Istituzioni di economia politica
05.10.2021
Le basi dell’economia: alcuni concetti
L’economia si occupa del modo più efficiente di gestire risorse scarse per produrre beni e servizi destinati a soddisfare i bisogni materiali di una società.
Di solito i beni e i servizi in economia generano un’utilità, che è utilizzata per indicare il piacere e la soddisfazione da parte del consumatore a seguito dell’utilizzo di tale bene. Questi bisogni della società in genere sono infiniti e possono essere soddisfatti da una molteplicità di beni; pertanto, i beni possono essere classificati in beni di prima necessità, voluttuari, tangibili e intangibili, a consumo singolo o ripetuto. Dal momento che i bisogni di una società sono infiniti e le risorse economiche, cioè i mezzi per produrre beni e servizi, sono limitate o scarse, l’economia si occupa di sfruttare ed ottimizzare queste ultime nel miglior modo possibile. La definizione di un bene ci porta anche ad identificare chi lo fornisce: se è una sola persona o più soggetti all’interno del mercato.
Risorse: gli economisti definiscono tradizionalmente risorse quelle a livello generale, terra, materie prime, es. la terra, tutte le risorse naturali utilizzabili nel processo produttivo; il capitale, i beni di investimento che soddisfano i nostri bisogni in modo indiretto; il lavoro, capacità fisiche e mentali utilizzate per produrre beni e servizi; e la capacità imprenditoriale, qualcuno che combina le risorse, decide le strategie, innova e si assume il rischio.
I dieci principi dell’economia
Si dividono in tre gruppi:
Decisioni individuali
- Gli individui, che si comportano massimizzando un obiettivo, il loro auto interesse*, devono scegliere tra alternative, esempio: trade-off tra efficienza ed equità.
*Già Adam Smith, 1776 – “Indagine sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni”, affermava che gli scambi che si realizzano sui mercati sono vantaggiosi per i singoli individui, che perseguono interessi particolari. Egli affermava che attraverso queste scelte egoistiche e individuali, essi contribuivano all’interesse pubblico nel contempo. Nel secolo scorso alcuni economisti hanno estremizzato questo concetto di interesse personale, arrivando ad applicare tale concetto non solo in ambito economico, ma anche in tutti gli altri. Nasce una branca dell’economia, detta comportamentale, che mette in evidenza attraverso alcuni studi una predisposizione degli esseri umani a provare empatia.
- Il costo di un bene/servizio è pari a ciò a cui si deve rinunciare per ottenerlo, concetto di costo opportunità = per scegliere se conviene o meno una cosa, non basta che ci sia una differenza tra ricavi e costi espliciti, ma ci deve essere una differenza positiva tra ricavi e costi espliciti + impliciti, cioè quello a cui rinuncia in termini di stipendio come dipendente presso un’altra impresa. Il costo opportunità di un bene o servizio è pari a ciò a cui devo rinunciare per ottenerlo.
- Gli individui razionali prendono decisioni in base al confronto tra benefici e costi marginali. Gli economisti pensano agli aggiustamenti al margine, un’impresa che decide di aumentare la produzione confronta il ricavo marginale, cioè di un’unità in più prodotta, con il costo marginale. Vado avanti a produrre fino a che il ricavo marginale è uguale al costo marginale: perché se il ricavo marginale è maggiore del costo, mi conviene produrre, perché ci guadagno; se il costo è superiore al ricavo, devo diminuire la produzione.
- Gli individui rispondono agli incentivi. Per definizione il prezzo è l’incentivo che noi abbiamo di fronte alla scelta d’acquisto. L’incentivo è qualsiasi intervento che induce un individuo a convinzione.
Interazioni tra individui
- Lo scambio può essere vantaggioso per tutti, nessuno trarrebbe vantaggio dall’isolarsi, le nazioni traggono beneficio dalla capacità di intrattenere rapporti di scambio.
- I mercati sono di solito uno strumento efficace per organizzare l’attività economica, economia di mercato, contrapposta alle economie pianificate: sistema economico dove le imprese e le persone interagiscono fondando le proprie decisioni sui prezzi e l’interesse personale.
- L’intervento dello Stato può migliorare il risultato prodotto dal mercato, diritti di proprietà; esternalità; potere di mercato, in cui lo Stato interviene nel controllare i prezzi ad esempio con azioni anti-trust.
Funzionamento dell’economia nel suo complesso
- Il tenore di vita di un paese dipende dalla sua capacità di produrre beni e servizi, produttività. Questa affermazione è vera in parte. L’indicatore usato per misurare tale dato è il PIL, Prodotto Interno Lordo.
- I prezzi aumentano quando lo Stato stampa troppa moneta, inflazione.
- Nel breve periodo i sistemi economici affrontano un trade-off tra inflazione e disoccupazione.
Il metodo dell’economia
Ci sono molti approcci all’economia.
I fatti
Esiste l’economia descrittiva o empirica, che si occupa della raccolta dei fatti rilevanti per lo studio di un particolare problema all’interno di un sistema economico e della verifica delle ipotesi per conferire validità scientifica alle teorie.
Principi o teorie
La teoria economica elabora generalizzazioni riguardanti il sistema economico e le sue componenti.
Gli economisti passano dai fatti alla teoria attraverso il principio di induzione, che ricava delle generalizzazioni a partire dai fatti, una massa di dati empirici viene ordinata in modo da trarne generalizzazioni, e dalla teoria ai fatti attraverso il principio di deduzione, o metodo ipotetico. L’induzione e la deduzione sono tecniche di ricerca complementari, non antitetiche.
Le politiche
La politica economica si occupa di controllare o di modificare il comportamento del sistema economico o delle sue componenti, vengono introdotte dallo Stato con le dovute precauzioni.
Realtà economica e modelli
La diversità e la complessità contraddistinguono la realtà economica.
Per chi voglia studiarla si aprono due strade:
- Prima strada: visto che ogni decisione è diversa dall’altra ed ogni mercato è diverso dall’altro occorre descrivere ogni singola fattispecie come un caso particolare.
- Seconda strada: cercare di capire cosa accomuna tutte le varie decisioni ed i vari mercati e considerare ogni singola decisione ed ogni singolo mercato come un esempio di una fattispecie generale.
Gli economisti hanno scelto la seconda strada.
- Gli economisti parlano di “mercato” al singolare.
- Gli economisti sono convinti che sia il funzionamento del mercato rionale della frutta che della Borsa di Milano presentino delle caratteristiche salienti comuni.
- Quando si cerca di individuare tratti comuni in una realtà complessa e variegata si effettua necessariamente un’operazione di semplificazione.
- Si parla a questo proposito di modelli della realtà: un modello è una rappresentazione semplificata della realtà.
- Nella realtà esiste il mercato rionale della frutta e quello della Borsa valori. Sono oggettivamente diversi. Ma li studieremo immaginando che nel loro funzionamento seguano lo stesso “modello”.
- Questa operazione semplifica la realtà in quanto cancella molti dettagli.
- Modelli a volte poco realistici.
- Ma la semplicità consente di imparare molte cose sulla realtà che ci circonda.
- Ad esempio; il “modello della domanda e dell’offerta” nella sua semplicità ci insegna sia perché il prezzo della lattuga su un mercato rionale cala in una giornata di cattivo tempo sia perché il prezzo delle azioni di un’impresa innovativa alla Borsa di Milano è raddoppiato nel corso degli ultimi due anni.
Microeconomia e macroeconomia
Microeconomia: studia i processi decisionali dei singoli attori economici, imprese e individui, nell’allocazione di risorse scarse tra usi alternativi e la loro interazione in particolari mercati. Già Adam Smith aveva sottolineato in passato le variazioni di prezzi su terra, lavoro e capitale.
Macroeconomia: studia i fenomeni che riguardano il sistema economico nel suo complesso, produzione totale, inflazione, disoccupazione, crescita economica. Esistita a partire da Keynes, il cui libro tiene presente della situazione vigente in USA e GB di disoccupazione, i problemi da lui evidenziati caratterizzano ancora oggi gli studi di macroeconomia.
[Sono due branche dell’economia strettamente correlate tra di loro.]
Un modello del sistema economico: il diagramma del flusso circolare
Il diagramma del flusso circolare è un modello che rappresenta le transazioni in un sistema economico come due flussi concentrici di direzione opposta.
(Mercati di beni e servizi = flusso degli output / mercato dei fattori di produzione = flusso degli input)
Un nucleo familiare è una persona o un gruppo di persone che comprano e consumano beni e servizi nei mercati dei beni e servizi, inoltre, possiedono e cedono in uso i fattori della produzione nei mercati dei fattori della produzione.
Una impresa è una organizzazione che produce beni o servizi per la vendita al pubblico. Le imprese vendono alle famiglie i beni e servizi che producono nei mercati dei beni e servizi e comprano gli input per produrre – i fattori della produzione – nei mercati dei fattori.
Un diagramma di flusso circolare più realistico include:
- La pubblica amministrazione.
- I mercati finanziari.
- Le relazioni con l’estero.
Economia positiva ed economia normativa
Economia positiva
Si limita a considerare i fatti e non si preoccupa di esprimere giudizi di valore, cioè ha come principio l’enunciazione di principi riguardanti il comportamento economico.
Economia normativa
Coinvolge giudizi di valore, ossia implica opinioni su come dovrebbe essere organizzato il sistema economico.
Sistemi economici alternativi
- A) Economie di mercato, il mercato è il meccanismo attraverso il quale le decisioni e le preferenze dei singoli emergono e vengono coordinate.
- B) Economie pianificate, le decisioni economiche vengono prese in base alla pianificazione di un’autorità centrale che fissa per ciascuna impresa degli obiettivi di produzione e assegna le risorse per il raggiungimento di tali obiettivi.
- C) Economie miste, comprendono alcuni elementi delle economie di mercato e altri delle economie pianificate, nella realtà le economie si collocano in qualche punto intermedio tra i due estremi del capitalismo puro e della proprietà collettiva delle risorse.
Economia ed efficienza
12/10.2021
L’economia si occupa di rispondere a dei bisogni che sono illimitati, avendo però a disposizione risorse scarse. L’obiettivo è proprio quello di ottenere la massima soddisfazione partendo da quelle risorse che sono scarse. L’economia ci dice che non basta che tutte le risorse siano disponibili per garantirne l’efficienza, ma è necessario che siano ottimali.
L’economia è la scienza dell’efficienza, assenza di sprechi: l’efficienza è la proprietà grazie alla quale una società ottiene il massimo risultato possibile dalle proprie risorse scarse, che normalmente vengono prodotte all’interno della nazione stessa e quando ciò non è possibile vengono importate.
L’utilizzo ottimale di queste risorse ci conduce a due concetti di efficienza: l’efficienza produttiva e l’efficienza allocativa.
- L’efficienza produttiva significa che il mix di beni prodotti viene generato al minor costo possibile, concetto di efficienza di costo.
- L’efficienza allocativa significa che la combinazione di quegli input che noi usiamo è fatta tenendo conto dei prezzi relativi delle diverse risorse, concetto che ha a che fare con la combinazione dei fattori produttivi e le combina tenendo conto dei prezzi relativi.
Attenzione: efficienza ed equità sono due concetti distinti, spesso in conflitto tra di loro. Per equità si intende la proprietà grazie alla quale la ricchezza economica viene distribuita secondo giustizia tra i membri della società.
Un sistema economico deve decidere come affrontare il problema della limitatezza delle risorse, cioè deve:
- Scegliere tra varie combinazioni tra varie combinazioni di beni, cosa produrre.
- Selezionare una tecnica efficiente di produzione, come produrre, se la produttività in Italia è bassa può voler dire non che i lavoratori italiani sono meno produttivi, ma che la produttività complessiva, in economia produttività totale dei fattori, per esempio tiene conto di una tecnica di produzione inefficiente. Questo dipende dagli incentivi che le imprese hanno a introdurre innovazioni tecnologiche.
- Decidere chi saranno i consumatori, per chi produrre, analisi della domanda – scelte del consumatore.
Per rispondere a queste tre domande ogni società deve effettuare delle scelte relative ai fattori di produzione, input, e ai beni e servizi prodotti, output.
Introduciamo il concetto di frontiera delle possibilità di produzione: ci dice la quantità massima che un’impresa, una nazione può produrre. Oltre lì non posso andare. Se sono sotto la frontiera non sto combinando bene le risorse; un punto oltre la frontiera è un punto irraggiungibile ad oggi con le risorse disponibili.
La frontiera delle possibilità di produzione
La frontiera delle possibilità di produzione individua tutte le combinazioni di produzione che un sistema economico può ottenere date le risorse disponibili e lo stato della tecnologia.
Interdipendenza e benefici dello scambio
Ipotesi: in un sistema economico esistono solo 2 individui, un agricoltore che produce patate e un allevatore di bovini che produce carne.
È chiaro che il riconoscimento della propria interdipendenza e dei benefici ottenibili dallo scambio permetterebbe ai soggetti di ottenere più cose rispetto a quello che potrebbero ottenere se provassero ad essere autosufficienti.
I benefici dello scambio sono evidenti anche se l’agricoltore e l’allevatore possono produrre entrambi i beni. Infatti, ci possono essere dei vantaggi dalla specializzazione, quando un soggetto si specializza nel produrre quello che riesce a fare meglio.
Questi vantaggi esistono anche quando uno dei due individui è più efficiente nel produrre entrambi i beni?
Si può migliorare la situazione introducendo lo scambio?
I benefici dello scambio
Vantaggio assoluto: capacità di produrre un bene con minori quantità di fattori di produzione rispetto ad un altro produttore, impresa o nazione.
Per determinare il costo di produzione dei beni possiamo comparare il costo-opportunità dei due beni, ovvero ciò a cui si deve rinunciare per ottenere un determinato bene.
Vantaggio comparato: capacità di produrre un bene ad un costo-opportunità inferiore rispetto ad un altro produttore, impresa o nazione, non considero solo i costi di produzione diretti, come avviene nel caso del vantaggio assoluto, ma anche i costi-opportunità; cioè, il produttore che deve rinunciare ad una quantità minore del bene Y per produrre un’unità aggiunta del bene X. Nel nostro caso l’agricoltore, ha un costo-opportunità delle patate più basso perché deve rinunciare ad una quantità minore di carne per produrre 1 kg di patate.
Vantaggio comparato e scambio
I benefici della specializzazione e dello scambio derivano dal vantaggio comparato e non dal vantaggio assoluto.
Quando ogni individuo si specializza nella produzione del bene in cui gode un vantaggio comparato la produzione totale dell’economia cresce.
Altro problema da definire:
- Il prezzo dei beni scambiati.
- La suddivisione dei benefici dello scambio tra le parti.
Lo sviluppo industriale italiano dal dopoguerra ad oggi
Diverse fasi
1° fase: metà anni ’50 – 1968
Caratteristiche fondamentali:
- Circolo virtuoso legato alla scelta in favore dell’integrazione europea dovuto alla forte domanda estera ed allo sviluppo dell’industria manifatturiera. Si parla di circolo virtuoso perché la domanda estera fa decollare l’economia nel secondo dopoguerra.
- Ampliamento degli impianti industriali.
- Richiesta di manodopera non qualificata.
Grazie a questo circolo si passa da un’economia depressa e sostanzialmente povera, ad una più sviluppata. Nel 1962 all’Italia viene riconosciuta una stabilità della propria moneta.
Il settore produttivo si basa:
- Sulla grande fabbrica.
- Su produzione in serie di prodotti poco differenziati.
- Su bassi salari.
Le condizioni di vita della popolazione migliorano, tra il 1950 e il 1970 la speranza di vita passa da 52 a 72 anni. La crescita in Europa raggiunge i 3-4% annuo e l’inflazione è moderata.
2° fase: 1968 – 14/10/1980
La situazione precedente non dura molto a lungo: i salari troppo bassi spingono verso processi di sindacalizzazione e di rivendicazione aziendale. Il sistema produttivo non è più adeguato alle esigenze della domanda, che inizia ad essere più sofisticata, e dei produttori stessi:
- Cambia il consumatore tipo, non è più il conta
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