I puritani, gli indiani, la wilderness e la caccia alle streghe
John Winthrop, “A Model of Christian Charity” (1630)
1492: inizio della colonizzazione del Nord America
1607: arrivo di una prima colonia inglese in Virginia (“James Town”), formata da colonisti inglesi commercianti alla ricerca di materie prime nel Nuovo Mondo.
1619: la Mayflower trasporta i Padri Pellegrini vicino Boston e si ha una nuova colonizzazione per motivi economici, ma soprattutto religiosi, perché i Padri Pellegrini erano perseguitati dalla chiesa anglicana e in particolare da due figure, ovvero Carlo I e l’arcivescovo di Canterbury, che erano intenzionati a riformare e a purificare per ritornare alla semplicità delle origini.
Nel 1600 la religione era un filtro ineliminabile ed un’esperienza totalizzante della vita quotidiana, per cui gli scontri religiosi erano molto accesi anche perché ognuno aveva una propria visione della religione. Anglicani e puritani volevano tornare alle origini, alle pratiche tipiche del tempo, ma si distinguevano due versioni del puritanesimo: c’erano i sostenitori della completa scissione dalla chiesa anglicana, ovvero coloro che salparono con la Mayflower in un “one way trip”, un viaggio senza ritorno, e chi invece sosteneva la riforma della chiesa inglese. Proprio a questo gruppo apparteneva John Winthrop e il loro obiettivo era quello di purificare la chiesa inglese, anche se poi non riuscirono in questo intento perché si resero conto del fatto che non avevano i mezzi a disposizione per farlo e quindi, scoraggiati, decisero anche loro di salpare con l’Arbella (1630) verso il Nuovo Mondo, per fondare una nuova Gerusalemme (“a city upon a hill”).
I coloni fondatori delle piccole colonie a Boston erano sottoposti al clima del rigido inverno che caratterizzava il luogo. Coloro che riuscirono a sopravvivere lo fecero grazie all’aiuto dei pellerossa, dispensatori di cibo, materie prime e consigli. Per ringraziare Dio della concessa sopravvivenza si celebrò il Thanksgiving Day.
La Bibbia per i puritani era un manuale di buona condotta. L’obiettivo dei coloni era quello di trasmettere la loro visione del mondo attraverso ciò che era scritto nella Bibbia. Le prime colonie erano di natura teocratica, perché il potere politico coincideva con quello religioso. L’atto di separazione anglicano, delle colonie dalla madrepatria, viene replicato dall’insorgere di divergenze tra alcuni gruppi, che si allontanarono verso ovest, creando nuovi insediamenti autonomi nella “Virgin Land”.
Winthrop condivideva la nave con dei rivoltosi e proprio per questo egli necessitava di una narrazione che tenesse uniti i coloni in vista dello sbarco. Nel suo sermone (una predica) si ripropone il ruolo dell’immaginario nella colonizzazione.
L’autore: John Winthrop (1588-1649)
Cotton Mather, un puritano del Massachusetts vissuto tra il 1663 e il 1728, considera Winthrop come il Nuovo Mosè e il “Nehemias Americanus” e mette in evidenza la sua abilità nel prendere posizione. John Winthrop è nato a Groton, in Inghilterra, in una tenuta che il padre ha acquistato dal re Enrico VIII ed è cresciuto secondo le ideologie puritane. Il suo intento era quello di riformare la chiesa inglese, perché era ancora forte la presenza del Cattolicesimo romano.
Il 1620 coincide con l’inizio della crisi in Inghilterra e con la salita al trono di re Carlo I, molto cattolico, e quindi Winthrop cerca altri mezzi di supporto. Nel marzo del 1629 i puritani ottengono la carta “The Company of Massachusetts Bay in New England”, per emigrare in America e nell’ottobre dello stesso anno Winthrop diventa governatore. Nel 1630 decide di partire con un gruppo di 700 migranti a bordo dell’Arabella: si dice che consegnò il suo sermone o prima di partire o dopo il viaggio.
Il passato di questo sermone è incerto: il manoscritto è una copia incompleta ed è di provenienza sconosciuta; contiene gli ideali di una comunità cristiana, impossibili da realizzare durante l’epoca di Winthrop: vi erano troppe differenze sulla religione, l’organizzazione sociale e la struttura politica, promuovendo la diffusione di conflitti sulla diversità. Il 1645 rappresenta un anno di sfida per Winthrop, a causa dei problemi che c’erano sull’autonomia locale e il governo, ma Winthrop resiste operando una distinzione tra libertà naturale e civile o libertà federale: troviamo tutto questo nel suo giornale, che va dal 1630 fino alla sua morte. Il suo pensiero è rimasto vivo grazie al racconto di Mather.
Nel 1790, molti intellettuali inglesi, affiliati con la società storica del Massachusetts, hanno recuperato le sue parole per le generazioni future: la prima edizione completa fu pubblicata da James Savage nel 1825-1826, ma un incendio bruciò tutto. Nel 1838 fu diffusa l’edizione stampata del sermone, che è espressione dell’ideale della frase “la città su una collina”, e apparve nel Collection of the Massachusetts Historical Society.
Struttura
Questo sermone funge da guida autorevole, da riferimento culturale e la sua struttura era ben precisa:
- Exordium, ovvero l’incipit e la presentazione del tema;
- Explication, quindi la spiegazione, al cui interno compare una struttura dialogica (question, answer, objection) del dialogo continuo con gli astanti, considerato un vero e proprio modello culturale;
- Application, in cui si tratta di come il testo biblico si applica alla realtà e alla storia; la Bibbia aveva un ruolo fondamentale:
- La realtà si legge alla luce della Bibbia, quindi tutto avveniva per volontà divina e il giudizio spettava a Dio;
- Era la chiave di interpretazione della realtà;
- Non era considerata un testo simbolico, ma un testo da prendere alla lettera.
Analisi
Exordium Nell’incipit Winthrop afferma che la società umana è molto diversificata (ricchi/poveri, potenti/deboli, buoni/cattivi): si tratta di differenze volute da Dio per spiegare la complessità umana. Sempre in questa prima parte Withrop parla del bisogno dell’uomo degli altri uomini, per cui bisogna essere vicino con l’obbligo di affetto fraterno. Nessun uomo è nato più onorabile dell’altro o più ricco, ecc. e l’autore sottolinea l’importanza della giustizia e della misericordia: si può mostrare misericordia verso un uomo pieno di angoscia, così come si può rendere giustizia verso un uomo povero.
Explication Nella seconda parte Winthrop spiega la prima parte attraverso diverse ragioni:
- Le differenze servono a preservare il benessere della società umana;
- “Brotherly affection”, ovvero la metafora del corpo, secondo cui la bocca lavora per il tutto, così come l’uomo lavora per Dio; ognuno ha bisogno dell’altro e tutti sono necessari al bene della comunità. La metafora consiste nel contare l’uno sull’altro:
- L’amore tra cristiani è reale;
- L’amore è assolutamente necessario;
- Se si segue l’esempio di Dio non ci si perde;
- Bisogna aiutarsi l’uno con l’altro.
Sempre in questa parte si parla di legge della natura e legge della grazia, che riguarda le nostre relazioni con gli uomini. Secondo la legge della natura, bisogna amare il prossimo come sé stessi, gli uomini sono tutti uguali. Questa legge non dà nessuna regola per affrontare i nemici, è data all’uomo in tenuta di innocenza e prevede il lavoro della misericordia: l’uomo deve offrire il suo aiuto nel momento del bisogno e lo deve fare con lo stesso affetto che prova verso i suoi beni; secondo il Vangelo, è dato all’uomo in tenuta di rigenerazione; marca la distinzione tra cristiani e non e consiste nel far provare amore verso un nemico (Matteo: fai del bene verso chi ti odia). Il dovere di misericordia si esercita in:
- Dare, quindi chi dà al povero, presta al Lord e lo ripagherà per quello che ha fatto: un vero cristiano deve vendere tutto e dare al povero, come fecero gli apostoli;
- Prestare, nel senso che bisogna sempre prestare: se la persona in questione può ripagarti, non è più un atto di misericordia, bensì un commercio, mentre se la persona non può ripagarti devi aiutarlo, ma con la consapevolezza di poter perdere ciò che hai prestato;
- Perdonare, perché se durante l’atto di misericordia o commercio non vieni ripagato, devi perdonare tranne se si tratta di un impegno di tipo legale.
La soddisfazione della legge consiste nell’amore:
- “L’amore è il legame della perfezione”, rende il lavoro migliore;
- Non ha un corpo, ma è formato da tante parti che si legano tra loro; ogni singola parte è fondamentale per la creazione del corpo; ad esempio, Cristo e la Chiesa sono un unico corpo; prima della loro unione la Chiesa era solo disordinata, mentre dopo la venuta di Cristo, il suo spirito si è legato con le altri parti mancanti, formando un corpo perfetto, il migliore; ne deriva che i veri cristiani fanno parte del corpo di Cristo, il legame che unisce le parti del corpo è l’amore ed è un legame talmente forte che provano le stesse emozioni: per questo motivo c’è bisogno di difendersi e di amarsi reciprocamente;
- L’amore proviene da Dio e chi ama è nato da Dio;
- È il frutto della nuova nascita e lavora come lo spirito sulle ossa secche: mette insieme le ossa sparse di Adamo e ricompone quei pezzi nel corpo di Cristo (Nuovo Adamo);
- È di natura divina, porta benessere ed è necessario per completare il corpo perfetto di Cristo.
L’esercizio di amore è duplice, interiore o esteriore: il Signore ama le sue creature perché rivede in esse una somiglianza, parte di sé stessa. Un esempio di ciò è l’incontro tra Adamo ed Eva: sono simili, quindi soffrono insieme e gioiscono insieme. Non c’è limite all’affetto, né si cerca una ricompensa, poiché quest’ultima risiede nell’esercizio dell’amore, come quello tra Jonathan e David.
Application Nella parte finale troviamo un patto (“covenant”) tra Dio e l’uomo:
- Ha come obiettivo quello di portare a compimento la missione, ovvero quella di formare una nuova Gerusalemme (New England). Affinché essa si realizzi bisogna seguire la volontà di Dio e la sua parola (Bibbia). A missione compiuta i soldi rappresentavano il fatto che gli uomini erano salvi e che quel successo se l’erano meritato: la mobilità sociale e geografica americana trova le sue origini nel protestantesimo, base culturale del capitalismo. Nella cultura americana, l’avere successo nella vita non è solo una questione materiale: il successo “terreno” è la manifestazione concreta della benevolenza divina, è il segno visibile del valore morale della persona;
- Grazie a questo patto gli uomini diventano gli eletti e i prescelti di Dio;
- Non deve essere violato altrimenti Dio punirà gli uomini e scatenerà la sua ira nei loro confronti;
- Non necessita della mediazione da parte di una figura ecclesiastica, perché il credente parla, interagisce direttamente con Dio, a differenza di quanto accade nel cattolicesimo, e controllava se era Dio a violare il patto.
In quest’ultima parte vengono presi in considerazione quattro argomenti, ovvero le persone, il lavoro, il fine e i mezzi. Per quanto riguarda le persone bisogna vivere nell’esercizio dell’amore reciproco, prendersi cura degli altri, rendere servizio al Signore per poter giungere alla nostra salvezza. Dio ci ha dato un articolo che va rispettato per prevenire la nostra posterità. Per poterlo fare bisogna ascoltare il consiglio di Micah (fare il giusto, fare atti di carità, amare gli altri ed essere fedeli a Dio), quindi bisogna lavorare tutti insieme, come se fossimo una sola persona, e provare le stesse emozioni insieme. Bisogna mantenere l’unità dello spirito per il legame della pace.
“We must consider that we should be as a city upon a hill”: questa frase è presente anche sul Vangelo e sta a rappresentare la concezione di popolo eletto che avevano gli ebrei per tornare in Palestina, considerata la Terra Santa. Questo concetto serve a giustificare il loro ritorno in patria, sia per l’appoggio di Dio, e sia perché è usato anche dagli americani: anche loro si sentono giustificati a colonizzare il nuovo mondo.
“The eyes of all people are upon us”: queste due espressioni stanno a rappresentare il paradigma dell’eccezionalismo americano: l’America ha un ruolo diverso rispetto al resto del mondo, gli uomini hanno una missione da compiere. Per questo nasce il senso di superiorità e gli uomini devono contare sulla propria resilienza. Questi uomini rappresentano la speranza del mondo intero perché Dio ha assegnato loro una missione (mito della “second chance”).
Il sermone di Winthrop ha lo scopo di persuadere. La Bibbia rappresenta un tentativo di precostituire uno schema utile a concepire una realtà nuova (il nuovo mondo verso il quale i puritani erano diretti) e a ridurla in qualcosa di noto per loro.
Mary Rowlandson, “A Narrative of the Captivity and Restoration of Mrs. Mary Rowlandson” (1682)
L’autrice: Mary Rowlandson (1637-1711)
Il 20 giugno 1675 il re Filippo dichiara guerra al New England, ai suoi insediamenti: le terre dei nativi americani erano occupate dagli inglesi e c’erano carenze di cibo. Inoltre, Metacomet (re Filippo) voleva riguadagnare la sovranità oltre i loro territori e fermare l’espansione coloniale. La guerra finì nell’agosto del 1676, causando la morte di 3000 nativi e di Metacomet e determinando il fallimento da parte dei nativi americani.
L’opera che ricorda quella guerra è “A Narrative of the Captivity and Restoration of Mrs. Mary Rowlandson”, scritto dalla moglie del ministro del paese di Lancaster, schiava per undici mesi dei Wampanoags. Nata nell’Inghilterra del Sud, Mary Rowlandson si trasferisce con la sua famiglia nel 1639 nel New England. Nel 1656 sposa il reverendo Joseph Rowlandson. L’attacco su Lancaster inizia il 20 febbraio 1676, quando suo marito era lontano da casa: molti membri della sua famiglia vennero uccisi, mentre lei e i suoi tre figli vennero ridotti in schiavitù. Pochi giorni dopo sua figlia, Sarah, gravemente ferita, muore.
Mary venne rilasciata il due maggio e dopo diverse settimane anche i suoi due figli sopravvissuti tornarono a casa. Mary inizia a scrivere quest’opera subito dopo il suo rilascio, per poi pubblicarla nel 1682.
L’opera
Si tratta di un’avventura e di una tragedia, che si caratterizza di complesse dinamiche psicologiche e sociali. L’autrice mostra come si adeguò allo shock dell’attacco, alla morte della figlia e alla sua stessa situazione, e manifesta interesse verso gli indiani che l’hanno catturata: Metacomet la tratta graziosamente; Quinnapin, il suo padrone, è il suo protettore; Weetamoo invece la tratta duramente. Nell’opera troviamo una descrizione delle loro usanze, quindi dei rituali e delle pratiche sconosciute da lei e dai lettori. Nelle riflessioni conclusive troviamo il trauma nel dare un senso alla sua esperienza come piano divino. Nella copertina dell’opera la Rowlandson punta una pistola verso i nativi americani, a difesa del suo regno.
Riassunto
L’opera ha inizio con la descrizione dell’attacco da parte degli indiani (morti, case bruciate, schiavi). Successivamente racconta di come diventa schiava insieme ai suoi tre figli, mentre gli altri membri della sua famiglia, tra cui suo fratello, vengono uccisi. I nativi americani portano gli schiavi nei loro insediamenti, in mezzo alla natura: lei e sua figlia Sarah rimangono insieme, mentre gli altri vengono separati. Il giorno dopo nell’insediamento Wenimesset la Rowlandson incontra un altro schiavo, Robert Pepper, che cerca di aiutare i nuovi schiavi. Dopo una settimana, sua figlia muore.
Rowlandson viene poi venduta ad un altro indiano: le è permesso vedere sua figlia Mary, che rimarrà anch’essa a Wenimesset, e suo figlio, che invece si trova in un altro insediamento vicino; le viene concessa la Bibbia, che l’aiuterà a ritrovare tanta forza e speranza. Successivamente un altro attacco determina uno spostamento verso nord, e quindi Mary si separa dai figli, per arrivare alla Baquaug River. Raggiungono poi il Connecticut River e incontrano King Philip, che concede cure per gli indiani in cambio di cibo.
Rowlandson vuole andare ad Albany con la speranza di essere venduta per polvere da sparo, ma gli indiani la portano con loro e attraversano di nuovo il fiume. A questo punto, lei inizia a sperare che tornerà a casa, ma gli indiani si dirigono a sud, invece di dirigersi a est verso la città. Dopo altri attacchi Rowlandson conosce Thomas Read, che le dice che suo marito è ancora vivo: questo le dà ulteriore speranza e conforto. Lei e il suo gruppo si spostano poi verso est, attraversano il Baquaug River, e incontra dei messaggeri che la informano di andare a Wachuset, dove gli indiani discuteranno sulla sua possibilità di tornare in libertà. Quando arriva a Wachuset è scoraggiata nel vedere un colone ferito da un precedente attacco indiano, ma parlando con re Filippo scopre che sarà liberata tra due settimane. Il concilio chiede quanto suo marito voglia pagare per liberarla e mandano una lettera a Boston. Viene liberata per 20 sterline, fa ritorno prima a Lancaster, poi a Conrad e a Boston. Dopo undici settimane, si ricongiunge con il marito: rimangono da un loro amico a Concord finché la sua famiglia torna. Di nuovo insieme, costruiscono una casa a Boston, dove vivranno fino al 1677.
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