Lezione 1 - Introduzione
Che cos'è la chimica organica?
1770 → Concetto del vitalismo: i composti organici, derivando da esseri viventi, non possono essere trattati.
1816 → Chevreul inizia ad usare composti di origine animale per creare nuove molecole (saponificazione).
1828 → Wohler riesce ad ottenere un composto organico (l'urea) partendo da un composto inorganico.
La chimica organica moderna studia i composti del carbonio, organizza i gruppi organici in base alla loro struttura e ne studia la reattività.
Carbonio
Caratteristiche:
- È un atomo in grado di legarsi ad un altro elemento.
- Ha la capacità di legarsi a se stesso formando catene che possono avere una lunghezza infinita (legame singolo, doppio, triplo).
Modificando l'ordine ed i legami si vanno a creare i gruppi funzionali caratteristici della chimica organica.
I composti del carbonio
- Di origine naturale: metano (CH4), glucosio, valina, adenina.
- Di origine sintetica: fibre (nylon), plastiche (polipropilene).
- Farmaci (parzialmente di origine naturale): aspirina (acido salicilico), voltaren (diclofenac), atorvastatina.
Legame chimico
Gli atomi tendono a riempire il loro guscio esterno. La tendenza a riempire il guscio di valenza è particolarmente comune per gli elementi dei gruppi principali (da IA a VIIA) e può avvenire tramite:
- Trasferimento completo di elettroni da un atomo ad un altro (legame ionico).
- Condivisione di elettroni tra atomi (legame covalente).
- Trasferimento parziale di elettroni da un atomo all'altro (legame covalente polare).
Il carbonio ha 4 elettroni intorno al suo nucleo (acquistare o perdere 4 elettroni non è favorito energeticamente) quindi il carbonio fa sempre legami covalenti per raggiungere l'ottetto. Può fare 4 legami con 4 molecole diverse (es. metano CH4) oppure legami multipli mettendo in condivisione più di un elettrone con un solo atomo (es. etene C2H4).
Valutare il carattere di legame
Grazie alla scala di Pauling è possibile misurare l'elettronegatività, quindi misurare la tendenza di un atomo ad attrarre elettroni che esso condivide in un legame chimico con un altro atomo. (Cresce da basso verso l'alto e da sinistra verso destra).
Si misura la differenza di elettronegatività tra i 2 atomi coinvolti nel legame:
- Se è >= 1.9 → legame ionico
- Se è compresa tra 0.5 e 1.9 → legame covalente polare
- Se è < 0.5 → legame covalente
(Queste differenze si riferiscono al singolo legame ma se sono presenti altri legami possono avvenire delle "interferenze" che vanno a modificare l'elettronegatività).
Eccezioni alla regola dell'ottetto
- Molecole che coinvolgono atomi del gruppo 13 (IIIA) (es. boro e alluminio, ecc...)
- Molecole con atomi del terzo periodo (s, p) che hanno orbitali 3d e che quindi possono contenere più di 8 elettroni nel loro guscio di valenza (es. fosforo e zolfo, ecc...)
Polarità
Momento dipolare di legame: dato dal prodotto di una delle cariche per la distanza che le separa (misura la polarità di un legame covalente). È una grandezza vettoriale (con un verso ed una direzione).
La polarità del legame non rende necessariamente la molecola polare. Il momento dipolare di una molecola dipende dalla geometria della molecola e dalla polarità dei singoli legami.
Forma delle molecole
Il modello VSEPR (Valence-Shell Electro...
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