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Microeconomia: domanda, offerta, equilibrio

Tutte le società devono affrontare alcuni quesiti economici di base:

  • Che bene? Quali beni produrre? Quanto produrre di ciascun bene?
  • Come? Con quali risorse? Con quale tecnologia?
  • Per chi? In base a cosa distribuire i beni prodotti? In base al reddito o ai bisogni?

Abbiamo, inoltre, due approcci:

Economia pianificata

L’allocazione (distribuzione) delle risorse è decisa da un apparato politico, che raccoglie le informazioni relative alla tecnologia, alle risorse disponibili e alla domanda finale di beni e servizi.

Economia di mercato

Le decisioni relative a produzione e distribuzione sono lasciate ai singoli che interagiscono nei mercati privati.

Bisogna però specificare che non esistono economie di mercato pure, ma spesso si parla di economie miste:

Mercati finanziari + regolamentazione pubblica e altre forme di controllo.

Che cosa è il mercato?

Il mercato è un luogo fisico o immaginario, dove si incontrano l’insieme di compratori e venditori di un bene.

Il mercato viene identificato da un certo bene o servizio e dai suoi stretti sostituti, dall’area geografica.

Inoltre, il mercato comprende tutti i compratori e venditori attuali e potenziali. Sul mercato, d’altronde, si forma il prezzo del bene/servizio e si determina la quantità scambiata sulla base tra domanda e offerta.

Che cosa è la domanda?

La domanda di un bene/servizio rappresenta la quantità di quel bene o servizio che il consumatore vuole acquistare a ogni determinato prezzo.

Inoltre, troviamo la funzione o curva di domanda che descrive matematicamente, numericamente o graficamente, la relazione tra prezzo e quantità domandata, a parità di altre condizioni che possono influenzare la quantità domandata.

Esiste anche la legge della domanda, che è un principio per cui, a parità di altre condizioni, la domanda varia inversamente al variare del prezzo.

La curva di domanda ha inclinazione negativa: al crescere del prezzo, il consumatore tende a ridurre la quantità che desidera acquistare.

La domanda inoltre si divide in:

  • Domanda individuale: domanda proveniente da un singolo consumatore. I consumatori hanno curve di domanda diverse generalmente, perché le loro preferenze sono diverse.
  • Domanda di mercato: proveniente da tutti quei consumatori provenienti da quel mercato, ed è la somma delle domande individuali dei consumatori in quel determinato mercato.

La domanda, inoltre, è la relazione tra prezzo del bene e quantità del bene che i consumatori desiderano acquistare, a parità di altre condizioni che possono influenzare la quantità domandata.

Ci sono, inoltre, altre condizioni che possono influenzare la quantità domandata e sono:

  • Reddito
  • Prezzo di altri beni, sostituti o complementari
  • Aspettative
  • Preferenze
  • Numero dei consumatori presenti

Se il reddito del consumatore aumenta, nella maggior parte dei casi il consumatore andrà ad acquistare una quantità maggiore del bene in questione, qualunque sia il prezzo del bene.

Nel caso di un bene normale, la curva della domanda si sposta verso destra (DX). Quindi, verrà richiesta una quantità maggiore.

In altri casi, il consumatore potrebbe acquistarne meno, qualunque sia il prezzo del bene.

Qui ci ritroviamo nel caso del bene inferiore e la curva si sposta verso sinistra.

Nel caso del bene sostituto: questo bene è quel bene che rappresenta un’alternativa a un bene X, come birra e vino.

Se il prezzo del vino aumenta, il consumatore sostituisce il vino con la birra e quindi, di conseguenza, la domanda della birra aumenta e quindi la curva di domanda si sposta verso destra.

Nel caso del bene complementare, un bene complementare a un bene X, come Sky Pass e sci.

Se il prezzo dello Sky Pass aumenta, il consumatore ridurrà le giornate di sci, la domanda di sci diminuisce, la curva di domanda andrà verso sinistra.

NB: bisogna precisare lo spostamento lungo la curva di domanda, ovvero, quando il prezzo del bene in questione cambia, ci si sposta da un punto ad un altro della curva di domanda.

Invece, lo spostamento della curva di domanda avviene quando uno degli altri fattori cambia: reddito, prezzo di un bene sostituto o complementare.

Motivi dell’inclinazione negativa della domanda

Ci sono tre motivi per cui la domanda ha inclinazione negativa:

  1. Effetto reddito: quando il prezzo del bene aumenta, il reddito del consumatore perde potere d’acquisto, il consumatore è più povero.
  2. Bene normale: nella maggior parte dei casi, il consumatore reagirà riducendo il consumo di quel bene.
  3. Bene inferiore: è possibile che il consumatore reagisca aumentando.

Quando un bene è normale, l’effetto reddito e l’effetto sostituzione vanno nella stessa direzione, quindi insieme fanno diminuire la domanda del bene.

Nel caso di un bene inferiore, l’effetto reddito e l’effetto sostituzione agiscono in direzioni opposte. Tuttavia, di solito prevale l’effetto sostituzione, quindi nel complesso la domanda del bene diminuisce.

Riguardo l’effetto sostituzione, consiste nel sostituire il bene con il prezzo aumentato con altri beni a cui il prezzo non è cambiato.

Come si legge la domanda?

Riguardo l’offerta, è una relazione tra prezzo del bene e quantità di quel bene che le imprese desiderano vendere, a parità di altre condizioni che possono influenzare la quantità offerta.

La funzione o curva di offerta ha lo scopo di descrivere matematicamente la relazione tra prezzo e quantità offerta, a parità di altre condizioni che possono influenzare la quantità offerta.

Esiste, inoltre, la legge dell’offerta, ovvero, quando sul mercato vi è concorrenza, la curva di offerta ha tipicamente inclinazione positiva: al crescere del prezzo del bene, l’impresa tende ad aumentare la quantità che desidera vendere.

Abbiamo inoltre due tipologie di offerte:

  1. Individuale: offerta da parte di una singola impresa.
  2. Di mercato: offerta da parte di tutte le imprese di quel mercato, è la somma delle offerte individuali delle imprese di quel mercato.

La curva di domanda ha sempre inclinazione positiva perché è strettamente legata ai costi di produzione.

Poiché le imprese producono per ottenere un profitto, sono disposte a offrire un’unità aggiuntiva del bene solo se il prezzo di vendita di quell’unità supera il costo necessario a produrla.

Se il costo di produzione cresce al crescere della quantità prodotta, allora le imprese sono disposte a produrre di più solo se il prezzo di vendita aumenta.

Inoltre, vedremo che nel breve periodo, il costo cresce al crescere della quantità prodotta per via dei rendimenti decrescenti degli input.

Nel lungo periodo il costo cresce al crescere della quantità prodotta per via delle diseconomie di scala.

Ci sono, inoltre, delle condizioni che possono influenzare la quantità offerta tramite:

  • Prezzo degli input, beni capitali, lavoro, materie prime, energia
  • Innovazioni tecnologiche, aspettative

L’offerta di mercato è influenzata dal numero di imprese operanti, entrata/uscita.

Equilibrio di mercato

L’equilibrio di mercato, invece, si ha quando domanda e offerta di mercato si equivalgono.

Un sistema è in equilibrio quando al suo interno non vi è spinta al cambiamento e compratori e venditori non hanno alcun motivo di modificare il proprio comportamento perché:

  1. Al prezzo di equilibrio, i consumatori acquistano proprio la quantità che desiderano acquistare a quel prezzo.
  2. Al prezzo di equilibrio, le imprese vendono proprio la quantità che desiderano vendere a quel prezzo.

Quando il mercato è in equilibrio, tutti i venditori e tutti i compratori sono soddisfatti delle quantità rispettivamente vendute e comprate al prezzo di mercato.

Quando il mercato è in disequilibrio, qualche operatore è insoddisfatto e modificherà il proprio comportamento per cercare di raggiungere il proprio obiettivo.

Le forze del mercato tendono naturalmente a riportare il sistema in equilibrio.

Esempi

1) Supponiamo che il prezzo della pizza salga a 4 euro.

A quel prezzo i compratori vorrebbero acquistare 8 quintali al giorno.

A quel prezzo i produttori desiderano vendere 16 quintali al giorno.

Eccesso di offerta: il prezzo del bene è più alto del prezzo di equilibrio: la quantità offerta è superiore a quella domandata.

I produttori non riescono a vendere quanto vorrebbero e alcuni inizieranno a ridurre il prezzo.

Man mano che il prezzo scende, la domanda aumenta e l’offerta diminuisce: il gap tra offerta e domanda si riduce.

L’incentivo a ridurre il prezzo cessa solo quando non vi è più l’eccesso di offerta, cioè quando il prezzo raggiunge il suo livello di equilibrio.

2) Supponiamo che il prezzo della pizza diminuisca a 2 euro.

A quel prezzo i compratori vorrebbero acquistare 16 quintali al giorno.

A quel prezzo i produttori desiderano vendere 8 quintali al giorno.

Eccesso di domanda: il prezzo del bene è più basso del prezzo di equilibrio: la quantità domandata è superiore a quella offerta.

I compratori non riescono ad acquistare quanto vorrebbero e alcuni compratori insoddisfatti inizieranno a offrire ai venditori di pagare un prezzo più alto pur di accaparrarsi il bene, oppure i venditori si rendono conto che possono incrementare i loro prodotti alzando i prezzi.

Man mano che il prezzo sale, la domanda diminuisce e l’offerta aumenta: il gap tra domanda e offerta si riduce.

L’incentivo a offrire un prezzo più alto cessa solo quando non vi è più l’eccesso di domanda, cioè quando il prezzo raggiunge il suo livello di equilibrio.

Elasticità

L’elasticità è il concetto che gli economisti utilizzano per misurare di quanto una certa grandezza varia al variare di un’altra grandezza.

Inoltre, l’elasticità della domanda di un bene rispetto al prezzo è la variazione percentuale della quantità domandata di quel bene, in risposta a una piccola variazione percentuale del prezzo del bene.

Questa formula serve a calcolare e capire quanto sono sensibili i consumatori a variazioni di prezzo.

La pendenza della curva di domanda si ottiene facendo il reciproco della pendenza della curva di domanda inversa.

La pendenza della domanda è l’inverso della pendenza della domanda inversa.

Poiché la curva di domanda ha sempre inclinazione negativa, l’elasticità della domanda rispetto al prezzo ha sempre segno negativo, infatti molte volte il segno meno viene omesso.

L’elasticità della domanda rispetto al prezzo non è costante, ma varia al variare del prezzo di partenza.

  • Domanda elastica: se l’elasticità, in valore assoluto, è maggiore di 1, la quantità varia più che proporzionalmente rispetto al prezzo.
  • Domanda anelastica: se l
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeentinaa.6 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bari o del prof Binetti Michele.
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