Storia dell'architettura I – 01.12.2021
Michelangelo 1475-1564
Maestri a Roma: cosa accade nel secondo 500, dopo la morte di Raffaello
Alla corte di Giulio II già nei primi del 500 chiamato per realizzare, in quanto scultore, la tomba, il monumento sepolcrale nel coro di San Pietro di Bramante, impresa di 40 statue che si riduce progressivamente arrivando al Mosè di San Pietro in Vincioli.
Cappella Sistina, 1508-12
Obbligato ad affrescare la Cappella Sistina, non si ritiene pittore, immane sfida di 500m2 di affresco, in una posizione a testa all’insù, quasi in solitaria. Pareti già dipinte da Botticelli, Ghirlandaio negli anni 80 del 1400. Il ciclo di affreschi completava le volte con le storie dell’umanità “antelegem”, ossia prima che Dio consegnasse a Mosè le tavole della legge.
Volta di una struttura quattrocentesca: botte con unghie che corrispondono alle finestre molto alte con pennacchi agli angoli: incorniciatura architettonica per lavorare su una superficie con volte con tutte le difficoltà del caso di rappresentazione su una volta. Architettura dipinta mista a scultura, le sculture costituiscono i piedritti che scandiscono le sculture, sibille e profeti, nella parte alta episodi della creazione uomo, Adamo ed Eva, diluvio universale, consegna tavole della legge.
Poliedricità dell’artista: non è soddisfatto ma in realtà il risultato è ottimo: figure plastiche, dinamiche nelle posture e posizioni, non più ingessate, movimento che Michelangelo rappresenta sia nelle azioni che nelle posture assise, in leggero movimento; aggiunta dei nudi all’interno di una cappella pontificia, edificio di culto, nudo bandito fino a quel momento, scena anche con nudi femminili; i restauri recenti hanno rivelato una gamma cromatica vasta, coperta da strati di polvere e fuliggine, colori squillanti, cromie solari non come quelle del Giudizio. Statuaria antica come modello, eguagliata e superata per la capacità dinamica di rendere i corpi in movimento.
1517, Progetto per la facciata della chiesa di San Lorenzo; Firenze
Firenze medicea, dove era nato. Progetto che resta sulla carta, progetto incompiuto. Era stato chiamato anche Sansovino. Aveva previsto due progetti diversi, riflessione sulla facciata delle chiese, che devono essere all’antica, devono adeguarsi ai gusti moderni, oggetto sperimentazioni.
- Ordine gigante di semicolonne che creano un motivo tetrastilo che sorregge un tempietto superiore; quantità di decorazione scultorea lungo la facciata, statue a tutto tondo e di coronamento sull’attico cieco. Diventa un'architettura plastica con ampi spazi, interassi e pennellature per inserire la scultura di figura;
- Prevede un’estensione di superficie per inserire sculture. Motivo dell’ordine architettonico trionfale, costituito da vibranti superfici nella luce ad impreziosire le sculture a tutto tondo e a rilievo.
1519, Sagrestia Nuova di San Lorenzo (Vecchia di Brunelleschi)
In fondo a destra, speculare asse longitudinale del presbiterio. Spazio sacro in cui disporre le tombe di Giuliano (1516) e Lorenzo (1519), fratello e nipote di Papa Leone X. Cappella funeraria con impianto quadrato, scarsella per l’altare, contrasto di membrature in pietra serena su fondo chiaro.
Similitudini con la Sagrestia Vecchia, rende omaggio a Brunelleschi ma inserendo elementi nuovi:
- I grandi monumenti funerei sono uno davanti all’altro; sarcofagi non all’antica ma reinventati nelle forme: figure scolpite e i due Medici seduti sopra, previste in origine scarselle laterali che non vengono create, per questo le tombe sono a gettanti verso l'interno, a filo del muro;
- Cerca una soluzione monumentale, dilatando lo spazio verso l’alto e introducendo un attico prima della cupola;
- Impreziosisce e articola le superfici con membrature architettoniche che divengono ricchi dettagli scultorei;
- Puro ornamento architettonico della pietra, non hanno funzione, inserite per amplificare l’ornato scultoreo;
- Non rispetta la regola delle forme antiche: trabeazione appiattita ad una cornice, nicchie cieche e non profonde, forme inedite, amplificano l’ornato scultoreo.
- Si sopraeleva con un registro attico con finestre frontonate e lesene di ordine minore;
- Arconi con pennacchi che reggono una cupola che richiama quella del Pantheon;
- Le finestre trapezie, servono anche ad illuminare dall’alto le tombe, addossate alle pareti; finestre trapezie, rastremate verso l’alto = aumentare l’effetto prospettico + far piovere luce dall’alto per mettere in evidenza la cappella.
- Sarcofagi ispirati all’antico ma inventati, sui quali si dispongono le figure distese, allegoriche del tempo, che si legano al variare della luce del sole durante la giornata (vita e morte), con schema trionfale dietro con al centro le figure sedute, come imperatori, dei due Medici, eternità sulla Morte
- Crepuscolo e aurora = Lorenzo
- Giorno e notte = Giuliano
- Movimento esasperato anche nella muscolosità delle figure
- Anatomia esagerata che fa da contrappunto al non finito di alcune parti, dei volti: Crepuscolo e Giorno volutamente lasciati non finiti, crepuscolo = la luce crepuscolare non consente di togliere tutto, dettagli parziali.
1524, Biblioteca Laurenziana, Firenze
Papa Clemente VII dei Medici, incarica Michelangelo di una biblioteca, nel chiostro di San Lorenzo. Sopra il livello porticato, grande sala preceduta da vestibolo. Per non gravare sulle strutture sottostanti, Michelangelo, semplifica e alleggerisce la struttura. Semplice dal punto di vista planimetrico ma espressiva nella parte del vestibolo: di ridotte dimensioni ma si è completamente immersi nella scultura e nella pittura, scale che occupano tutta la parte del vestibolo con forme classiche e dinamiche:
- Utilizza le membrature architettoniche ma le depriva delle loro funzioni portanti per farne vere e proprie sculture;
- Disegno e plasticità sono esaltati dal contrasto fra pietra serena e intonaco bianco;
- Colonne binate al negativo: non risaltano ma sono incassate e non reggono nulla;
- Mensole binate allungate verso il basso, a reggere colonne binate incassate nel muro, che di fatto non reggono nulla; definiscono una navata ritmica serrata; chiudono nella parte dell’interasse delle finestre ad edicola vuote, con frontoni alternati e mezzanini ciechi, non hanno funzione reale. In cui però il disegno e l’esecuzione sono l’elemento da valorizzare; Contrasto per mettere in evidenza
- Finto mezzanino cieco con cornici attorno alle finestre quadrate;
- Trabeazione che non ha elementi aggettanti ma rientranti in corrispondenza dei capitelli;
- Finestre che danno luce dall’alto a valorizzare la composizione delle facciate;
- Soluzione ad angolo: qui angolo concavo, risolta con un raddoppio speculare rispetto allo spigolo, concavo sotto e convesso sopra e affiancate due colonne incassate nel muro, il binato si divide nell’angolo con l’aggiunta di un pilastro. Straordinaria capacità di invenzione
- L’illuminazione viene dall’alto, dai fianchi del piano attico, manca il controsoffitto, si vedono le capriate
- Scala a 3 rami, realizzata nel 1550 da Bartolomeo Ammannati: 2 rampe dritte e quella centrale più ampia con gradini convessi, ampiezza varia delle pedate, dare l’idea di discesa dinamica.
- Sala rettangolare con banchi lungo i fianchi, i libri sono sotto al banco
- Per alleggerire il peso della struttura assottiglia i muri: li buca con finestre ioniche, con le finte finestre anche nel doppio mezzanino cieco: perde massa con i vuoti, creando false finestre;
- Pavimento: ispirato ai temi antichi: cranio di caprone che tiene ghirlande, in cotto con inserti più chiari, elementi greci, vegetali, pavimento omologo al soffitto secondo i canoni antichi;
- Banchi: targhe con i titoli dei libri conservati all’interno
- Secondo il progetto originale la sala doveva concludersi con una sala
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