Infermieristica clinica
Approccio alla persona nella sua globalità, a livello olistico e bisogna partire dai bisogni di base della persona. Assistenza per quanto riguarda la salute e promozione della salute, prevenzione.
L'infermiere affianca il paziente e la sua famiglia, cercando di affrontare con loro nel modo migliore possibile la malattia. Ogni nostra azione può avere delle conseguenze.
Approccio di tipo educativo, promuovere l'autocura e l'autonomia rendendola indipendente nella gestione della propria malattia.
Prendere in carico il paziente instaurando una relazione finalizzata all'educazione.
Nascita e sviluppo assistenza infermieristica
L'infermiere è colui che ha come obiettivo quello di garantire benessere al paziente, svolge accertamenti, lavora in ambito riabilitativo, curativo, diagnostico ecc.
È un professionista sanitario laureato, iscritto all'albo professionale che assiste, cura e si prende cura dell'assistito in maniera globale instaurando una relazione di fiducia:
- Prevenzione: educa, sostiene la famiglia e orienta la comunità verso stili di vita corretti;
- Assistenza: individua i bisogni e mette in atto interventi di cura in autonomia e anche in équipe;
- Riabilitazione: promuove il recupero e il mantenimento dell'autonomia o le capacità residue; il paziente deve fare da solo, non sostituirli nelle loro azioni!!!
- Formazione e ricerca: ambito poco sviluppato.
Evoluzione dell'assistenza
Professione prevalentemente femminile da sempre, tendenza di assistere e stare accanto alla persona bisognosa.
- Nell’epoca romana ci sono i valetudinaria che è una prima forma strutturata di assistenza, tipo ospedale militare.
- Nel cristianesimo nascono gli ospedali con scopo caritatevole di fronte al bisognoso e il povero.
- Nel medioevo, con il clero, nasce il primo termine di infermiere, colui che accoglie e assiste i bisognosi.
- Alto medioevo: uso di terapie consacrate dalla tradizione, trasmissione diretta delle conoscenze, cura fisica subordinata a quella spirituale.
- Basso medioevo: ospedale sempre più indirizzato ai malati, vecchi e bambini. Pensavano che la malattia fosse un maleficio. Con la lebbra nascono i lebbrosi, si iniziano ad isolare le persone malate e si inizia a parlare di una sorta di igiene. Fino al 1280 non esiste apprendistato o insegnamento medico in ambito ospedaliero.
- Nel 1600 si iniziano a studiare le epidemie grazie anche alla matematica, alle ipotesi dell'influsso climatico e altre materie. Prima classificazione delle malattie sulla base dell’osservazione di segni e sintomi con lo sviluppo dell’anatomia microscopica.
- Nel 1700, illuminismo, si passa da una medicina di "filosofi" ad una di scienziati. Nasce la medicina di stato. Infermiere non aveva un ruolo preciso.
- Florence Nightingale: nasce il 12 maggio 1820, fondatrice dell'infermieristica, international council of nurses, che si dedicò all'assistenza in ospedali, militari, lebbrosi ecc dove non c'era concetto di igiene di nessun tipo, non ci si lavava le mani, si rese conto che c'era una mortalità elevata e quindi introdusse il concetto di igiene degli ambienti, stili di vita, organizzazione dei servizi e relazione d’aiuto con i malati, nursing. Non morivano solo i malati ma anche chi li assisteva, e dimostrò attraverso la statistica che correggendo le norme igieniche si riduceva la mortalità, dal 42% al 2%. Si occupò anche dei parti in ospedale: l'esposizione ai germi era molto più alta in ospedale che a casa. Prima fondatrice della scuola per infermieri del 1860 a Londra al St. Thomas’s, Nightingale school, corso con durata di un anno.
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- In Italia: fascismo, 1925 nasce la scuola per infermieri ma senza fare riferimento alla scuola della Nightingale. Scuola convitto, obbligo di residenza, solo per donne, gestita dalla chiesa. Titolo di accesso licenza media di primo grado oppure licenza elementare corredata dalla dichiarazione di due persone rispettabili, corso biennale, a chi faceva tirocinio veniva concesso il diploma di infermiere. Gli insegnanti erano medici e l’unica figura infermieristica era la direttrice della scuola che aveva il compito di insegnare l’educazione morale. Molta attenzione al comportamento e alla mentalità della persona. Saper obbedire alla prescrizione. Non era prevista nessuna forma di giudizio critico nè ruolo specifico o autonomo.
- Nascita infermiere generico molto simile all'OSS di oggi, doveva sottostare all’infermiera professionale e che faceva molte attività, non poteva fare prelievi, terapia endovenosa ecc.
- Primi anni 50: nascono molte associazioni di infermieri che cercano di portare avanti la professione.
Sviluppo normativo della professione
Art. 32 costituzione italiana: salute. Nel 1954 legge 1049 nasce il collegio delle infermiere 1948, IPASVI, che nel 2018 cambia. C'erano gli infermieri, gli assistenti sanitari, vigilatrici d'infanzia.
- Nel 1969 c'è la riforma ospedaliera e inizia a generarsi una gerarchia: caposala, infermiere professioni socialiste, infermiere professionali e vigilatrici d'infanzia, infermieri generici e puericultrici. Da 48 a 40 ore settimanali, 120 minuti minimo di assistenza per malato, fondamentali.
- DPR 24 maggio 1965 n°774: istituisce il primo passaggio in università.
- Nell'anno scolastico 1973/1974 si introduce l'ammissione al terzo anno di superiori, 17 anni.
- Legge 124/1971: soppresso l’obbligo di internato e viene aperta la scuola anche per gli uomini.
- Nel 1975 Decreto di Strasburgo porta il corso passa da 2 a 3 anni.
- DPR del 1974 modifica le mansioni infermieristiche.
- Con il DPR 125/74 viene tolto il mansionario infermieristico, il quale diceva che cosa l'infermiere poteva fare. L'infermiere generico esisteva già ed aveva molte più mansioni dell'operatore, guarda slide su ppt. Si trovano infermieri che non sono in grado di svolgere alcune procedure proprio perché al tempo il mansionario lo vietava. La responsabilità dell’assistenza di base è dell’infermiere.
Mansionario: elenco preciso di azioni consentite per infermiere professionale, potevano fare poche cose quindi erano molto limitate. Tutte le mansioni erano disegnate su quello che poteva fare il medico.
- /739 1994: nasce il profilo professionale dell'infermiere, individua campo proprio e responsabilità.
- 42/1999: abrogato il mansionario, infermiere diventa un professionista sanitario.
- Profilo professionale dell'infermiere del 1994, importante: l'infermiere è l'operatore sanitario con laurea triennale e di iscrizione all'albo professionale responsabile dell'assistenza generale infermieristica. Precisa gli ambiti operativi, il metodo di lavoro, la relazione con gli altri professionisti, équipe, ambiti professionali, aree di formazione professionistica. Professionista intellettuale, competente, autonomo e responsabile. Agisce nella palpazione, nella persona sana, nella persona malata, cerca di ridurre le sofferenze, nella persona che deve recuperare alcune abilità dopo un intervento, riabilitazione. Infermiere partecipa alla rilevazione dei bisogni di salute, identifica e formula obiettivi e pianifica l'intervento, responsabile della prescrizione e applicazione medica, agisce individualmente e in équipe, svolge le attività in territorio, in strutture pubbliche o private, in regime di dipendenza o libero professionale. Contribuisce alla formazione del personale di supporto.
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- 341/1990: riforma degli ordinamenti didattici universitari > istituisce il diploma universitario e definisce l'autonomia didattica degli atenei.
- 2 dicembre 1991: attivazione corso università scienze infermieristiche.
- 502/1992: corsi di laurea collegati alle strutture ospedaliere, sede formazione personale, obbligo scuola media superiore per entrare a studiare.
- 24 luglio 1996: nuovo ordinamento didattico universitario.
Sviluppo professionale e formazione continua: garantire il proprio aggiornamento professionale, rispondere nel miglior modo possibile ai bisogni, alle esigenze ecc, prendersi cura degli assistiti.
ECM, Educazione Continua in Medicina, prevista per tutte le professioni sanitarie che obbliga di avere riconosciuti 150 crediti nel triennio, obbligatorio dal 1⁰ gennaio 2002, per la formazione.
Ordine professioni infermieristiche
Ordini provinciali: enti di diritto pubblico non economico, istituiti e regolamentati da apposite leggi.
- Finalità esterna: tutelare il cittadino/utente, sancisce che la persona che esercita la professione è preparato.
- Finalità interna: tutela la professionalità, rivolta agli infermieri, garantisce la formazione e il rispetto del codice deontologico, offre supporto per un corretto esercizio professionale. L'ordine stabilisce la quota degli iscritti da stabilire in rapporto ad altre info.
Ogni ordine ha un consiglio direttivo con incarico triennale composto da 15 consiglieri se più di 2500 inscritti, e ogni 15 consiglieri c'è un presidente. Il presidente ha la rappresentanza dell’Ordine provinciale ed è il membro di diritto del Consiglio nazionale FNOPI.
- Collegio: professione con percorso medio superiore.
- Ordine: professioni con preciso percorso universitario.
Codice deontologico
Norme e regole di condotta professionale, espressione dei valori propri di una professione, ideato nel 15 febbraio 1959. È deontologico il conseguente comportamento improntato alla correttezza, serietà e professionalità. 1977 prima revisione legata all’ingresso degli uomini nel 1971.
- Patto infermiere cittadino del 1996 -> Cod.D 12 maggio 1999: patto nei confronti dell'utente! Presentarsi al primo incontro, cosa posso fare; sapere chi sei, a riconoscere e chiamarti con nome e cognome; farmi conoscere con divisa e cartellino di riconoscimento; dare risposte chiare e comprensibili e se non si è in grado di darla indirizzare a chi la può fare; fornitori di informazioni; garantirti le migliori condizioni igieniche ambientali; favorirti nel mantenere rapporti sociali e famigliari; rispettare il tuo tempo e le tue abitudini; aiutarti ad affrontare la giornata, supportandoti; individuare il bisogno di assistenza, proporti le soluzioni; insegnarti cioè che è meglio per la tua vita; garantirti competenza, abilità e umanità; rispettare la tua dignità, ascoltarti con attenzione; starti vicino sempre; promuovere e partecipare ad iniziative atte a migliorare l’assistenza; segnalare le situazioni che possono causare danno.
Deve essere conosciuto dagli infermieri, è uno strumento di riferimento per il professionista. Abrogazione definitiva del mansionario. Gli obblighi e i doveri deontologici sono stabiliti nei confronti dei destinatari. Aggiornato nel 2019 costituito da 40 articoli, importanza è il bene e rispetto della persona assistita, della sua volontà e dei suoi diritti, privacy compresa e della sua famiglia.
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Ruolo professionale manageriale e clinico dell'infermiere, gestisce e coordina le attività volte al bene del paziente; agisce sulla base del proprio livello di competenza e se necessario ricorrere ai colleghi con specializzazioni maggiori alle sue. Educazione sanitaria per i cittadini e promozione di stili di vita sani. Infermiere garante che la persona assistita non sua mai lasciata in abbandono, difendere il paziente, mettersi al suo posto, denuncia abusivismo, comunicazione anche informatica: correttezza, aspetto, trasparenza e veridicità sono obblighi che l'infermiere deve rispettare. Obbligatorio assistere la persona fino al termine della vita. Il professionista sceglie in autonomia e si assume la responsabilità delle sue scelte.
- Autonomia: possibilità di esercitare le attività assistenziali in funzione della tutela del malato. Fa riferimento al fatto che nel nostro giro professionale dovremmo sempre agire in base alle esigenze scientifiche, raccolte in protocolli che vengono condivisi e che guidano l'operato in un determinato contesto. Se ci si scosta da questi può portare ad un'azione non adeguata e quindi porta a delle conseguenze. Incarica di pubblico servizio o di pubblica necessità, rappresentiamo un ente.
- Responsabilità: insieme delle conseguenze alle quali si espone un individuo nello svolgimento delle proprie azioni. Scostarsi dallo standard tecnico-professionali. L’esercizio dell’attività infermieristica è caratterizzato dall’attribuzione di determinate qualifiche giuridiche: pubblico ufficiale, incaricato di pubblico servizio, esercente di un servizio di pubblica necessità.
- Obblighi: segreto professionale e privacy. Bisogna rispettarli entrambi con obbligo giuridico e per nostro credere, la morte della persona non esime il rispetto del segreto professionale. Ci sono delle norme giuridiche del codice penale: articoli 622, 326.
- Dato personale: qualsiasi info che si riferisce a persone fisiche o che possono essere identificate anche attraverso altre info.
- Dato sensibile: personale, richiede particolari tutele.
- Dato giudiziario: dati personali che rivelano l'esistenza di determinati provvedimenti giudiziari o penali.
- Situazioni responsabilità penale: quando c'è l'obbligo di impedire l'evento ma ciò nonostante non ci sia attivato, esempio: omessa rilevazione di segni e sintomi, omesso avviso al medico in caso di aggravamento delle condizioni cliniche del paziente, errori nella somministrazione e gestione della malattia, "culpa in vigilando".
Sicurezza delle cure
Negli anni 80 si iniziò a parlare dell'errore medico delle sue conseguenze legali: nasce la “medicina difensiva”.
Nel 2007 si è iniziato a dare un senso diverso a questi eventi: qualità e sicurezza del SSN. Nascono dei servizi all'interno dell'azienda che si occupano di rischio clinico correlato al servizio di prevenzione e protezione, quindi a sviluppare approcci per il controllo costante.
- Decreto Balduzzi del 2012: introduce il concetto delle linee guida come punto di riferimento per guidare il personale sanitario. Viene poi costituito un fondo per la copertura assicurativa del rischio professionali.
- 28 febbraio 2017: disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonchè in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie. Ognuno di noi ha diritto alle cure, alla prevenzione e gestione del rischio. Viene individuato il difensore civico ovvero il garante del diritto alla salute. Diritto alla trasparenza dei dati al paziente, disciplina le buone pratiche clinico assistenziali e le raccomandazioni previste dalle linee guida, introdotto nel CP un nuovo articolo che disciplina la responsabilità colposa per morte o per lesioni personali in ambito sanitario. Responsabilità contrattuale e estraneità contrattuale.
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Sistema sanitario
- Sistema: insieme di elementi, enti, servizi, ambiti, collegati che interagiscono per raggiungere determinati fini.
- Complesso: risente del contesto sociale, politico, economico ed è condizionato dalle norme di legge.
- Pubblico: con sistema di finanziamento “prelievi coatti”.
- Privato: a carico economico del consumatore.
Operano sia pubblici che privati nel sistema sanitario.
SSN: complesso di funzioni e attività organizzato a livello regionale che hanno come scopo quella di tutelare la salute del cittadino, art. 1 del D. Lgs. 502/92. È un sistema pubblico universalistico: garantisce assistenza sanitaria a tutti i cittadini sia residenti che non, art. 32 costituzione italiana. Finanziato attraverso le entrate dirette derivanti da ticket sanitari o prestazioni a pagamento. All’interno del SSN c’è il sottosistema di sanità pubblica, molti ambiti diversi tra di loro che interagiscono, complicato, difficile distinguere ciò che è di uno e ciò che è di qualcun altro, dovrebbe essere molto reattivo ma in realtà è difficilmente reattivo, organico, necessita di integrazione con il sistema sociale.
Aspetti critici: prestazioni non sempre supportate da prove di efficacia, risorse disponibili molto disperse, elevata multidisciplinarità con necessità di coordinamento.
1° sistema sanitario in Italia: mutualistico, fino al 1974: garantiva in base all’assicurazione che aveva, servizi erogati da privati, molto discriminatorio, farmacie e poliambulatori privati. Finanziato dai contributi delle famiglie.
Legge 883/78
Legge 883/78: elenca i principi base dell’SSN.
- Principio della globalità delle prestazioni.
- Principio dell’universalità dei destinatari.
- Principio dell’uguaglianza di trattamento e dell’uniformità delle prestazioni su tutto il territorio nazionale.
1. Diritto alla salute per tutti i cittadini.
2. Si passa dalla cura della malattia alla tutela della salute, prevenzione.
3. Livelli di organizzazioni: (a) Stato; studio, proposta, indirizzo e ripartizione risorse regionali. (b) Regioni; legislazione e amministrazione propria o delegata dallo stato. (c) ULS; erogano i servizi. (d) Comuni; funz
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