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Architettura carolingia, araba, ottoniana, romanica

Come l’eredità tardo antica si diffonde nell’Europa centrale e meridionale.

Siamo verso l’anno 1000.

Romanico = derivazione dall’architettura romana, definizione attribuita dagli storici in tempi recenti, quando nel XIX secolo si è cercato di classificare gli stili architettonici secondo modi costruttivi e novità tecnologiche.

Tentativo di ritornare alla grandiosità delle costruzioni pubbliche-ecclesiastiche del mondo antico.

Lessico che si rifà in virtù di una ripresa anche politica: costruzione Sacro Romano Impero con Carlo Magno: fondatore del SRI e attuatore di una politica edilizia che va a riprendere elementi dal mondo antico per motivi politici e di rappresentanza del potere. = romanico come architettura fatta di costruzioni dove l’arco a tutto tondo e la volta sono gli elementi più distintivi.

Il contesto storico

Nel 476 d.C. con la deposizione dell’ultimo imperatore romano Romolo Augustolo, determinata dall’imperatore germanico Odoacre, proclamatosi Rex Italiae, cade l’Impero Romano d’Occidente, determinando una serie di invasioni in Italia:

  • I Longobardi in Italia (Lombardia),
  • I Franchi e i Burgundi in Francia,
  • Angli e Sassoni in Britannia (GB),
  • Visigoti nella Penisola Iberica (Spagna).

—> Nel 711 gli Arabi invasero la Spagna (dopo aver sottomesso la Sicilia e l’Italia meridionale) e insidiarono la Gallia.

Nel 732 furono fermati nella Battaglia di Poitiers dal condottiero franco Carlo Martello.

Nel 751 Pipino, figlio di Carlo, si proclamò re dei Franchi.

Nel giorno di Natale dell’800, nella Basilica di San Pietro, Carlo, figlio di Pipino, si proclamò primo imperatore del Sacro Romano Impero (Olanda, Germania, Belgio, Svizzera, Francia e Italia), con il nome di Magnus, il Grande. <—

  • Longobardi che assediano e fanno della Lombardia il loro territorio, ‘Longobardia’, arrivano al sud, terra di insediamento privilegiata con Pavia capitale, assediata poi dai Franchi (che ne determineranno la caduta).
  • Franchi = popolazione che si diffonde fra Francia e Germania e costituiranno il Sacro Romano Impero con Carlo Magno.
  • Popolazioni dei Sassoni e gli Angli in Britannia, cacciati da Carlo Magno costituiranno un flusso migratorio in Britannia.
  • Spagna = si installano i Visigoti, ma dall’VIII secolo = penetrazione araba: il loro arrivo violento nel bacino del Mediterraneo, determinerà l’arretramento dei Visigoti. Gli Arabi hanno in mano tutta la Spagna e, in Italia meridionale, Sicilia.
  • Invasione araba violenta nel corso dell’VIII secolo: fermata nel 732 nel momento in cui gli Arabi stanno per arrivare nei Pirenei, arrivando al regno francese: il condottiero franco Carlo Martello con la vittoria di Poitiers stabilisce la fine dell’avanzata araba e l’inizio della dinastia.
  • Pipino il Breve, figlio di Carlo, si proclama Re dei Franchi nel 751, notte di Natale 800, suo figlio Carlo si proclama imperatore.

Periodo cristallizzato dal pdv politico grazie a questi personaggi del popolo franco.

Imperatore = palazzo.

Carlo Magno decide di costruire una serie di edifici in grado di ospitarlo lungo i suoi spostamenti nel regno.

—> Il Sacro Romano Impero fu il tentativo di rotondare l’Impero Romano d’Occidente.

L’Italia fu presa dopo la caduta del 774 della capitale longobarda: Pavia.

Palazzo imperiale di Aquisgrana (790-800)

—> Carlo fece costruire un palazzo imperiale ad Aquisgrana. La grande Aula delle Udienze era ispirata all’aula palatina della Basilica di Costantino del Palazzo di Treviri.

Il palazzo fu chiamato ‘Laterano’, come quello appartenuto a Costantino. Una statua equestre di Teodorico richiamava quella di Marco Aurelio esposta nel Medioevo appunto al Laterano.

Chiari gli esempi imperiali antichi da parte degli architetti di Carlo Magno (esempio di Treviri) che diventano i modelli.

- Complesso articolato vari blocchi con ingresso monumentale definito da una grande porta, che consentiva l’ingresso ad un edificio in forte dissonanza con il tessuto architettonico che lo circondava al di fuori del palazzo (capanne, caduta impero romano = conseguenze sull’edilizia, crisi politica, economica, demografica, le città si spopolano, vengono abbandonate città e strade, tutto il sistema si va indebolendo. Vanno via anche le conoscenze, bagaglio di conoscenze, che per mille anni aveva retto il mondo antico. Si vive nelle rovine di strutture un tempo grandioso).

L’imperatore guarda al passato per i suoi modelli: grande porta, ali a connettere le due parti del palazzo:

  • La parte politica, costituita dal palazzo delle udienze, grande sale di audizione conformata secondo il modello basilicale, sala del trono conformata secondo lo schema di Treviri e della basilica di Massenzio;
  • Quartieri residenziali parte in cui vive con vari confort del mondo antico: terme; cura anima: cappella palatina.
  • ‘Sacro romano impero’: cristianesimo religione degli imperatori.

Cappella palatina: unica vestigia rimasta di questo complesso con statua equestre di Teodorico, re Germanico che si nomina re di Italia a Ravenna, richiamando la statua di Marco Aurelio a Roma, vicino al palazzo del Laterano all’epoca.

Cappella ora inglobata nella cattedrale di Aquisgrana (complesso più articolato che ha racchiuso l’architettura precedente).

Pianta: impianto circolare esterno e ottagonale all’interno che richiama il modello del San Vitale giustinianeo a Ravenna del VI secolo (ha tratto ispirazione da simili costruzioni bizantine).

Doppi loggiati colonnati, non absidati e poggiati su solidi pilastri, schermata da tribune che comprendono la tribuna imperiale (Westwerk).

- Riferimenti a Ravenna e Teodorico: fonti di ispirazione + cava a cielo aperto da cui tranne materiale per la costruzione.

Tribune che si sovrappongono, rispetto a San Vitale mancano i colonnati a chiudere il perimetro.

Copertura: cupola con profilo a mezza sfera fatta a spicchi di volta che vanno raccordandosi in sommità secondo un profilo a mezzasfera, proprio degli antichi.

Westwerk

Westwerk: letteralmente ‘costruzione occidentale’, prerogativa imperiale del periodo carolingio.

: grande tribuna imperiale con ingresso al piano inferiore, sopra il quale sta la tribuna imperiale, il podio dal quale l’imperatore assisteva alle funzioni che si svolgevano all’interno della Capella, orientata con abside a est (sorgere del sole sole, resurrezione, ciclo della vita), disposizione che si perde nel Medioevo, a ovest sta l’imperatore, a est l’altare.

- Doppio affaccio della tribuna: interno ed esterno verso il quadripartito, che definiva lo spazio destinato del sagrato e munito di fontana. In caso di adunanze, l’imperatore si sarebbe girato verso il quadri portico per rivolgersi alla folla.

Interno: preziosità elementi architettonici, riutilizzano gran parte dei materiali, materiali di recupero da precedenti edifici e trasferiscono i materiali per realizzare (Ravenna: cava di materiali).

—> Volte a botte e crociera: furono impiegate pesanti pietre da taglio di recupero, ricavate da edifici romani.

Uso del mosaico per i decori.

Corte di Carlo Magno, si sposta nello spazio e nel tempo, corte itinerante per poter gestire meglio l’impero.

Oratorio di Germigny-des-Prés 806

Edificato nel 806 per volontà del vescovo di Orleans Teodulfo, consigliere di Carlo Magno.

Il piccolo oratorio, con impianto a quinconce, è stato restaurato del XIX secolo.

Munito di quattro piccole cupole poggiate su trombe coniche nei vani angolari e di un tiburio finestrato retto da 4 pilastri, ha i lati absidati.

Rimane l’oratorio, piccola costruzione che rappresenta una nuova tipologia: impianto a quinconce: impianto quadrato con copertura definita da 4 cupolette sulle campate ad angolo e una copertura monumentale sulla campata centrale.

Diffusa questa tipologia nell’impero bizantino partendo da modelli monumentali delle grandi costruzioni giustinianee.

- Campata centrale: tiburio, costruzione parallelepipeda che svetta come una torre.

Interno con decori, con parte scultorea e a rilievo, loggetta cieca di archi a tutto sesto retta da colonne, dominata da un catino absidale con mosaico (raro esempio di mosaico bizantino in Francia): raffigura la mano di Dio che indica l’Arca dell’Alleanza, contenente le Tavole della Legge, con accanto due Arcangeli e angeli: prefigurazione della rappresentazione di Maria (l’arca ha nel grembo le tavole della legge, la verità: Maria che ha in grembo la verità che è Cristo).

Durezza intagli: è andata regredendo nel corso dei secoli dopo la caduta dell’impero.

Abbazia di Centula (oggi Saint-Riquier, Amiens) 790-99 - Chiesa conventuale

L’architettura risorge per opere pubbliche: palazzi imperiali e abbazie, centri del Sacro Romano Impero.

Potere religioso: grandi monasteri, mani del potere politico e potere politico.

Grandi monasteri: luoghi in cui si forma la classe politica, dirigente e la classe religiosa. Qui si istruisce grazie ai monaci, che tramandano i testi, accesso a biblioteche e possibilità di studiare.

Grandi complessi abbaziali e monastici che, sparsi sul territorio, diventano centri di potere ed economici importanti. (Bonifiche attuale dai monaci, comunità che raccolgono le forze per trasmettere il sapere e la bonifica del territorio ormai persa nei secoli).

Abbazia di Centula: incisione del XVI secolo. complesso monastico con ingresso monumentale, chiesa per San Benedetto, abbazia già con caratteri tipici che caratterizzano questi edifici monumentali, che si vanno arricchendo di elementi inediti e si distaccano dai modelli precedenti.

Troviamo il Westwerk: costruzione ad occidente che proteggeva l’ingresso, con tribuna regale per assistere alle funzioni o destinata personalità importanti + luogo di difesa dell’ingresso.

Abbazie come luogo di difesa di tesori, presidiato militarmente: sistema che possiede torri scalari o circolari che servono a presidiare l’ingresso. = alte torri all’intersezione fra navata principale e i 2 transetti, 2 navate laterali, abside, westwerk, torri scalari cilindriche, nartece, atrio quadriportico di ingresso.

Chiesa a tre navate: ampiezza navata centrale coperta da capriate, transetto, presbiterio e coro semicircolare.

Alte torri circolari vicino al presbiterio e in corrispondenza della campata di incrocio fra il transetto e la navata e del westwerk.

Tendenza alla verticalità, con la costruzione di torri di difesa e monumentali.

Chiostro con ambienti monastici sul fianco.

Torhalle, di Lorsch, 800

La Torhalle è una sorta di propileo di arco di trionfo, noto per essere isolato dal monastero (andato distrutto nel tempo, di fondazione carolingia).

Esibisce un lessico all’antica: semicolonne composite, lesene ioniche, falso opus reticulatum.

Grande complesso abbaziale, preceduto da un quadri portico allungato di cui sopravvive solo la porta (torhalle = lett. ‘sala su porta’), le due absidi danno l’idea che fosse isolata e non connessa al recinto.

Posta sull’asse longitudinale del cortile intanto, sala del capitolo, disposta simbolicamente sull’ingresso monumentale del sagrano recintato.

Adesione ai modelli antichi evocata dai tre grandi archi:

  • Archi trionfali romani,
  • Sistema semi colonna e trabeazione = campata trionfale ripetuta 3 volte,
  • Ricerca degli intagli dei capitelli, spesso di recupero,
  • Sovrapposizione ordini, corinzio sotto e pseudo ionico sopra, no archi veri e propri ma falsi archi due conci,
  • Inserti decorativi in bicromia in pietre (arenaria tedesca, molto lavorabile, alternata ad una arenaria di diverso colore).

Basilica di San Gallo, Svizzera 820 d.C.

Scomparsa nei suoi caratteri carolingi, sede oggi di una abbazia aggiornata in forme più recenti.

In origine: grande chiesa longitudinale al centro, navate, molti altari disposti sull’asse longitudinale, presbiterio, coro e i due capi absidati, con torri cilindriche scalari.

Tutto intono: ambienti di servizio della comunità monastica, il necessario per far funzionare il monastero.

Abbazia di Corvey sul Weser, 873-75 (Germania)

Meglio conservata.

Impianto longitudinale, grande westwerk seguente al quadri portico (oggi assente) (Westwerk: corpo a torre fortificata sul fronte di ingresso, contenente un vestibolo al piano terra e una cappella-tribuna al primo piano), era proprio un ingresso fortificato per difendere i tesori e gli abitanti di questi complessi (in caso di necessità ci si chiudeva dentro l’abbazia, con ingresso vigilato con armi), torri scalari con aperture strette e sfalsate, 3 arcate monumentali in basso e finestre della tribuna sull’ingresso, in alto torri con guglie e logge aperti: elementi funzionali di passaggio fra una torre e l’altra + elementi decorativi.

Tribuna: restano la arte delle volte che la suddividevano in più piani ormai perduti.

Spagna: fra Visigoti e Arabi

Oltre i confini del Sacro Romano Impero, in Spagna, nel regno delle Asturie, non caduta sotto la dominazione araba dell’VIII secolo, si conserva una peculiare architettura cristiana.

Spagna: terra di conquista per gli Arabi, ad eccezione delle Asturie che restano cristiane.

S. Maria di Naranco, Oviedo, 840

A Naranco, presso Oviedo, accanto al palazzo reale con terme, re Ramiro I, fece erigere nel 840 una sala palatina, poi consacrata nel 848 come chiesa di S. Maria di Naranco.

Edificio che nasce come costruzione reale, edificio con funzione politica, presso Oviedo. (840-48).

Padiglione con sala e terme, eretto da re Ramiro, trasformato in edificio di culto, ‘Santa Maria di Nararco’, cambio di funzione.

Due piani, impianto rettangolare con scale esterne che conducono al primo livello.

Vestibolo al piano terra che dava su due ambienti funzionali al benessere del sovrano, bagno e caldera secondo l’uso termale antico. (Sala centrale con due logge).

Costruzione in pietra tagliata con parti regolari negli angoli e blocchi sbozzati per il resto, logge, uso dell’arco a pieno centro (unico arco utilizzato all’epoca).

Aggetti: contrafforti, ispessimenti del muro in senso trasversale a reggere una o più volte, con ghiere di rinforzo a gettanti verso il basso, motivo che si ripete anche al piano superiore con la sala centrale e luce che entra dalle logge, volta con costoloni-archi trasversali in pietra tagliata, il resto in calcestruzzo: grande massa di calce con pietre che sbucano, ricerca di recupero delle tecniche antiche.

Grande moschea, Cordoba (786-988)

Cordoba, città romana, divenuta la principale città.

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

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