ISTOLOGIA
Prof.ssa Tabellini
L’istologia è lo studio della struttura microscopica del materiale biologico e dei modi
in cui i singoli componenti sono strutturalmente e funzionalmente correlati.
La cellula è l’unità di tutti gli organismi, tutte le cellule presentano la stessa
composizione interna, sia di macromolecole che organelli, ma assumono una
funzione diversa. Più cellule si uniscono tra di loro per formare un tessuto, più
tessuti insieme formano un organo, localizzati in una specifica zona anatomica, che
insieme formano gli apparati.
Classificazione:
- semplici→insieme delle cellule raggruppate in strutture organizzate (es.
epitelio)
- composti→tessuti costituiti da cellule di tipo diverso (es. connettivo)
La conoscenza dell’aspetto istologico normale è essenziale per riconoscere le varie
patologie.
Tessuti:
- epiteliale→cellule appiattite addossate le une alle altre e dove è presente
poca matrice cellulare. Possono formare epiteli di rivestimento con funzione di
protezione o filtrazione, oppure epiteli ghiandolari. Alcuni sono specializzati
nella percezione e trasmissione degli stimoli
- connettivo→È costituito da cellule con forme e dimensioni diverse, immerse
in abbondante matrice cellulare. Ha la funzione di connettere i vari tessuti.
Possono avere la funzione di sostegno. Tessuto osseo, cartilagineo, sanguigno
(cellule sferiche immerse in abbondante matrice extracellulare), adiposo
(funzione di coibentazione, riserva e protezione degli organi)
- muscolare→cellule terminalmente differenziate, simili tra loro, con un
citoscheletro sviluppato in maniera specifica in modo da consentire alle cellule
di contrarsi per consentire il movimento del corpo
- nervoso→formato da cellule morfologicamente diverse, i neuroni
specializzate nella recezione dello stimolo nervoso, e da cellule gliali con la
funzione di sostenere e nutrire le cellule nervose. Alcune cellule gliali vanno a
formare la mielina che accelera l’impulso nervoso. Consente di ricevere
informazioni dall’ambiente esterno e interno
All’interno di un organo cavo sezionato si possono riconoscere, in ordine dal lume
(cavità interna) verso la periferia, il tessuto epiteliale, successivamente il tessuto
connettivale (in cui si possono ritrovare anche i vasi sanguigni che vascolarizzano
1
l’organo), il tessuto muscolare e infine sono presenti le terminazioni del tessuto
nervoso.
TESSUTO EPITELIALE
Costituito da cellule morfologicamente simili, addossate le une alle altre e con
interposta una scarsa matrice cellulare.
È quasi esclusivamente formato da cellule a stretto contatto tra loro, che
costituiscono cordoni e lamine, con scarsissima sostanza extracellulare.
Tipi:
- di rivestimento
- secernenti/ghiandolari
- sensoriali
EPITELI DI RIVESTIMENTO
Sono costituiti da cellule, morfologicamente simili, adese tra loro che formano delle
lamine che possono rivestire la superficie esterna del corpo, come l’epidermide, o
cavità comunicanti o non comunicanti con l’esterno.
Tipi:
- mucose→rivestono le cavità in comunicazione con l’esterno. Sono costituite
da epitelio e tessuto connettivo
- sierose→rivestono le cavità non comunicanti con l’esterno. Sono costituite da
mesotelio (epitelio specifico) e connettivo
Le pareti dei vasi sanguigni e linfatici prendono il nome di endoteli, ovvero tessuti
epiteliali pavimentosi con funzione di assorbimento e diffusione di ossigeno, ormoni
e sostanze nutritive.
Gli epiteli di rivestimento vanno a costituire la cute, le tonache mucose e sierose, i
dotti escretori delle ghiandole esocrine, l’endotelio, la capsula di Bowman, la cornea
della retina e la superficie delle ovaie.
Tutti gli epiteli sono sostenuti dalla membrana basale,
formata da una rete di macromolecole legate tra loro. Questa ha
la funzione di supporto meccanico, di separazione dal tessuto
connettivo sottostante e di mediatore degli scambi metabolici
(ossigeno e nutrienti) tra connettivo ed epitelio. Questo accade
perché i tessuti epiteliali non sono vascolarizzati, per cui
ricavano il nutrimento dal tessuto connettivo sottostante. Sono
però innervati da nervi, tipicamente terminazione nervose amieliniche di tipo
sensitivo, che consentono la ricezione degli stimoli specifici. 2
Tutti i tessuti epiteliali derivano dai foglietti embrionali, ovvero ectoderma,
mesoderma e endoderma.
Può essere costituito da tanti strati di cellule oppure da singole cellule. Nel primo
caso l'epitelio ha un grande spessore e presenta una funzione di protezione contro
danni fisici, meccanici e chimici e rappresenta una barriera contro l’ingresso di
microrganismi, proteggendo anche contro la disidratazione. Nel caso di un singolo
strato di cellule, queste sono adese le une alle altre e presentano funzione di
assorbimento, secrezione, scambio di gas e ricezione degli stimoli.
Le cellule epiteliali sono adese tra loro, grazie all’intervento di molecole
glicoproteiche o proteine di adesione.
Queste sono polarizzate perché la regione apicale o basale di alcune cellule è
funzionalmente, morfologicamente e x diverse rispetto alla regione basale.
Classificazione:
- in base al numero di cellule
- semplici/monostratificati→costituito da un’unico strato
- composti/pluristratificati→costituiti da più strati di cellule. Per
identificare il tipo di tessuto bisogna osservare il primo strato
- pseudostratificati→tutte le cellule poggiano sulla membrana basale
ma hanno diverse altezza
- in base alla forma delle cellule
- pavimentosi→cellule piatte e allungate, con nucleo piatto
- cubici→nucleo tondo
- cilindrici→nucleo allungato
Sono innervati da terminazioni libere amieliniche che portano al sistema nervoso
centrale le sensazioni dolorifiche. Tra le cellule queste terminazioni possono essere
3
libere, dilatate o incluse in corpuscoli, ovvero i recettori. Tra i cheratinociti dello
strato basale si possono osservare delle cellule epiteliali trasformate con la funzione
di portare al SNC gli stimoli pressori.
Le cellule epiteliali sono tenute tenacemente adese le une alle altre grazie a diverse
molecole proteiche o glicoproteiche, dette strutture di giunzione. Queste strutture
sono presenti anche in altri tessuti, oltre a quello epiteliale, come in quello
connettivale, muscolare e nervoso, contribuendo alla funzione del tessuto stesso.
GIUNZIONI CELLULARI
Localizzazione:
- zonule→coinvolgono tutto il perimetro della membrana plasmatica
- macule/bottoni/placche→coinvolgono solo delle piccole regioni della
membrana plasmatica
Tutte le giunzioni sono poste in maniera
specifica a livello della parete laterale delle
cellule epiteliali, nella parte apicale ci sono
quelle occludenti, seguite da quelle aderenti,
dai desmosomi, dalle giunzioni comunicanti, e
infine gli emidesmosomi localizzati sulla parte
basale.
Giunzioni occludenti
Occludono il passaggio di sostanze e molecole attraverso la parete laterale di due
cellule epiteliali adiacenti.
Sono formate da proteine transmembrana multipasso, le occludine o le claudine,
che si legano tramite legame omofilico. Le occludine che si trovano nella parete di
una cellula si legano con la porzione extracitoplasmatica delle occludine che si
trovano nella parete della cellula adiacente. Essendo proteine transmembrana, si
riconoscono tramite porzioni extracellulari, mentre quelle intracellulari vengono
riconosciute da proteine delle zonule occludenti (ZO1, ZO2, ZO3), che a loro
volta fanno da ponte mediando l’aggancio tra la porzione intracitoplasmatica e il
citoscheletro di actina. Queste giunzioni si dispongono a cintura lungo tutto il
1
perimetro della membrana citoplasmatica e formano le zonule occludenti .
Sono responsabili del mantenimento della polarità morfofunzionale delle cellule
epiteliali, morfologica perché la parte apicale si estroflette in numerosi microvilli,
mentre funzionale perché le proteine che si trovano nella membrana non possono
diffondere in altre zone della membrana per via delle giunzioni che bloccano il
passaggio, quindi rimangono confinate nella porzione apicale.
1 Barriera ematoencefalica (protegge l’encefalo) e barriera ematotesticolare (protegge gli spermatozoi) 4
L’impermeabilizzazione data dalle giunzioni occludenti ha un’efficienza variabile a
seconda del numero di giunzioni.
Se sono alterate possono causare delle patologie infiammatorie (es. morbo di Crohn,
asma, psoriasi, Alzheimer)
Giunzioni aderenti/ancoranti
Ancorano la parete laterale di due cellule epiteliali adiacenti e le ancorano al
citoscheletro, in modo che il tessuto sia compatto, aderente e resistente a stimoli
meccanici.
Si localizzano al di sotto delle giunzioni occludenti e sono formate da proteine
transmembrana chiamate caderine, costituite da un dominio intracitoplasmatico e
uno extracitoplasmatico. Queste formano un legame omofilico, ma si legano grazie
alla presenza di calcio, quindi un aumento dell’introduzione di calcio stabilizza
queste giunzioni. La parte intracitoplasmatica, tramite altre poteine, si aggancia al
citoscheletro di actine della cellula adiacente. Sono tessuto-specifiche e sono E
(epiteliali), N (SNC), P (placenta) e VE (endoteliali). Se non si formano
2
correttamente causano patologie come cardiopatie, epidermiolisi bollose e pemfigo .
La bassa espressione delle caderine non permette la formazione delle giunzioni ed è
un meccanismo che avviene in molte fasi dello sviluppo embrionale quando le cellule
epiteliali devono perdere la loro funzione e si trasformano in cellule mesenchimali
migranti; oppure quando le cellule diventano tumorali metastatizzanti
I desmosomi sono giunzioni con disposizione ellittica/a bottone molto
elettrondensa. Sono formati da caderine, calcio nel mezzo e la parte
intracitoplasmatica si lega a delle proteine con strutture ellittiche dette
desmoplachine/placoglobine a ridotto della membrana plasmatica interna, che si
legano ai filamenti intermedi di cheratina, molto più stabili dei filamenti di actina.
Hanno la funzione principale di resistere alle sollecitazioni meccaniche e si trovano
nei cheratinociti, cardiomiociti e nella mucosa intestinale
I emidesmosomi sono un tipo di giunzione ancorante che coinvolge una piccola
porzione di membrana plasamtica, tenendo adese le cellule epiteliali alla membrana
basale. Sono composti da metà desmosoma. Sono coinvolte le integrine che si legano
alle componenti della membrana basale (laminina, collagene IV, fibronectina) e nella
parte intracitoplasmatica si legano a una serie di proteine che fanno da ponte,
disponendosi in una struttrura ellittica formando una sola struttura ellittica.
Coinvolgono solo la membrana plasmatica della prozione basale della cellula
epiteliale e la lamina basale. In caso di rottura le cellule si sganciano dalla membrana
2 Malattia autoimmune dove si formano anticorpi anti-desmosomi per cui si eliminano gli strati di epidermide
5
basale determinando l’inizio del processo di differenziamento della cellula, di morte
per apoptosi o di divisione mitotica
Giunzioni comunicanti
Permettono la comunicazione tra il citoplasma di due cellule adiacenti, permettendo
il passaggio di ioni e piccole molecole presenti nel citoplasma di una cellula al
citoplasma della cellula adiacente.
Sono costituite da proteine transmembrana chiamate connessine, che si
dispongono nella parete laterale di una cellula a formare una struttura, il
connessone, costituita da 6 connessine legate da legami omofilici. Due connessoni,
uno su ciascuna membrana, si uniscono a formare un canale intercellulare
complesso di un poro centrale che può essere aperto o chiuso e la cui apertura
dipende dal pH o dall’aumento della concentrazione di calcio. Sono presenti nelle
cellule epiteliali, muscolari lisce e cardiache, follicolari, del Sertoli e negli osteociti.
Nel glioblastoma, tumore che origina dalla proliferazione degli astrociti, quando
aumentava il numero delle giunzioni comunicanti, la proliferazione delle cellule
tumorali diminuiva. Questo è stato attribuito alle connesine, che presentano ruolo di
tumor suppressor gene, ovvero geni la cui espressione determinava un’inibizione
della proliferazione tumorale.
POLARIZZAZIONE
Le cellule epiteliali sono anche polarizzate, perché presentano una porzione apicale
rispetto a quella basale.
Specializzazioni apicali:
- microvilli→estroflessioni digitiformi che aumentano la
superficie assorbente delle cellule, aumentando la quantità di
acqua e nutrienti che la cellula può assorbire. Sono sostenute
strutturalmente da 30-40 microfilamenti di actina, uniti tra loro
grazie ad altre proteine, come fimbrina e fascina, per mantenerli
stabili e paralleli gli uni agli altri. Numerosi nell’intestino e nel
tubulo contorto del rene
- stereociglia→hanno funzioni specifiche a seconda del luogo in
cui si trovano, ovvero coclea, dove consentono la trasmissione dei
suoni e il mantenimento dell’equilibrio, o epididimo, dove
consentono la maturazione degli spermatozoi. Il movimento
ondulatorio è generato dal suono o dal flusso di liquidi
- ciglia vibratili→estroflessioni citoplasmatiche in grado di muoversi tramite
vibrazione che servono per spostare il muco e le cellule che si trovano sulla
superficie dell’epitelio. Sono sostenute dai microtubuli del citoscheletro che
sono disposti a formare una struttura chiamata assonema, costituita da 9
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coppie di microtubuli parzialmente fusi tra loro. Il microtubulo A è formato da
13 protofilamenti completi, mentre il B è parzialmente fuso con la parete del
microtubulo A. Le 9 coppie sono disposte a cerchio e nel centro sono presenti
due microtubuli centrali completi. Il movimento richiede proteine specifiche,
dineina e chinesina, in grado di idrolizzare l’ATP. La dineina riesce a unire il
microtubulo A al B della coppia adiacente, facendo scorrere le coppie di
microtubuli disposte in cerchio, provocandone il ripiegamento e l’inclinazione.
Si trovano sulla superficie libera delle cellule epiteliali che tappezzano le vie
respiratorie e le vie genitali femminili
In alcune cellule epiteliali la porzione basale, per aumentare la superficie assorbente,
si solleva in numerose introflessioni, chiamate pieghe del dominio della membrana
basale o pieghe basali. In queste pieghe della membrana basale, dove vengono
riassorbiti molti liquidi, sono distribuiti i mitocondri in maniera verticale e parallela.
Questi sono presenti in maggiore quantità nelle porzioni dove vi è maggiore bisogno
di energia.
Nella parte basale invece sono presenti delle pieghe, che aumentano l’area
disponibile per il trasporto dei liquidi, gli emidesmosomi.
MEMBRANA BASALE
Rete di macromolecole intrecciate tra loro, prodotte dalle cellule epiteliali stesse e da
quelle connettivali sottostanti. Si trova alla base di tutte le cellule epiteliali di tutti gli
epiteli. Ha la funzione di aggancio e di mediazione dello scambio di gas e nutrienti
con il tessuto sottostante.
Costituzione:
- lamina basale→macromolecole prodotte dalle cellule del tessuto epiteliale
- rara→superficiale e a contatto diretto con le cellule epiteliali, con cui
media l’adesione. È costituita da macromolecole (glicoproteine, GAG)
prodotte dalle cellule
- densa→generata dai fibroblasti delle cellule connettivali sottostanti che
producono collagene, fibronectina e GAG. Queste si legano grazie a siti
di legame per tutte le altre molecole
- lamina reticolare→macromolecole prodotte dalle cellule del tessuto
connettivale
EPITELIO PAVIMENTOSO SEMPLICE
Costituito da cellule appiattite disposte in un unico strato, agganciate alla membrana
basale grazie agli emidesmosomi. Essendo molto sottili hanno la funzione di filtrare
o diffondere gas e soluti. 7
Localizzazione:
- capsula di Bowman
- endotelio
- mesotelio
- alveoli polmonari
EPITELIO CUBICO SEMPLICE/ISOPRISMATICO
Cellule cubiche disposte in un unico strato separate dal
connettivo sottostante grazie alla membrana basale. Ha la
funzione di contenimento. Possono essere presenti
microvilli e ciglia vibratili.
Localizzazione:
- superficie dell’ovaio
- condotti escretori di alcune ghiandole
- follicoli tiroidei
- bronchioli terminali e respiratori
- pigmentato della retina
EPITELIO CILINDRICO SEMPLICE/BATIPRISMATICO
Costituito da un’unica fila di cellule cilindriche. Il nucleo di forma ovale occupa
solitamente il terzo inferiore della cellula o la porzione basale. Spesso sono presenti
complessi di giunzione. Possono essere presenti cellule caliciformi specializzate nella
produzione di muco.
Può specializzarsi nelle funzioni di assorbimento o secrezione.
Localizzazione:
- tubo digerente
- bronchi
- tube uterine e utero
- dotti escretori di diverse ghiandole
EPITELIO PSEUDOSTRATIFICATO
Costituito da una fila di cellule che poggiano sulla membrana
basale ma non tutte raggiungono la superficie libera dell’epitelio
perché non hanno la stessa altezza. I nuclei, spesso ovali, appaiono
disposti ad altezze diverse e conferiscono all’epitelio un falso
aspetto pluristratificato.
È specializzato nell’assorbimento, nella secrezione, nella
filtrazione e negli scambi gassosi. 8
Le cellule presentano intercalate le cellule caliciformi mucipare, unico esempio di
ghiandola esocrina unicellulare. Può presentare ciglia vibratili sulla parte apicale.
Localizzazione:
- cavità nasali
- laringe
- trachea
- bronchi
- uretra
- grossi dotti escretori di alcune ghiandole
EPITELIO PAVIMENTOSO PLURISTRATIFICATO
Le cellule dello strato superficiale sono appiattite.
Tipi:
- cheratinizzato→cellule morte, ovvero lamelle cornee desquamanti, senza
nucleo e senza organelli (es. epidermide)
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