Linfociti T non convenzionali
Linfociti γδ doppio negativi
Nell'uomo sono presenti 3 subset di linfociti γδ, classificati in base alla catena Vδ. Essi sono sempre associati sulla Vγ9 catena negli adulti e nella struttura del TCRγδ:
- Vγ9 Vδ1 (20%)
- Vγ9 Vδ2 (75%)
- Vγ9 Vδ3 (1-5%)
- Agonisti notizia non peptidica
- Fosfoantigeni
- EPCR (recettore proteina C endoteliale)
Fonti di fosfoantigeni
Strutture a 5 atomi di carbonio contenenti uno o più residui di fosfato in posizione critica.
La loro produzione avviene nella via metabolica del mevalonato nella quale si formano intermedi come IPP (isopentenil pirosfostato) di agonisti da fosfoantigeni.
- Batteri - utilizzano via differente (ciclo di Rohmer) formazione: fosfoetanolo, colesterolo e IPP
- Virus - ciclo del mevalonato aumenta (es. infezione HIV)
- Cellule tumorali - notevole incremento via del mevalonato.
Generalmente quindi, i linfociti γδ5 riconoscono cellule stressate da infezioni o trasformazioni neoplastiche.
L'incremento - in cui viene incrementata la produzione di fosfoantigeni.
Dal punto di vista terapeutico:
- Modulazione produzione fosfoantigeni
- Farmaci: statine - contro ipercolesterolemia familiare
- Bisfosfonati - per l'osteoporosi o gli osteosarcomi inutile primo principio iodio
Riconoscimento dei fosfoantigeni
Il TCR dei γδ riconosce i fosfoantigeni di questo è presentato dalla target cell coniv Bottirofilina 3.
Ha una struttura caratteristica, composta da una sola catena con:
- Dominio esterno variabile (sito di legame)
- Dominio esterno costante (HCA)
- Dominio interno transmembrana e sito di legame
Linfociti non convenzionali
Linfociti γδ doppio negativi e linfociti γδ8
Nell'uomo sono presenti 3 subset di linfociti γδ, classificati in base alla catena Vδ essi sono sempre associati sulla Vγ9 catena negli adulti ed è il struttura dei TCR γδ:
- Vγ9 Vδ1 (20%)
- Vγ9 Vδ2 (~75%)
- Vγ9 Vδ3 (~1-5%)
- Ag di notizia non peptidica
- Riconoscono fosfoantigeni
- Riconoscono EPCR (recettore proteina C endoteliale)
Fonti di fosfoantigeni
Strutture a 5 atomi di carbonio contenente uno o più residui di fosfato in posizione critica.
La loro produzione avviene nella via metabolica del mevalonato nella quale si formano intermedi come IPP (isopentenil pirofosfato) da ghiaccia da fosfoantigeni.
- Batteri → utilizzano via differente (ciclo di Rohmer) → formazione fosfoantigene colesterolo e IPP
- Virus → ciclo del mevalonato aumenta (es. infezione HIV)
- Cellule tumorali → notevole incremento via del mevalonato.
- Infezioni → incremento fosfoantigeni
Solitamente quindi, i linfociti γδ8 riconoscono cellule stressate da infezioni o trasformazioni neoplastiche.
→ In cui viene incrementata la produzione di fosfoantigeni.
Dal punto di vista terapeutico:
- Modulazione produzione fosfoantigeni:
- Inibitori della ridutitasi utilizzata
- Farmaci: statine → contro ipercolesterolemia familiare
- Bisfosfonati → per l’osteoporosi e gli osteosarcomi
Riconoscimento dei fosfoantigeni
Nel TCR dei γδ8 riconosce i fosfoantigeni e questo è presentato dalla target cell come il recettore Butirofilina 3.
Ha una struttura caratteristica composta da una sola catena con:
- Dominio esterno variabile (sito d legame)
- Dominio esterno costante (HCA)
- Dominio interno transmembrana e sito di legame
I linfociti T γδ
I linfociti T γδ sono cellule presenti:
- A livello del sangue periferico
- A livello dei vari tessuti
- Nei vari epiteli (cellule di tipo intraepiteliale)
T γ 9 e V δ 8 antinfettivo (antitumorale)
- Fosfoantigene, piobottio:
- Virus (capside e -)
- Cofoscons
Linfociti δδ3 sottopopolazioni
- γ9δ1 → riconosce molecole da stress
- γ9δ2 → maggiormente presente nel sangue periferico (fosfoantigeni)
- γ9δ3 → EPCR
Fosfoantigeni: (molecola a 5C fosforilata)
- Pathway del mevalonato
- Ciclo di Rho
Butirofilina 3A1 è espressa sulle APC e presenta il fosfoantigene (meccanismo di cambiamento).
Funzioni
Una volta attivati dai fosfoantigeni, svolgono diverse funzioni biologiche:
- Producono citochine e chemochine
- Maturazione cellule dendritiche
- Cooperano coi linfociti β per la produzione di anticorpi
- Hanno una potenza stimolante citotossica verso cellule infette da virus o tumorali
- Regolazione della funzione delle cellule effettrici: crescita fattori di crescita
- Innescoc cellule T α β → facilita presentazione dell’AP
- APC possono coadiuvare l’istruzione di linfociti T
Possono avere questa stimolul indipendentemente dall’esposizione ai fosfoantigeni.
Perché possono esprimere il recettore attivatorio della citotossicità (NKG2D) sulla cellula target che ha come ligandi molecole come MIC-A o MIC-B.
Questo può essere considerato nell’applicazione clinica.
Plasticità
In base all’applicazione clinica, dove servono, esse, in presenza di determinate citochine polianteine, possono diventare: Th 1, Th FH, APC, Treg, Th 17.
- Th 1: citotossicità
- Th FH: autoimmunità
- APC: vaccinazione adiuvante
- Treg: regolazione
- Th 17: infiammatoria
- APC: linfo helpful
- Via di recluta macrofagi
- ADCC citotossica
- Rilascio di citochine, IL-2, IL-11, IL-13, IL 17
- Eff calm. INF.gamma, NF κ
- Espressione recettori indotto pop degli FAS-L o TRAIL
Mancata cooperazione TP
Uno dei meccanismi importanti viene definito di: tolleranza periferica o di mancata cooperazione TP. I linfociti T (riconoscono ag potenzia self): sono stati eliminati (a livello clinica) in periferia, per cui linfociti B non possono essere attivati.
Possono essere "perforatori", perde alcune cellule Capi helper, possono fornire " l’help" alle cellule periferiche, di troppe cellule (patologie autoimmunitarie).
I linfociti T possono produrre autoanticorpi.
Le cellule autoreattive non vengono più tenute sotto controllo.
Meccanismo di rottura minimizzazione molecolare.
Cellule di tipo NC non convenzionale
- Cellule MAIT
- Cellule NKT
- Doppio negativi
Cellule MAIT
Prodotte a livello timico.
È una sottopopolazione di linfociti T non convenzionali dell'immunità innata: queste cellule sono presenti a livello delle mucose (retto, gastrointestinale, polmoni). Esse riconoscono metaboliti della vit B tramite il proprio TCR che è così strutturato: catena a invariante (a constante) Va 7.2 - Ja 33/12.2 catena B (VB 2) VB 13 vengono presentati al TCR dalla MR1 sulla cellula target. (macrofagi)
Fenotipicamente
Oltre al TCR, sono caratterizzate da altri marcatori di attivazione: CD8/CO69 - CD161- non tutte sono DR4 (10-20%), alcune presentano anche CD8 (75%) possono avere un fenotipo effettore -> un fenotipo naïve (o memory) Movia il receptore di.
Funzioni
- A livello timico vengono selezionate cellule MAIT con capacità effettore.
- Escono dal timo e migrano in periferia (polmoni mucosa) dove interagiscono con i microbiomi e vengono attivate:
- Attivata dipotesica contro cellule infette e neutrali e aghi delle cellule dendritiche.
- Indotte la secrezione di citochine IFM y e TNF a IL (4).
- Espansione clonale e migrazione nei tessuti mucosoli (memory).
Meccanismi
(Per essere attivate) TCR dipendente -> dal legame tra TCR e MR1 della cellula infetta e le attiva la MAIT.
Indipendente -> dal legame, la MAIT è attiva e rilascia INF y che potenzia la risposta immunitaria.
Fattore di trascrizione
- Th1 -> iBET
- Th17 -> IFNT
Infezioni e innesco delle patologie autoimmunitarie
I linfociti Th producono citochine che forniscono il help ai linfociti B e vi è anche IL-4 e IL-5.
Nelle patologie allergiche, i linfociti Th possono avere ruoli simili a T helper 2 o simili T helper 1.
Funzioni
- Esocitosi granuli
- Produzione citochine proinfiammatorie
- Reclutamento leucocitario
- Azione antibatterica
Caratteristiche
- MR1 monomerico
- TCR α β invarianti (4 α 2 β 2)
- Esprimono un recettore invariante TCR (di tipo α e β)
Possono essere denominate anche "cellule doppie negative": in quanto non esprimono i co-recettori in forma:
- CD8+
- CD4+
Meccanismo delle MAIT nell'immunità antibatterica
- Selezione timica da parte delle cellule endopietiche
- Le cellule con funzione effettiva escono dal timo e circolano nel sangue fino ai tessuti mucosali
- Qui possono essere attivate con 2 meccanismi:
TCR dipendente
- Si ha legame tra TCR e MR1
- Attivazione
- Espansione clonale
- Produzione di perforina e granisini
- Produzione di citochine (TNF e IFNγ)
- Attivazione e reclutamento di cellule effettori (macrofagi, neutrofili e DC)
TCR indipendente
- Indipendentemente dal legame
- Le MAIT si attivano e rilasciano IFNγ
- Che potenzia la risposta immunitaria
- (Es. T Hle immunity) e ha azioni citotossiche sulla cellula infetta
Cellule NKT
3) Cellule NKT originano nel timo sono linfociti T DN che esprimono molecole tipiche dei linfociti T (recettore TCR α/β) e molecole tipiche degli NK (NK 1.1).
Essi riconoscono glicolipidi presentati da CD 1 d.
Molecole CD 1
Molecole CD 1 sono poco polimorfe e sono strutturalmente simili alle MHC 1 essendo costituite da:
- Catena α invariante → forma una tasca profonda dove si inserisce per intera la coda (lipidica, 3 subunità di C) dei glicolipidi
- β2-microglobulina
Mentre la porzione glicidica sporge all'esterno e viene riconosciuta dal TCR.
La molecola CD1 ha solo 4 varianti selettive:
- CD1 - a
- CD1 - b → presentano glicolipidi ai linfociti T α/β - DN
- CD1 - c
- CD1 - d → presentano glicolipidi ai NKT
La porzione lipidica contenuta nella tasca del recettore CD 1 d e il glicolide sintetico (α-galattosil-ceramide cerotta della spugna marina) contiene una fitosfingosina ed una lunga catena di a.g. (26).
TCR
Dei linfociti NKT è un recettore costituito da:
- Catena α 24 (V9m) e α14 (doma)
- Catena β 8, β12 e β13
Funzioni
Dopo aver riconosciuto ag. vengono attivati e vengono avviate funzioni:
- Hanno attività citotossica
- Producono citochine che inducono:
- Attivazione dei macrofagi e regola la presentazione da H et a L et
- Induce la transattivazione delle cellule NK (INFγ)
- Attivazione delle cellule dendritiche che a loro volta inducono produzione di linfociti T(H 1, 1.2)
- Attivazione dei cuteokine e il differenziamento direttamente o indirettamente
- Attivazione dei linfociti B e dei neutrofili
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Immunologia - maturazione linfociti T
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Immunologia - linfociti T citotossici
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Immunologia - linfociti negli organi linfoidi periferici
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Linfociti B e T