Linguistica e glottologia Chiara Fedriani
La linguistica
Domande della linguistica:
- Tipologie di linguistica
- Linguaggio verbale umano e lingue storico-naturali
- Lingua e linguaggio
- La comunicazione
La lingua
Cos'è una lingua:
- Segni
- Codice lingua e le sue caratteristiche
La fonetica
Le sue branche:
- L'apparato fonatorio umano
- La fonazione
- I suoni: consonanti e vocali
- Le sillabe
- Dittonghi e iati
- Trascrizione fonetica
La fonologia
Fonologia:
- Allofoni
- Coppie minime e trascrizione fonematica
- Inventari fonematici
- Tratti soprasegmentali
La morfologia
Tipi di parole:
- Definizione di parola
- Classificazione dei morfemi
- Scomposizione in morfemi
- Morfemi e allomorfi
- Processi morfologici dell'italiano
- Tipologia morfologica
La sintassi
Unità dell'analisi sintattica:
- Costituenti immediati
- Determinanti
- Gerarchia delle strutture sintattiche
- Tipologia sintattica
- Universali assoluti
- Universali implicazionali
Domande tipiche della linguistica: (continuano anche nella prossima lezione)
- Cos'è una lingua? Di cosa è fatta una lingua? Parole, suoni, immagini (pittogrammi), grammatica, linguaggio non verbale (che cambia da lingua a lingua)
- Cos'è una parola? Quante ne conosciamo? (47 mila vocaboli di una persona italiana con istruzione medio alta. Nei discorsi ne usiamo solo 6500, coprendo con queste il 98% dei nostri discorsi)
- Quante lingue sono ora parlate nel mondo? 7139. Muoiono 5 lingue a settimana. Ogni mese cambiano e si deve controllare la mappatura
- Le lingue influenzano il nostro modo di pensare? Ferdinand de Saussure dice "i pensieri senza linguaggio sarebbero una massa amorfa e indistinta". Si pensa che il linguaggio possa ordinare i pensieri, dando categorie e dandola possibilità di creare concetti. Moderne teorie mostrano come ci sia pensiero prelinguistico, altrimenti vorrebbe dire che i bambini prima di imparare a parlare non pensano e non è così, così come pensa colui che ha delle patologie che gli impediscono di parlare. I parlanti del Piranha per i colori hanno solo i termini chiaro e scuro ma questo non preclude loro la capacità di vedere le diverse sfumature e gamme di colori. Però hanno solo i termini chiaro e scuro perché erano quelli che servivano a loro per la loro vita. Quindi NO le lingue non influenzano il modo di pensare.
- Perché gesticoliamo? Mehrabian, linguista che ha impiegato una sorta di regola (regola di Mehrabian) secondo cui le nostre conversazioni quotidiane sono composte da: 38% comunicazione paraverbale, 55% comunicazione non verbale, 7% comunicazione verbale.
- Esistono lingue facili e lingue difficili da apprendere come seconde? Dipende dalla persona, conseguentemente anche alla loro lingua madre. "ALEC= all languages are equally complex".
- Gli esseri umani possono esprimere medesimi idee e concetti nonostante abbiano lingue diverse? Sì, perché anche se alcuni hanno NOMI veri e propri per qualcosa e noi no, possiamo sempre usare delle perifrasi. Eschimesi hanno molte etichette per dire neve, noi no, ma possiamo usare perifrasi come "neve mista ad acqua", "neve ghiacciata".
- Com'è possibile che le lingue siano tutte diverse ma tutte egualmente funzionali, che quindi funzionano tutte bene allo stesso modo? Perché sono funzionali agli abitanti (neve-eschimesi).
- C'è qualcosa di universale in tutte le lingue? Qualcosa che tutte le lingue hanno? Suoni, combinazione di consonanti e vocali che compongono una parola.
- Le lingue cambiano nel tempo perché lo scopo principale è trasmettere un messaggio.
- I mutamenti linguistici come sono cominciati, come si sono diffusi? Quali elementi sono più propensi a rimanere uguali? No ci si può opporre al cambiamento.
- Sul cambiamento linguistico incide molto il contatto tra lingue diverse. La lingua materna si comincia ad imparare già nel grembo materno (il bambino può già distinguere la voce della madre nella pancia), a sei mesi può già distinguere suoni della propria lingua madre e suoni che non lo sono.
- Esiste pensiero senza linguaggio? Pensiero è capacità di ragionamento che è al di là della lingua (non connessi).
- Periodo critico= 12-13 anni (affermato da Lenneberg). A un certo punto non si può più imparare a parlare. Caso di Jenie.
- Lingua materna appresa spontaneamente, lingua straniera appresa in base a diverse cose: alla propria lingua madre, alla motivazione, alla capacità di attenzione, al contesto.
- Tutte le precedenti domande sono sul COME e sul PERCHE': la linguistica ha una funzione DESCRITTIVA ed ESPLICATIVA. Il linguista descrive e cerca di comprendere i fenomeni che si manifestano nelle lingue e che possono mettere in luce i mutamenti in atto e i meccanismi della mente umana. Linguistica= disciplina NON NORMATIVA. Mentre la grammatica o alla Crusca interessano gli errori per sanzionarli, al linguista interessano per capire se c'è un cambiamento in atto.
- Il linguaggio può essere localizzato anatomicamente: Area di Broca, deputata all'elaborazione del linguaggio. Broca ha fatto un'autopsia al "paziente tan", paziente afasico che sapeva dire solo tan tan (da qui il nome). Area di Wernike, deputato al pensiero logico-analitico: sede delle funzioni nella comprensione linguistica. Il linguaggio risiede nei neuroni del nostro cervello, anche se ci sono queste due aree importanti.
- Linguistica acquisizionale= indaga il processo di formazione della competenza in una data lingua.
- Psicolinguistica= processi cognitivi per la produzione e comprensione del linguaggio.
- Sociolinguistica= si occupa della correlazione tra fenomeni di variazione linguistica e significati sociali. Studia l'uso della lingua in relazione alle classi sociali di provenienza, oppure modi di dire giovanili che cambiano da un gruppo all'altro, cambiamenti del modo di parlare in sessi diversi e in età diverse (donna-uomo, vecchio-giovane).
- Linguistica tipologica= studia le diversità delle lingue del mondo cercando di trovare modelli di variazione ordinata e principi generali di organizzazione linguistica che valgono per tutti gli esseri umani.
- Linguistica storica/glottologia= studia i vari tipi di cambiamento nelle lingue antiche e moderne. * codice condiviso che organizza un sistema di segni fondamentalmente lingua=arbitrari ad ogni loro livello e doppiamente articolai, capaci di esprimere ogni esperienza esprimibile, posseduti come conoscenza interiorizzata, che permette di produrre infinite frasi a partire da un numero finito di elementi, ossia i fonemi.
La maggior parte delle lingue per creare il plurale aggiunge un suffisso. Questo perché aggiungendo un suffisso la prima parte della parola rimane uguale e questo permesso al nostro cervello di processare prima la parola che già conosciamo (la radice, anche se al singolare) e poi processare la parte grammaticale (il suffisso che cambia al plurale). Sarebbe molto più complicato se cambiasse la prima parte della parola perché dovremmo processare prima la parte grammaticale.
Linguistica: disciplina giovane
È una disciplina giovane, interdisciplinare, tecnica ed esclusivamente universitaria. Ramo delle scienze umane.
Studia:
- Il linguaggio verbale umano: linguaggio= facoltà cognitiva innata che fa associare contenuti ed espressioni e permette di esprimerli con un sistema di comunicazione condiviso. Linguaggio=componente specie specifica= solo nostro.
- Lingue storico-naturali: espressione osservabile di tale facoltà. Lingue nate e sviluppatesi spontaneamente lungo il corso della civiltà umana e usata dagli esseri umani ora e nel passato (italiano, francese, romeno, svedese, russo).
- Occitano: lingua romanza dal latino, parlata nella Francia meridionale e in alcune zone del Piemonte. Ha uno statuto diverso dall'italiano perché è una lingua regionale e non nazionale. Però è ufficiale.
- Genovese: idem.
- Cherokee: parlata in Oklahoma ed è in pericolo (endangered).
- Latino e sanscrito (India) sono lingue storico-naturali ma nessuno le apprende più dai genitori: sono lingue morte.
- Esperanto: lingua a tavolino creata da un polacco al fine di usarla come lingua franca della comunicazione internazionale al di sopra di tutte quelle esistenti. Non è storico-naturale perché è stata inventata da una persona a tavolino, non si è sviluppata spontaneamente.
- Dothraki: inventata dal creatore del trono di spade e utilizzata nella saga.
- Elfico: Tolkien.
Perché creare una lingua ex novo:
- Irrobustire una già esistente (ausiliare).
- Modificare la società attraverso un codice linguistico internazionale (scritte a tavolino dal GLOTTOTECA): violano la priorità del parlato sullo scritto.
- Priorità ontogenetica: si impara prima a parlare rispetto che a scrivere.
- Filogenetica: gli esseri umani hanno SOLO parlato e iniziato a scrivere molto molto dopo.
Linguaggio e lingua
Linguaggio: prerequisito biologico, geneticamente determinato per lo sviluppo e l'uso delle lingue: tutti noi abbiamo una corteccia celebrale con uno spessore tale per cui può essere lavorato il linguaggio e quindi usate e prodotte le lingue. Prerequisito biologico che accomuna tutta la specie umana. Supporto celebrale su cui le lingue vengono "installate". È congenito perché è una facoltà mentale inappresa perché è innata dall'homo sapiens sapiens.
Lingue: possibili realizzazioni del linguaggio, prodotto sociale della facoltà del linguaggio. Software che installiamo sull'hardware. Le lingue si possono dimenticare (sono cancellabili se non esercitate). Le lingue mutano nel tempo (Boccaccio-italiano di adesso). Sappiamo molto più delle lingue (software) che del linguaggio (hardware).
Per de Saussure c'è la "langue"= codice condiviso fatto di convenzioni che permette il codice sociale della lingua, poi ognuno decide come attuarla e quindi c'è la "parole".
Io= hardware: italiano e il software: spagnolo, inglese, tedesco, ossia quelle apprese.
Lingue e linguaggio: non osservabili direttamente: il linguista osserva i loro PRODOTTI (dati linguistici).
Tralasciando il senso largo di comunicazione, secondo cui tutto può comunicare qualcosa, quindi essere interpretato da qualcuno e veicolare un messaggio, esistono tre tipi di comunicazione:
- Senso stretto: valore
- Emittente intenzionale segni
- Ricevente intenzionale (gesti, linguaggio, cartelli stradali...)
- Passaggio di informazione:
- Emittente non intenzionale
- Ricevente intenzionale (comunicazione non verbale, orme, sintomi fisici...)
- Formulazione di inferenze:
- No emittente ma solo oggetto culturale
- Interpretante (oggetti o fatti che ti lasciano evincere qualcosa es. persona a luglio con la felpa= è freddolosa)
Unità fondamentale della comunicazione è il SEGNO:
- Indici
- Segnali
- Icone
- Simboli
- Segni
Parecchi campi: biologo, antropologo, Tullio De Mauro--> grande linguista ed ex ministro.
Cos'è una lingua?
Un sistema di segni:
- Segno: colomba con ramoscello (pace), starnuto (raffreddore), fiocco rosa (bambina). Ciò che hanno in comune tutti questi segni sono componenti osservabili e sensibili a sx, e un significato, un contenuto sulla dx.
- Segno: componente sensibile, percepibile attraverso i sensi= espressione + componente mentale, che concettualizziamo con il pensiero= contenuto.
Segni:
- Due parametri:
- 1. Intenzionalità
- 2. Motivazione relativa tra espressione e contenuto associati mediante un dato segno
- Diversi gradi di convenzionalità:
- Colpo di tosse= non intenzionale, motivato naturalmente
- Colore nero come lutto= intenzionale, motivato culturalmente
- Suono del telefono per linea occupata= totalmente convenzionale, immotivato
Tipi di segni:
- 1. Indici (impronte, nuvole nere)
- Naturali e non intenzionali
- Rapporto causa-effetto (starnuto-raffreddore)
- 2. Icone (cartelli stradali, onomatopee, ideofoni)
- Intenzionali, convenzionali e culturali
- Riproducono la proprietà dell'oggetto designato
- 3. Simboli (infinito, falce e martello)
- Intenzionali e fortemente convenzionali
- Sono la maggior parte dei segni linguistici:
- Immotivati
- Mera convenzione specificata culturalmente
- Intenzionali= prodotti dal parlante per comunicare qualcosa all'interlocutore, in grado di comprendere perché possiede un insieme di regole di interpretazione dei segni (codice).
Codice: insieme di corrispondenze convenzionali tra espressioni e contenuto di un certo segmento (codice della strada, codice Morse...).
I segni linguistici costituiscono il codice lingua.
Codice lingua:
- Acquisizione naturale: nasciamo con la facoltà di linguaggio.
- Trasmissione naturale: la lingua appresa dipende dall'ambiente.
- Carattere storico ed evolutivo: ogni lingua viene acquisita, usata, modificata e sviluppata in particolari comunità di persone, in base alle esigenze e alla collocazione geografico-climatica.
- Le lingue avranno in comune i tratti legati alla facoltà di linguaggio e differiranno tra loro per i tratti legati alla dimensione storico-evolutiva.
Proprietà fondamentali del codice lingua: caratteristiche che decidono il linguaggio verbale umano, codice distintivo ed esclusivo della specie Homo Sapiens Sapiens, da altri tipi di codici. Sono: 1. Biplanari
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