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Letteratura italiana 1

04/10 - 16.45-18.15 - in Fiera il mercoledì (da via Carlo Goldoni) - 19 e 26 ottobre modalità telematica (con un link Zoom) → 31 ottobre no lezione → 14 dicembre nessuna lezione → “Letteratura italiana” a cura di Andrea Battistini, edizione Il Mulino; alcuni capitoli sono da escludere → rapporto tra l’io di carta e l’io biografico.

Autore

  • Chi è causa oppure origine di una cosa; artefice, promotore.
  • Chi ha prodotto un’opera letteraria, scientifica o artistica in generale, rispetto all’opera stessa d’autore.
  • La locuzione aggettiva è spesso usata in contrapposizione ad anonimo; in questa accezione è stata recentemente usata con valore estensivo, riferita a creazioni e produzioni anche non artistiche, che recano l’impronta della personalità di chi le ha ideate o prodotte.
  • Scrittore di opere letterarie.
  • La persona, anagraficamente esistita, che ha scritto una determinata opera letteraria; il responsabile intellettuale di detta opera.

Si sviluppa nel tempo, non esisteva come è oggi → anonimato o pseudonimo (quando non si usa il proprio nome e quando non ci sono elementi biografici, quest’ultimo soprattutto per quanto riguarda l’anonimato) → l’anonimato è anche usato come strategia di protezione.

  • Pseudonimo falso nome → esempio di Elena Ferrante (pseudonimo e/o anonimato) - strategia editoriale.

Autore e opera

  • Ampia diffusione dell’anonimato nel Medioevo (“auctores” e “autoritates”).
  • Noi non conosciamo gli autori: si sono perse le tracce oppure gli autori non si firmavano → culto degli auctores e auctoritates, autori del passato e considerati importanti (autorità).
  • Non si dava importanza al singolo individuo, ma ciò che contava veramente era la vita terrena (a causa del cattolicesimo).
  • Progressivo riassestamento nel corso del Rinascimento, ma prevale la compiutezza dell’opera.
  • Sbilanciamento (parziale) verso il polo dell’autore, in particolare a partire dal Settecento.
  • Non importava chi aveva effettivamente svolto il lavoro, importava di più l’idea (in particolare nell’ambito artistico).
  • Si cerca qualcosa anche che sia imperfetto/parziale, ma che sia per mano dell’autore.
  • Celebrazione della personalità (“genio”) e mito dell’autore nel Romanticismo.
  • L’originalità non è sempre stata un valore a cui dare molta importanza.
  • Non importava inventarsi qualcosa di nuovo, ma qualcosa che doveva essere nell’orizzonte d’attesa del pubblico.
  • La capacità tecnica viene considerata più importante dell’originalità.

“Morte dell’autore” di Roland Barthes, 1968

  • Non era data molta importanza al pubblico.
  • L’autore rimaneva importante, ma iniziavano a esserlo di più il contenuto e il lettore.

Autore: lessico

  • Attribuzione: non abbiamo la certezza di chi sia l’autore →

Narratore

  • La persona che narra, oralmente o per iscritto, vicende e fatti realmente accaduti o storie inventate; autore di opere narrative/scrittore di romanzi (prosa).
  • Nel linguaggio della critica letteraria, il personaggio che racconta o commenta gli avvenimenti narrati, talvolta restandone completamente estraneo, talvolta prendendo parte ad essi; si identifica con l’autore soltanto nelle opere a sfondo autobiografico.

Personaggio

  • Persona ragguardevole o importante per l’alto incarico che ricopre, il potere, la fama e il prestigio.
  • Interlocutore di una composizione drammatica; per estensione, ogni persona che agisce in un’opera narrativa, cinematografica, televisiva.
  • Funzione letteraria, non esiste al di fuori del mondo creato dall’autore.

Autore personaggio opera

  • Diversi livelli di prossimità, ma non sono mai sovrapponibili (nemmeno nell’autobiografia).
  • Chi dice “io” nell’opera?
  • Epica, storia, trattatistica, lirica, narrativa, memorialistica, autobiografia, …

Poesia

  • La poesia non rispecchia necessariamente una condizione reale, non sempre è sincera.
  • La poesia può essere presentata con diversi caratteri, caratteristiche.
  • Alcune poesie non sembrano tali.

Autobiografia

  • Genere letterario, solitamente scritto in prosa, scritto in prima persona.
  • Racconto della stessa vita.
  • L’autore sostiene di essere sincero.

Autobiografismo

  • Presenza generica di tessere autobiografiche in un testo di finzione narrativa.

Parlare di sé

“Parlare alcuno di sé medesimo pare non licito” - Dante, Convivio, libro 1, capitolo 2: non va molto bene che uno parli di sé, ma ci sono alcune eccezioni →

  • “Per alcune ragioni lo parlare di sé è conceduto. L’una è quando senza ragionare di sé grande infamia o pericolo non si può cessare” (ad esempio Boezio) → Boezio era in prigione e scrisse una prosa filosofica, nella quale scrive qualcosa per tentare di scagionarsi = valore apologetico.
  • “L’altra è quando, per ragionare di sé, grande utilitate ne segue altrui per via di dottrina” (come ad esempio Agostino) → racconta la sua vita, la conversione; vuole che chi lo legge lo prenda come un esempio = valore esemplare.
  • Elementi biografici con un significato in più.

05/10

  • Dante vuole giustificare il suo parlare di sé, vuole comunicare qualcosa riguardo alla sua esperienza.
  • Le ragioni per parlare di sé sono due:
  • Scagionarsi o evitare un pericolo.
  • Rendersi utile agli altri.
  • La letteratura in volgare/la poesia era prevalente anonima fino al Dodicesimo secolo.
  • Dal Tredicesimo secolo viene data più sostanza all’io.
  • Le opere venivano firmate dagli autori.
  • Insiemi di opere/testi.
  • La poesia lirica si narrativizza (prima non sempre le opere venivano scritte).
  • I testi sono paragonati a delle microcellule (circolavano in autonomia) → circolazione in autonomia.
  • Le poesie venivano presentate come antologie: testi di più autori messi insieme in un unico libro.
  • La produzione italiana era in volgare.
  • La letteratura nata in Italia era in ritardo rispetto al resto d’Europa.
  • La letteratura in Italia era inizialmente d’importazione francese.
  • Nella Francia del sud, fino all’inizio del Tredicesimo secolo, erano presenti i Trovatori.
  • Poeti attivi nelle piccole corti feudali.
  • Non sappiamo quasi nulla dei trovatori dal punto di vista biografico.
  • Le loro poesie erano famose soprattutto verso la fine →
  • Nel raccogliere una selezione di poesie dei trovatori venivano aggiunte informazioni biografiche (vidas e razos).
  • Uc de Saint Circ (1217-1253).
  • Nella Marca Trevigiana; raccolte con l’esperienza poetica dei trovatori.
  • Antologie con poesie di cui lui non è l’autore.
  • Vidas: sintetico profilo biografico, brevissime raccolte biografiche.
  • Razos: ricostruzione delle ragioni che avevano dettato il componimento poetico (motivazioni).
  • I dati biografici vengono ricostruiti a partire dai componimenti poetici o vengono adattati a essi: non c’è una ricerca per le informazioni corrette → (Chi è l’autore?) (tratta) (Cosa dice, nell’opera, l’io lirico?).
  • La biografia è desunta dal testo.
  • L’esistenza stessa delle vidas e delle razos mostra che comincia a emergere un interesse per la persona (biografica) che ha prodotto il testo.
  • Storicizzazione del poeta.
  • In Italia questa sensibilità non si era ancora affermata.
  • Con i poeti della Scuola Siciliana ci fu una selezione dei temi e dei contenuti dei Trovatori (passatempi, amenità, …).

Dante: Firenze, 1265 - Ravenna, 1321

  • Crede profondamente nella letteratura.
  • Parla molto di sé.
  • In fondo noi abbiamo poco più delle informazioni che ci ha fornito lui stesso (notizie biografiche per la maggior parte delle sue opere).

Possiamo fidarci dei dati biografici forniti da Dante? Sì, possiamo fidarci, ma non completamente.

  • Il contesto è vero, ma gli eventi sono più inventati che veri.

In quale delle sue opere Dante ricorre a dati (para)biografici? In quasi tutti, ma in modo particolare nella Vita Nova [e nelle Rime (?)]

  • Le rime non sono una raccolta fatta da lui e i testi possono essere diversi in base all’edizione.
  • I testi circolavano sciolti; in quaderni brevi/piccoli di poesie.
  • Anche nel “De vulgari eloquentia” (ma indirettamente) → storia della letteratura in volgare.
  • Dante come punto di arrivo di un percorso.
  • Ricostruzione: filtro con cui guardiamo alla tradizione letteraria fino a Dante.

“Convivio”

  • La “donna gentile” →

“Divina Commedia”

  • Rapporto con Beatrice e vari incontri →
  • Fa comparire il proprio nome nell’opera.

Quando Dante parla di sé in prima persona, non lo fa per esibire la propria esperienza individuale: c’è infatti un significato allegorico.

  • Può essere utile ad altri.
  • Rientra in una delle due ragioni per cui è concesso parlare di sé.
  • In alcuni testi si giustifica, ma per la maggior parte parla di sé per dare un esempio agli altri.

“Convivio”

Il Convivio (banchetto dei sapienti) contiene canzoni di carattere filosofico.

  • Le canzoni vengono spiegate.
  • Spiega le canzoni (di carattere filosofico) con un carattere biografico.
  • È un trattato in volgare e tratta delle briciole di sapere provenienti dal banchetto dei sapienti.

Ci sono altri poeti che hanno parlato di sé, ma non nel modo e nella misura con cui lo ha fatto Dante; la corte viene vista come un microcosmo, un contesto gerarchizzato.

  • Il trovatore vuole omaggiare la dama del castello, ma non lo può fare direttamente.
  • Amore non corrisposto e adulterino.
  • I trovatori lasciano trapelare degli elementi, ma mai in modo eccessivamente esplicito.

Lingua d’oc e corte di Federico Ⅱ

Nel Nord Italia i poeti scrivevano in lingua d’oc (dialetto della Francia).

Nella corte di Federico Ⅱ:

  • Presenza imponente ed elevata del dialetto siciliano.
  • Abbiamo versioni anche passate dalla Toscana.
  • Selezione delle tematiche dei trovatori, ma in particolare venivano prese in considerazione le poesie di carattere amoroso.
  • Donne altere, che maltrattano il poeta: in Italia la dimensione diventa un po’ più colta (per i trovatori era manieristica).
  • Questioni filosofiche: si interrogavano su come funziona l’amore →
  • Ragionamenti clinici (sintomi fisici).

Vita Nova

  • Prosimetro (sia prosa sia versi).
  • Dante prende delle poesie che aveva scritto e già distribuito (non tutte, ma una selezione) e insieme ci costruisce una storia, dandoci un senso e un significato omogenei (cosa nuova per l’epoca): lega insieme i componimenti poetici, forma una storia.
  • Prima di Dante, non era mai stato fatto da nessuno.
  • Le poesie (in volgare) erano considerate come un passatempo.
  • 1274-1292 ca. storia narrata → 1292-1295 scrittura →
  • Racconto di una sezione (una parte) della sua vita.
  • Dante incontra Beatrice (per la prima volta a nove anni), poi la incontra di nuovo, poi si innamora di lei (a 18 anni): amore non portato a compimento a causa della morte di Beatrice.
  • Dante trae significati ulteriori.
  • Vita Nova doppio significato →
  • Vita giovanile, nuova.
  • Vita rinnovata (da Beatrice).
  • Il protagonista è Dante.
  • Beatrice porta Dante a un rinnovamento della sua vita.
  • Non si sa se tutti i componimenti della Vita Nova esistessero già quando Dante ha scritto la parte in prosa.
  • Alcune poesie forse le ha riadattate (per l’amore verso Beatrice).
  • Maturazione spirituale: romanzo di amore e formazione di Dante → severità di Beatrice volta a migliorare Dante.
  • Maturazione letteraria: autobiografia poetica di Dante → Dante è cambiato, ma anche il suo stile letterario è cambiato.
  • Dolce Stilnovo, ma anche un suo superamento.

Elementi della Vita Nova

  • Alcuni elementi nella Vita Nova sono riconoscibili dai contemporanei di Dante.
  • Percorso idealizzato e volto a essere esemplare.
  • 9 numero del miracolo, associato a Beatrice →
  • A 9 anni Dante incontra Beatrice per la prima volta.
  • A 18 anni si innamora di lei (18 anni era l’età giusta per innamorarsi secondo Cappellano “De amore” →
  • Beatrice: funzione positiva per Dante.
  • La cultura del tempo era prevalentemente maschile e misogina.
  • Incipit Vita Nova: (nel ppt su Moodle).
  • Metafora convenzionale.
  • La memoria è associata ad un libro: solo alcuni aspetti vengono registrati →
  • Prima erano successe poche cose memorabili.
  • Questa rubrica riguarda un’esperienza giovanile (una delle prime).
  • Dante si immagina fisicamente questo libro.
  • Rubriche: i titoli delle sezioni, un capitolo, uno snodo →
  • “Assemplare” = parole che Dante vuole (= quando un copista trascrive) → termine tecnico del lessico della scrittura.
  • Dichiarazione di veridicità.
  • Trascrive in modo fedele a ciò che lui legge nel libro della sua memoria → non tutto, ma almeno della loro sentenzia (termine tecnico → contenuto/significato profondo).
  • Poesia di occasione, non vedeva un percorso della figura autoriale.
  • La cultura, soprattutto scritta in latino, era di natura misogina, intrisa di misoginia.
  • Donna come portatrice di perdizione, indiceva alla lussuria, ma con Dante è diverso.

10/10

Dante difende l’idea di un amore sostenuto e accompagnato: “In quella parte del libro della mia memoria dinanzi a la quale poco si potrebbe leggere, si trova una rubrica la quale dice <<Incipit Vita Nova>>. Sotto la quale rubrica io trovo scritte le parole le quali è mio intendimento di assemplare in questo libello, e se non tutte, almeno la maggior parte.”

  • “Ecco un Dio più forte di me che viene e che mi dominerà”.

Spiriti e spiritelli

  • Spiriti/spiritelli.
  • Non astratti.
  • Realtà fisiologiche, ma sottili, impercettibili, che regolano il funzionamento del corpo umano.
  • Ognuno ha una dimora e una funzione.
  • Spirito della vita.
  • Forza vitale che dimora nel cuore.
  • Quando Dante incontra Beatrice, lo spirito della vita inizia a tremare.
  • Spirito animale.
  • Anima sensitiva, che gestisce gli stimoli, le sensazioni.
  • Dimora nell’alta camera e nel cervello.
  • Resta sbigottito.
  • Spiriti del viso (della vista).
  • Beatrice è piacevole per la vista.
  • Lo spirito naturale (nel fegato).
  • Comincia a piangere.
  • Sarà in difficoltà: reazioni fisiche negative in conseguenza all’innamoramento.

L’innamorato non può svolgere le abitudini quotidiane: malessere fisico →

La poesia amorosa non racconta il benessere, l’appagamento e la felicità.

  • Sofferenza amorosa come disgregamento delle funzioni vitali.

Anima sottomessa: schiava della donna e schiavo d’amore.

Vertù = forza; imaginazione = pensare alla donna, ricrearne l’immagine.

Convenire: non si può fare diversamente.

A 18 anni Dante è innamorato di Beatrice ed entrambi si incontrano.

Mentre pensa a Beatrice, Dante si addormenta: sogno/visione →

Trovatore in generale significa poeta →

Fedeli d’amore: gli innamorati, ma anche una cerchia ristretta di poeti →

Poeta e innamorato più o meno la stessa cosa →

Il sogno e il sonetto

Dante chiede il significato del suo sogno tramite un sonetto.

  • “A ciascun’alma presa e gentil core”.
  • Prima quartina rivolta ai destinatari (chi ha il cuore gentile).
  • Da Guinizzelli: per essere innamorati veramente bisogna avere un cuore nobile →

Pratica della tenzone poetica

  • Botta e risposta poetico di sonetti.
  • Solitamente si usano le stesse rime.
  • Situazione dialogica nel tempo.

Nella seconda quartina, Dante spiega cosa è successo.

  • Il tempo in cui brillano le stelle (la notte) è quasi passato: un terzo delle ore notturne →
  • Era l’alba: i sogni che avvenivano all’alba erano probabilmente premonitori/veritieri →

Essenza come appariva/si manifestava →

Madonna: la mia donna (domina = signora/padrona), Beatrice →

Beatrice dorme in braccio ad Amore.

Rapporto di vassallaggio: donna - signore; uomo - soggetto/sottomesso.

Ultima terzina:

  • Amore sveglia Beatrice e le fa mangiare il cuore di Dante e poi se ne va piangendo.
  • Cuore mangiato: storia di adulterio; l’uomo faceva mangiare alla donna il cuore del suo amante; vendetta dell’uomo tradito oppure sublimazione dell’adulterio.

Dopo il sonetto, Dante spiega le parti del sonetto:

  1. Saluto e richiesta di risposte.
  2. Spiegazioni e risposte.

Dante ha avuto delle risposte; c’erano dei giudizi diversi.

  • “Vedeste, al mio parere, anne valore” di Cavalcanti.
  • All’inizio non era soddisfatto delle risposte ed interpretazioni del sogno.

Se uno ha il cuore nobile, è innamorato; se qualcuno è innamorato, ha il cuore nobile.

Guiderdone: ricompensa (per avere qualcosa in cambio) →

All’epoca, nessuno aveva interpretato bene il sogno, ma successivamente si capirà di più.

Donna “schermo”

  • Esigenza di proteggere il sentimento amoroso.
  • Dante scrive sonetti ad un’altra donna (donna “schermo”).
  • Lui è innamorato di Beatrice, ma scrive ad un’altra (per proteggere la donna e il sentimento amoroso).

Nel Medioevo non andava molto bene esibire la propria esperienza personale.

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher saracarr di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Zanardo Monica.
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