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Linguistica generale

La linguistica è lo studio scientifico descrittivo del linguaggio umano. Per linguistica generale si intende la disciplina della linguistica che mira a descrivere un’unica lingua specifica, ma caratteristiche comuni fra tutte le lingue del mondo. Il primo autore ad intraprendere questo studio fu Ferdinand de Saussure.

Ferdinand de Saussure

Ferdinand de Saussure fu uno dei più grandi linguistici del '900. Nel 1879 a 22 anni, pubblicò una ricostruzione del sistema vocalico dell'inno europeo originario ispirata ad un metodo completamente nuovo. Successivamente pubblicò solo una tesi di laurea, condotta con metodi più tradizionali e numerosi scritti. Il suo grande influsso sulle generazioni successive di linguisti non fu dovuto alle opere pubbliche che pubblicò, ma ai suoi corsi di linguistica generale, tenuti prima come professore all’École di Parigi e poi all’Università di Ginevra. Il suo corso di linguistica generale fu editato nel 1916 da due allievi basandosi su appunti delle lezioni, la versione italiana del 1969 a cura di Tullio de Mauro. Dunque, noi conosciamo il padre della linguistica generale per mezzo degli appunti degli studenti del suo corso, appunti che non furono uniti, poiché il ricevente, gli studenti, ricevono informazioni diverse.

Studio scientifico

Per studio scientifico si intende il tipo di metodologia e di analisi dei problemi che caratterizza qualunque scienza. Le principali caratteristiche di questa metodologia sono:

  • Formulazione di ipotesi generali di fronte ad una vasta quantità di fenomeni diversi
  • Formulare le tesi fondandosi su esperimenti ripetibili, riconducibili a leggi generali

Se questa chiarezza di metodo e questa ripetibilità degli esperimenti mancassero, sarebbe impossibile dire se i risultati che uno scienziato asserisce di aver raggiunto sono autentici. Quanto appena detto per la scienza, si applica in generale anche a questa disciplina.

Scienza applicata

La scienza è applicata in due modi:

  • Deduttivo: dedurre le regole in base a delle premesse, mettere insieme conoscenze già acquisite per dedurne delle nuove.
  • Induttivo: studiando delle cose, si riesce a pensare cosa succederà dando una spiegazione di tipo logico.

Il linguista è uno scienziato che si mette davanti qualcosa per studiarla dando poi una spiegazione scientifica. Disciplina descrittiva, non normativa.

Descrizione e non normativa

La linguistica si trova di fronte a una molteplicità infinita di fatti (ad esempio il numero infinito di frasi e discorsi pronunciabili, o scritti ogni giorno da tutti parlanti di tutte le lingue). Ricondurre questa molteplicità di fatti ad alcune leggi generali che governano l’organizzazione e la struttura del linguaggio, ricorrendo ad una terminologia tecnica definita in modo preciso e ad osservazioni svolte su determinati fenomeni che devono poter essere ripetibili, è il compito della linguistica come studio scientifico del linguaggio. Dunque, la linguistica non è una disciplina normativa, ma descrittiva: il suo scopo non è quello di indicare ciò che si deve dire (come la grammatica, regole grammaticali, disciplina normativa) ma spiegare riconducendo a leggi generali, ciò che effettivamente si dice.

Varietà delle lingue

Ogni lingua presenta delle varietà ad uso, ognuno delle quali ha caratteristiche proprie che vanno conosciute bene, per poter utilizzare grammatica normativa, tale varietà nei modi appropriati. Questa indicazione è il compito della linguistica come disciplina scientifica, a tutte come le altre scienze un fine conoscitivo, vuole spiegare in base a leggi quanto più possibile generali ciò che effettivamente si dice o, il comportamento linguistico degli esseri umani e investigare i meccanismi che stanno alla base di tale comportamento. La linguistica è una scienza empirica: esplora i fatti del mondo e cerca di descriverli e di spiegarli.

Lingue e linguaggio

Linguaggio umano

Per linguaggio umano si intende la capacità comune a tutti gli esseri umani di sviluppare un sistema di comunicazione dotato di caratteristiche proprie. Il linguaggio è la capacità di veicolare informazioni attraverso un mezzo. Capacità propria della specie umana e comune a tutti gli esseri umani in quanto tali. La facoltà di associare il contenuto all'espressione allo scopo di manifestare il contenuto stesso.

Linguaggio = emittente + mezzo + ricevente.

Esistono diversi tipi di linguaggio (linguaggio naturale, linguaggio delle immagini, linguaggio dei fiori, linguaggio dell’arte, linguaggio degli animali, eccetera), tutti i linguaggi hanno certamente un elemento in comune: sono tutti sistemi di comunicazione, servono cioè a trasmettere informazioni da un individuo che possiamo chiamare emittente, ad un altro individuo che possiamo chiamare ricevente o destinatario. I linguaggi sono identici nella loro funzione.

Mentre un parlante si esprime, può utilizzare diversi linguaggi, linguaggio del corpo, il linguaggio dei segni e il linguaggio umano. Il linguaggio umano, naturale è una struttura largamente specifica, molto diversa dagli altri linguaggi. La specie umana ha la capacità di acquisire un linguaggio umano, e neppure le specie animali più vicine all'uomo in termini evolutivi, sono in grado di acquisire tale linguaggio.

Caratteristiche del linguaggio umano

Una caratteristica che tipicamente distingue il linguaggio umano dal linguaggio di altre specie animali è la discretezza. Il linguaggio discreto indica che gli elementi del linguaggio si distinguono gli uni dagli altri per l’esistenza di limiti ben definiti, ad esempio le vocali e le consonanti in italiano. Nei linguaggi continui, invece è sempre possibile, individuare più di un segnale.

La doppia articolazione, è la teoria elaborata da André Martine, spiega come il linguaggio umano è dotato di elementi di seconda articolazione privi di significato e di numero finito, i fonemi, che messi insieme formano elementi di prima articolazione, di numero infinito e dotati di significato, i morfemi.

Un’altra differenza tra il linguaggio umano e altri linguaggi, è il meccanismo della ricorsività che permette di costruire frasi sempre nuove inserendo, in una frase data, un'altra frase, poi l'ultima un'altra frase ancora e così via. Regola che può essere applicata un numero teoricamente infinito di volte.

Esempi di ricorsività

  • Maria mi ha colpito, frase semplice
  • I ragazzi dicono che Maria mi ha colpito, frase complessa, formato da frase principale e frase dipendente
  • I vigili credono i ragazzi dicono che Maria mi ha colpito, frase ancora più complessa con due frasi dipendenti dalla frase principale
  • I rossi sostengono e vicini credono che i ragazzi dicano che Maria mi ha colpito, frase molto complessa formata da tre frasi dipendenti della frase principale

Sembra che soltanto l'uomo abbia la capacità di acquisire un sistema di comunicazione caratterizzato dal fenomeno della ricorsività, mentre anche le specie animali più vicine all’uomo non possiedono tale capacità. Il primo motivo è la differenza tra la nostra anatomia è quella delle scimmie, il nostro apparato fonatorio, l’insieme degli organi che ci permette di produrre suoni, è molto diverso da quello delle scimmie. Gli organi necessari all’uomo per parlare sono: il cervello che comprende le cellule nervose i neuroni, la sinapsi neurale, ovvero la connessione che trasmette informazioni da un neurone all’altro; l’apparato fonatorio che comprende polmoni laringe apparato oronasale, lingua eccetera; apparato uditivo che comprende orecchio esterno, medio e interno, eccetera. Tutte le informazioni da un parlante vengono emesse dalla vibrazione delle particelle d’aria, che colpiscono l’Orecchio di chi ascolta. I suoni così percepiti dall’orecchio attivano immediatamente alcune posizioni del cervello dell’ascoltatore. La sinapsi neurale permette la decodifica a partire dalle unità più piccole sino alle unità più ampie, che tutte insieme consentono l’interpretazione dell’enunciato. Il processo descritto avviene infrazioni infinitesime di secondo, il pensiero può essere trasmesso da un parlante un altro, grazie alla facoltà del linguaggio, al modo in cui è organizzato il nostro cervello e alle caratteristiche dell’apparato fonatorio e dell’ambiente in cui viviamo.

Fenomeno psicofisico e sociale

Il linguaggio è un fenomeno:

  • Fenomeno psicofisico si intende la correlazione con il funzionamento del cervello e l’articolazione dei suoni attraverso l’apparato fonatorio, eccetera.
  • Fenomeno sociale si intende il fenomeno psicofisico non appena prodotto per fornire l’informazione.

Oggi non riusciremo a immaginarci fuori dal contesto sociale e dal linguaggio, è proprio nel contesto sociale che il linguaggio si è sviluppato e diversificato, assumendo le varie forme che ritroviamo nelle lingue parlate attualmente nel mondo.

Lingua

Con lingua intendiamo la forma specifica che il sistema di comunicazione, il linguaggio umano assume nelle varie comunità. Le lingue sono realizzazioni diverse dello stesso Linguaggio. Unicità del linguaggio e diversità delle lingue.

Universali linguistici

Ovviamente le caratteristiche del linguaggio umano discretezza sono caratteristiche comuni a tutte le lingue, inoltre le lingue si accomunano per:

  • La produttività, indica che una lingua non sfrutta tutte le possibilità, ad esempio i suffissi non si aggiungono mai a tutti i verbi (mangiabile, dormire).
  • L’onnipotenza semantica, indica illimitatezza del campo d’azione, con la lingua si può parlare di qualsiasi argomento.
  • La trasmissibilità culturale, poiché una lingua è tramandata per generazioni e appresa in base alla comunità di appartenenza.
  • La riflessibilità, indica che si può parlare di una lingua utilizzando quella lingua.
  • La complessità sintattica indica l’organizzazione dei segni che si basa su un sistema complesso che include: ordine, dipendenze, incassature, discontinuità.
  • L’equivocità, indica il codice equivoco della lingua che presenta corrispondenze non biunivoche (1:1) tra significanti e significati, come casi di omonimia e sinonimia.
  • Distanziamento e libertà da stimoli, la lingua è indipendente dalla situazione immediata e dai suoi stimoli.
  • Dipendenza dalla struttura, esiste una struttura semplice in cui il verbo deve collegare: soggetto, genere, tempo e numero.

Differenze tra le lingue

Elementi non in comune tra le lingue: l’ordine delle parole. Una caratteristica che distingue i vari tipi di lingue è in italiano l’ordine più comune è soggetto verbo oggetto (SVO), ordine comune di altre lingue come l'inglese e il francese. In altre lingue, per esempio, in arabo l’ordine più frequentemente è verbo soggetto oggetto (VSO), in lingue come il turco o il giapponese, l'ordine è soggetto oggetto verbo (SOV). Le lingue sono diverse l’una dall’altra, ma questa variazione è limitata, ma confinata in un ambito limitato di scelte possibili. Lo studio delle proprietà che caratterizzano alcuni gruppi di lingue è l'oggetto della tipologia linguistica.

Parlare ci viene spontaneo e siamo in grado di costruire frasi e di capirle senza sforzo apparente soprattutto senza avere totale conoscenza di cosa sia una frase o di come funzioni il linguaggio umano. Siamo circondati, sin dalla nascita, da atti linguistici e continuiamo a vivere circondati da atti linguistici, vediamo l'universo di atti linguistici e ci sembra del tutto normale parlare una lingua, capire chi ci parla, farci capire ed esprimerci. Per produrre una qualsiasi lettera l'organismo umano deve attuare diversi procedimenti, si crea un enorme complesso di procedimenti attuati dall'organismo che cresce maggiormente con l'aggiunta alle parole di suffissi, prefissi negativi eccetera.

Sistemi linguistici

Una lingua è un sistema articolato su più livelli e dunque un sistema di sistemi, i livelli linguistici sono quello dei suoni (fonologia), quello delle parole (morfologia), quello delle frasi (sintassi), è quello dei significati (semantica). Ognuno di questi livelli ha un carattere sistematico, le unità di ogni livello sono interdipendenti.

Una lingua che per motivi socioeconomici, storici, o di prestigio letterario, può rappresentare i popoli ed essere adoperata per tutti gli usi, è la lingua nazionale. La lingua ufficiale della pubblica amministrazione, si insegna nella scuola, ha avuto qualche elaborazione da parte dei grammatici (studiosi che da un certo punto di vista ne hanno fissato le regole).

I dialetti invece, sono stati relegati all'uso quotidiano, informale e hanno seguito un'evoluzione propria, naturale, spesso condizionali dal contatto inevitabile con la lingua nazionale, ti ha assunto un prestigio maggiore, influenzando le parlate locali. All’interno del contesto sociale la lingua di una nazione e i dialetti si trasformano e variano in funzione delle caratteristiche dei parlanti che ne fanno uso: I parlanti più istruiti tendono ad abbandonare l’uso del dialetto, e quindi sono portatori di innovazioni. I giovani, rispetto agli anziani sono una più aperti a fare proprio alle dinamiche che provano i cambiamenti linguistici. L'emigrazione e continui spostamenti dovuti ad attività commerciali, hanno contribuito senza dubbio alla contaminazione tra lingue e dialetti, livellando le differenze.

Teorie linguistiche

Il linguaggio indica il sistema di comunicazione. La lingua è la forma specifica assunta dal sistema di comunicazione nelle varie comunità. La concezione del linguaggio come capacità specifica è alla base della teoria linguistica elaborata dallo studioso americano Noam Chomsky, nota come grammatica generativa. Questa teoria ha trovato sia sostenitori che oppositori, ma in ogni caso rimane il modello linguistico che ha avuto maggiore risonanza del '900. Il nostro elenco di caratteristiche proprie del linguaggio umano si basa per la maggior parte sulle ricerche di impostazione di generativa, mentre il concetto di doppia articolazione è invece dovuto al linguista francese André Martinet.

Storia della linguistica

Platone (427 a.C.) il concetto nasce ad Atene, il filosofo Platone indica la lingua come una convenzione ma non come un arbitrio. Aristotele (322 aC.) indica la lingua come un suono articolato il cui contenuto appartiene al pensiero. Per cui i suoni sono arbitrari, la lingua è strumento del pensiero, la linguistica è la branca della logica.

Il naturalista tedesco Wilhelm von Humboldt (1835) indica la lingua costituita da una parte astratta uguale a tutti gli uomini e da una parte concreta che rende le lingue differenti. La lingua è il prodotto del passato di un popolo. L’enunciazione di ogni singola parola presuppone come struttura grammaticale e semantica l’intero della lingua: perciò le differenze fra le lingue non si limitano ai suoni diversi usate da esse ma bensì implicano differenze nel modo di organizzare i significati e quindi nel modo in cui coloro che la parlano interpretano e comprendono il mondo. La base articolatoria della parola (‘favella’) è comune a tutti gli uomini, parte astratta, ma il suono, parte concreta, serve soltanto come materiale passivo per la costituzione o struttura della lingua. Dunque, la lingua e il pensiero di un popolo sono inseparabili “la lingua di un popolo è il suo spirito, e il suo spirito è la sua lingua”.

Il filosofo tedesco Johann Gottfried Herder (1769) ha conseguito un premio per il suo lavoro sulla inseparabilità tra linguaggio e pensiero. È nato prima il pensiero o la lingua? Herder afferma che: Il linguaggio e il pensiero hanno avuto origine comune e l’umanità ha progredito in essi attraversando stadi uguali essendo ognuno dei due dipendente dall’altro.

Fino a 50 anni fa, la concezione sulla lingua era basata su un legame intimo tra pensiero e linguaggio. Circa 50 anni fa, lo psicologo inglese Heinz Werner scriveva: nelle società primitive il linguaggio è una parte integrante delle attività quotidiane. Di conseguenza è inevitabile che i nomi siano concreti e il lessico molto povero. Tra il '700 e l'800 nasce la linguistica moderna e con lei si sviluppano nuove concezioni del significato di lingua.

Edward Sapir, linguistica statunitense, descriveva la lingua così: la lingua è un metodo puramente umano e non istintivo per comunicare idee, emozioni e desideri attraverso un sistema di simboli volontariamente prodotti. Sapir basa la sua definizione sulla volontarietà sull'organizzazione e sul metodo. Inoltre ha valore solo chi comunica non chi riceve. La percezione è passiva.

Bernard Bloch e George Leonard Trager, linguisti americani degli anni '40, scrivevano: Una lingua è un sistema di simboli vocali arbitrari attraverso il quale un gruppo sociale coopera. L'enfasi è posta sul sociale non sul veicolare idee. Qui però esiste già l’idea del simbolo arbitrario e dell’essere orale.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/01 Glottologia e linguistica

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