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Letteratura francese 230-09-24

Si fa un passo indietro di due secoli per arrivare nel 600. In questo periodo la letteratura è scritta in una lingua più difficile, letteraria e profonda, più ricca e più antica. Diverso è anche il modo di produrre i contenuti, che è meno diretto rispetto all’800.

800 secolo più aperto, letteratura creata da una classe agiata o nobili- Repubblica.

600 monarchia assoluta estremamente forte con presenza di Luigi XIV, condizione rafforzata dalle rivolte nobiliari avvenute contro il re. Quest’ultimo si trova a Parigi nel Louvre.

In questo secolo si iniziano a prospettare le future divergenze fra la borghesia e la nobiltà. Nel 700 questa tensione esplode e dà vita alla rivoluzione francese, fenomeno che toglie potere e fa crollare la monarchia e dà vita alla repubblica.

Dal punto di vista politico inoltre, la Francia si trovava in mezzo ad altri stati forti e potenti. Con la Spagna ad esempio c’era un grande conflitto. L’impero spagnolo in quel periodo controllava metà dell’America, la sua forza militare era anche abbastanza significativa, cosa che portava la Francia a sentirsi piccola nel mezzo di questo impero spagnolo che si estendeva fino ai Paesi Bassi.

A mano a mano si preparava dunque uno scontro che venne poi risolto definitivamente dagli inglesi, che sconfiggono gli spagnoli per mare.

La letteratura di questo periodo si esprime in vari modi con vari generi, quello predominante e che ci interessa per questo corso è il teatro. Nel 600 possiamo considerare il teatro come un contatto immediato con il pubblico nel quale si concentrano alcune tematiche di attualità. Nel romanzo e nella poesia invece, gli argomenti sono più deboli.

Teatro

Teatro non è immediatamente perfetto, ma ha una sua evoluzione Inizia come fenomeno legato alla chiesa, che lo utilizza per rappresentare in forma teatrale le vite dei santi, strumento di propaganda di tipo religioso. Successivamente diventa un fenomeno urbano di intrattenimento.

In questo momento c’è una forte penetrazione di compagnie Italiane dentro gli spazi urbani. Sono proprio gli Italiani che nominano la scena come “teatro di intrattenimento” attraverso la “commedia dell’arte”. Le compagnie degli italiani, che per quanto potessero fare divertire, avevano al loro interno opere sensibili a quello che succedeva intorno e nella società. Arlecchino ad esempio, non è stato creato solo per far ridere, ma è personaggio con sfumature legate alla politica e alla situazione generale.

Le opere di teatro nel 500 non erano molte, lo spazio era dedicato maggiormente alla poesia, di carattere petrarchesco, che riprendeva il canzoniere e i racconti di amore. Il petrarchismo che entra in Francia non è solo quello originale di Petrarca, ma anche la continuazione operata da Pietro Bembo.

Importante era anche lo studio della storia, principalmente attraverso la storia romana e la lettura di storici latini come Tito Livio, Tacito e Plutarco, utilizzati anche proprio per lasciare un messaggio di tipo politico.

Il teatro tragico di soggetto antico non era fine a se stesso, ma rappresentava la scelta precisa di qualcosa per esprimere altro. Se diciamo che il teatro dialoga con la società, non vuol dire che dobbiamo ricondurre il teatro ai problemi della società. È invece uno spazio in cui si elaborano tensioni molto forti ma elaborate sul piano letterario, non sul piano politico, tensioni che poi ci troviamo nel 700 (!!)

La cultura sta creando in questo secolo una zona di riflessione sul futuro che possiamo ritrovare dentro il teatro. Tensioni che sono nel teatro del 600 diventano azioni con gli illuministi del 700, scontro con monarchia che avviene. (!!)

Gli autori

Gli autori sono tre: Moliere, Corneille, Racine

  • Moliere scrive solo commedie 
  • Corneille e Racine scrivono principalmente tragedie 
  • Ognuno imbozzolato all’interno di una serie di luoghi comuni.

Moliere

Passa per essere quello più allegro che descrive società, quando invece non era il suo scopo e parlava di se stesso all’interno delle opere.

Corneille

Per i professori del liceo, era l’autore della volontà che vince sui sentimenti. L’idea sbagliata è proprio quella che l’autore rappresenta il mondo nobiliare nelle sue opere e che si identifica con questi valori. Non è sbagliato se non fosse che Corneille è borghese ed è sensibile ai suoi problemi di borghese.

Come può un autore borghese rappresentare in maniera così perfetta la nobiltà dove lui stesso è colui a cui il re non consente privilegi? Perché dovrebbe rappresentare la perfezione nella nobiltà?

Tutto questo è la prova che a Corneille piacevano gli illuministi, e loro non erano né a favore della monarchia né della nobiltà, e a loro volta amavano Corneille come Voltaire (che per quanto lui fosse nobile si comportava da non nobile).

Racine

Famiglia nobiliare, notabili, funzionari alti della corte, genitori morti con i nonni che si occupano di lui. Più intelligente e colto, istruzione elevata tanto da conoscere perfettamente il greco. Leggeva direttamente Omero e riusciva a capire sfumature di parole di una lingua morta. Racine scriveva inoltre dei commenti mentre leggeva l’Odissea e Omero.

In sintesi, abbiamo due autori che scrivono tragedie: uno è nobile e l’altro borghese.

Corneille viene dal nord, famiglia di Rouen che si occupava della concia delle pelli, avevano atelier e proprietari di un’attività produttiva, imprenditori.

Racine invece è figlio di un funzionario altissimo della corte, gente che sta dentro la monarchia, non fuori. Lui è passato alla storia come quello che ha descritto i sentimenti e come quello bravo a descrivere sfumature psicologiche come l’amore, che era al centro di questo mondo, mentre i valori nobiliari come coraggio, volontà e dovere erano invece minoritari nel suo mondo. Se si dovesse leggere Fedra, troveremo all’interno un dilemma molto femminile, ma ci sono anche altre cose più importanti in generale. Il nobile non parla dell’esaltazione della nobiltà, non parla di forza estrema di queste figure, ma fa vedere i sentimenti.

Se vedessimo l’opera con queste cose appena dette, non corrisponderebbero alle identità socio-culturali di chi le ha prodotte: si pretende che il borghese esalti nobiltà, che il commediografo avesse come scopo far divertire le persone e che il nobile parli dei sentimenti, se continuiamo a pensarla in questo modo non si arriva a niente.

Il modo corretto

Il modo corretto di vedere questi autori è completamente diverso: visti in tre modi diversi, molto moderni, partendo da quello più semplice che si collega al secolo successivo.

Corneille

Lui teoricamente è un avvocato, altri dicono che all’epoca si compravano le lauree.

Autore autodidatta che ha preso ciò che sa dai libri di letteratura o dalle letture in latino: Tito Livio, Tacito, Plutarco tradotto dal greco al latino. Questi tre sono stati degli storici oppure hanno parlato di storia per dare degli esempi di comportamento. Plutarco ha fatto opere dove metteva a confronto due caratteri diversi dell’antichità: opera, Vite parallele di Plutarco dove mette a confronto Giulio Cesare e Alessandro Magno, storia serve come esempio di vita.

Corneille è sensibile a una parte della storia romana, divisa in 2, dove Roma era una “repubblica” e dove Roma diventa un impero. Prima parte repubblicana, seconda imperiale.

  • Lui non tocca parte imperiale, ma è stimolato dalla repubblica, quindi queste sue famose tragedie sono ambientate in questa zona romana con la repubblica: 2 consoli + senato, uno dei due consoli cade e diventa imperatore ma sempre con senato che non vale niente, questo a lui non piace ma pensa che i 2 consoli siano giusti.
  • Non tutte le tragedie di Corneille sono sulla repubblica, ma una gran parte è ambientata in essa, quando questa traballava e si trasformava in impero con la zona delle guerre civili.
  • Un esempio di colui che vince le guerre civili è Gaio Ottavio, Augusto, che diventa imperatore e determina un punto di confine.

Attraverso Roma, Corneille mette a confronto la situazione della Francia in quel momento, per passare dalla monarchia assoluta a un qualcosa più vicino alla repubblica. Impulso di pensare cose diversamente perché in Inghilterra l’evento rivoluzionario di Cromwell aveva fatto cedere qualcosa da parte della monarchia verso il “parlamento”: camera dei lord ecc., pensando di poter fare così anche in Francia, ovviamente perché lui è borghese. Cerca di far capire la logica di alcuni eventi veri, non con una visione romanzata o poetica, ma oggettiva e che permette di capire che tipo di logica ci fosse stata fra determinati eventi.

Fa capire come potrebbero essere le cose in Francia, esempio concreto con storia delle guerre civili: Giulio Cesare che si scontra con Pompeo, Pompeo sconfitto scappa dall’Italia attraverso delle navi con sua moglie e i suoi fedeli. Scappa verso l’Egitto perché siccome si ricordava di aver dato una mano all’Egitto per diventare indipendente da Roma, pensava potessero proteggerlo. Navi di Cesare lo inseguono, arriva in Egitto Pompeo con Cesare dietro. Pompeo arriva e Tolomeo, Egiziano, pensa inizialmente che Cesare sarebbe stato felice se avesse ucciso Pompeo, dunque lo uccidono. Ma quando Giulio Cesare arriva spiega a Tolomeo che non voleva uccidere Pompeo, ma lo stava inseguendo per riconciliarsi con lui.

  • La spiegazione che dà Corneille è che il vincitore va verso il vinto per riconciliarsi con lui, “io prendo il tuo posto ma fra me e te c’è un codice morale identico”. Con questo vuole esprimere che la monarchia non si comporta in questo modo in Francia. Questa scena si ripete e l’autore cerca di dire che o si fa come fatto sempre, monarchia con figlio che prende posto genitore, oppure con uno che vince ma applica la condivisione di valori e un filo di continuità. Cesare può pure prendere posto di Pompeo ma il sistema di valori è uguale nell’uno e nell’altro.

Corneille vorrebbe riformare le istituzioni facendo in modo che nel potere uno possa sostituire l’altro ma senza che siano legati con rapporto di parentela. Logica quasi di repubblica, elettiva, continuità di valori, politica che sta in piedi lo stesso perché chi va al comando ha i valori del precedente. Conquistatore delirante che si trasforma nel virtuoso tollerante. Conversione di tipo morale.

Sempre rimanendo nell’ambito della storia romana, si occupa di vicende tirate fuori dagli storici che però non si collocano nel centro di Roma e non sono legate alla città stessa, avvengono dentro l’impero romano ma in zone di confine più lontane. Si parla dell’Oriente nel caso dell’impero romano, con oscillazioni territoriali più significative. Proprio alcune di queste opere hanno a che fare e si svolgono con questo periodo post caduta impero.

Prima parte produzione: commedie e tragicommedie, diverse da quelle di Moliere, storie complicate e intricate dove all’interno dell’opera i personaggi non si limitano ad essere pochi, ma sono di più e con grandi complicazioni, avventure, cosa tipica che lui chiama “commedia” anche se in sé per sé non è cosa allegra: storie intricate come i romanzi barocchi dell’epoca. Queste commedie vengono poi interrotte dalle tragedie “storiche” la più significativa è la storia pre-imperiale o vicende vere capitate dopo la fine dell’impero romano d’Occidente + storie di periferia in luoghi lontani dal centro di potere.

Moliere

È anche lui un borghese, o quanto meno la sua origine. Viene dal quartiere di les-alles dove all’epoca c’era Beaubourg, un quartiere del commercio con mercati. Famiglia discretamente piazzata, il padre è il tappezziere del re, artigiano di altissimo livello.

Moliere in realtà non si chiama Moliere ma il suo nome è Jean Baptiste Poulain (?). La mamma morta a 5 anni, il che provoca l’assenza di figura materna, il tutto completato dal padre che trova un’altra donna a cui lui si affeziona ma muore anche lei. Nelle commedie si risente proprio questa mancanza di madri, infatti nessuna delle donne presenti è di fatto una madre.

Perché il nome Moliere? Lui nato nel 1622, nel 24 muore uno scrittore di nome Moliere, morto giovane e accoltellato di notte da un amico, e lui prende il suo nome.

Moliere aveva scritto un primo romanzo. Il padre però a quel punto gli propone di fare il tappezziere del re, ma lui rifiuta dicendo di voler fare l’attore. Si unisce con attrice Madeline Bejart (?), c’è un primo momento in cui sono fidanzati ma poi si trasforma anche in un’operazione di tipo economico perché mettono insieme compagnia teatrale. Lui non rappresenta solo le sue commedie, ma gli attori vengono anche usati da Corneille, opere di collaborazione, non serve solo a rappresentare le sue opere ma anche quelle degli altri.

Il loro business non va secondo i piani e finiscono per avere debiti e problemi, e nonostante fosse il padre di Moliere a risolvere i problemi, lui continua sempre sulla sua strada. Si lascia con Madeline anche continuando a lavorare insieme. Dopo un po’ di anni si sposa con Armand Bejart, figlia di Madeline, e ipoteticamente anche di Moliere. Secondo questo si confermano anche le storie in cui c’è il padre geloso della figlia. Moliere perde tutta la comicità e diventa diverso.

04-10-24

Esempio opera di Moliere

Al contrario di Corneille che scriveva una tragedia l’anno, le opere di Moliere non sono subito effettive. Moliere all’inizio scrive le prime opere a cinque anni di distanza l’una dall’altra.

Un esempio di queste:

  • Un mercante incontra una giovane ragazza, la adotta come sua figlia con l’intenzione di sposarla. Succedono varie cose, ma quando arriva il momento di sposarsi, il mercante scopre che questa ragazza è davvero sua figlia. Situazione estremamente grave, nome mercante Barbuiller ??? “l’imbrattato”. A quel punto accetta che la figlia si sposi con un altro.

Situazioni del genere si ripetono nelle sue opere e sembrano quasi riprendere e confermare i sospetti riguardanti la vita di Moliere. Sullo sfondo di queste storie c’è sempre il matrimonio.

  • Ne “L’avaro” lui è ricco ma avaro e non è d’accordo a far sposare il figlio con una povera, poi scopre che la ragazza è la figlia di un vero ricco e dà il permesso.

Agnizione – riconoscimento di una persona quando un personaggio che pensavi fosse x invece è y, quando scopri che il ruolo o l’identità del personaggio è un’altra rispetto a quella che si credesse. La scoperta.

Racine

Uno degli appunti che lui ha preso leggendo i testi greci di Omero, riguarda un commento privato, non pubblicato: commento all’Odissea.

C’è un momento nella storia dove Odisseo, di ritorno a casa sua ad Itaca dalla moglie e da Telemaco, è perso. A casa sua, tanti pretendenti vogliono sposarsi la moglie. Telemaco porta rispetto per i più vecchi fino a quando non arriva Minerva che annuncia ritorno del padre e gli dice di prepararsi. All’inizio Telemaco non sa che fare, è solo un bravo ragazzo, ma Minerva gli fa capire che si sta sbagliando e che deve avere atteggiamento più duro.

Questo episodio ci fa capire come funziona Racine, secondo il professore.

  • Lui pensa che la sua classe nobiliare si trova in una situazione in cui non riesce a prendere decisioni chiare e hanno parecchie difficoltà, però come dimostra il caso di Telemaco, una volta che si riescono a prendere delle decisioni, tutto rientra in una prospettiva diversa. Racine pensa che la nobiltà stia perdendo tempo e che non sappia cosa debba fare per resistere e conservarsi. La nobiltà potrebbe fare qualcosa ma non lo fa perché non è consapevole della situazione: visione buona della nobiltà ma deve agire, non è contro di essa. Vorrebbe che la sua classe che cominciava a mostrare segni di debolezza, potesse trovare una capacità di azione maggiore per produrre degli atti che permettano a questa classe di conservarsi al potere.

Esempio opera Racine: “La Tebaide”

  • Prima opera, ne scrive 12 in totale.

Storia Edipo originale: deriva dall’antichità e dal teatro greco antico, la storia di Edipo, quello che sposa sua madre a sua insaputa e ha 4 figli con lei: due maschi gemelli, Eteocle e Polinice, e due femmine, Antigone e Bismene. Racine prende questa storia esattamente com’era ma la fa partire più avanti.

Nel teatro greco, la storia ha alcuni episodi: il primo che vede Edipo come il re, poi Edipo a Colono, poi i Sette contro Tebe. Nel primo episodio lui inconsapevolmente sposa la madre, il secondo è la continuazione del primo dove scopre la verità e si acceca autopunendosi per questo suo peccato involontario e va in giro come un mendicante per la Grecia, accompagnato dalle figlie.

L’ultimo e terzo episodio, riguarda i due figli maschi che dovrebbero governare Tebe un anno per uno. Uno dei due fratelli dice che il popolo lo ama e continua a governare per più tempo, all’altro non sta bene e si allea con 7 città, tornando indietro con un esercito per avere uno scontro e sconfiggere il fratello usurpatore. Da questo scontro, i due fratelli muoiono entrambi, si ammazzano a vicenda.

Storia ripresa da Racine: la narra

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/03 Letteratura francese

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