“Homo Empathicus” di Rebekka Kricheldorf
A cura di Massimo Salgaro
Letteratura e cultura tedesca 1 - Modulo 1 - Università degli Studi di Verona - A.A. 2022/2023
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“Homo Empathicus” è un’opera teatrale pubblicata nel 2014 da Rebekka Kricheldorf. Già il titolo può essere soggetto a varie interpretazioni, con collegamenti all’evoluzione umana (homo abilis, erectus, sapiens…) in positivo o in negativo (sostituzione generazionale dell’”homo sapiens” a favore dell’”homo empathicus”), alla psiche, alle relazioni umane e alle varie emozioni che intercorrono.
Personaggi
- Dottor Osho, essere umano esperto in terapia della parola (psicologo/logopedista)
- Tony, essere umano esperto di igiene (addetto alle pulizie)
- Sam, essere umano esperto di crescita, sordo (giardiniere)
- Fratellosorella Charity
- Charlie, essere umano che produce cibo (cuoco)
- Nikki, essere umano musicista
- Fabien, essere umano attore I
- Conny, essere umano attore II/Adam (m)
- Maxime, essere umano attore III/Eva (f)
- Alex, essere umano di Sasha (m)
- Sasha, essere umano di Alex [m]
- Jackie, essere umano che studia
- Ulli, essere umano che studia
- Chris, essere umano che studia
- Momo, essere umano che studia (m)
- Professor Möhringer, essere umano che insegna
- Kim con bambino
- Lu, essere umano che fa affari I
- Leslie, essere umano che fa affari II
- Claude, essere umano che fa affari III
- Maestro Moo, supervisore
- Luca, figlio di Kay, essere umano che ha vissuto meno (m) (giovane o bambino)
- Kay, genitore di Luca ed essere umano con capacità curative (medico)
- Pat, essere umano di Luca, essere umano che ha vissuto meno (f)
- Camille, essere umano che produce liriche e che ha vissuto più a lungo (f) (anziano)
- Raja, essere umano che fa sport
Per tutte le figure in cui non è indicato il sesso (m/f), il sesso è indifferente.
È importante notare come tutti i personaggi sono descritti come “esseri umani” che svolgono una determinata attività piuttosto che indicare il nome della professione. Infatti “esperto di igiene” è insolito e fa pensare ad un lavoro più elevato rispetto a “addetto alle pulizie”, che invece ci fa giungere a pregiudizi e discriminazioni.
Luogo
Un parco.
In “Homo Empathicus” il sesso dei personaggi è indicato solo per 5 figure maschili (indicate nel presente elenco con ‘m’) e 3 figure femminili (indicate con ‘f’). La scelta dell’autrice Rebekka Kricheldorf nell’utilizzare una forma neutra come “DAS (Mensch)” sottolinea la sua volontà di eliminare ogni discriminazione che riguarda forme o coloriture di genere. La lingua tedesca permette di esprimere un’indistinzione sessuale perché contempla oltre al genere maschile e femminile, il neutro (p.e. Das Kind, ovvero il bambino, das Wesen, la creatura). Siccome l’italiano non permette questa soluzione neutra, si indicano i personaggi sessualmente neutri con ‘essere umano’, seguito dalla loro funzione, consapevoli che, nonostante i nostri sforzi di esprimere questa neutralità il maschile prevarrà comunque nella lingua italiana (p.e. nel plurale, o Kind che in italiano è al maschile il bambino). Significativamente Kricheldorf usa, distorcendo l’uso corrente, essere umano ‘Mensch’ al neutro, scrive infatti das Mensch, invece di der Mensch, come una sorta di licenza poetica. L’opera stessa è, quindi, un inno alla “Politically correctness”.
Esergo
Esergo (citazione all’inizio dell’opera)
<<Hell is your private creation>> - Bhagwan
L’esergo di Bhagwan suggerisce che il testo, nonostante appaia in modo positivo per le qualità empatiche dei personaggi, diventa mano a mano più oscuro, cupo e negativo. L’esergo ci anticipa ciò che si svilupperà all’interno dell’opera e ci mette in guardia. Più che ad un’utopia, questa frase di apertura ci fa pensare ad un’opera distopica, che invece è negativa.
Quindi…
Utopia o distopia?
Rebekka Kricheldorf non risponde apertamente a questa domanda. Ci dice che il tentativo di creare il paradiso sfocia nell’esatto contrario, in una distopia.
La figura stessa di Baghwan è una figura controversa: era un guru indiano, con un certo sapere sulle culture orientali, che andavano in voga nell’Europa degli anni ’60 e ’70 (1968), anni della liberazione giovanile, quando i giovani erano interessati all’oriente come ad una sorta di liberazione dell’uomo occidentale. Bhagwan però arrivò, con il tempo, a creare una sorta di setta, sfociando nel negativo. Bhagwan è ripreso, nell’opera da altri personaggi simili a guru, che tentano di controllare gli altri.
Indicazioni di regia
I personaggi:
- Portano un’uniforme chiamata UNI, che sembra un misto fra un pigiama e una gellaba (tanica). Le pettinature non sono completamente uguali, ma abbastanza uniformate.
- Si muovono all’unisono, fino a diventare un tutt’uno, un gregge comunità poco individualizzata nessun vero protagonista per i primi 22 capitoli.
- Celebrano una corporeità delicata, non sessuale. Mentre parlano, le persone si sfiorano, si accarezzano e si toccano molto di più di quanto siamo abituati. La decisione su chi tocca chi e dove dipende dallo spettacolo e della regia.
Cap. 1 – Inizio
Nel parco. Sono distribuiti in modo arbitrario distributori dell’acque con appoggio. per il bicchiere, Canto di uccellini, Jackie, Chris, Ulli e Momo, gli esseri umani che studiano, chiacchierano davanti al distributore dell’acqua. Sullo sfondo Luca e Kay giocano a volano, Sasha medita o fa esercizi. Kim sta con un bambino in grembo su una panchina e canticchia qualcosa a bassa voce. Di fronte a una toilette con un cuore sta seduto l’esperto d’igiene Tony in attesa di clientela. Fratellosorella Charity sta seduto su una panca leggenda. Nikki, che fa musica, strimpella di tanto in tanto la sua chitarra, i passanti gli buttano fori e cibo, gli portano acqua. Il dottor Osho sta nel suo ambulatorio all’aria aperta, Charlie sta dentro il suo stand. Sam raccoglie con un rastrello le foglie per terra, ripara le panchine danneggiate, ricarica i distributori dell’acqua. Attaccato a un albero sta un grosso gong.
Cap. 1
Testo Interpretazione
- Tutti sono sempre d’accordo;
Jackie, Ulli, Momo, Chris - manca l’individualità, cosa che si mostra anche a livello linguistico;
CHRIS Come avete trovato la lezione odierna del professor Möhringer? - Gentilezza ed empatia sono esagerate, iperempatia, che ha quasi un effetto umoristico.
JACKIE L’ho trovata grandiosa.
MOMO Anch’io
ULLI Anch’io
JACKIE Come ha legato bene il linguaggio figurato e la dimensione simbolica.
CHRIS È, vero.
ULLI Vero.
MOMO È vero.
CHRIS Ho trovato particolarmente interessante il suo excursus sui neuroni specchio negli scimpanzé.
ULLI Molto interessante è stata la sua interpretazione della reciproca cura del pelo come indagine dello stato d’animo del prossimo.
JACKIE Sì, sono d’accordo.
MOMO È un privilegio poter ascoltare le riflessioni di un simile talento eccezionale.
ULLI Un essere umano così intelligente. Non vedo l’ora di leggere il suo nuovo libro.
JACKIE Com’era intitolato l’ultimo libro?
CHRIS Intendi “Riflessioni di un filantropa alla soglia dell’inversione delle maree”?
JACKIE Proprio quello. Era forte. Così profondo
MOMO Puoi prestarmelo?
CHRIS Certo. Ma dammi un po’ di tempo. Ci ho fatto degli appunti a matita e delle sottolineature che prima vorrei togliere.
MOMO Perché?
CHRIS Prestare un libro con sottolineature mi pare una forma di controllo. È come se sostituissi un’avventura attraverso la giungla delle tue idee con un viaggio organizzato. Perché dovresti seguire i percorsi battuti da me invece di percorrere strade nuove? Così facendo non ti prenderei sul serio come persona che pensa autonomamente.
Chris e Momo esprimono 2 posizioni diverse, due pensieri opposti sembra che possano entrare in contrasto.
MOMO Hai un modo interessante di vedere le cose, Chris. A me piace ricevere libri con sottolineature. Così si costruisce un ponte fra lettore e lettore. Così si crea una calda sensazione di ospitalità in un comune spazio di riflessione. La consapevolezza di non essere il primo a entrare questo spazio, ma di scoprire le tracce di chi mi ha preceduta mi arricchisce molto, molto, Chris.
FORMULA per evitare il conflitto (impersonale e vuota)
CHRIS Non condivido la tua opinione, ma la rispetto. E ti presto il libro con le sue sottolineature. Se veramente ne trai giovamento cercherò di superare i miei preconcetti.
Il disaccordo viene vanificato perché si “accoglie” l’opinione altrui, ritirando la propria.
MOMO Grazie per aver mostrato comprensione per il mio punto di vista
CHRIS Prego. Dell’altra acqua?
MOMO Volentieri.
Chris riempie due bicchieri di acqua e ne de uno a Momo.
Il cap. 1 è paradigmatico, cioè stabilisce la struttura dei primi 22 capitoli:
- Accenno di disaccordo;
- Disaccordo vanificato dall’imposizione e conformazione ad un’opinione altrui o condivisa dalla società.
Questa struttura fa sì che nell’opera succeda molto poco.
Cap. 19
Testo Interpretazione
Leslie e Lu, gli uomini d’affari. Accanto a loro sta seduto Kim. Estraggono dalle loro valigette ventiquattrore dei bastoncini di verdura e dei panini confezionati. Si offrono vicendevolmente il pranzo. Pausa. Mangiano.
LU Anche se sono da più tempo nella ditta e ho più esperienza, sei un essere umano che ha delle qualità che non ho. (Pausa. Mangiano) Penso sia stata una buona decisione dare il lavoro a quella persona. Per me sarebbe stato troppo. (Pausa. Mangiano) E inoltre, come genitore che ha vissuto meno, ha più urgente bisogno di soldi di me. Di cosa ho bisogno? Tutto quello che va al di là dello stipendio base è comunque solo lusso che induce al consumismo patologico. E non appena ce ne si accorge, si finisce nella ruota per criceti dell’autorealizzazione commerciale e si gira la ruota senza senso.
Lu è stato licenziato e ha perso il suo posto a favore di una persona più giovane (che “ha vissuto meno”) dice che forse la persona più giovane ne ha più bisogno rispetto a lui.
LESLIE Ammiro la sovranità con cui hai sotto controllo la situazione, Lu. Credo che se fossi stato io a perdere il lavoro...
Termine considerato negativo.
Kim si piega verso Leslie e gli batte un dito sulla spalla.
Kim interrompe la conversazione e fa un intervento linguistico, suggerendo l’utilizzo di alcuni termini invece che di altri “possibilità di un nuovo orientamento” invece di “licenziamento”. Kim opera quindi una censura, tipica dei totalitarismi.
KIM Scusate se mi intrometto in modo così scortese, ma non riteniamo questo linguaggio appropriato.
LESLIE Oh, mi spiace. (A Lu) Credo che se avessi ricevuto la possibilità di un nuovo orientamento, proverei uno scompenso in me.
LU Perché? Un’esperienza non è mai buona o cattiva, ma sempre solo buona.
LESLIE Cosa?
KIM Scusate se mi intrometto di nuovo, ma credo che quello che vuole dirti il tuo amico è che ogni esperienza fa crescere.
C’è un possibile dissenso sull’uso della parola, che viene immediatamente vanificato da Leslie, che accoglie l’imposizione fatta da Kim e riformula la frase, disaccordo evitato.
LU Proprio così, grazie. E che io abbia la possibilità di svolgere un compito che è più facile di quello che avevo, significa per me meno responsabilità e quindi più relax. Il lavoro all’accoglienza corrisponde meglio alle mie motivazioni interne. Parlo volentieri con nuove persone e so impostarmi su volti nuovi.
La terapia della parola
Quest’opera è basata sul linguaggio e sulla metalinguistica riflessione sulla lingua/linguaggio utilizzando la lingua stessa. Tramite la terapia della parola, operata dai personaggi-guru, si cerca di eliminare la negatività linguistica, processo chiamato ‘wegsprechen’. Eliminando l’uso di certe parole dal significato negativo o discriminante, se ne elimina anche il significato.
Cap. 11
Testo Interpretazione
Osho e Chris nell’ambulatorio all’aria aperta di Osho.
OSHO Prego siediti.
CHRIS Grazie.
OSHO Chi sei?
CHRIS Il mio nome è Chris.
OSHO Chris. Come posso aiutarti?
CHRIS Oh, non è niente di significativo. Niente di importante.
OSHO Cos’è significativo, cosa non lo è? Cos’è importante, cosa non lo è? Lo scopriremo assieme, Chris.
Chris vive un’esperienza negativa “mi sento poco interessante”.
CHRIS È solo che nell’ultimo periodo mi sento poco interessante.
OSHO Poco interessante? Ma Chris. A me fai l’effetto di un essere umano che ha vissuto meno estremamente interessante.
CHRIS Forse poco interessante è la parola sbagliata.
OSHO Allora proviamo a cercare assieme la parola giusta, Chris. Abbiamo tempo.
Chris è costretto a ritirare la sua posizione dopo le parole di censura del Dottor Osho.
CHRIS Intendo più in senso fisico.
OSHO Non ti capisco, Chris. Potresti spiegarmelo.
CHRIS Allora, lo intendo in confronto ad altre persone, per esempio rispetto al mio amico Momo. È un essere umano talmente bello, e io sono...
OSHO E tu, Chris? Cosa sei tu?
CHRIS Dottor Osho. Guardami.
OSHO Ti sto guardando, Chris.
CHRIS Dottor Osho. Sono poco interessante. Fisicamente poco interessante.
OSHO Cosa intendi, Chris?
CHRIS Il contrario di bello.
OSHO Cosa dovrebbe essere il contrario di bello? Potresti dirmelo tu, Chris.
CHRIS (sussurra) brutto.
OSHO Chris. Questa parola la riteniamo inappropriata.
CHRIS Lo so. Mi spiace.
OSHO C’è un motivo semplice per il quale non riteniamo la parola adeguata, Chris. Perché definisce qualcosa che non esiste. E definire come reale qualcosa di non esistente crea una distorsione nella realtà che sfocia in un’immagine falsata del mondo e del Sé.
Osho però dà anche una motivazione sul perché non usare la parola “brutto”: definisce il potere nominalistico della parola, cioè il potere di questa di poter creare la realtà e influenzarla: il linguaggio crea la realtà e quindi, non esprimendo concetti negativi, questi non esistono. Eliminando la parola “brutto” però, siamo necessariamente tutti “belli”.
CHRIS Ma mi sento... così.
OSHO Perché soffri di una chimera da differenza di attrattività.
CHRIS È qualcosa di grave?
OSHO Grave, Chris, cos’è grave? Grave, Chris, non è niente, Chris. Ogni essere umano è attraente. Guardati attorno. I tuoi prossimi non sono uno splendido giardino fiorito? La natura non ha fornito a ognuno di loro uno splendore particolare? La varietà delle fisionomie non è forse una festa dei sensi? No, non siamo tutti uguali. Ma nella ricchezza delle nostre bellezze individuali siamo tutti ugualmente belli. (Indica le persone nel parco) Guarda lì. Un essere umano che ha vissuto meno dalla pelle di seta splendente. E là. Un essere umano che ha vissuto più a lungo con gli arti possenti di chi ha viaggiato molto e con un volto che nobilita l’esperienza. E lì. Una persona magra e flessibile come un pino silvestre. E qui. Una rotondità morbida ed eccitante. Nello spettro del corpo umano non esiste che la bellezza perché la natura non sarebbe in grado di produrre qualcos’altro.
Anche in questo caso siamo al confine tra paradiso e inferno: Osho ha delle intenzioni positive nella descrizione delle qualità di ciascuno (anche se utopiche), ma la sua buona azione sfocia nell’inferno perché sta imponendo un suo pensiero.
Osho si avvicina a Chris, che abbraccia e accarezza.
Il contrasto rientra.
OSHO Cosa sento, Chris? Percepisco un essere umano bello. Chris. Tu sei un essere umano bello. E anche il tuo prossimo è bello. Cosa sei, Chris?
CHRIS Bello.
OSHO E com’è il tuo prossimo?
CHRIS Bello.
OSHO Avresti la gentilezza di farmi un favore?
CHRIS Ovviamente, dottor Osho.
OSHO Vorrei pregarti di andare nel mondo con lo sguardo aperto e il cuore libero. Potresti farlo per me Chris?
CHRIS Certamente, Dottor Osho. Ma... cosa significa?
OSHO Chris. Cerca di cogliere la bellezza particolare in tutto ciò che incontri e di nominarla. E vedrai che anche il tuo prossimo coglierà la tua bellezza particolare e cercherà di nominarla.
Frase più importante dell’opera: nominare la realtà; definendo la realtà in un certo modo, la si crea; si cerca, quindi di imporre una legge, una direttiva sul comportamento utilizzare il potere nominalistico delle parole.
CHRIS Lo farò sicuramente. Grazie, dottor Osho. Mi hai molto aiutato.
Alcuni personaggi, come il dottor Osho, operano come guru, imponendo censure e misure linguistiche con la terapia della parola.
OSHO Sono io che devo ringraziarti per avermi permesso di esserti utile, Chris.
Chris se ne va.
Intervista a Rebekka Kricheldorf
MS: In Homo Empathicus troviamo riferimento alle diete, al vegetarianismo. Lei cosa ne pensa?
RK: Io sono vegetariana, quasi vegana, ma non in modo ideologico. Sono scissa anche in questo. Sono d’accordo che nella nostra società si faccia più attenzione a qu
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