Estratto del documento

Letteratura italiana: tema del conflitto

Origini della letteratura

Quando nasce la letteratura? La letteratura nasce nel 1200 ma non dobbiamo pensare che prima ci sia il nulla perché la letteratura italiana è frutto di ciò che c’era precedentemente (lingua medio latina). La letteratura italiana nasce come effetto di qualcosa che preesiste.

Perché diciamo che nasce nel 1200? Perché in questo periodo troviamo i primi documenti letterari in idioma italiano, in quanto prima i documenti erano tutti scritti in latino.

L'idioma volgare

Cos’è l’idioma volgare? L’idioma volgare è la lingua che viene parlata nella quotidianità. Deriva dal latino parlato, ma in questa lingua volgare noi troviamo tutte le tracce della lingua parlata dalle popolazioni che stanziavano sul territorio italiano prima dell’arrivo dei romani. Il latino nella lingua parlata cambia nei suoni, nella morfologia o nella sintassi. Il latino si trasforma continuamente. Questa lingua si parlava da secoli sul nostro territorio, ma la novità del 1200 è che per la prima volta quella lingua parlata la troviamo nei documenti letterari.

Il latino però continuerà ad esistere. Infatti, gli autori scriveranno sia in latino che in volgare. Un esempio è proprio Dante. Anche chi scrive in volgare ha alle spalle un intero repertorio culturale. La letteratura italiana non ha un vuoto alle spalle ma si esprime con una lingua nuova.

Il cambiamento del 1200

Ma cosa è cambiato nel 1200 rispetto a prima? Sta nascendo una nuova classe sociale, parliamo di mercanti, artigiani, la classe che diventerà la moderna borghesia. Questa nuova classe sociale che si sviluppa nei comuni ha un ruolo economico molto forte. Ma questa nuova classe sociale ha un prestigio economico e sociale e non culturale quindi vorrebbe un riconoscimento culturale. Ha bisogno di una nuova lingua, non il latino ma la lingua che utilizza quotidianamente. Da questa esigenza nasce la letteratura italiana.

La città che diventa il cuore dell’alto medioevo è una realtà dinamica dove ci sono fiere, botteghe, vivacità, dinamicità. Vi è un passaggio dalla civiltà feudale alla civiltà urbana dove c’è scambio di conoscenze. Non esiste un monastero o un castello ma il borgo o città (un esempio sono le novelle di Boccaccio ambientate in città). La letteratura ne risente di questo cambiamento. Parliamo di una letteratura volgare.

Influenze sulla letteratura italiana

Come nasce questa letteratura? Quali sono i modelli? La letteratura italiana è influenzata dalla letteratura latina e medio latina ma soprattutto da quella francese. Cosa succede in Francia? Nel XI e XII secolo si sviluppa la letteratura francese (in Italia nascerà più tardi nel XIII secolo).

In Francia iniziano ad essere scritti dei poemi epici dove si elogiano le gesta dei paladini di Carlo Magno (Chansons de geste). Un po’ più tardi si sviluppa in Francia una letteratura mondana che prende come materia le leggende bretoni di re Artù e i cavalieri della tavola rotonda. Sempre in Francia riscuote interesse il Romanzo della Rosa, e poi nelle corti di Provenza (sud est della Francia) si sviluppa una raffinatissima poesia d’amore che elabora l’ideale cortese che si incentra su una nuova concezione dell’amore.

Un amore che vede la donna come una creatura piena di virtù di fronte alla quale l’amante (cavalieri) ha una posizione di subordinazione, funge da vassallo alla sua amata (quasi servitù). Tutto questo influenza la letteratura italiana anche perché questo avviene prima.

C’è però una differenza perché la società francese è una società feudale (e i suoi valori sono la prodezza, le armi, la fedeltà, l’amore cortese) mentre la società italiana è una società ben diversa in cui non c’è un’economia chiusa ma aperta dove c’è scambio/consumo, fiere, mercati, botteghe. Parliamo di società dinamica. Quindi diversi saranno i valori in quanto la società è diversa (l’energia creatrice del soggetto, proprietà, la capacità di guadagnare). La letteratura francese influenza quella italiana ma viene adattata ad una situazione sociale molto diversa. Non è un’imitazione passiva ma rielaborazione.

La scuola siciliana

Qual è la prima scuola di poesia italiana? La scuola siciliana. Questa poesia prende le mosse dalla lirica provenzale. Anzi, inizialmente sono gli stessi poeti della Provenza che giungono in Italia e diffondono la loro poesia e da subito avremo i primi imitatori italiani di queste poesie. Questi poeti vengono chiamati trovatori (dal verbo trovar = trovare testi e ricollegarli alla musica). Questa poesia viene imitata soprattutto nel nord che è più vicino alla Provenza.

La caratteristica di questi poeti è che utilizzano la lingua dei francesi, la lingua d’Oc. La cambiano leggermente ma l’impostazione è francese. Questa poesia giungerà anche nel meridione nel Regno di Sicilia, il regno di Federico II di Svevia.

Vi è una differenza perché i poeti siciliani non imitano i francesi nella lingua ma utilizzano il volgare locale, ossia quello parlato. I siciliani sono i primi che utilizzano un volgare locale. Ma è comunque una lingua molto curata, elaborata, depurata dagli elementi scurrili idiomatici usati quotidianamente perciò si parla di lingua letteraria.

Alla corte di Federico II di Svevia nasce la lirica italiana d’amore. La scuola siciliana recupera i temi, argomenti, forme metriche della poesia provenzale ma non la lingua, che è una svolta. I siciliani sono così importanti perché hanno creato le fondamenta per la tradizione letteraria della lirica d’amore che proseguirà sino al Romanticismo ed oltre e che si esprime in rielaborazioni continue con Dante, Petrarca, la poesia siculo-toscana ecc...

Confronto tra poesia italiana e francese

Ci sono anche altre differenze: nella poesia francese vi è il tema dell’amore trattato in maniera evidente ma ci sono anche temi di carattere politico, civile, guerresco. Questi temi non li ritroviamo nella poesia siciliana dove è presente unicamente il tema dell’amore. Ma come mai?

Perché i poeti siciliani erano tutti funzionari dello stato, ovvero lavoravano per Federico II di Svevia (come Pier delle Vigne che era un cancelliere ma anche poeta della scuola siciliana). Quindi per loro la poesia diviene momento di svago, cantano l’amore, lodano la donna che diventa sede di grandi virtù e di fronte alla quale l’uomo è un umile servitore, si rassegnano se la donna non accetta il loro omaggio d’amore, hanno timore che i maldicenti diffondano il loro segreto dell’amore, vi è il rimpianto per le gioie ormai perdute e dolore e per la sofferenza.

Non troviamo riferimenti concreti alla realtà del tempo, c’è sempre un’atmosfera vaga. Questi temi politici e civili ci sono nella poesia francese ma anche nei trovatori (chi imitava la poesia francese) ma non nella scuola siciliana. Ma questo perché il contesto storico sociale era differente (al nord vi erano contrasti con le fazioni mentre nel sud non ci sono. Perché c’è un potere che accentra tutte le funzioni).

Troveremo unicamente il tema dell’amore nelle sue molteplici forme.

Forme metriche nella poesia siciliana

I siciliani si rifanno dal punto di vista delle forme metriche a quelle utilizzati dai francesi come:

  • La canzone (la forma è più nobile della poesia lirica)
  • La canzonetta (meno elevata della canzone, ha una struttura dialogica ed è più vivace)
  • C’è però una novità perché i siciliani inventano il sonetto (forma metrica da 14 versi endecasillabi suddiviso in due quartine e due terzine). Giacomo da Lentini è l’inventore del sonetto.

Viene utilizzata una lingua ricercata e raffinata. Il volgare siciliano costituisce una base ma vi sono nuovi vocaboli presi dal latino, lingua provenzale o altri idiomi. Dante stesso porrà la scuola siciliana alle origini della letteratura italiana.

Sviluppo e declino della poesia siciliana

La poesia siciliana comincia ad affermarsi nel 1230 (si afferma in concomitanza con il potere della Magna curia/impero di Federico II) e dura sino alla battaglia di Benevento 1266, quindi fino al declino della potenza sveva = decadenza della poesia siciliana. Dopodiché si sviluppa una nuova scuola: la scuola siculo-toscana.

La scuola siculo-toscana

Con l’aggettivo ‘siculo’ si mette in evidenza l’eredità; quindi, la poesia siculo-toscana eredita il patrimonio siciliano ma elabora anche nuovi elementi. I nuovi rimatori (quelli toscani) riprendono sia la canzone sia il sonetto e riprendono la tematica amorosa. Abbiamo anche nuove sperimentazioni. I Toscani inseriscono: la poesia siculo-toscana è una poesia nuova, che riflette il mutato contesto.

Non siamo più nell’impero di Federico II, ma in un contesto territoriale caratterizzato da contrasti sociali, familiari, locali dai quali la poesia è influenzata e ne esprime e rappresenta la conflittualità attraverso i versi; riflette le lotte politiche. Gli autori non sono più i funzionari di Federico II, ma sono generalmente poeti di estrazione borghese, soggetti che in prima persona fanno parte di quelle lotte politiche e perciò, talvolta la poesia diventa anche strumento per influenzare la lotta politica.

Cambia anche la lingua rispetto alla poesia siciliana, non viene più utilizzato il volgare illustre siciliano ma la lingua toscana; una lingua toscana che rivela un legame forte con il reale, viene si depurata, ma risente nella scelta dei vocaboli e del lessico dell’influenza della lingua parlata; è dunque, una lingua meno rarefatta e più legata al reale. Inoltre, la poesia non nascerà più nella corte ma nei borghi/città.

Bonagiunta Orbicciani e il Dolce Stil Novo

Ruolo di spicco all’interno della scuola siculo toscana è rappresentato dal poeta Bonagiunta Orbicciani da Lucca.

Perché è importante Bonagiunta? Dante riconosce l’importanza del lavoro di Bonagiunta. Lo incontra nel 24° canto del Purgatorio e a questa figura riconoscerà il ruolo di mediatore tra poetiche letterarie, gli conferisce così il compito di trapiantare il patrimonio della letteratura siciliana nel mondo toscano. Dante, quindi, riconosce a Bonagiunta il ruolo di mediatore culturale e soprattutto gli darà il compito di denominare una nuova poetica letteraria ovvero il Dolce Stil Novo.

Guittone d'Arezzo e la critica di Dante

Il limite che Dante riconosce a Bonagiunta è la sua vicinanza a Guittone d’Arezzo. Guittone d’Arezzo, è una figura di rilievo perché dà vita ai ‘guittoniani’, e con la sua poesia dà origine a un nuovo modello di ispirazione, un vero e proprio filone letterario; riprende il modello provenzale e porta al centro della poesia il tema civile/politico. Egli, a differenza di Bonagiunta, subisce da Dante una stroncatura, in quanto Dante non ama lo sperimentalismo di Guittone, non condivide il poco rigore linguistico utilizzato.

Legame tra poesia siciliana e siculo-toscana

Vediamo, dunque, come poesia siciliana e poesia siculo-toscana sono fortemente connessi ma allo stesso tempo come la poesia siculo-toscana si carichi di nuovi elementi. Questi filoni sono molto importanti perché costituiscono le basi della letteratura italiana. Sono le prime poesie d’amore, le prime liriche scritte in volgare, in lingua italiana e rappresentano un’emancipazione dalla lingua latina e un’appropriazione della lingua italiana collegata al contesto territoriale. È da qui che nasce la tradizione lirica.

Dolce Stil Novo

Il Dolce Stil Novo nasce in Toscana a Firenze. Perché Firenze? Perché questa città comincia a diventare il fulcro della cultura italiana. È una città all’avanguardia da un punto di vista economico politico culturale (nel 500 diventerà la culla della cultura italiana). A Firenze si afferma, in modo più evidente rispetto alle altre città d’Italia, il nuovo ceto sociale (quello della borghesia mercantile e artigiana).

Una volta affermatosi questo nuovo ceto sociale si afferma anche un nuovo tipo di cultura, che diventa espressione anche di questa nuova classe sociale, di nuove dinamiche sociali, nuovi meccanismi. Non siamo più dinanzi ad una società immobile (in cui c’è la nobiltà, l’aristocrazia e il popolo), ma una società dinamica in cui la borghesia cerca di farsi strada. Di conseguenza, si affermano nuovi valori da esprimere e affermare di cui la cultura di fa espressione. -> motivo per cui si afferma il volgare in letteratura.

Caratteristiche del Dolce Stil Novo

(Se la cultura fosse rimasta appannaggio di un’élite avremmo continuato ad avere una letteratura in latino, invece la società sta mutando, una nuova classe sociale si afferma -> si affermano nuovi valori -> si afferma nuova cultura che ha bisogno di una nuova lingua, la lingua della borghesia) e diventa la guida culturale d’Italia. Il Dolce Stil Novo afferma tra il 1280-1310.

Quando parliamo di Dolce Stil Novo dobbiamo stare attenti a non cadere dietro la dicitura ‘scuola’, in delle forzature, perché il Dolce Stil Novo è caratterizzato da autori originali, con una personalità, ognuno, molto forte che lo differenzia dagli altri. Con il Dolce Stil Novo non parliamo di scuola perché ci sono elementi che accomunano i poeti che ne fanno parte, ma non sono così fissi e numerosi. All’interno del Dolce Stil Novo c’è maggiore eterogeneità.

Ci sono tuttavia degli elementi che accomunano questi poeti del Dolce Stil Novo:

  • L’aspirazione a sostituire la corte reale (la corte di Federico II), in una corte ideale: una corte costituita da spiriti eletti (poeti dotati di una cultura elevatissima), con altezza d’ingegno (come dirà Dante nel 10° canto dell’Inferno); da anime elette con un’altissima cultura.

Poeti del Dolce Stil Novo

I poeti di questo gruppo sono Dante, Guido Cavalcanti, Lapo Gianni, Ciro da Pistoia. Guinizelli viene considerato il fondatore del Dolce Stil Novo e la sua poesia (al cuor gentile rempaira sempre amore) viene considerata il manifesto del Dolce Stil Novo. Lui immette nella poesia un concetto nuovo, il nuovo concetto di gentilezza. La gentilezza è una parola che cambia il suo significato nel tempo. Il significato originario deriva dal latino gens = stirpe nobile.

Ora nella realtà comunale il significato non è più legato all’essere nobile di sangue ma grazie ai poeti (specialmente Guinizelli) ci si riferisce a una persona dotata di valori, di qualità morali e spirituali che tutti possono e possono possedere con il tempo. I borghesi non sono una classe che nasce nobile, ma coloro che grazie alle loro qualità si sono riaffermati economicamente e socialmente, e ora vogliono anche un riconoscimento anche culturale. (Non più nobiltà di sangue ma nobiltà d’animo) -> concetto che si deve a Guinizelli.

La nuova poesia secondo Dante

Questa denominazione, ‘Dolce Stil Novo’, viene coniata da Dante nel 24° canto del Purgatorio. In questo canto, infatti, Bonagiunta incontra Dante e gli chiese: se fosse proprio lui che elaborò le nuove rime (Dante vuole sottolineare che questa sia una poesia nuova) a partire dalla poesia ‘donne ch'avete intelletto d'amore’. Dante, a questa domanda, risponde dicendo: che lui è un poeta che quando l’amore lo ispira ‘noto’, ovvero prendo nota/scrivo e in quel modo nel quale l’amore mi ispira interiormente io mi esprimo.

È come se l’individualità del poeta non ci fosse più e il poeta diventasse il tramite tra l’amore e ciò che l’amore esprime. Quindi, l’amore come forza totalizzante che ispira Dante. C’è immediatezza tra l’amore che detta qualcosa interiormente e la parola che esprime; è come se l’amore dettasse al cuore le parole da esprimere. Amore = protagonista assoluto; non è più il soggetto che esprime l’amore, ma è l’amore che entra nel soggetto e il soggetto esprime immediatamente attraverso la penna ciò che gli ispira amore.

Quindi è una poesia che diventa per Dante espressione di un’ispirazione interiore attraverso l’amore. Allora Bonagiunta dice: allora io ho capito che cosa differenzia questa nuova poesia, la poesia del Dolce Stil Novo, dalla poesia che la ha preceduta. Fondamentale è notare come in pochi versi ci sia l’aggettivo ‘novo’: Dante vuole comunicare che questa nuova poesia si differenzi da quella precedente. Per Dante siamo giunti ad una poesia d’avanguardia, che egli elabora e che crea uno stacco rispetto a quella precedente.

Amore nel Dolce Stil Novo

L’amore per i poeti del Dolce Stil Novo è un amore diverso perché se per i provenzali era strumento di elevazione sociale, per il Dolce Stil Novo l’elevazione è spirituale. La donna è una donna angelo, è una creatura che permette al soggetto di giungere a Dio. L’amore del Dolce Stil Novo avvicina l’uomo a Dio (novità tematica). È nuova anche nello stile dal punto di vista linguistico, metrico, sintattico. Lo stile deve risultare dolce. Ecco perché si parla di Dolce Stil Novo. (stile nuovo e dolce, nuovo nei contenuti e dolce nei suoni)

Si utilizza prevalentemente la canzone, una lingua musicale, forma metrica nobile, linguaggio raffinato. Questi poeti non vivono a corte ma vivono a Firenze che è sede di lotte (Guelfi, Ghibellini, contrasti tra comuni) eppure nel Dolce Stil Novo non troviamo l’elemento politico e civile ma solo il tema dell’amore.

Anteprima
Vedrai una selezione di 20 pagine su 122
 Letteratura Italiana Pag. 1  Letteratura Italiana Pag. 2
Anteprima di 20 pagg. su 122.
Scarica il documento per vederlo tutto.
 Letteratura Italiana Pag. 6
Anteprima di 20 pagg. su 122.
Scarica il documento per vederlo tutto.
 Letteratura Italiana Pag. 11
Anteprima di 20 pagg. su 122.
Scarica il documento per vederlo tutto.
 Letteratura Italiana Pag. 16
Anteprima di 20 pagg. su 122.
Scarica il documento per vederlo tutto.
 Letteratura Italiana Pag. 21
Anteprima di 20 pagg. su 122.
Scarica il documento per vederlo tutto.
 Letteratura Italiana Pag. 26
Anteprima di 20 pagg. su 122.
Scarica il documento per vederlo tutto.
 Letteratura Italiana Pag. 31
Anteprima di 20 pagg. su 122.
Scarica il documento per vederlo tutto.
 Letteratura Italiana Pag. 36
Anteprima di 20 pagg. su 122.
Scarica il documento per vederlo tutto.
 Letteratura Italiana Pag. 41
Anteprima di 20 pagg. su 122.
Scarica il documento per vederlo tutto.
 Letteratura Italiana Pag. 46
Anteprima di 20 pagg. su 122.
Scarica il documento per vederlo tutto.
 Letteratura Italiana Pag. 51
Anteprima di 20 pagg. su 122.
Scarica il documento per vederlo tutto.
 Letteratura Italiana Pag. 56
Anteprima di 20 pagg. su 122.
Scarica il documento per vederlo tutto.
 Letteratura Italiana Pag. 61
Anteprima di 20 pagg. su 122.
Scarica il documento per vederlo tutto.
 Letteratura Italiana Pag. 66
Anteprima di 20 pagg. su 122.
Scarica il documento per vederlo tutto.
 Letteratura Italiana Pag. 71
Anteprima di 20 pagg. su 122.
Scarica il documento per vederlo tutto.
 Letteratura Italiana Pag. 76
Anteprima di 20 pagg. su 122.
Scarica il documento per vederlo tutto.
 Letteratura Italiana Pag. 81
Anteprima di 20 pagg. su 122.
Scarica il documento per vederlo tutto.
 Letteratura Italiana Pag. 86
Anteprima di 20 pagg. su 122.
Scarica il documento per vederlo tutto.
 Letteratura Italiana Pag. 91
1 su 122
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chiricallo03 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bari o del prof De Candia Gabriella.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community