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Economia politica

La parola economia deriva dalla fusione delle parole greche oikos e enomos, ovvero casa e regola. L’economia quindi si può dire che rappresenta quell’insieme di attività, istituzioni e strumenti il cui scopo è quello di regolare e soddisfare i bisogni della comunità. Il complesso delle interazioni tra i vari nuclei familiari e le imprese rappresenta il livello all’attività economica.

Adam Smith e la teoria della mano invisibile

Adam Smith è stato il primo che ha introdotto la materia di Economia nel 1700. La teoria della mano invisibile sostiene che studiando il sistema economico si può notare l’esistenza di una mano invisibile che guida gli individui, i quali finiscono per conseguire l’ottimale funzionamento del sistema economico. Non è quindi necessario l’intervento dello stato poiché è un meccanismo perfetto e l’intervento statale potrebbe essere dannoso; tutto ciò funzionerebbe solo in caso di concorrenza perfetta.

Primo grafico: tasso di crescita

La pendenza delle curve delle serie storiche si chiama tasso di crescita.

  • Y: Valore del dollaro nella produzione in Log;
  • X: Fascia temporale.
  • Curva: Tasso di crescita dei vari paesi:
  • Western Offshoot: Paesi creati dai colonizzatori europei.
  • Western Europe: Crescita costante ma relativamente bassa.
  • Asia.
  • Latin America.
  • Africa.

Dal 1600 di inizia a notare un cambiamento, soprattutto nella curva dei Western Offshoots e in America Latina. La Rivoluzione Industriale ha portato una forte accelerazione della crescita nel 1800, assieme alla Rivoluzione Industriale, c’è stata anche una rivoluzione organizzativa della società per la quale cambiano le relazioni tra potere e cittadini (es. Rivoluzione Francese), aumentando lo spazio di libertà tra gli individui. Questa nuova organizzazione verificatasi attorno alla rivoluzione industriale, ha provocato un cambio drastico, una crescita enorme in quelli che sono i paesi del Western Offshoots e Western Europe.

Figura 1.1: Global income and wealth inequality 2021

Di tutto quello che viene prodotto di beni e servizi per il benessere dell’umanità, viene fluito per l’8% da quelli che stanno sotto la linea della mediana, per il 92% da quelli che stanno sopra la linea della mediana. Il 10% di quelli che hanno il reddito più elevato, detengono il 50% della metà della “torta”; ciò evidenzia una fortissima ineguaglianza.

Income inequality USA 1820-2021

Nel grafico si vede l’evoluzione nel tempo dell’ineguaglianza:

  • Linea rossa: Fetta di torta che va al 50% sotto la mediana, nel periodo di grande sviluppo economico la quota inizialmente è andata diminuendo (i primi decenni dopo la rivoluzione sono stati anni molto duri per i lavoratori “Laissez-faire”). Dopo il 1850 ha iniziato a crescere.
  • Linea blu: Fetta di torta che va al 50% sopra la mediana, nel periodo di grande sviluppo economico la quota è andata a salire. Dal 1850 ha iniziato a diminuire, facendo diminuire la disuguaglianza.

Alla fine degli anni 80, però, si è aumentata molto la diseguaglianza tra le due fette di torta. Il problema dell’ineguaglianza è stato messo anche nell’agenda 2030 dell’ONU, e ridurla è uno degli obiettivi da raggiungere nell’ONU.

Income inequality, India, 1839-2019

In India l’ineguaglianza è incrementata negli anni 80 all’insegna del neo-liberismo “più mercato”. Quando c’è più mercato, c’è sì più crescita ma anche più ineguaglianza.

Global CO2 levels

Questo incremento della produzione ha avuto un enorme impatto ambientale. La linea, costruita in ambito millenario, ritrova la sua crescita, turbando l’equilibrio, da dopo il 1800, salendo a picco dal 1900. Per produrre il nostro benessere si dovevano produrre delle emissioni, che all’inizio non avevano conseguenze, ma producendo sempre di più hanno avuto il loro impatto sulla vita delle persone e sull’ambiente. Ma com’è che le dinamiche di mercato non se ne sono accorte? (“La mano invisibile” Adam Smith) il mercato ha un ordine spontaneo, nell’economia di mercato, nel perseguire in piena libertà quello che è più vantaggioso per se, inconsapevolmente le famiglie e le imprese stavano promuovendo anche l’interesse collettivo; per quello è cresciuta così tanto la produzione. Società all’insegna dell’individualismo, ma perseguendo anche l’interesse collettivo inconsapevolmente.

Funzionamento e correzione del mercato

  • Come funziona il mercato
  • Quali sono i suoi pregi e difetti
  • Come possono essere corretti i difetti del mercato senza rinunciare ai suoi pregi

Per rispondere bisogna analizzare il mercato da più vicino:

Microeconomia e macroeconomia

Microeconomia: si occupa di problemi come:

  • Cosa determina i prezzi dei vari beni
  • Cosa determina gli stipendi delle varie categorie di lavoratori
  • Cosa determina i volumi di produzione dei vari beni e servizi
  • Cosa determina il modo con il quale i beni e servizi vengono prodotti
  • Le qualità prodotte e i modi di produrre sono efficienti dal punto di vista dell’intera società

Macroeconomia: si occupa di problemi come:

  • Cosa determina il volume complessivo della produzione e la sua variazione nel tempo, cioè la “crescita”
  • Quali sono le cause della disoccupazione e di una crescita bassa

Le risorse e i prodotti della società

Connessione tra risorse e produzione. Il nesso tra le due è complicato perché la strada non è a senso unico, ma esiste anche il senso opposto, ovvero le risorse che noi produciamo, le produciamo noi stessi e le abbiamo prodotte nel passato. Le risorse servono per produrre, e possiamo decidere di produrre non solo per il presente, ma possiamo decidere di produrre anche cose che potrebbero servirci anche nel futuro. Non ci può essere crescita economica senza un accumulo di risorse che ci permetteranno di produrre di più nel futuro. Distrarsi dalla produzione attuale per soddisfare il benessere futuro da dedicare anche alle prossime generazioni. Solo dopo aver accumulato risorse si potrà produrre di più. Questo circuito è fondamentale per distinguere le economie che funzionano e quelle che non funzionano, quelle che crescono e quelle che rimangono statiche; se le risorse sono poche, dobbiamo preoccuparci di produrre solo per il presente, ma se noi continuiamo a produrre solo per il presente, le risorse rimarranno sempre poche; poca capacità di accumulare le risorse. Ad esempio alcuni paesi dell’Africa non si preoccupano di produrre il pranzo e la cena, ma si preoccupano solo di arrivare a fine giornata, senza riuscire ad accumulare abbastanza risorse per lo sviluppo. Il nesso tra risorse e prodotto è un nesso circolare, e differenzia tra nazioni che crescono e nazioni che non riescono a crescere.

I fatti fondamentali del sistema economico

  • L’economia dispone di risorse ereditate dal passato, ripartite in un certo modo fra i membri della società, ovvero le famiglie; nella società ci sono diversi tipi di famiglie differenti tra loro, che sono i proprietari ultimi delle risorse. Ma le famiglie con più risorse avranno più diritti da vantare sul prodotto sociale;
  • Le risorse vengono utilizzate (per lo più dalle imprese) per produrre beni e servizi; la proporzione fra risorse utilizzate e prodotti si chiama produttività; le risorse vengono “affittate” dalle imprese, che possono usarle pagando un corrispettivo; si sviluppa un nesso tra risorse utilizzate e quantità di beni e servizi prodotti;
  • I beni e i servizi prodotti vengono in parte consumati dalle famiglie, che ne traggono un benessere economico presente, secondo una certa distribuzione; la produzione quindi può essere destinata nel consumo, spesso privato, che va ad alimentare il benessere corrente; allo stesso modo tutta la produzione non può essere destinata al consumo, perché non ci sarebbe spazio per destinare parte della produzione per il futuro;
  • La rimanente parte non utilizzata al consumo, viene investita, per sostenere il benessere economico futuro;
  • Il consumo e l’investimento contribuiscono a mantenere ed incrementare le risorse future.

Questi fatti rappresentano il circuito delle risorse: Risorse > Prodotti: - Consumi (benessere economico presente) > risorse - Investimenti (benessere economico futuro) > risorse. Alcuni consumi possono far ricavare risorse, perché le migliorano. I due prodotti principali sono i consumi e gli investimenti. Il circuito delle risorse o spirale: si parte da dare risorse passando per un certo livello di produzione e consumo, e attraverso gli investimenti si ritorna alle risorse incrementandole. Non è uno stato di riproduzione statico, perché l’economia può crescere e nel corso del tempo questo movimento circolare può cambiare i propri livelli di produzione e consumi. Per realizzare dei prodotti servono delle risorse; questi prodotti sono suddivisi in due categorie: i prodotti che vanno a soddisfare il benessere economico della società, ovvero i prodotti che vengono consumati e prodotti nello stesso anno e altri prodotti che vengono sottratti all’utilizzo per consumo, non servono per sostenere il benessere economico corrente ma vengono investiti e servono quindi per aumentare nel futuro la capacità di produrre beni e servizi nell’economia, ovvero gli investimenti che costituiscono una aggiunta alle risorse. Si parte da una certa quantità di risorse, una parte viene consumata, e una parte la ritroveremo sotto forma di un incremento delle risorse in modo che nel futuro l’economia possa produrre di più. È spirale perché non è un processo di produzione statico, perché possiamo avere un’economia che cresce, e quindi si vede un procedimento circolare ma con livelli di risorse e produzione sempre più alti, se l’economia funziona in modo adeguato. Allo stesso modo, gli investimenti producono risorse; le risorse sono:

  • Popolazione: può aumentare o diminuire attraverso la demografia naturale e sociale; bisogna considerare la sua composizione secondo l’età, la nazionalità e il grado di istruzione; con riguardo all’età, la popolazione in età di lavoro è una risorsa particolarmente pregiata e ancora più importante è la sua quota di laureati; ma tutto il tempo dedicato dalla popolazione ad attività produttive è una risorsa economica; la qualità della popolazione nelle varie fasce di età può migliorare, o peggiorare, nel tempo in seguito alle decisioni in tema di istruzione e di sanità, anche in seguito alle migrazioni. Non è solo importante il numero, questo perché deve essere esaminata anche dal punto qualitativo. Le caratteristiche della popolazione sono l’età e il livello di istruzione, che sono prodotti di scelte delle famiglie e che hanno un loro importante valore economico perché rispondono di motivazioni economiche. Questo è fondamentale e funziona in modo più semplice per quanto riguarda la demografia sociale: le migrazioni hanno alla base delle motivazioni di carattere economico e affondano le proprie radici in una grandissima ineguaglianza economica fra i paesi del mondo; la connessione fra scelte economiche e qualità della risorsa popolazione, noi aka vediamo in modo più pieno quando andiamo ad osservare i livelli di istruzione della popolazione: l’istruzione è un investimento, i servizi che offre sono una parte della produzione nazionale, che portano all’investimento del capitale umano; da questo capiamo che in realtà le carte tra le risorse si mischiano un po’ perché dentro la popolazione abbiamo anche una parte di capitale. La chiamiamo capitale umano perché c’è un costo da sopportare per investire nell’istruzione, e da questo investimento noi abbiamo l’aspettativa di rendimenti futuri. Le conoscenze incorporate dall’istruzione sono una forma di capitale.
  • Risorse naturali: è importante distinguere fra risorse naturali non rinnovabili (petrolio) e risorse naturali rinnovabili (energia solare); le risorse naturali non rinnovabili vengono distrutte, la natura può rigenerarle ma in tempi molto più lunghi, è una questione di ritmi; anche l’ambiente è una risorsa naturale che cambia in seguito all’attività economica dell’uomo, es. siccità; il degrado ambientale è assimilabile ad una distruzione di risorse; la terra e le risorse naturali infatti hanno un’importanza economica diversa nelle diverse regioni del mondo. In Italia, le fonti non rinnovabili sono per la maggior parte importate da altri paesi. Ripensando al circuito delle risorse, per realizzare la produzione le risorse non rinnovabili quando vengono utilizzate, non si ritrovano più, andando ad impoverire il paese. Le risorse naturali rinnovabili: alcune risorse naturali fondamentali per l’Italia sono le superfici agricole, le foreste, il mare e i fiumi, e soprattutto le fonti di energia rinnovabili. La prima fonte storica è l’energia idroelettrica. Dal 2009 c’è stato un forte incremento dell’energia elettrica da fonte rinnovabile. Nel futuro si cercherà di ridurre le emissioni, limitando la CO2 a dei limiti.
  • Capitale: diversamente dalle altre risorse, il capitale è interamente prodotto dall’attività economica dell’uomo e si produce quindi quando vengono dedicate delle risorse allo scopo di ottenere dei rendimenti economici futuri; anche l’educazione, l’istruzione, le cure sanitarie ricevute dalla popolazione sono una forma di capitale, chiamato capitale umano; il capitale fisico consiste invece in costruzioni, macchinari e attrezzature, mezzi di trasporto, scorte, i contenuti tecnologici del capitale sono particolarmente importanti; il capitale sociale consiste nella rete di relazioni, regole condivise, attitudine a collaborare. Anch’esso viene costituito con dispendio di risorse ed ha un rendimento economico. Il capitale non si misura mai nelle unità naturali dei singoli elementi del capitale stesso, ma viene considerato come un valore aggregato e quindi si sommano le varie componenti mettendoci accanto un valore in euro. La dotazione di capitale in Italia, viene sempre stimata in valore monetario, adottando degli opportuni aggiustamenti statistici, affinché il dato monetario rifletta un dato reale, ovvero un capitale aggregato.

Trappola della povertà

L’economia ha talmente poche risorse che devono essere tutte impiegate allo stesso momento. Con riguardo all’età e alla nazionalità, la popolazione varia nel tempo, lentamente ma in modo irreversibile, in relazione alla demografia naturale e sociale: La mediana si ritrova nella fascia d’età tra i 50-54, rappresentando quasi il 4-4,5% della popolazione italiana. La maggior frequenza e percentuale di popolazione è concentrata nella fascia in età lavorativa, probabilmente le persone sono emigrate per motivi di lavoro. Nel grafico si vede come la popolazione italiana e straniera abbiano inizialmente mantenuto le piramidi relative ai loro paesi di provenienza, mentre nel 2017 per via del processo di integrazione la fascia straniera si è adattata di più a quella italiana. Con le stesse risorse è possibile produrre tante cose diverse e come si può realizzare la produzione di un certo bene. Esistono modi diversi di combinare le risorse e arrivare ad un certo livello di produzione, ma non esiste alcun automatismo e bisogna inquadrare bene quindi i diversi modi con i quali varie risorse possono essere attratte dai vari settori produttivi. Il calo della natalità è stato così grande che il saldo naturale è in negativo, confrontandolo con il saldo migratorio estero si nota come fino al 2018 la barra blu compensava, ma dal 2018 la fascia arancione ha compensato. Verso il 2017 i suoi saldi si sono stabilizzati.

Istruzione e produttività

Con riguardo all’istruzione, i livelli di istruzione raggiunti dalla popolazione in età di lavoro (25-64) aiutano a spiegare la produttività del paese nel suo complesso; l’accesso ai vari livelli di istruzione da parte dei giovani (15-25) aiuta a prevedere la produttività futura. Educational Attainment of 25-64 y/o 2017: Sotto il diploma della scuola superiore l’Italia ha un 39% contro un 13% tedesco; per le persone che hanno concluso l’università l’Italia 19% mentre la Germania 29%; nella fascia di mezzo c’è l’educazione in scuole professionali post superiori, in Italia 42% e in Germania 58%, con poca gente non istruita. Pupils and students in education by age: groups as % of corresponding age population. Dopo il diploma della scuola superiore, la linea tra Germania e Italia si divide e cambia, esaminando come l’Italia si abbassa di molto rispetto alla Germania.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher tilmat003 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Istituzioni di economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Opocher Arrigo.
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