Estratto del documento

Linguistica generale

Materiali per l’esame

Chiara Origgi

UCSC | A.A. 2021 – 2022

Appunti del corso

Primo e secondo semestre

Chiara Origgi

Linguistica generale, M.C. Gatti

Primo semestre

La linguistica generale ed il suo oggetto

Lezione 1 – 2

Esistono molte lingue ad oggi -> ciascun parlante presenta una notevole poliglottia = usa un repertorio molto ricco, usa diverse lingue, sono rari i parlanti che utilizzano una sola lingua.

Le lingue sono anche diverse sensibilmente tra di loro -> dove si può notare questo?

To go, ir, andare che si differenziano dai due modi tedeschi per indicare la stessa azione, gehen e fahren.

Mano, ruka (parola russa che indica l’insieme che va dal braccio alle dita; in più esiste anche la parola kist’, per indicare l’insieme delle 5 dita).

Zio (per indicare sia lo zio paterno che quello materno), differente dal latino, dove esistevano termini differenti per descriverli.

La diversità tra le lingue è quindi evidente.

Ci sono però anche degli elementi che le accomunano -> che caratterizzano il linguaggio umano, gli oggetti comunicativi che noi parlanti produciamo e che, come strumento, utilizzano una lingua storico-naturale -> tra persone si condivide la stessa lingua storico-naturale.

La comunicazione è distinta in verbale e paralinguistica -> studiate dalla cinesica (dal greco kinesis).

Questi due tipi di comunicazione interagiscono.

La comunicazione: pervasività e complessità

Pervasività -> la comunicazione è diventata un fenomeno pervasivo, che ci raggiunge ovunque.

La comunicazione è inoltre caratterizzata da una complessità, in quanto:

  • Coinvolge aspetti linguistici, aspetti linguistico-semiotici: per comunicare utilizziamo segni dinamici e semiotici (analizzati nella semiotica).
  • Coinvolge dimensioni psicologiche, socioculturali e antropologiche: la comunicazione avviene tra persone, che si trovano in un contesto sociale e che sono caratterizzate da una determinata cultura.
  • Dimensioni tecnologiche, approfondite da diverse scienze (dalle scienze umane per esempio).

Il comunicazionista e la buona salute della comunicazione

Il comunicazionista è una figura professionista che conosce in modo approfondito le dinamiche della comunicazione, che sa intervenire dove la comunicazione va in crisi, si assume questa responsabilità; figura differente dal comunicatore.

Quando la comunicazione va in crisi?

Molteplici ragioni di natura:

  • Testuale: citazioni dal film “La strada”. È arrivato Zampanò vs Zampanò è arrivato -> il primo messaggio è più efficace, perché? Il primo messaggio ha più enfasi, esprime attesa che invece nel secondo non è espressa. È importante costruire le frasi secondo certe regole, organizzando le parole in determinati modi. Mettendo Zampanò all’ultimo posto si crea attesa, si è curiosi di sapere chi è il soggetto della frase. Se invece il soggetto è espresso in prima fase l’attesa è spenta.
  • Semantica: il messaggio destituisce il fondamento della sensatezza.

1 Linguistica generale, M.C. Gatti

Primo semestre

Uno scapolo dice “mia moglie è un’ottima cuoca” -> parla della realtà come una non-realtà.

Uno sconosciuto dice “mio cugino è farmacista” -> il messaggio è probabilmente vero ma in quel contesto è irrilevante, non pertinente, non lo coinvolgeva -> è violata la pertinenza.

Il senso del messaggio deve coinvolgere l’interlocutore, deve suscitare inter-esse.

Questo punto fa differire i termini notizia vs informazione, che noi spesso utilizziamo senza differenza:

  • Informazione = dato che aiuta ad aggiornare un archivio, un database.
  • Notizia = è una informazione che crea interesse, che coinvolge l’interlocutore.

Lo scambio comunicativo

Lezione 3

Primo capitolo:

Cosa si intende per comunicazione?

Comunicazione = fenomeno sovra definito = è stato caratterizzato da molti studiosi -> sovra definita, ossia che sono state fornite diverse definizioni di comunicazione, alla quale si è arrivati secondo due modalità:

  • Modalità deduttiva: la ragione funziona in maniera deduttiva quando parte da una legge data in generale, per definizione, per poi seguirla ed arrivare al particolare. La comunicazione è definita a partire da un procedimento che consente di produrre gli eventi comunicativi.
  • Modalità induttiva: la ragione funziona in maniera induttiva quando parte dal particolare e risalendo al generale. La comunicazione nasce da singoli eventi che nell’insieme la compongono.

La comunicazione e la logica del munus

Approccio di tipo etimologico -> fare etimologia = scavare nella parola per ricostruire l’origine, ricostruire il percorso attraverso il quale un popolo si è costruito le sue categorie linguistiche (categoria intesa come parola).

Comunicazione -> dalla parola latina communico: processo di assimilazione delle due m, che nell’italiano attuale non esistono più; le m però sono rimaste in altre lingue (to communicate, kommunizieren (ma anche mit-teilen)).

La comunicazione è un processo che mette in comune, per condividere con l’altro, mettere l’altro a parte di.

Com – munico:

Cum -> processo che mette in relazione un’alterità di soggetti.

In tedesco è nato anche un calco -> per esempio in tedesco, dove il cum è tradotto letteralmente con mit.

Il cum è di natura quindi relazione.

La comunicazione è un processo che mette in relazione, per sussistere una diversità -> perché avvenga un processo comunicativo deve esserci alterità.

Per la comunicazione deve comunque essere un terreno comune, un qualcosa di condiviso (common ground).

Parola polisemica.

Significa sia dono che compito -> nesso che emerge nella nostra esperienza da parlanti (si veda per esempio il proverbio italiano che ha a che fare con un regalo voluto, che va poi utilizzato).

Gabe, Aufgabe.

2 Linguistica generale, M.C. Gatti

Primo semestre

La comunicazione è un processo di scambio che condivide con l’altro dei beni -> scambio di beni che aprono dei successivi compiti, delle responsabilità.

Ogni dono apre compiti.

Se qualcuno ci rivela un segreto, si apre a noi il compito di non condividerlo con gli altri.

Se qualcuno si apre con noi su aspetti negativi, a noi si apre il compito dell’empatia.

Messaggi diversi aprono responsabilità diverse (commitments).

Responsabilità.

Da responsare (verbo intensivo) -> chi risponde come atteggiamento costante nel rapporto con la realtà diventa una persona responsabile.

Risponde alle provocazioni e sfide della realtà.

Atteggiamento di chi ha un’abitudine stabile rispetto alla realtà, alla responsabilità -> atteggiamento impulsivo di respondere.

Le responsabilità sono compiti che si aprono a partire da un munus.

La comunicazione è un processo di iterazione, di scambio di significati attraverso i nostri messaggi, significati che aprono poi compiti e responsabilità diverse.

Comunicazione = processo che mette l’altro a parte di.

Non c’è comunicazione tra uguali -> presuppone diversità ma deve esistere un minimo di condiviso (un common ground).

Per esempio, in aula il campo comune è il fatto di parlare e capire tutti la lingua italiana (+ altri campi impliciti).

Il nesso tra il comunicare ed il commerciare

Lezione 4 – 5

Nesso tra comunicazione e commercio, mercato, mondo economico -> già compariva nella teologia pagana di Mercurio ed Ermete.

Teologia pagana di Mercurio ed Ermete

Mercurio:

Era il dio della comunicazione (medius currit) -> mediava tra gli dèi e gli uomini, metteva in rapporto il mondo degli dèi e quello degli uomini.

Era anche il dio del commercio -> Mercurio – mercato – marketing.

Ermete invece:

Ripreso nella disciplina dell’ermeneutica = disciplina che si occupa di elementi conoscitivi.

Era il dio della comunicazione intesa come interpretazione.

Interpretazione

Due accezioni:

  • Ricostruire rispetto ad un messaggio, ad un testo, dargli un senso -> significato canonico, preferenziale, immediato che ci viene in mente quando utilizziamo la parola interpretazione.
  • Farsi portavoce, rappresentare, costruire un testo per un determinato significato, per un determinato senso, esplicitare un sentimento attraverso un discorso, costruire un testo su un determinato contenuto -> significato complementare.

L’interpretazione è quindi un processo di scambio -> tra sensi e testi = scambio di sensi e testi.

3 Linguistica generale, M.C. Gatti

Primo semestre

Verso un modello della comunicazione verbale

Capitolo due:

Prendere qualcosa del passato e verificare se anche oggi possono essere ritenute vere.

Modello comunicativo della retorica classica

Capitolo 2.1 e saggi indicati e caricati su bb.

Spesso retorico è associato a noioso.

Ad un certo punto della modernità la retorica è stata associata alle figure retoriche -> parte della teoria della comunicazione formulata in passato ma nel passaggio dal medioevo alla modernità la retorica è stata ridotta ad un solo suo momento -> momento in cui chi costruisce il discorso in pubblico ricorre a strategie discorsive (figure retoriche).

La retorica

Cos’era però la retorica?

Era una arte (ars), una attività intrapresa da colui che costruisce un discorso persuasivo/argomentativo (si persuade argomentando).

Costruzione del discorso persuasivo in più momenti:

  • Inventio.
  • Dispositio: come disporre gli argomenti nel discorso. L’oratore può anticipare gli argomenti per anticipare la sua tesi -> decide di dare prima le ragioni a sostegno della sua tesi per dissipare eventuali obiezioni dei destinatari. La tesi però può anche essere anticipata.
  • Elocutio: fase in cui venivano date indicazioni rispetto alle strategie linguistiche da utilizzare nella formulazione del proprio discorso. Tra queste strategie compaiono anche le figure retoriche -> per rendere il discorso più efficace.
  • Memoria: l’oratore doveva imparare a memoria il proprio discorso da proferire successivamente. La retorica dava consigli sulle tecniche di memorizzazione.
  • Actio: vengono date indicazioni rispetto a come comportarsi nel momento in cui l’oratore deve formulare il discorso in pubblico. Per esempio, rispetto al linguaggio del corpo (prossemica).

La retorica nasce in fase di democrazia -> perché da uno strumento di cui vive la democrazia.

In fase di monarchia non ci sono spazi di argomentazione.

vs

In fase di democrazia, chi svolge ruoli pubblici deve rappresentare il popolo -> ha interazioni con i cittadini, con chi rappresenta.

Deve verificare continuamente il consenso dei cittadini -> dinamiche di comunicazione persuasiva (che deve essere sana).

Quando costruiamo un discorso persuasivo, esercitiamo il potere delle parole.

La retorica deve far emergere le dinamiche della comunicazione persuasiva per far crescere il potere dell’oratore.

4 Linguistica generale, M.C. Gatti

Primo semestre

Potere

Più significati:

  • Essere in grado di fare qualcosa grazie ad una serie di risorse che permettono di compiere una determinata azione.
  • Essere in grado di far fare, di portare qualcuno al raggiungimento di uno scopo.

Dal latino potestas -> parola che non era né negativa né positiva, assumeva significati diversi in base a cosa veniva associata.

Può essere associato alla violenza -> potere è la forza per vincere l’altro.

Può essere associato ad auctoritas (autorità, autorevolezza) -> dal latino augeo = far crescere.

Colui che fa crescere era l’auctor -> mette in mano gli strumenti per crescere, figura che esercita il potere e fa crescere colui a cui si rivolge.

Augustus = colui che faceva crescere il bene nella vita della società civile, caratterizzato da una certa solennità.

La persuasione: sospetti nei confronti della persuasione

Seduzione = bello che inganna.

Persuasione = vista sempre in maniera negativa.

Mito di Ulisse e delle sirene

Persuasione umana.

Canto 12 -> Omero affronta il tema della comunicazione che seduce e propone anche una soluzione.

Ulisse mette infatti della cera nelle orecchie e si fa legare all’albero della barca con una fune (desmós).

Il legame con l’albero lo salva -> è il legame con la famiglia, alla quale va con la mente.

Omero dice che l’uomo può salvarsi dalla manipolazione grazie ad un legame.

Deo = legare.

To deon = obbligo, deontologia.

Deontologia = insieme di regole morali, insieme di obblighi.

La parola obbligo è interpretata come qualcosa di moralistico -> accanto a dovere c’è sempre l’obbligo (obbligare -> legare, ha a che fare con un legame = i doveri, gli obblighi hanno a che fare con un legame, sono atteggiamenti che nascono da un legame).

Retorica come arte della persuasione

La retorica è anche detta arte della persuasione.

Arte del parlare in pubblico -> guidata da una metodologia.

Ars bene dicendi = riprende il dicere (dire che ha una rilevanza sociale, che crea nessi sociali) -> dire che è legato alla comunicazione quotidiana.

Secondo gli antichi costruiva nessi solo la comunicazione in pubblico.

La metodologia dà indicazioni per costruire il linguaggio da utilizzare durante un discorso in pubblico.

Persuadere -> radice suavis = intende portare gli ascoltatori ad aderire a qualcosa che è dolce, soave.

Retorica propone l’adesione ragionevole a qualcosa di dolce.

Persuadere diverso da convincere -> convincere ha dentro vinco, nel senso di vincere qualcun altro.

Nel mondo greco il cittadino doveva gestire la comunicazione in 3 ambiti:

  • Ambito politico: quando venivano prese decisioni pubbliche i cittadini erano invitati nella piazza dove si dibattevano le decisioni, si discuteva rispetto a decisioni prese per la crescita della vita consociata.
  • Ambito giuridico-processuale: l’imputato doveva scriversi il discorso di difesa per poi proferirlo a memoria -> necessario saper gestire le dinamiche della comunicazione persuasiva in pubblico.
  • Ambito epidittico: i cittadini venivano raccolti nella piazza per ascoltare discorsi di encomio -> si valutavano positivamente le imprese, le gesta di coloro che avevano compiuto azioni per il bene della vita comune (discorsi = panegirici).

5 Linguistica generale, M.C. Gatti

Primo semestre

Si crea una situazione di parresia -> si argomentava su tutto, si crea un mercato della parola.

La retorica doveva insegnare a costruire un discorso persuasivo -> insegnava a persuadere attraverso argomenti.

L’argomentazione

Lezione 6

Argomentare = fondare ragionevolmente le nostre prese di posizione sulla realtà.

Da argomentum -> sostantivo derivato.

L’argomento è una espressione che mostra la ragionevolezza di quanto è stato proposto nella tesi.

Gli argomenti sono proposti a favore della tesi.

La comunicazione persuasiva è guidata dalla metodica della retorica -> attività guidata da un metodo.

La retorica accompagna l’oratore che deve costruire il proprio discorso (dall’invenzione al momento in cui lo proferisce) capitolo 2.1.

I sofisti e la decadenza della retorica

Nel mondo greco apparirono i sofisti -> danno un apporto alla retorica.

I sofisti sono tecnologi della parola, entrano nel mercato della parola.

Aprono botteghe in cui insegnavano a prendere un discorso a farlo vincere ma anche perdere.

Insegnavano le tecniche per sopraffare l’altro con la parola -> si crea un sospetto nei confronti della parola e nei confronti della retorica.

I sofisti sono gli autori dei sofismi = ragionamenti scorretti.

Permettono di capire come sono strutturati i discorsi e i ragionamenti scorretti.

Mettono in questo modo a rischio anche la democrazia -> nasce un grande dibattito, con posizioni diverse.

Retorica pericolosa -> va bandita dalla vita consociata.

Aristotele interviene nel dibattito e riscatta la retorica -> propone una svolta.

Grazie a lui sappiamo la differenza tra discorso sano e discorso manipolatorio.

Dice che il problema sta nel chi utilizza la retorica.

Spiega questo concetto attraverso un esempio che vede come protagonista la figura del medico (analogia).

Dice che la persuasione può avvenire:

  • Su base discorsiva: Überreden.
  • Mediante la testimonianza: il testimone manifesta l’esistenza di qualcosa basandosi (il testimone = ricco di esperienza che testimonia). Il martire è il testimone -> è possibile persuadere attraverso ciò che è altro dal discorso, ossia attraverso il testimone (persuasione extradiscorsiva). Il testimone convince attraverso un’esperienza che lui ha vissuto in prima persona -> è credibile.

6 Linguistica generale, M.C. Gatti

Primo semestre

La pistis / fides come parola chiave nella dinamica della persuasione

Termini polisemici = con più significati collegati tra di loro.

In un processo comunicativo abbiamo:

  • Mittente.
  • Destinatario.
  • Messaggio -> logos.

La parola pistis interpella tutti e tre gli elementi:

  • Del mittente esprime la sua credibilità -> il mittente deve essere credibile, deve avere ethos.
  • Del destinatario esprime la sua benevolenza. Aristotele disse che il giudice che ama si comporta in modo più umano di un giudice che odia. La comunicazione persuasiva smuove il pathos nel destinatario -> smuove i suoi sentimenti, suscita in lui un sentimento di benevolenza.
  • Il logos deve essere caratterizzato a Pistis -> Pistis in questo caso è il nesso, i
Anteprima
Vedrai una selezione di 10 pagine su 168
Linguistica generale Pag. 1 Linguistica generale Pag. 2
Anteprima di 10 pagg. su 168.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Linguistica generale Pag. 6
Anteprima di 10 pagg. su 168.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Linguistica generale Pag. 11
Anteprima di 10 pagg. su 168.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Linguistica generale Pag. 16
Anteprima di 10 pagg. su 168.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Linguistica generale Pag. 21
Anteprima di 10 pagg. su 168.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Linguistica generale Pag. 26
Anteprima di 10 pagg. su 168.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Linguistica generale Pag. 31
Anteprima di 10 pagg. su 168.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Linguistica generale Pag. 36
Anteprima di 10 pagg. su 168.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Linguistica generale Pag. 41
1 su 168
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/12 Linguistica italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chiao12 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Gatti Maria Cristina.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community