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Il barocco a Roma e nello stato pontificio fra XVII e XVIII secolo

Barocco: parte terminale del periodo rinascimentale, in cui si perde la serafica compostezza dei primi maestri del Rinascimento. Si arriva a una deroga marcata all'insegna del movimento. L'antico è il modello, ma non viene seguito in maniera letterale; viene seguito in maniera personale, con l'idea di movimento e senza compostezza, create con superfici deformate e volumi che amplificano l'effetto. Riguarda tutte le arti.

Gian Lorenzo Bernini (1598-1680)

Figlio di scultore, Pietro, cresce a Napoli. Si trasferisce a Roma sotto la protezione del cardinale Scipione Borghese, futuro Papa Paolo V, come giovane scultore allievo del padre (cappella Paolina in S. Maria Maggiore). Personalità diversa da Michelangelo, avrà larghissimo successo: personalità tranquilla, lavora con i Papi, che sono la sua maggiore committenza. Committente alto e status sociale agiato.

Cappella Paolina

Chiesa pantheon della famiglia Borghese. Costruzione integralmente rivestita di marmi. Marmi antichi di spolio e rilavorati per essere disposti in una chiesa della Controriforma: afferma il suo potere attraverso sperimentazioni smaccate dal punto di vista decorativo. Cantiere collettivo di formazione che lo avvia all'attività di bottega, architetto-scultore, che consentiranno di fare grandi opere.

Opere giovanili

  • Enea e Anchise: Gruppo che rivela già la sua abilità: anatomia perfetta e gusto del movimento, tipico già di Michelangelo che con Bernini raggiunge il suo apice. Enea sembra camminare con un piede che si alza, dissimula il sostegno con panneggi. Tema mitologico: fuga da Troia.
  • Ratto di Proserpina: Il movimento si accentua. Corpo di Plutone proteso in avanti: figura portante e figura portata. Sostegno alle spalle con panneggi che diventano un unicum con il suolo; marmo di Carrara, candido e pesante.
  • David: Espressività diversa rispetto a Michelangelo: non a riposo dopo la battaglia ma colto nel momento dello scontro, tormentato nel momento del lancio del sasso.
  • Apollo e Dafne: Momento dell'inseguimento fra la divinità e la ninfa che avvia la metamorfosi. Scultura per levare, abilità a non sbagliare o riuscire a correggere.

S. Bibiana, Roma, 1623

Prima opera di architettura, commissionata da Urbano VIII- Maffeo Barberini. Statua e chiesa nella quale viene posta la statua della Santa. Chiesa piccola. Facciata in rottura rispetto alla regola tradizionale. Tema della facciata che deve raccordare la parte alta con le parti basse ad evocare un tempio. Farla sembrare una facciata di palazzo: finestre attorno al registro, balcone con porta frontonata, che assume significato di loggia benedizioni, triforio ad arcate. Palazzo che cela alle spalle una chiesa, soluzione che nel Barocco avrà fortuna. Testata: a livello terreno sembra un Arco di trionfo-palazzetto. Interno: sul fondo la statua di Bernini.

Baldacchino di San Pietro

Bernini assume la direzione del cantiere. Urbano VIII voleva che il nuovo altare situato sopra la confessio, fosse sormontato da un enorme baldacchino bronzeo (dai cassettoni del pronao del Pantheon), poggiato su basamento marmoreo su colonne. Ciò che non hanno fatto i Barbari, tortili con lo stemma barberiniano, lo hanno fatto i Barberini. Sviluppato su 4 colonne tortili, racemi con motivi naturalistici, termina con 4 volute che si incurvano, sorrette da angeli; culmina con il globo e la croce. Mole e carattere simbolico: confessio= tomba di Pietro= protegge la tomba e regge l'altare al centro della croce greca. Colonne tortili = riferimento alle colonne salomoniche, antico San Pietro costantiniano. Motivo ornamentale con scanalature. Il movimento fa da padrone nel fusto e nei dettagli. Parte alta= lingue di stoffa del baldacchino, realizzate in bronzo, sembrano muoversi dal vento. Movimento nelle volute sopra la trabeazione = realizzate da Borromini, collaboratore di Bernini. Spirito Santo in forma di colomba. Funzioni baldacchino:

  • Proteggere idealmente altare e confessio;
  • Dare centralità a San Pietro;
  • Inquadrare la Cattedra.

Cattedra di San Pietro, 1658-65

Primi esempi di teatro barocco, inteso come costruzione architettonica in cui la scena non è fissa ma racconta un'azione. Cattedra= trono di San Pietro, in bronzo, sostenuto da 4 stanghe deformate in forma di voluta curva, retto dai 4 dottori della chiesa nella gloria dello Spirito Santo che squarcia le nubi di stucco dorato: entra dalla finestra, dallo squarcio delle nuove, rivolta ad ovest= entra al tramonto. Sulla cattedra non c'è San Pietro, il primo Papa, lui è un Papa eterno, cattedra vacante. Commissionato da Fabio Chigi (Alessandro VII), disposto in fondo per essere inquadrato prospetticamente. Altare dominato dalla cattedra, sparisce nelle nuvole di stucco dorato e nei raggi metallici, luce abbagliante che entra dalle nuvole, dalle finestre ad ovest. Spirito Santo che entra in San Pietro, sul Papa oro= amplifica la luce. Narrazione: idea del passaggio del tempo= San Pietro che lascia il posto agli altri Papi, avvicendamento infinito e perpetuo ritorno dello Spirito Santo, dato dalla luce.

Colonnato di San Pietro, 1656

Piazza realizzata dopo il prolungamento di San Pietro, 3 navate verso Oriente, aumento spazialità. Opera di Maderno (viene dall'area settentrionale, Canton Ticino). Chiesa che si dota di una grande facciata con ordine gigante (Michelangelo), facciata piatta con dimensione prevalentemente orizzontale. Movimento dato dall'uso delle semicolonne nel corpo centrale, che corrisponde al corpo della chiesa e campate laterali realizzate per i campanili (mai realizzati). Attico: serve a creare verticalità ma in realtà acceca la cupola= 3 problemi:

  • Sproporzione facciata;
  • No campanili;
  • Oscura il corpo della cupola, cuore del progetto.

1586, spostamento obelisco = Domenico Fontana lo aveva traslato per ordine dei Papi precedenti (Sisto V), dal fianco sinistro della basilica (basilica che sorge sul fianco del circo di Nerone), con enorme sforzo ingegneristico, con argani, di fronte a San Pietro. Vincoli che costituiscono uno stimolo per Bernini notevole. Spina di Borgo: via sulla quale sorgono i palazzetti di Michelangelo e Raffaello in parte demoliti. Deve risolvere lo spazio, colonnato che da l'idea di accogliere a braccia aperte tutti i cattolici. San Pietro che abbraccia tutta l'umanità. Braccia non a ridosso della facciata ma sagrato, spazio intermedio fra il colonnato e facciata. Obelisco: centro ideale dell'anfiteatro definito dalle braccia di San Pietro, e raccordare lo spazio del sagrato. Sagrato= forma trapezia, rovesciata: braccia e fianchi che non sono convergenti ma sono divergenti= scelta per correggere il cono prospettico, far sembrare la facciata più vicina allo spettatore= sembra meno grande e dunque meno sproporzionata. Dimensione che si coglie solo parzialmente. Dal punto più esterno del diametro dell'ellisse si vede integralmente la cupola, svettante compreso il tamburo, riconfermare la centralità. Progredendo nella piazza la cupola sparisce e si nota di più la facciata, vera protagonista. Bernini progettava di entrare in San Pietro tramite le due strette Vie del Borgo, effetto sorpresa cresciuto dalla presenza di un diaframma, un settore di colonnato in corrispondenza delle due vie. Movimento compassato dato dalla forma ellittica, monumentale, non più contenuto, ma enfatizzato dalla convessità di colonne vere, sequenza di quinte convesse che piegano, movimento elegante di un percorso processionale, chiesa di pellegrinaggio. Due fontane sul diametro: fontana-obelisco-fontana, sul diametro, non sono i fuochi. Gruppi monumentali di colonne che definiscono l'assiduità dell'ellisse. Scultura sulla balaustrata con statue pontefici, coronamento monumentale.

Scala Regia, Roma 1663-66

Scalone che conduce agli appartamenti papali, scala di accesso agli appartenenti vaticani, rispettando i muri preesistenti adattandoli per aumentare lo spazio. Sequenza di rampe. Rampa più ampia: muri rastremati in maniera non simmetrica, sono preesistenze che Bernini usa per aumentare l'effetto prospettico, funzione di rendere idealmente più lunga la rampa. Effetto prospettico anche in verticale: il soffitto tende a scendere, lo spazio si abbassa con volte a botte. Effetto illusionistico accelerato dalle colonne che fanno da quinta scenica staccata dai muri, elementi che si sovrappongono come quinte su una scenografia. Amplificato da luci e ombre, finestre in corrispondenza dei pianerottoli. Sequenza luci-ombre che ritaglia lo spazio e confonde le idee. La luce incrementa l'illusione della grandezza. Al primo pianerottolo: statua equestre di Costantino: effetto di teatro Barocco, cavallo rivoluzionario perché è imbizzarrito, su due zampe= la statua è ancorata al muro, Costantino che guarda in alto= guarda una croce in corrispondenza della finestra, la croce di Ponte Milvio, in hoc signo vinces: momento dell'annuncio della vittoria. Colonne serliane, motivo che si ripete.

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher francesca.rizzo5 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof Togliani Carlo.
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