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Igiene

Lezione uno

Scopo e obiettivo dell'igiene

Scopo: promozione, conservazione e potenziamento della salute dei singoli e della collettività.

Obiettivo: tutelare e promuovere la salute. L'igiene è la scienza della salute.

Salute: completo benessere fisico, psichico e sociale.

Articolo 32 della Costituzione: tutela della salute come diritto fondamentale del cittadino ed interesse della collettività.

Obiettivi principali dell'igiene

  • Tutela della salute: mantenimento dello stato di salute attuale e assicurarsi che non peggiori, ottenuta individuando e rimuovendo le cause ed i fattori di malattia.
  • Promozione della salute: viene perseguita individuando e potenziando i fattori di benessere.

Promozione della salute

La salute è un diritto fondamentale dell’essere umano e l’accesso al più alto grado possibile di salute è un obiettivo sociale di estrema importanza, che interessa il mondo intero e presuppone la partecipazione di molti altri comparti socio-economici oltre a quello sanitario. È necessario attivare tutte le possibili procedure per mettere in grado la popolazione di aumentare il controllo della propria salute e far prendere coscienza che la Sanità è una risorsa.

Promozione della salute e interventi

La promozione della salute:

  • Prevede lo sviluppo completo delle capacità fisiche e mentali dell’individuo e che conduce globalmente ad un miglioramento della qualità della vita
  • Si può ottenere attraverso un insieme di interventi integrati di ordine politico, economico, normativo, culturale, sanitario con l’attiva partecipazione dei cittadini

Interventi per la promozione della salute

Creazione di prerequisiti di base per la salute:

  • Sviluppo di un ambiente salubre
  • Adeguata assistenza sanitaria
  • Promozione di stili di vita che favoriscano la salute (educazione sanitaria)

Educazione sanitaria

Strategia finalizzata a fornire conoscenze, comportamenti e motivazioni per la promozione della salute e la prevenzione delle malattie; l’obiettivo principale è quello di aiutare le persone ad attuare decisioni appropriate sulla salute.

Attori della prevenzione e della promozione della salute

La Sanità Pubblica è la scienza e l’arte di prevenire la malattia, di prolungare la vita e di promuovere l’efficienza fisica tramite sforzi comunitari organizzati per l’igiene dell’ambiente, il controllo delle infezioni comunitarie, l’educazione del singolo sui principi dell’igiene personale, l’organizzazione dei servizi medici e infermieristici per la diagnosi precoce delle malattie e l’incremento dei meccanismi sociali capaci di garantire a ciascun individuo e alla comunità uno standard di vita adeguato per il mantenimento della salute.

Interventi di prevenzione, cura e recupero della salute

Momenti di intervento Individui cui si rivolgono Finalità
Promozione e prevenzione Pazienti sani Prevenzione delle malattie, promozione dei fattori di salute, diagnosi precoce
Cura Pazienti malati Diagnosi, guarigione dalla malattia
Riabilitazione Pazienti ex-ammalati o guariti Recupero della salute e qualità di vita

Campi di interesse dell'igiene

  • Epidemiologia
  • Demografia e statistica sanitaria
  • Organizzazione sanitaria
  • Epidemiologia e prevenzione delle malattie infettive
  • Epidemiologia e prevenzione delle malattie cronico-degenerative
  • Igiene dell’ambiente fisico (aria, acqua, suolo, ecc…)
  • Educazione sanitaria

Campi di intervento della prevenzione

  • Vaccinazioni, screening e diagnosi precoce
  • Uomo: dieta, stili di vita
  • Acqua (potabilizzazione), rifiuti (smaltimento)
  • Ambiente: aria (inquinamento atmosferico), abitazioni (case, scuole, ospedali, ambiente lavorativo)
  • Sorveglianza catena alimentare

Organizzazione sanitaria

Organizzazione dei servizi sanitari che contribuiscono alle attività di prevenzione e valutazione dell'efficienza.

Fattori che possono condizionare lo stato di salute

  • Malattie infettive
  • Malattie croniche: Alterazioni genetiche, fattori ambientali/chimici, origine fisica
  • Microorganismi (radiazioni, alte temperature), alimentazione, stili di vita (sedentarietà), età, agenti infettivi

Durata e tempo di incubazione

  • Breve (ore, giorni): Guarigione, morte o cronicizzazione
  • Lungo: Tutta la vita (conclude con la morte)

La prevenzione

  • Prevenzione primaria: impedire l'insorgenza di nuovi casi di malattia
  • Prevenzione secondaria: individuare (e trattare) i casi di malattia il più precocemente possibile
  • Prevenzione terziaria: impedire l'aggravamento di malattie croniche già in atto

Prevenzione primaria

Impedire l’insorgenza di nuovi casi di malattia negli individui sani riducendo (o azzerando) il rischio individuale. Se la causa è ignota o non eliminabile si agisce sui fattori di rischio, ottenendo una riduzione di incidenza.

Metodi di intervento

  • Aumentare le difese dell’individuo
  • Agire sullo stile di vita
  • Agire sull’ambiente
  • Eugenetica

Interventi diversi per le malattie infettive e non infettive

Per le malattie infettive la prevenzione è più efficace e collaudata, mentre per le non infettive (spesso dovute a fattori comportamentali) i successi sono inferiori e l’educazione sanitaria ha una grande importanza.

Prevenzione secondaria

Scoprire ed ottenere la guarigione di casi di malattia ancora clinicamente non manifesti (l'incidenza resta immutata). Si tratta della diagnosi precoce nella fase preclinica, possibile solo a certe condizioni: prolungato periodo di latenza, disponibilità di test (rapidi, sicuri, attendibili), terapie utilizzabili. Attualmente è possibile solo per alcune malattie non infettive.

Metodi di intervento

  • Screening selettivo (asbestosi) o di massa (tumore della mammella)
  • Esami mirati a certe età

Prevenzione terziaria

Riabilitazione dei malati per impedire l'invalidità nei malati e favorire il recupero di portatori di disabilità.

Strategie della prevenzione

  • Protezione del singolo individuo
  • Controllo della malattia nella popolazione
  • Eliminazione di malattie (riduzione dei casi a zero)
  • Eradicazione di malattie (eliminazione della malattia e delle sue cause)

Medicina curativa e medicina preventiva

Medicina curativa Medicina preventiva
Malato (individuo) Sano (popolazione)
Guarigione Promozione/protezione salute
Diagnosi e terapia Epidemiologia e prevenzione

Sanità pubblica e igiene

  • Miglioramento delle attività igieniche
  • Miglioramento nel trattamento degli alimenti (refrigerazione)
  • Miglioramento nel trattamento dell'acqua e dei reflui (correnti di scarico)
  • Diffusione delle vaccinazioni (scoperta delle cause di malattie infettive)

Indicatori di misurazione della salute

  • Aspettative di vita: alla nascita (in base all’ambiente di nascita), all’età di 65 anni, in salute
  • Mortalità infantile (0-5 anni)
  • Stato di malnutrizione
  • Stato di povertà
  • Educazione
  • Accessibilità acqua potabile
  • Età
  • Cause di morte

Ad oggi, ogni anno ci sono circa cinque milioni di morti; l’aspettativa di morte alla nascita è variata molto: nel 1918 era sui 20-30 anni, nel 1982 70+ anni e nel 2020 80-90 anni. La mortalità infantile è associata per il 2.7% a gastroenterite. In Italia, le cause di morte più frequenti sono patologie cardiovascolari, tumori, demenza e patologie respiratorie; nella fascia d’età fino ai 25 anni la causa principale di morte è il suicidio. Le morti per Covid-19 sono considerate come mortalità eccessiva e sono state, in Italia, circa 200.000.

Principali cause di mortalità nel mondo attuale

  • Malattie cardiovascolari (ipertensione arteriosa)
  • Uso di tabacco
  • Glicemia
  • Inattività fisica
  • Obesità

Nel secolo scorso, le principali cause di morte erano le malattie infettive, che grazie alla prevenzione sono diminuite nettamente. Per quanto riguarda le malattie croniche, esse non erano così diffuse in quanto, avendo un tempo di latenza molto lungo, le persone morivano prima di svilupparle (transizione epidemiologica nei confronti delle cause di mortalità).

Dottor Ignac Semmelweis

Il Dottor Ignac Semmelweis (1818-1865) fu il primo ad osservare l’importanza del lavaggio delle mani: egli notò l’alta mortalità delle puerpere per sepsi e osservò che esse erano state visitate da medici e tirocinanti che provenivano dalle lezioni di anatomia sui cadaveri. A quei tempi il lavaggio delle mani non era diffuso e i tirocinanti toccavano le puerpere subito dopo aver toccato i cadaveri, infettandole e causandone la morte. Quando iniziarono a lavarsi le mani, notarono una notevole diminuzione della mortalità puerperale.

Lezione due

Interventi di prevenzione

Metodologia di prevenzione

  • Momento conoscitivo (epidemiologia)
  • Momento degli interventi: programmazione, organizzazione, operatività
  • Momento valutativo

Epidemiologia

L’epidemiologia è una branca delle scienze mediche che ha per oggetto:

  • Lo studio dello stato di salute e di malattia di popolazioni umane in rapporto con fattori genetici, l’ambiente e le abitudini di vita
  • Individuare i fattori positivi di benessere e quelli causali delle malattie
  • Le modalità di intervento
  • Le condizioni che ne favoriscono o ne ostacolano l’azione

Principali misure di frequenza degli eventi

  • Numero degli eventi (o frequenza assoluta)
  • Rapporto: esprime la relazione tra due eventi indipendenti tra loro
  • Proporzione: esprime la relazione tra il numero di eventi e la popolazione alla quale appartengono
  • Tasso: esprime una proporzione in riferimento al tempo

E(t) = numero eventi che si verificano nel tempo t

P(t) = popolazione media nel tempo t esposta al rischio

K = fattore moltiplicativo multiplo di 10

Tasso di incidenza

Tasso di prevalenza puntuale (adesso):

Tasso di prevalenza periodale (in un periodo):

Esempio di calcolo dell'incidenza e della prevalenza

Modalità di comparsa delle malattie

  • Malattia epidemica: numero di casi nettamente superiori rispetto a quanto ci si sarebbe atteso in quel periodo di tempo
  • Malattia pandemica (mondiale): epidemia geograficamente molto estesa
  • Malattia endemica: costantemente presente nel tempo con una prevalenza bassa o alta
  • Malattia sporadica: casi che si presentano irregolarmente ed imprevedibilmente nel tempo, generalmente con bassa frequenza

Andamento nel tempo di una malattia

Epidemiologia e prevenzione delle malattie infettive

Storia naturale delle malattie infettive

  • L’infezione implica la replicazione dell’agente nell’ospite
  • La malattia è espressione dell’infezione
  • All’infezione non necessariamente segue la malattia (può essere asintomatica)

Il decorso dell’infezione dipende da fattori legati:

  • Al microrganismo
  • All’ospite
  • All’ambiente
  • Alle modalità di trasmissione

Agenti eziologici delle malattie infettive

Gli agenti eziologici sono microorganismi classificabili in:

  • Batteri
  • Virus
  • Funghi/miceti

Si distinguono:

  • Saprofiti: hanno il loro habitat naturale nell’ambiente e non hanno, se non casualmente, contatto con l’uomo
  • Commensali: si sono adattati a vivere su superfici e mucose animali, compreso l’uomo
  • Parassiti: sono in grado di aggredire l’ospite determinando danni più o meno gravi
  • Opportunisti: microorganismi normalmente saprofiti o commensali i quali possono, in alcune situazioni (immunodeficienza o quando vanno ad impiantarsi in organi o tessuti normalmente sterili), determinare malattia

Caratteristiche dei microorganismi patogeni

  • Patogenicità: capacità di causare danno all’ospite (malattia)
  • Invasività:
    • Invasivi (es. meningite): capaci di invadere tutto l’organismo
    • Non invasivi (es. polmonite): danno mirato ad alcuni organi o apparati
  • Tossigenicità: capacità di produrre tossine (esotossine ed endotossine)
  • Virulenza: grado di patogenicità in rapporto alla gravità del decorso clinico (es. casi gravi/fatali)
  • Infettività: capacità di penetrare, attecchire e moltiplicarsi nell’ospite
  • Carica infettante: numero minimo di microorganismi necessario a determinare infezione
  • Contagiosità: capacità di diffondersi da ospite a ospite (malattie infettive contagiose/non contagiose)

Caratteristiche dell'ospite

  • Età: maggiore o minore suscettibilità a determinate infezioni (es. i bambini sono più soggetti a malattie respiratorie perché sono più socievoli rispetto agli adulti) immunosenescenza: invecchiamento del sistema immunitario
  • Sesso: medicina di genere
  • Fattori genetici
  • Malattie codomitanti: malattia infettiva aggravata
  • Stato del sistema immunitario

Proprietà dell'ospite: le resistenze

Difese aspecifiche

Barriere fisiche/chimiche, immunità innata. Risposta del sistema immunitario.

Il nostro organismo riconosce gli antigeni self e non self. Gli antigeni self comprendono le molecole proprie dell’organismo (riconosciute come parte integrante di esso), gli antigeni non self sono invece molecole estranee. Tra quest’ultime rientrano in particolare gli immunogeni che, legandosi a specifici recettori, sono in grado di innescare una risposta immunitaria (hanno alto peso e complessità strutturale).

Immunità adattiva ed immunità innata

  • Immunità innata: sviluppata e perfezionata nel corso dell’evoluzione e rappresenta la prima linea di difesa. Capace di riconoscere un numero molto limitato di recettori.
  • Immunità adattiva: agisce come seconda linea di difesa in quanto ha bisogno di un certo periodo di tempo per agire dal momento del contatto con l’agente infettante. Mantiene una memoria ed è capace di riconoscere un elevato numero di configurazioni molecolari presenti negli agenti di infezione (presente solo nei vertebrati).

Immunità innata

L’immunità innata è la nostra prima linea di difesa contro i patogeni esterni; è presente fin dalla nascita e si trova in tutti gli organismi viventi. Essa può essere divisa a seconda se la protezione che fornisce sia del tipo chimico-fisica o biologica.

Resistenza aspecifica: meccanismo generale di difesa

  • Barriera chimico-fisica (cute, mucose, apparato respiratorio, ciglia, muco, flagelli, apparato gastroenterico, sistema genitourinario, placenta)
  • Barriera biologica (macrofagi e leucociti polimorfo-nucleati)

Una volta superate le barriere fisiche e chimiche è la volta dei globuli bianchi; quelli coinvolti nell’immunità innata sono:

  • Monociti (che diventano macrofagi)
  • Cellule dendritiche
  • Granulociti (neutrofili, eosinofili e basofili)
  • Cellule Natural Killer (NK)

Immunità adattiva

L’immunità adattiva è distinta in:

  • Immunità cellulo-mediata: i protagonisti sono i linfociti T (linfociti T, linfociti T citotossici, linfociti suppressor)
  • Immunità umorale: i protagonisti sono i linfociti B i quali, differenziati in plasmacellule, producono anticorpi ognuno dei quali lega ed agisce su uno specifico antigene

In entrambi i casi si sviluppa la memoria: i linfociti T e B producono sia cellule attive (che intervengono nella risposta immunitaria), sia cellule inattive che rimangono di riserva nell’eventualità di una nuova infezione.

Resistenza specifica: gli anticorpi

Gli anticorpi sono molecole appartenenti al gruppo delle immunoglobuline e vengono classificati in cinque classi (IgG, IgA, IgM, IgD e IgE). Ogni anticorpo è formato da quattro catene polipetidiche: due pesanti e due leggere a formare la tipica struttura a Y. Alle due estremità della Y si trovano due regioni variabili, che corrispondono al sito di legame per gli antigeni e variano da un anticorpo all’altro; una seconda parte è comune ad ogni classe di immunoglobuline.

L’immunità specifica o acquisita può essere:

  • Naturale —> attiva: anticorpi o linfociti sensibilizzati prodotti dopo un’infezione
  • Passiva: passaggio di anticorpi al feto attraverso placenta e colostro
  • Artificiale —> attiva: ottenuta dopo la vaccinazione
  • Passiva: ottenuta per trasferimento di anticorpi immuni

Lezione tre

La prevenzione delle malattie infettive

Obiettivo: impedire l’insorgenza e la progressione della malattia nel singolo e nella comunità.

Interventi di prevenzione

  • Prevenzione primaria: impedire l’insorgenza di nuovi casi di malattia nelle persone sane (riduzione dell’incidenza)
  • Prevenzione secondaria: individuazione e guarigione della malattia prima della sua manifestazione clinica (riduzione della mortalità)
  • Prevenzione terziaria: impedire l’invalidità in persone già malate di malattie croniche e promuovere il recupero di portatori di handicap (riabilitazione)

Prevenzione primaria delle malattie infettive

Scopo:

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Scienze mediche MED/45 Scienze infermieristiche generali, cliniche e pediatriche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher arianna.marchetti di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Infermieristica pediatrica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Romano Luisa.
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