni tra le lingue e l'evoluzione interna di ogni lingua secondo una tecnica di confronto delle fasi evolutive di una stessa area linguistica e di confronto tra le lingue affini.

Es. nel momento in cui si affaccia nel panorama europeo il sanscrito, lingua classica per l’India, vi è la possibilità di osservare le somiglianze tra greco, latino e gotico e il sanscrito, lontanissimo rispetto alle altre lingue. Nasce il campo dell’indoeuropeistica = si comparano strutture, forme e parole delle lingue a partire dal mondo classico per evidenziarne il comportamento nel corso della storia.

Ci si interessa al cambiamento della lingua, la si osserva nella sua dinamicità ovvero come si è arrivati alle forme parlate contemporanee.

Atto di nascita della linguistica comparata indoeuropea può essere considerato la pubblicazione nel 1816 del saggio di Franz Bopp dedicato al confronto dei sistemi morfologici del sanscrito, greco, latino, persiano e lingue germaniche.

Il romanticismo europeo e le culture popolari

Il romanticismo europeo e la scoperta delle lingue e delle culture popolari = osservazione del fenomeno linguistico si accompagna con l’osservazione della cultura popolare, costumi popolari, canti popolari, letteratura popolare, proverbi = saggezza popolare, alla quale vengono dati determinati valori ma che non ha autore perché si consolida nella tradizione della comunità differentemente dalla cultura classica.

Anche la lingua fa parte di questo patrimonio popolare e diventa a lungo andare manifestazione della propria nazionalità, che sta alla base di tante rivendicazioni politiche, e della propria identità come popolo da cui può nascere la richiesta di un autogoverno.

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La classificazione in base al numero di parlanti non è fondata su criteri linguistici interni = una classificazione quantitativa sulla lingua non è sufficiente per definire una lingua come tale, non è la numerosità dei parlanti, delle parole o dell’area a definire una lingua come tale, ma il fatto che essa abbia o meno un valore giuridico.

Tipologie di classificazione delle lingue

  • Classificazione genealogica = quando si basa sull’evoluzione storica delle lingue e tiene in considerazione le parentele che ci sono tra esse, permette di misurare le affinità tra un momento precedente e successivo di sviluppo della lingua = idea dell’organizzazione delle lingue suddivise in famiglie in base al rapporto che si instaura tra esse dato dalla loro evoluzione.
  • Classificazione tipologica = come indaga come le lingue organizzano le loro strutture indipendentemente dalla loro origine = le affinità tra lingue sono fondate sulle loro funzioni e regolarità che le caratterizzano. Es. lingue agglutinanti come il basco o il giapponese, che organizzano la morfologia della parola alla stessa maniera = hanno un legame dal punto di vista tipologico, ma non genealogico.
  • Classificazione areale = dove determinate lingue effettivamente si parlano mostra quali sono gli effetti del contatto plurilinguistico, il punto di arrivo, come le lingue cambiano per contatto con altre lingue, un tempo solo di tipo fisico.

La classificazione genealogica

Approccio storico-comparativo, diacronico, quando.

August Schleicher (1821-1868) = influenzato dalle teorie di Darwin, paragona i concetti di “famiglia” e “gruppo linguistico” con le “specie” e “sottospecie” dei naturalisti, che tendono a distinguere e descrivere minutamente la varietà per poi andare a descrivere le caratteristiche comuni dall’analisi alla sintesi.

Stessa cosa fanno i comparatisti e glottologi dell’800, osservano le manifestazioni reali della lingua, nella sua diversità, e dopo aver analizzato ciò cercano di individuare le analogie e i tratti comuni tra queste.

Teoria dell’albero genealogico = immagina la lingua come una serie di sviluppi successivi alla base di una lingua comune = da una lingua originaria derivano una serie di lingue differenti.

Due lingue fanno parte dello stesso Raggruppamento genealogico se derivano da una stessa lingua originaria, o lingua madre.

Gli elementi linguistici significativi per stabilire la parentela genetica non sono lessicali, ma morfologici e fonologici, scelta delle forme, dei suoni, del sistema in cui organizzo le informazioni.

Esempio: lingue romanze o neolatine

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- = trattino vuol dire che in un nesso consonantico ci sono elementi che seguono e che precedono; > da questo si ha questo; < questa cosa qui proviene da un’altra.

Lat, - CT - > it. -tt-, fr. -it-, sp. -tf-, rum. -pt- diverse soluzioni per questo nesso consonantico, CT.

  • In italiano abbiamo il processo di assimilazione della velare sulla dentale (t), l’italiano riduce i luoghi di articolazione da due a uno = da CT a TT = da due consonanti diverse ne abbiamo una diventa una regola.
  • Lo spagnolo trova un compromesso -tf- (pronuncia ch) = è una palatale che si trova in posizione intermedia, tra la velare e la dentale.
  • In rumeno la labiale anticipa la dentale, ribalta l’ordine dell’articolazione, la t rimane sempre il perno.
  • Lat. LACTEM > it. latte, fr. lait, sp. leche, rum. lapte.
  • Lat. OCTO > it. otto, fr. huit, sp. ocho, rum. opt.
  • Lat. NOCTEM > it. notte, fr. nuit, sp. noche, rum. noapte.

La regolarità del cambiamento è biunivoca perché può essere osservata a partire da entrambe le parti: lingue madre, lingue figlie; lingue figlie, lingua madre.

Ci consente di organizzare la grandissima varietà delle lingue del mondo = lingue indoeuropee sono presenti nella maggior parte del mondo, poi abbiamo le lingue uraliche, ungherese, finlandese, svedese, basco, in America incontro di lingue indoeuropee, lingue dell’Europa che hanno colonizzato le Americhe, e lingue amerindie per la parte meridionale, lingue eschimesi nella fascia dell’estremo nord del continente.

La famiglia indoeuropea

Gruppo indo-iranico

Gruppo indo-iranico suddiviso in due sottogruppi.

  • Indiano: lingue antiche: sanscrito, vedico; lingue moderne: hindi, urdu, anche se ci sono molte altre variabili locali.
  • Iranico = suddivisione in ulteriori due rami:
    • Lingue iraniche occidentali = persiano antico = avestico, persiano moderno = curdo.
    • Lingue iraniche orientali = pashto o afgano.

Gruppo tocario e gruppo anatolico

Gruppo tocario = due lingue estinte, tocario A e tocario B, testi risalenti dalla metà della fine del I millennio d.C. scoperti all’inizio del Novecento nella regione cinese dello Xinjiang.

Gruppo anatolico = lingue, oggi estinte, diffuse nel II e nel I millennio a.C. nella odierna Turchia asiatica, ittita.

Armeno e albanese

Armeno = parlato nell’odierna Repubblica dell’Armenia. Prima del genocidio gli armeni erano un popolo cristiano sottoposto alla sottomissione turca islamica.

Albanese = due varietà dialettali sono tosco e ghego = oggi parlato in Albania, maggior parte del Kosovo, nella Macedonia del Nord.

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Minoranza albanese è il 25-30% della popolazione, in Grecia, 150.000 Arvaniti, gruppo etnico albanese nel Peloponneso, in Montenegro, nella comunità Arbëreshë stabilitasi in Italia meridionale a partire dal 1400, Calabria, Sicilia, Campania; Puglia, conta circa 100.000 persone riconosciute tra le minoranze linguistiche storiche.

Tra i loro progenitori popolazioni tra cui gli Illiri e i Traci, ma l’origine non è chiara data la mancanza di fonti dirette, sappiamo però di numerosi contatti con l’Impero Romano tanto che spesso ci sono racconti di campagne romane contro i pirati illiri che controllavano l’Adriatico.

Dopo la Seconda guerra mondiale due sfere di influenza, Russia e Stati Uniti: il richiamo degli albanesi era verso la Cina per protezione perché ha dovuto difendersi dalle mire jugoslave. Enver Hoxha = paladino indipendenza albanese vs Jugoslavia, paese dall’economia strettamente autarchica con un controllo statale feroce.

Gruppo slavo

Gruppo slavo = tre sottogruppi, arrivano in Europa nel quinto/sesto secolo.

  • Slavo orientale: russo, funzione di lingua internazionale perché serviva per le relazioni all’interno del patto di Varsavia = lingua di comunicazione, bielorusso e ucraino.
  • Slavo occidentale: polacco, ceco e slovacco.
  • Slavo meridionale:
    • Bulgaro, circa sette milioni, presenza di numerose minoranze come quella turca, rom/zingari, arumeni = varietà di tipo rumeno.
    • Macedone, circa 1.5 milioni = proprio della Repubblica macedone del nord con capitale Skopje, dove risiede una forte maggioranza albanese, è una lingua riconosciuta all’indomani della repubblica federativa di Jugoslavia, prima è sempre stata considerata come una varietà del bulgaro e ne è stata anche la culla letteraria, dunque, è una lingua che viene riconosciuta internazionalmente ma dal punto di vista linguistico rimane molto simile al bulgaro.
    • Serbocroato, la più importante per diffusione, lingua unica con diverse declinazioni territoriali, presenta numerose differenze nel lessico tra serbo = caratteri cirillici, e croato = caratteri latini, epurazione degli elementi che ne avessero ricordato l’interdipendenza.
    • Sloveno, popolazione all’interno della quale ci sono diverse minoranze linguistiche tutelate, ci sono comunità slovene anche nel Fvg ma mancano i dati dei censimenti della popolazione slava in Italia riguardante le competenze linguistiche, questo avviene solo in Trentino Alto Adige. La minoranza slovena fu riconosciuta dalla repubblica italiana e subito protetta dopo la Seconda guerra mondiale, oggi sono circa 30/50.000. Minoranza parlante sloveno presente anche nella Carinzia, referendum popolare perché la presenza slovena era molto vasta e alla fine la popolazione ha deciso di rimanere con l’Austria, ma erano molti di più all’inizio.
    • Sono tutte lingue della Jugoslavia, “terra degli slavi del sud” = lingue anticamente cristianizzate dall’area bizantina che utilizzano i caratteri serbi.

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Gruppo baltico e greco

Gruppo baltico: lituano, lettone, prussiano antico, oggi inesistente.

Greco = fondamentale per la storia della cultura europea e mondiale, oggi si parla nella repubblica di Grecia.

  • Nella storia recente lotta plurisecolare tra greci e turchi, rapporti molto tesi ancora oggi. Dopo la Prima guerra mondiale con la dissoluzione dell’impero ottomano problema di assegnazione dei confini tra Grecia e Turchia, il problema dei greci era la minoranza sulle coste dell’Egeo, era la Grecia storica.
  • Fin dove dovevano arrivare le due potenze? = 1922-23 guerra tra le due nazioni = azione militare della Grecia per mantenere quelle terre senza alcun aiuto nemmeno dall’Inghilterra, che sperava di avere. Disastro per i greci che hanno dovuto abbandonare le terre dell’Egeo = esodo popolazione greca, circa 4 milioni di greci verso un paese già povero che non sapeva come gestire questa massa di profughi.
  • In compenso la comunità turca della Tracia, 6-700 mila persone che abitavano l’area della Grecia settentrionale, furono costretti ad emigrare, a favore della Turchia perché era più grande rispetto alla Grecia e non fece fatica ad ospitare i profughi, in Turchia e nella repubblica di Cipro.

Repubblica di Cipro

Repubblica di Cipro = posizione strategica per quanto riguarda il mar Mediterraneo, adesso è un paese diviso in due perché fino agli anni ‘60 era un protettorato inglese poi ottiene l’indipendenza, anche se inglesi tengono tre basi navali molto potenti. Popolazione 90% greco-ciprioti, 10% turco-ciprioti = reggenza tripartita: inglesi, turchi e greci dovevano avviare questo processo di indipendenza.

Negli anni 70, per evitare che la Grecia scivolasse verso l’unione sovietica, perché aveva il partito comunista più forte dell’Europa occidentale, dopo quello italiano, i cosiddetti colonelli fecero un colpo di stato impostando una politica di stampo nazionalista e introducendo una riforma della lingua modificando il greco demotico, demos = popolo, per depurare la lingua greca popolare dagli elementi turchi e per renderla più simile alla lingua greca antica = non dà molti esiti perché la lingua popolare era ormai largamente affermata + controllo molto più forte su tutte le strutture dello stato deprimendo la dissidenza politica. Mandano un messaggio anche a Cipro.

Nel 74 sembra che Cipro volesse puntare alla riunificazione culturale e storica con la Grecia quindi la Turchia interviene per salvaguardare la sua minoranza popolare all’interno dell’isola e la invade costituendo la cosiddetta repubblica turca di Cipro nord = conquistano il 40% del territorio. Problema = fu creata una frattura ancora più forte data dalla coesistenza dei turchi di Cipro vecchi e quelli nuovi dati dalla migrazione di turchi dalla Turchia.

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Questa Repubblica non è riconosciuta da nessuno stato, ma viene continuamente finanziata dalla Turchia.

Gruppo italico

Gruppo italico.

  • Italico orientale, osco, umbro, sannita = lingue dell’Italia antica.
  • Italico occidentale = comprende il latino, che ha dato origine alle lingue romanze, portoghese, spagnolo, francese, italiano, sardo, romeno, gallego, catalano, ladino, provenzale, friulano. I latini, che abitavano il Lazio, latium = regione grande, nel corso dell’espansione in tutta l’Italia antica, assimilano tutte le popolazioni con le loro lingue e tutti i loro elementi, dunque il latino assimila le lingue delle altre popolazioni. Il latino viene parlato fino al 3 secolo con caratteri che si allontanano dal latino classico perché si fonde con le lingue delle popolazioni entrate nell’orbita romana sviluppando così le lingue romanze.

Gruppo germanico

Gruppo germanico = diviso in tre sottogruppi.

  • Germanico orientale: gotico, oggi estinto, una delle lingue classiche d’Europa, vandalo e burgundo.
  • Germanico settentrionale: svedese, danese, più importante perché la Danimarca controllava e continua a controllare la Groenlandia come la penisola scandinava, norvegese, due norvegesi diversi: quello più meridionale è molto vicino al danese mentre quello settentrionale è più rustico, islandese, derivante dalla colonizzazione dell’Islanda da parte dei Vichinghi, una lingua molto isolata dal punto di vista geografico e appunto per questo mantiene importanti caratteri conservativi del germanico antico.
  • Germanico occidentale, che si divide in due rami:
    • Anglo-frisone: frisone, Frisia = lingua minoritaria riconosciuta in Germania, inglese, grande potenza coloniale, quindi lingua principale di comunicazione internazionale.
    • Neerlando-tedesco = neerlandese, dire olandese non è propriamente corretto, comprende tutta la lingua dei Paesi Bassi e le Fiandre = la parte settentrionale del Belgio, mentre la Vallonia è francofona, tedesco, lingua importantissima come grande lingua di cultura, nell’800 l’Europa parlava tedesco nella scienza, filosofia, letteratura, afrikaans, lingua dei boeri della Repubblica sudafricana, yiddish, comunità ebraiche dell’Europa centro-orientale, ora si trovano negli Usa.

Gruppo celtico

Gruppo celtico: due sottogruppi = occupavano Francia, Italia settentrionale, Gallia cisalpina a parte il Veneto, a partire dall’epoca classica sono stati assimilati dai latini.

  • Gaelico: irlandese, unica lingua celtica ufficiale di uno stato, scozzese, lingua nazionale della Scozia, ma parlato pochissimo e disperso nelle zone rurali più isolate, perché la pressione dell’inglese ha vinto.
  • Britannico: cimrico o gallese, unica lingua celtica che è piuttosto vitale, circa 500.000 parlanti. Negli ultimi anni ci sono stati fattori di promozione e di rivitalizzazione di tale lingua, cornico, Cornovaglia, oggi estinto, bretone, Bretagna, poco
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Gaia.turchet di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Udine o del prof Vicario Federico.
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