Estratto del documento

LE CORBUSIER

Nasce da un padre incisore di orologi da cui deriva la sua passione per la pittura.

Le sue case sono importanti perché:

-​ mostrano la trasformazione della società

-​ sono un tema a lui caro perché ha potuto sperimentare molto, è il laboratorio della

formazione della sua POETICA (particolare combinazione figurativa e formale,

peculiare di un architetto. Quindi è come l’architetto riesce a impiegare la forma e

dargli aspetti specifici).

Per lui è stato importante il maestro L’eplattenier, che gli costruisce un programma di studio

specifico per farlo diventare architetto (periodo in cui l’istruzione si sta trasformando), fatto di

4 anni di viaggi con periodi di apprendistato presso i grandi studi dell’epoca.

- Tra l’itinerario dei viaggi c’è anche l’Italia: il primo nel 1907, in Toscana, dove rimane colpito

dalle opere di Giotto e di Angelico, è affascinato dalla pittura (il suo sogno inizialmente era

fare il pittore) → presta attenzione a come la forma può essere plasmata, sarà uno dei più

grandi creatori di forme.

- Nel primo viaggio fa un incontro che segnerà la sua maniera di guardare l’architettura: la

Certosa di Ema. Lo colpiscono le celle dei monaci, in particolare il rapporto tra l’abitazione

individuale e la vita collettiva del monastero. Lo colpisce anche per la maniera di relazionarsi

con il paesaggio.

- Nel 1911 sta concludendo il suo giro di studio e torna alla Certosa, i disegni sono

completamente diversi. Con pochi tratti fissa concetti fondamentali. Inoltre comincia a

inserire nei disegni le misure (misura ogni architettura che va a visitare). Vuole estrarre

quello che lui intravede nell’architettura, in particolare nell'architettura antica.

Altro tema importante per lui è come far sì che la sua architettura diventi un tassello nella

storia dell’architettura, ci sarà sempre il rapporto con il passato.

Racconta il suo lavoro in un modo completamente nuovo, con aforismi con cui sintetizza le

sue idee, ha una grande capacità di comunicatore.

Intorno al 1910 si trasferisce a Parigi e col suo maestro fonda il PURISMO, caratterizzato dal

rapporto contro il cubismo, predilige un’indipendenza della forma e del colore, si guardavano

gli oggetti in quanto volumi. Si interessa a come un volume si forma in base all’incidenza

della luce.

Per la pittura si forniva della tecnica di tracciati regolatori che poi riporterà nell'architettura.

MAISON DOM-INO, 1914

★​

- Prima architettura moderna che disegna. Fatta da pilastri e solette, che permette una

pianta libera, cosa che non era possibile con le costruzioni in muratura. Progetto realizzato

per costruzioni rapide e economiche dopo la 2GM. Contengono dei moduli cioè elementi

standardizzati (ad es pilastri della stessa grandezza).

A Parigi lavora ma continua a studiare e disegnare. Ha una grande capacità di apprendere

dal passato e rielaborarlo

MAISON CITROHAN, 1920-22

★​

- Case in serie, pianta rettangolare con poche aperture sui lati lunghi e due lati corti

completamente vetrati. Spesso le sue case contengono spazi di altezza differente che si

affacciano uno sugli altri, qua sono due piani. Il rapporto proporzionale spesso è 1:2.

Negli anni 20/30 si facevano mostre internazionali, al salone d’autunno di parigi porta la

Maison Citrohan

Scrive Vers Une Architecture, un vero e proprio trattato di architettura contemporaneo

(composizioni che sintetizzano i concetti importanti dell'architettura dei vari secoli).

Paragone tra il Partenone e una macchina: il primo è un’architettura espressiva che può

sintetizzare l’arte di quel periodo, così come la macchina può farlo col suo periodo. Per Le

Corbusier la casa deve essere una “macchina per abitare”, ovvero un complesso di elementi

capaci di funzionare perfettamente grazie alle nuove tecnologie. Davanti alle lamentele dei

clienti per i difetti tecnici delle coperture piane (come le infiltrazioni), lui rispondeva che il

dettaglio tecnico era secondario: l’importante era abitare in un “monumento”, in una forma

nuova e straordinaria per l’epoca.

La prima Citrohan costruita viene fatta a Weissenhof, quartiere di Stoccarda, dove vengono

chiamati tutti i più grandi architetti del tempo. E’ sollevata su pilotis: si convince che la quota

del terreno non debba essere adibita ad abitazione ma al movimento, quindi le sue case

inizieranno a sollevarsi dal suolo, partendo dal primo piano (al piano terra impianti o

parcheggi).

I 5 punti di Le Corbusier:

1.​ I pilotis - La casa è sospesa nell’aria, lontana dal terreno, il giardino passa sotto la

casa;

2.​ Il tetto giardino - Diventa rigoglioso: fiori, arbusti, alberi, prati. Ragioni tecniche,

economiche, di comfort, sentimentali ci conducono ad adottarlo. Questa è la

conquista dell’ultimo piano: fino alla fine dell’800, infatti, i sottotetti erano spazi

destinati solo alla servitù o a ripostigli; con il Movimento Moderno diventano lo spazio

d’eccellenza dell’abitare.

3.​ La pianta libera - Oggi la pianta è schiava dei muri portanti, il cemento armato nella

casa conduce alla pianta libera.

4.​ La finestra in lunghezza - La finestra è uno degli scopi essenziali della casa, può

correre da un bordo all’altro della facciata

5.​ La facciata libera - I pilastri arretrati all’interno della casa, le facciate non sono altro

che membrane leggere di pareti o di finestre.

IMMEUBLES VILLAS, 1922

★​

- L’edificio è concepito come un insieme di ville sovrapposte: ogni appartamento è un

microcosmo indipendente e completo di tutto, compreso lo spazio esterno. Progetto mai

realizzato che prende spunto dalla pianta della Certosa: appartamenti disposti all’elemento

di accesso a U, ciascuno composto di due livelli. La casa interna è fatta ad L ed ogni

abitazione ha uno spazio di pertinenza a doppia altezza cioè il giardino.

- “L’architetto, che conosce i volumi, può produrre la ‘scatola miracolosa’. L’alloggio può

essere piccolo, la veduta ampia; con la luce, il paesaggio, la veduta, le ‘gioie essenziali’

sono entrate nell’alloggio”.

MAISON LA ROCHE JEANNERET, Parigi 1922

★​

- Posta in una situazione d’angolo, alla fine di una strada senza uscita, destinata a due

appartamenti (uno per 4 persone, uno per un collezionista d’arte). Nonostante le diverse

proprietà l’architetto tratta la facciata principale con unico linguaggio unitario e urbano.

- La facciata principale è segnata da una lunghissima finestra che attraversa tutti gli

appartamenti.

- L’appartamento più importante è quello del collezionista, diviso da un parte per le funzioni

della casa, poi una costruzione dell’angolo che separa questa parte alla galleria: volume

quasi interamente chiuso, salvo un'unica finestra a nastro alta, volume poi sollevato su

pilotis, all’interno unico vano. Costruisce una rampa per percorrere il doppio volume, e

permette di poter osservare le opere d’arte da altezze diverse.

- Lavora molto sull’angolo, è un punto complicato: crea una modellazione di forme che fa sì

che ci sia un vuoto a tripla altezza dove si affacciano tutti i passaggi della casa,

composizioni di volumi. L’angolo diventa così un luogo plastico dove gli sguardi si incontrano

a tutti i livelli e da tutte le direzioni, enfatizzato da elementi in aggetto, balconate e percorsi di

circolazione.

PETITE MAISON SUL LAGO DI GINEVRA, 1925

★​

- Costruita per la madre, casa molto piccola ma densa di contenuti ed elementi compositivi.

Tutta su un piano con copertura praticabile. Il prospetto lungo strada è quasi cieca, dall’altro

lato unica finestra a nastro, a un’altezza tale che si integra con il mobilio della casa e il suo

compito è quello di inquadrare il paesaggio cioè il lago.

La casa include anche una piccola stanza degli ospiti che, pur essendo integrata, possiede

un accesso indipendente e un’illuminazione dall'alto, permettendo all’ospite di muoversi

senza disturbare i proprietari.

- L’abitazione è sempre stata identificata come un RECINTO, dove si raccoglievano le cose

utili per la vita, e che presenta una finestra poetica.

Costruisce un basso muro che si affaccia sull’acqua, poi diventa un muro bianco con una

bucatura: altezza tale che non costituisca nessun ostacolo per lo sguardo dalla casa, su un

lato c’è uno spazio per la meditazione, la vista chiusa dal muro su cui c’è una bucatura.

Spesso per enfatizzare il paesaggio è utile chiudere la vista per far mirare la vista in un

punto ben preciso del paesaggio.

Il tavolo in pietra situato nel giardino, con un unico piede centrale, è un riferimento diretto

all’arredo delle celle della Certosa di Ema, dove i monaci usavano tavoli simili per

ottimizzare lo spazio.

VILLA SAVOYE, Pessac 1929

★​

- Viene confrontata con la Rotonda di Palladio: entrambe sono isolate, ed hanno entrambe 4

prospetti identici tagliati da una finestra orizzontale (che taglia ambienti diversi, prescinde

dalla funzione), non ce ne è uno principale.

- Parallelepipedo sospeso su pilotis. La linea curva del basamento al piano terra non è

casuale: è stata disegnata seguendo esattamente il raggio di curvatura dell’auto (la

limousine dell’epoca) che doveva girare intorno ai pilotis per parcheggiare.

Le finestre attraversano interni ed esterni, perché ogni abitazione deve avere il suo giardino.

- Per salire ci sono due percorsi, uno rapido con le scale e uno lento con la rampa (presente

in tutti i suoi progetti perché è un percorso architettonico che svela tutte le bellezze

dell’edificio).

Compaiono elementi più scultorei con cui articolerà quasi tutti i piani superiori, c’è il

solarium, spazio raccolto e intimo, che ha una relazione stretta con il paesaggio. Il solarium

funge da “cono ottico”: chi sale lungo la rampa vede il paesaggio inquadrato da una feritoia

nel muro, che trasforma la natura in un quadro scultoreo.

VERSO UN’ARCHITETTURA (1923) - Le Corbusier

Il saggio fondamentale in cui Le Corbusier delinea i principi della modernità architettonica. Il

testo analizza il legame tra la razionalità ingegneristica e l'emozione estetica, elevando

forme industriali come i silos e le macchine a nuovi modelli di perfezione. Attraverso una

ricca serie di fotografie, disegni e aforismi, l'autore promuove una visione rivoluzionaria

basata su volumi puri, superfici definite e piante funzionali. L'opera si configura come un

vero e proprio manifesto teorico, volto a superare gli stili accademici del passato per

rispondere alle esigenze della società contemporanea. Le prefazioni incluse

contestualizzano l'impatto storico del volume, sottolineando come l'architettura debba essere

intesa come un fatto spirituale e matematico. In sintesi, il documento celebra la nascita di

uno spirito nuovo capace di trasformare radicalmente il modo di concepire lo spazio

costruito.

1. L'Estetica dell'Ingegnere e l'Architettura

Le Corbusier presenta l'ingegnere e l'architetto come due figure che dovrebbero essere

solidali, ma che nel suo tempo si trovano in stati opposti: l'ingegneria è in "piena fioritura",

mentre l'architettura è in "penoso regresso".

●​ La missione dell'Ingegnere:

L'ingegnere è guidato dalla legge dell'economia e dal calcolo matematico. Utilizzando questi

strumenti, egli mette l'uomo in comunicazione con le leggi dell'universo e raggiunge

l'armonia. Le Corbusier descrive gli ingegneri come figure "sane e virili, attive e utili", che

sanno costruire perché conoscono le leggi della resistenza e del calcolo.

●​ La crisi dell'Architetto:

L'architetto moderno è invece accusato di essersi perso negli "stili" (come il Luigi XV o il

Gotico), che l'autore definisce una "menzogna". Gli architetti formati nelle accademie sono

visti come "chiacchieroni e malinconici" che insegnano il falso.

●​ La definizione di Architettura:

Per Le Corbusier, l'architettura non è semplice costruzione, ma "emozione plastica". Essa è

"il gioco sapiente, rigoroso e magnifico dei volumi assemblati nella luce". Mentre l'ingegnere

provvede al bisogno, l'architetto deve creare un ordine che sia "pura creazione dello spirito"

e che risvegli sensazioni profonde nel cuore umano.

2. Le Tre Avvertenze agli Architetti (Volume e Superficie)

L'autore fornisce istruzioni precise su come ritornare ai principi fondamentali dell'architettura,

concentrandosi sui primi due elementi: il volume e la superficie.

I. Il Volume

Il volume è l'elemento primario che i nostri occhi percepiscono.

●​ La Luce e le Forme:

"Gli occhi sono fatti per vedere le forme nella luce". Le ombre e le luci rivelano le forme; per

questo motivo, le forme primarie (cubi, coni, sfere, cilindri, piramidi) sono le più belle. La loro

immagine ci appare netta e tangibile, senza ambiguità.

●​ Esempi storici e moderni:

L'architettura egiziana, greca e romana si basava su questi solidi elementari. Al contrario,

l'architettura gotica è criticata perché non è fondata su una geometria semplice (tranne che

nella navata), risultando spesso in una "lotta contro il peso della materia" che genera un

dramma sentimentale piuttosto che una gioia plastica.

●​ I Silos Americani:

Le Corbusier loda i silos e le fabbriche americane come le "magnifiche primizie del nuovo

tempo". Gli ingegneri americani, seguendo solo il calcolo e la necessità, hanno creato forme

plastiche limpide che "schiacciano" l'architettura accademica agonizzante.

II. La Superficie

La superficie è l'involucro del volume e deve essere trattata con rigore geometrico.

●​ Linee Generatrici:

Un volume è avvolto da una superficie che deve essere divisa secondo le linee generatrici e

direttrici del volume stesso, mettendone in risalto l'individualità.

●​ Il rifiuto della decorazione:

Gli architetti moderni sono accusati di aver paura della geometria pura delle superfici e di

"divorare" il volume con decorazioni parassitarie. Le Corbusier ribadisce che gli "stili" non

hanno nulla a che vedere con l'architettura vera: sono come "un cappello in testa a una

donna", elementi accessori che spesso nascondono la forma invece di rivelarla.

●​ Modellare la superficie:

Modellare una superficie secondo una forma primaria semplice significa far scaturire

automaticamente la "misura stessa del volume". L'architetto deve imparare a creare fatti

plastici chiari che appaghino lo sguardo e infondano gioia allo spirito attraverso la geometria.

Le Corbusier spinge a guardare ai prodotti dell'industria non come a semplici macchine, ma

come a modelli di precisione e onestà plastica che l'architettura ha smarrito.

3. La Pianta e i Tracciati Regolatori

Questi due concetti rappresentano per Le Corbusier gli strumenti fondamentali per ristabilire

l'ordine e la disciplina nell'architettura moderna.

●​ La Pianta come Generatore:

Le Corbusier afferma che "la pianta è la generatrice". Senza una pianta, regnano il disordine

e l'arbitrio. Essa non è solo un disegno grafico, ma un'astrazione austera che contiene in sé

il principio della sensazione e determina irrevocabilmente il volume e la superficie

dell'edificio. L'architettura deve svilupparsi dall'interno verso l'esterno, poiché l'esterno è

sempre il risultato di una necessità interna. L'autore mette in guardia contro l'"illusione delle

piante" disegnate a tavolino (come quelle dell'Accademia), sottolineando che l'occhio umano

percepisce i volumi nello spazio e non le linee su carta; pertanto, una buona pianta deve

coordinare le sensazioni per trasmettere un "piacere di ordine elevato".

●​ I Tracciati Regolatori:

Definiti come una "garanzia contro l'arbitrio", i tracciati regolatori sono strumenti matematici

che portano ordine e armonia nell'opera. Non sono una ricetta prefabbricata, ma un mezzo

per verificare la correttezza dei rapporti proporzionali. Essi offrono quella "matematica

sensibile" che permette di ritrovare i ritmi chiari percepibili dall'occhio umano, simili a quelli

della sezione aurea. Le Corbusier dimostra la loro importanza analizzando opere storiche

come il Partenone, Notre-Dame di Parigi e il Campidoglio a Roma, mostrando come la loro

bellezza derivi da una geometria fondamentale rigorosa.

4. "Occhi che non vedono..." (Piroscafi, Aeroplani, Automobili)

L’autore invita a osservare con occhi nuovi i prodotti dell'industria, che incarnano lo "spirito

nuovo" e la logica della modernità che l'architettura stenta a raggiungere.

●​ I Piroscafi:

Vengono descritti come grandi edifici galleggianti che superano in audacia e sapienza le

cattedrali. Rappresentano la liberazione dalle "maledette servitù secolari" degli stili storici. I

piroscafi mostrano come si possano organizzare spazi complessi con una nuova estetica

basata sulla purezza, la luce e la disposizione sanamente raccolta degli elementi costruttivi.

●​ Gli Aeroplani:

L'aeroplano è presentato come un prodotto di "alta selezione". La sua lezione risiede nella

logica ferrea che presiede all'enunciato di un problema e alla sua soluzione. Le Corbusier

sostiene che se si pone il problema della casa con la stessa precisione con cui si progetta

un aereo, si otterranno "macchine per abitare" efficienti e belle, lontane dalle vecchie

"bar

Anteprima
Vedrai una selezione di 8 pagine su 35
Laboratorio di Progettazione 1 – Appunti e schemi dei libri  Pag. 1 Laboratorio di Progettazione 1 – Appunti e schemi dei libri  Pag. 2
Anteprima di 8 pagg. su 35.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Laboratorio di Progettazione 1 – Appunti e schemi dei libri  Pag. 6
Anteprima di 8 pagg. su 35.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Laboratorio di Progettazione 1 – Appunti e schemi dei libri  Pag. 11
Anteprima di 8 pagg. su 35.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Laboratorio di Progettazione 1 – Appunti e schemi dei libri  Pag. 16
Anteprima di 8 pagg. su 35.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Laboratorio di Progettazione 1 – Appunti e schemi dei libri  Pag. 21
Anteprima di 8 pagg. su 35.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Laboratorio di Progettazione 1 – Appunti e schemi dei libri  Pag. 26
Anteprima di 8 pagg. su 35.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Laboratorio di Progettazione 1 – Appunti e schemi dei libri  Pag. 31
1 su 35
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Ingegneria civile e Architettura ICAR/14 Composizione architettonica e urbana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher aaurora18_ di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Laboratorio di progettazione 1 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Lisini Caterina.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community