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Leadership e comportamento umano: influenzare il comportamento, manipolazione e ispirazione

Abbiamo due modi per manipolazione:

  • Esempio: campagna promozionale, riduzione dei prezzi.
  • Fare leva sulla paura, campagna a scadenza.
  • Vero obiettivo: salvaguardare la redditività.

La manipolazione è un tipo di influenza finalizzata a cambiare la percezione del comportamento degli altri usando schemi e metodi subdoli e ingannevoli.

I leader motivano le persone con l'ispirazione e non con la manipolazione: partire dal perché.

Esempio di comunicazione e storytelling

Esempio: spot che parte dal che cosa e dal come: facciamo degli ottimi computer, sono semplici da usare, hanno uno splendido design.

Spot ispirato dal perché: caso Apple.

Il nostro credo è sfidare lo status quo, e pensare in modo diverso, fare i prodotti con uno splendido design, semplici da usare e user friendly.

Vogliamo che è un computer sia alla portata di tutti: pensare in modo diverso.

Creare uno storytelling con noi stessi protagonisti: fa scattare l'elemento creativo nel cliente che fa percepire emozioni.

Molte volte si acquista non solo per com'è il prodotto.

La persona quando acquista non guarda che cosa fate ma perché lo fate.

Le aziende cercano di venderci le cose che fanno, ma noi compriamo le ragioni per cui le fanno.

Dire perché se ha bisogno di qualcosa e creare uno scenario è spesso meglio rispetto a una descrizione del prodotto.

Per motivare una persona occorre sincerità, essere motivati e positivi, dare l'esempio, capire i problemi di chi ci sta intorno.

Creative technology e Apple

Creative technology: lettore musicale a disco rigido potente: inventato da di Singapore, primi ad introdurre la tecnologia che permette il PC di avere il sonoro.

Lo pubblicizzò come: un lettore MP3 da 5 GB.

Apple lanciò l'iPod 22 mesi dopo, 1000 canzoni in tasca, pubblicizzandolo come:

Creative ci racconta che cosa, Apple invece il perché ne avevamo bisogno.

Intelligenza emotiva

Intelligenza emotiva (Salovey e Mayer): la capacità di monitorare le proprie e le altrui emozioni, di differenziarle e di usare tali informazioni per guidare il proprio pensiero e le proprie azioni.

Definizione resa poi popolare nel 95 da Daniel Goleman.

È la capacità di riconoscere i nostri sentimenti e quelli altrui, di motivare noi stessi, e di gestire positivamente le nostre emozioni, tanto interiormente quanto nelle relazioni sociali.

Da questa definizione si può capire come l'intelligenza emotiva sia un mix di empatia, motivazione, autocontrollo, logica, capacità di adattamento e di gestire le proprie emozioni, così da trovare e riuscire ad utilizzare i lati positivi di ogni situazione cui si va incontro.

Le quattro dimensioni dell'intelligenza emotiva

Competenze personali: determinano il modo di gestire se stessi.

  • Consapevolezza di sé: capacità di riconoscere le proprie emozioni, da intendersi come sapere quali sono i propri limiti e le proprie risorse ed avere sicurezza nelle proprie capacità.
  • Saper guidare gli impulsi. Richiede la capacità di saper dominare i propri stati interiori, e sapersi adattare e sentirsi a proprio agio in nuove situazioni, capacità di controllare il proprio stato emotivo, fiducia in se stessi, accurata autovalutazione, adattarsi in un nuovo ambiente.
  • Gestione di sé: trasparenza, adattamento, orientamento al risultato, ottimismo, gestione delle proprie emozioni.

Competenze sociali: determinano il modo di gestire le relazioni interpersonali, ossia la modalità con cui gestiamo le relazioni con l’altro.

  • Consapevolezza sociale: empatia, più facilità nel motivare la performance di altri; orientamento al cliente, consapevolezza dell'organizzazione, saper comunicare.
  • Gestione delle relazioni interpersonali ispiratrice: leadership, influenzare il comportamento in modo positivo, influenza, non solo organizzare ma far imparare qualcosa di nuovo, sviluppo delle potenzialità altrui, creare legami, gestire i conflitti, lavoro di gruppo e collaborazione, agente di cambiamento: cavalcare il cambiamento e non subirlo.

Alle competenze sociali fanno riferimento:

  • Empatia: è intesa come la capacità di riconoscere le prospettive e i sentimenti altrui, mostrandosi pronti a soddisfare le esigenze dell'altro, aiutarlo cercando di mettere in risalto quelle che sono le sue risorse. Ma anche la capacità di individuare e coltivare le opportunità che vengono offerte dall'incontro con persone di diverso tipo, il saper interagire all'interno di un gruppo sulla base dell'interpretazione delle correnti emotive e dei rapporti di potere esistenti nel gruppo stesso.
  • Abilità sociali: ossia tutte quelle abilità che ci consentono di indurre nell'altro risposte desiderabili. Si va dall'utilizzo di tattiche di persuasione efficienti, il saper comunicare in maniera chiara e convincente, così da saper guidare il gruppo sia in un eventuale cambiamento, sia nel risolvere eventuali disaccordi. Rientra inoltre nell'abilità sociale il cercare di favorire l'instaurarsi di legami fra i membri di un gruppo creando un ambiente positivo che consenta di lavorare per obiettivi comuni.

L'intelligenza emotiva racchiude al suo interno quelle capacità di consapevolezza e padronanza di sé, motivazione, empatia e abilità nella gestione delle relazioni sociali, che qualunque persona può sviluppare e che si rivelano fondamentali per ogni essere umano.

Le abilità relazionali e la gestione di sé

  • Hanno un effetto meno evidente nel tempo.
  • Quando si tratta di costruire abilità di leadership destinate a durare nel tempo la motivazione e l'approccio all'apprendimento hanno un'importanza immensa.

La persona impara meglio e di più ciò che vuole imparare.

Se l'apprendimento viene imposto, quando anche riuscissimo a padroneggiare la materia temporaneamente, ben presto la dimenticheremo.

I leader migliori e più efficaci agiscono ispirandosi ad uno o più di uno dei sei distinti approcci alla leadership, passando con abilità dall'uno all'altro a seconda delle situazioni.

  • Visionario, coach, affiliativo, democratico: creano risonanza e favoriscono la prestazione.
  • Battistrada e autoritario, nonostante possano essere utili in alcune situazioni, dovrebbero essere usati con cautela.

I sei stili della leadership

Visionario

Crea risonanza: spingendo le persone verso un ideale comune.

Impatto sul clima: è il più fortemente positivo.

Quando è opportuno adottarlo: quando i cambiamenti in corso richiedono una nuova prospettiva e un indirizzo chiaro e definito, o quando è necessario un indirizzo chiaro e definito.

  • Questi leader indicano al gruppo la meta, ma non la strada da seguire per raggiungerla, lasciando così ognuno libero di innovare, sperimentare e assumersi dei rischi calcolati.
  • La consapevolezza di collaborare per raggiungere un obiettivo comune crea impegno e coinvolgimento all'interno del gruppo: tutti si sentono orgogliosi di appartenere all'organizzazione per cui lavorano.

Caratteristiche: il principale fondamento dello stile visionario è costituito da una particolare competenza di intelligenza emotiva: la leadership ispiratrice.

I leader visionari puntano a obiettivi che sentono veramente e che armonizzano con i valori condivisi dei collaboratori.

L'ispirazione viene associata alle abilità emozionali della fiducia in se stessi, la consapevolezza in sé e l’empatia.

Quando giunge il momento di cambiare rotta, le competenze quali la sicurezza di sé e la capacità di essere agente di cambiamento rendono meno difficile la transizione.

Anche la trasparenza riveste un ruolo cruciale: per essere credibile un leader deve essere davvero convinto dei propri ideali; se non è sincero la gente se ne accorgerà.

Tra tutte le competenze di intelligenza emotiva, quella più importante è sicuramente l'empatia: la capacità di percepire come si sentono gli altri e di comprendere i loro punti di vista significa poter avere un ruolo davvero ispiratore.

Non funziona in ogni situazione: nonostante le sue notevoli potenzialità lo stile visionario fallisce, per esempio, quando il leader ha a che fare con un gruppo di tecnici o di colleghi più esperti di lui, che potrebbero considerare presuntuoso un leader che esponga ideali grandiosi. Un altro limite può essere il rischio di diventare prepotente.

Coach

Crea risonanza: stabilendo un collegamento fra le aspirazioni del singolo e gli obiettivi dell'organizzazione.

Impatto sul clima: altamente positivo.

Quando è opportuno adottarlo: per aiutare un dipendente a migliorare le proprie prestazioni costruendo competenze durature.

  • Nonostante si concentri sullo sviluppo personale piuttosto che sull'esecuzione di determinati compiti, l'approccio di tipo coach lascia in genere presagire reazioni emozionali estremamente positive e migliori risultati, indipendentemente dagli altri stili eventualmente adottati dal leader.
  • Avviando conversazioni personali con i propri dipendenti, i leader coach stabiliscono con loro un rapporto di intesa e fiducia.
  • L'approccio crea un canale di comunicazione costante che consente ai dipendenti di essere più aperti a ricevere il feedback sulle prestazioni.
  • I leader coach aiutano gli individui a riconoscere le proprie doti e i propri limiti e a metterli in relazione con aspirazioni personali e professionali.
  • Incoraggiano i dipendenti a fissare obiettivi di sviluppo personale a lungo termine e li aiutano a realizzare un piano d'azione per raggiungere la meta.
  • I leader coach mantengono alta la motivazione mostrando il legame tra il lavoro quotidiano e gli obiettivi a lungo termine dei dipendenti.
  • Sono leader che assegnano ai dipendenti incarichi impegnativi che li stimolano, non solo compiti da eseguire.
  • Bisogna fornire ai dipendenti feedback costante che, anziché generare paura o indifferenza, promuove fiducia e alimenta motivazione.
  • Questo stile non solo migliora le capacità dei dipendenti, ma anche la loro fiducia in se stessi, aiutandoli a operare con maggiore autonomia a un livello di prestazione più elevato.

Caratteristiche del leader coach:

Riveste i panni di un vero e proprio consulente, analizzando gli obiettivi e i valori dei dipendenti e aiutandoli ad ampliare il proprio repertorio di abilità, consapevolezza delle proprie emozioni ed empatia, come i migliori consiglieri.

Un buon coach mostra di credere nelle potenzialità dei singoli e di aspettarsi che ognuno possa dare il massimo, e sono capaci di dare i consigli che siano veramente nell'interesse del dipendente, e ascoltano prima di reagire o di dare i feedback.

Affiliativo

Crea risonanza: creando armonia e favorendo le relazioni interpersonali.

Impatto sul clima: positivo.

Quando è opportuno adottarlo: per saldare fratture in un gruppo, creare motivazione in momenti di forte tensione o rafforzare i legami tra le persone. È un ottimo strumento per costruire risonanza in qualsiasi occasione; tuttavia andrebbe applicato soprattutto quando i leader cercano di migliorare l'armonia del gruppo, di sollevare il morale, di rafforzare la comunicazione o di ripristinare un rapporto di fiducia.

  • I leader affiliati tendono a dare valore alle persone e ai loro sentimenti, ponendo minore enfasi sulla realizzazione di compiti e obiettivi e dando più importanza ai bisogni emozionali dei dipendenti.
  • Si sforzano di far stare bene le persone, di creare armonia e di creare risonanza nel gruppo, esempio Torre, manager dei New York Yankees.
  • Questo stile non riesce di per sé a garantire un aumento delle prestazioni, però esercita un impatto incredibilmente positivo sul clima del gruppo, ed è quindi il terzo stile nell'ottenere un miglioramento generalizzato.

Caratteristiche del leader affiliativo:

In questo stile vediamo l'applicazione pratica delle competenze di tipo collaborativo.

La principale preoccupazione dei leader consiste nel promuovere l'armonia e le interazioni amichevoli, coltivando relazioni personali che amplino il tessuto connettivo esistente fra il capo e i suoi collaboratori.

I leader si concentrano sui bisogni emotivi dei dipendenti, questo serve per creare empatia.

L'empatia consente a un leader di agire positivamente sullo stato d'animo dell'individuo, mostrando interesse per lui in quanto persona e non solo come esecutore di particolari compiti.

L'approccio affiliativo non ha rivali nell'alzare il morale dei dipendenti, mantenendoli motivati anche quando hanno a che fare con incarichi prosaici e ripetitivi.

Questo stile è utile anche per la gestione dei conflitti.

Nonostante i vantaggi questo stile non dovrebbe costituire l'unica risorsa di un leader: il lavoro passerebbe in secondo piano rispetto ai sentimenti.

Democratico

Crea risonanza: valorizza l’apporto dei singoli e crea coinvolgimento.

Impatto sul clima: positivo.

Quando è opportuno adottarlo: per costruire feedback o consenso, o per ottenere spunti preziosi dei dipendenti.

Esempio scuola privata cattolica costretta a chiudere: un approccio democratico fa sfuggire alle reazioni violente. Un'altra scuola cattolica chiuse immediatamente, ma generò reazioni violente.

Lo stile democratico creò sentimenti di fiducia e il rispetto, quindi coinvolgimento. Il leader democratico mantiene alto il morale.

Lo stile democratico può costituire un valido aiuto nella fase in cui occorre raccogliere spunti per delineare l'attuazione di un progetto o escogitare idee brillanti innovative per la sua realizzazione.

Affinché queste occasioni di feedback si rivelino utili, il leader deve essere aperto a tutto, alle buone con le cattive notizie.

Lo stile democratico può chiaramente avere anche risvolti negativi.

Un eccessivo ricorso a questo approccio si traduce in una serie infinita di riunioni esasperanti nelle quali non si fa che rimuginare idee, e giungere a un accordo lontano da un risultato tangibile.

Un leader che rinvia a decisioni critiche rischia di essere esitante e quindi di provocare confusione e disorientamento, provocando ritardi o fratture.

Ovviamente ricorrere al consiglio dei dipendenti quando questi ultimi sono disinformati o incompetenti può provocare una catastrofe.

Caratteristiche del leader democratico:

Lo stile democratico si fonda sulla triade di competenze dell'intelligenza emotiva: lavoro di gruppo e collaborazione, la gestione dei conflitti e l’influenza.

I migliori comunicatori hanno capacità di ascolto, e questa è la dote principale per un leader democratico. Sono disposti ad ascoltare i pensieri e preoccupazioni e si integrano perfettamente nel gruppo.

Sanno come sai dare i conflitti e creare armonia.

Anche l'empatia occupa un ruolo di primo piano, dato che se non si riesce ad entrare in sintonia con le persone, si incorrerà a errori di valutazione.

Gli stili dissonanti: usare con cautela

Ogni qualvolta i membri di un gruppo si rivelano estremamente competenti, motivati e sufficientemente autonomi, lo stile battistrada, in cui il leader mostra la strada e impone l'andatura, può dare ottimi risultati.

Disponendo di un gruppo dotato, il leader battistrada può ottenere che il lavoro sia svolto con puntualità, se non addirittura in anticipo sulle scadenze.

Battistrada

Crea risonanza: ottenendo obiettivi stimolanti ed entusiasmanti.

Impatto sul clima: poiché è troppo spesso applicato in modo maldestro, sovente altamente negativo.

Quando è opportuno adottarlo: per ottenere risultati di qualità da un gruppo motivato e competente.

  • Se applicato in modo maldestro o con eccessivo rigore, oppure nell'ambiente sbagliato, questo approccio può dare ai dipendenti l'impressione di essere schiacciati dalle continue pretese del leader.
  • I leader inoltre tendono a non essere chiari sulle linee guida, aspettandosi che le persone sappiano cosa fare.

Di conseguenza il morale crolla, perché i dipendenti pensano che il leader li tenga troppo sotto pressione, o che non si fidi delle loro capacità di lavorare in modo autonomo.

Inoltre questi leader sono talmente concentrati sugli obiettivi da apparire indifferenti verso le persone di cui si servono per raggiungerli, e questo comporta un clima di dissonanza.

  • Una tensione moderata può dare la carica, però una forte pressione protratta nel tempo risulta debilitante e susciterà ansia nel gruppo.

Nonostante i leader possano guadagnarsi l'adesione del gruppo, e quindi un transitorio incremento positivo dei risultati, sicuramente il livello di prestazioni ottenuto non potrà essere mantenuto nel tempo.

  • Standard di eccellenza straordinariamente elevati, scarsa tolleranza nei confronti di prestazioni mediocri, desiderio di rimboccarsi le maniche e tendenza a intervenire in prima persona non appena i collaboratori danno segni di difficoltà.

Gli ingredienti di uno stile battistrada efficace:

Se questo approccio viene adottato in assenza di fondamentali competenze di intelligenza emotiva, in assenza di empatia, l'orientamento al risultato può portare fuori strada: il leader si concentrerà in modo sconsiderato sul raggiungimento degli obiettivi prefissati, del tutto incurante del crescente disagio da parte di chi esegue il lavoro.

Un'eventuale mancanza di consapevolezza di sé impedisce questi leader di vedere i propri fallimenti.

Una competenza di cui questi leader difettano è, per esempio, la capacità di collaborare e comunicare efficacemente.

Soprattutto c'è carenza di gestione di sé a livello emozionale, un deficit che si manifesta nell'impazienza o nella pretesa di gestire ogni cosa nei minimi dettagli.

Questo approccio quindi pu

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher dame123 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Leadership and team performance management e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara o del prof Di Giosaffatte Luigi.
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