Lezione 1: Scuola e promozione della salute
L'OMS e l'approccio scolastico globale
L'OMS parla di «approccio scolastico globale» per:
- Migliorare l'apprendimento
- Aumentare il benessere
- Ridurre i comportamenti a rischio per la salute da parte dei più giovani
Scuola e promozione della salute: accordo stato-regioni
Nell'accordo Stato-Regioni, si parla di promozione e non di educazione alla salute. Poiché ogni scuola ha i propri fabbisogni, legati anche al territorio in cui opera, ognuna di essa potrà affrontare il tema scelto. La libertà di scelta può rispondere alle necessità della propria determinata realtà. Esempio: obesità in alcune aree del meridione; consumo di bevande alcoliche nel nord-est; attenzione agli agenti inquinanti a Taranto, Porto Marghera, Falconara M.ma.
I temi in genere sono:
- Prevenzione del consumo di sostanze (sigarette, droghe, alcol)
- Importanza dei corretti stili di vita
- Educazione sessuale
- Prevenzione e individuazione precoce dei disturbi alimentari
- Vaccinazioni e farmaci di largo consumo, come ad es. gli antibiotici
- Attività per incoraggiare il benessere psico-fisico
- Favorire l’individuazione precoce dei disturbi della comunicazione, linguaggio e dello spettro autistico
Scuola e promozione della salute: intenti del PNP
Con il Piano Nazionale della Prevenzione (PNP) 2020-2025, si cerca di implementare la sinergia: famiglia - scuola - sistema sanitario - mondo. L’intento è ridurre le disuguaglianze tra le diverse aree del Paese, attraverso la consapevolezza, che parta sin dalla più tenera età.
Scuola e promozione della salute: PTOF
La scuola ha un ruolo nevralgico, al fine di migliorare le condizioni della collettività. È evidente l'idea di inserire la promozione della salute nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF) di tutte le scuole, legando con un filo rosso le attività dei bambini della materna con quelle degli adolescenti, prossimi alla maturità. L’istituzione scolastica ha i requisiti per attivare politiche di prevenzione in grado di raggiungere i più piccoli quanto i loro genitori.
Scuola e promozione della salute: obiettivo
L'obiettivo è rendere la scuola un ambiente favorevole:
- Nell'offerta formativa (didattica, contenuti)
- Nell'ambiente fisico (spazi all'aperto, dediti all’attività fisica)
- Nella gestione degli spazi (mense, laboratori, aule)
- Nelle attività sociali (relazioni tra pari e con gli insegnanti, con le disabilità)
Scuola e promozione della salute: la pediatria territoriale
I pediatri:
- Forniscono ai genitori le prescrizioni utili alla guarigione in caso di malattia
- Informano dei periodi di contumacia (non frequenza delle comunità sociali)
Prima dell’inizio della frequenza:
- I genitori dei bambini con problemi sanitari (es.: assuntori di farmaci, ricoveri frequenti, con malattie croniche) devono mettersi in contatto con la Pediatria Territoriale per favorire l’inserimento del bambino a scuola.
- I genitori dei bambini stranieri, presenti in Italia da meno di due anni, devono portare il bambino all’ambulatorio della Pediatria Territoriale, muniti del certificato di vaccinazione e della documentazione sanitaria significativa, di cui sono in possesso.
- I genitori dei bambini non residenti nel comune, o che hanno eseguito le vaccinazioni altrove, devono certificare la vaccinazione all’ambulatorio della Pediatria Territoriale.
Scuola e promozione della salute: collaborazioni con enti pubblici
Il benessere del bambino in comunità dipende dall’equilibrio tra le esigenze affettive, educative, nutrizionali ed igienico-sanitarie. Comune e Servizi Socio-Sanitari collaborano per:
- Formare il personale delle scuole
- Aggiornare le norme igienico-sanitarie
- Adeguare le strutture e le attrezzature alle norme vigenti
Scuola e promozione della salute: collaborazioni scuola-famiglia
In ogni ambiente di vita i bambini sono esposti ad un elevato numero di stimoli infettivi. Il rischio di ammalarsi è tipico dei primi anni di vita, poiché vi è: parziale controllo degli sfinteri; esplorazione dell’ambiente con le mani e la bocca; parziale maturazione del sistema immunitario... Le modalità igieniche utilizzate in famiglia e a scuola sono fondamentali per ridurre la trasmissione delle infezioni.
Lezione 2: Nuovo Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale (NPNPV) 2017-2019
Intesa in Conferenza Stato-Regioni il 19 gennaio 2017 (Rep. Atti n. 10/CSR). Offerta di salute, attiva e gratuita, tra le più avanzate in Europa. A garanzia di omogeneità, equità e sostenibilità nel tempo, le vaccinazioni incluse nel Calendario nazionale sono state inserite tra i nuovi Livelli essenziali di assistenza (LEA). La legge 232/2016 prevede il rimborso alle regioni per l'acquisto dei vaccini. Opportunità di salute per tutti i cittadini, perciò le differenze tra le regioni devono essere superate attraverso una strategia vaccinale nazionale coerente e uniforme.
NPNPV 2017-2019: Obblighi per le scuole
L’art. 1 del D.P.R. 355/1999 Regolamento sulle certificazioni delle vaccinazioni obbligatorie stabilisce che:
“I direttori delle scuole e i capi degli istituti di istruzione pubblica o privata sono tenuti, all'atto dell'ammissione alla scuola o agli esami, ad accertare se siano state praticate agli alunni le vaccinazioni e le rivaccinazioni obbligatorie, richiedendo la presentazione da parte dell'interessato della relativa certificazione, ovvero di dichiarazione sostitutiva, comprovante l'effettuazione delle vaccinazioni e delle rivaccinazioni predette, accompagnata dall'indicazione della struttura del Servizio sanitario nazionale competente ad emettere la certificazione”.
Nel caso di mancata presentazione della certificazione o della dichiarazione di cui al comma 1, il direttore della scuola o il capo dell'istituto comunica il fatto entro cinque giorni, per gli opportuni e tempestivi interventi, all'azienda unità sanitaria locale di appartenenza dell'alunno ed al Ministero della sanità. La mancata certificazione non comporta il rifiuto di ammissione dell'alunno alla scuola dell'obbligo o agli esami. È fatta salva l'eventuale adozione da parte dell'autorità sanitaria di interventi di urgenza ai sensi dell'art. 117 del D.Lgs 31.3.98, n. 112.”
NPNPV 2017-2019: Obblighi per le Aziende Sanitarie Locali
Il citato DPR n. 355/1999 Il Servizio Sanitario Locale di appartenenza dell'alunno non vaccinato metterà in atto gli opportuni e tempestivi interventi di recupero:
- Offerta attiva delle vaccinazioni non effettuate
- Comunicazione dello stato vaccinale al pediatra di libera scelta per un’adeguata promozione
- Attivare un contatto informativo con la famiglia dell’alunno
Dal 2019/2020 sono in vigore le misure di semplificazione per gli adempimenti vaccinali ai fini dell’iscrizione scolastica (art. 3-bis del DL 73/2017: Non i genitori/tutori/affidatari, ma le ASL trasmettono direttamente alle Scuole le informazioni contenute nelle anagrafi vaccinali informatizzate.
NPNPV 2017-2019: l’accertamento della situazione vaccinale
Per l’accertamento della situazione vaccinale dei bambini e per formare classi senza minori non vaccinabili per motivi di salute, in classi nelle quali siano presenti minori non vaccinati (articolo 4 decreto legge n. 73/2017), entro il 10 marzo 2019 i DS e i Responsabili dei servizi educativi per l’infanzia delle scuole private non paritarie e dei centri di formazione professionale, hanno inviato alle Aziende sanitarie locali (ASL) territorialmente competenti l’elenco degli iscritti all’anno scolastico-calendario annuale 2019/2020.
NPNPV 2017-2019: accertamento della situazione vaccinale
Le ASL, entro il 10 giugno 2019 hanno restituito gli elenchi di chi:
- “non è in regola con gli obblighi vaccinali”
- "non ricade nelle condizioni di esonero, omissione o differimento”
- “non ha presentato formale richiesta di vaccinazione”
Malattie esantematiche
Esantèma (greco: exantèo, “fiorire”). Un “fiorire” improvviso sulla pelle sotto forma di macchioline rosse, papule, vescicole o pustole. Nella maggior parte dei casi, queste eruzioni che compaiono nel corso di una malattia, sono accompagnate da febbre. La primavera è il periodo di maggiore diffusione delle malattie esantematiche frequenti tra i bambini. Sono infezioni virali, ad eccezione della scarlattina che è di origine batterica, altamente contagiose.
Malattie esantematiche: in passato
Fino a non molti anni fa i bambini le contraevano regolarmente, divenendo immuni. Le vaccinazioni per queste malattie erano quasi inesistenti. L’immunità era rinforzata dai contatti fra chi aveva avuto già la malattia e chi s’ammalava successivamente. Tra gli adulti le malattie esantematiche erano rare, tutti divenivano immuni nell’infanzia.
VERSUS
La mortalità infantile era molto più alta di quella attuale, si consideravano normali le complicazioni date da queste malattie, per cui era considerato normale qualche decesso.
Malattie esantematiche: oggi
Le vaccinazioni, il miglioramento delle condizioni igieniche, un Servizio Sanitario gratuito per tutti rendono eccezionale contrarre queste malattie. Per riconoscerle si ricorre a foto sui manuali o anche su internet, piuttosto che alla memoria.
VERSUS
L’«ignoranza» sull’argomento spesso genera spesso allarmismi.
Malattie esantematiche: quelle diffuse e quelle rare
Le più comuni malattie esantematiche dell’infanzia sono: Morbillo, Varicella, Rosolia, Scarlattina (quarta malattia), eritema infettivo (Quinta malattia), esantema critico (Sesta malattia), Mani-Piedi-Bocca. Altre sono meno diffuse sono: la Parotite (o, come si dice in gergo, gli “orecchioni” che in realtà non provoca nessuna eruzione sulla pelle), la Mononucleosi, la Malattia di Kawasaki, la Rickettsiosi, il Vaiolo (malattia del passato ormai debellata che provocava un violentissimo esantema).
Cosa fare?
Se sospetti che un bambino abbia contratto una malattia esantematica la prima cosa da fare è riferirlo alla famiglia in modo che possa rivolgersi al pediatra, che saprà formulare una diagnosi certa e dare tutte le indicazioni per affrontarla al meglio.
Il morbillo
- Causa: Un virus della famiglia dei Paramyxovirus.
- Soggetti: da 1 a 3 anni
- Contagio: Per via aerea, ovvero starnuti, tosse, contatto diretto, stoviglie.
- Incubazione: Circa 10 giorni.
- Sintomi: Tosse, raffreddore, congiuntivite, febbre, eruzione cutanea a forma di macchie e papule macchie (bianche sulle guance, che diventano rosso-brune e si espandono su tutto il corpo).
- Terapia: Non esiste una vera e propria terapia, si utilizzano farmaci come paracetamolo e ibuprofene. Il modo più efficace di prevenire la malattia è attraverso la vaccinazione.
Varicella
- Causa: Un virus, l’Herpes Zoster Virus.
- Contagio: Per via aerea, ovvero starnuti, tosse, contatto diretto, stoviglie e anche contatto con il liquido contenuto nelle vescicole.
- Soggetti: dai 5 ai 10 anni.
- Incubazione: Da 14 a 21 giorni.
- Sintomi: Febbre (poca e non sempre), malessere e inappetenza, poi macchioline isolate, che diventano bollicine e poi croste.
- Complicazioni: Raramente, infezione delle bollicine (se grattate con le mani sporche).
- Terapia: Aciclovir (un farmaco antivirale), ma la terapia è indicata solo nei bambini con sistema immunitario non funzionante; antistaminici per il prurito.
- Ritorno a scuola: Sette giorni dopo la comparsa delle prime macchioline.
- Prevenzione: Vaccino combinato contro Morbillo, Parotite, Rosolia e Varicella a 15 mesi con richiamo a 6 anni.
- Pericolo in gravidanza: Sì, dal momento che se contratta a ridosso del parto può causare una varicella del neonato. Il virus rimane latente e può risvegliarsi a distanza di molti anni (avviene 10/20% dei casi), dando luogo all’herpes zoster, meglio noto come fuoco di Sant’Antonio.
Rosolia
- Causa: Un virus della famiglia dei Rubivirus.
- Contagio: Per via aerea, ovvero starnuti, tosse, contatto diretto, stoviglie.
- Soggetti: Per lo più tra i 5 e i 14 anni.
- Incubazione: Da 12 a 23 giorni.
- Sintomi: Sintomatologia lieve. Macchie rosa chiaro, prima sul viso, poi sul resto del corpo, linfonodi (gonfiori) dietro la nuca, sul retro del collo e dietro le orecchie, poca febbre.
- Complicazioni: Dolori alle articolazioni.
- Terapia: Non c’è una terapia specifica. Alleviare i sintomi febbrili col paracetamolo.
- Ritorno a scuola: 7 giorni dopo la comparsa dell’esantema.
- Prevenzione: Vaccino combinato contro Morbillo, Parotite, Rosolia e Varicella a 15 mesi con richiamo a 6 anni.
- Pericolo in gravidanza: Molto pericolosa per il feto.
Scarlattina o IV Malattia
- Causa: Un batterio, lo Streptococco Beta Emolitico di gruppo A.
- Contagio: Per via aerea, ovvero starnuti, tosse, contatto diretto, stoviglie.
- Soggetti: bambini in età scolare, ma può ripresentarsi più volte nel corso della vita.
- Incubazione: Da due a cinque giorni.
- Sintomi: mal di gola, vomito, febbre, brividi, mal di testa (la lingua viene coperta da una patina bianca che poi arrossa).
- Complicazioni: Molto raramente, danni cardiaci e renali.
- Terapia: Antibiotico (Amoxicillina per bocca).
- Ritorno a scuola: 48 ore dopo l’inizio della terapia antibiotica.
- Prevenzione: Non esiste un vaccino; la terapia antibiotica elimina velocemente lo Streptococco e interrompe la catena del contagio.
- Pericolo in gravidanza: No.
Eritema infettivo o V Malattia
- Causa: Un virus della famiglia dei Parvovirus.
- Contagio: Per via aerea, ovvero starnuti, tosse, contatto diretto, stoviglie.
- Soggetti: tra i 5 e i 15 anni.
- Incubazione: Circa 14 giorni.
- Sintomi: febbre lieve e mal di testa, ma non sempre si manifestano, poi arrossamento delle guance, seguono macchioline sugli arti e sul tronco.
- Complicazioni: Nessuna.
- Terapia: Non c’è una terapia specifica. Trattare febbre e prurito con farmaci antifebbrili e antistaminici.
- Ritorno a scuola: Nessun isolamento.
- Prevenzione: Non esiste un vaccino; la scarsa gravità della malattia suggerisce di non fare nulla, se non in caso di gravidanza.
- Pericolo in gravidanza: Sì, in alcuni casi può danneggiare il feto.
Sesta malattia
- Causa: Un virus della famiglia degli Herpesvirus.
- Contagio: Per via aerea, ovvero starnuti, tosse, contatto diretto, stoviglie.
- Soggetti: prevalentemente nei primi 2 anni di vita.
- Incubazione: Circa dieci giorni.
- Sintomi: Febbre alta senza altri sintomi per circa tre giorni, che scende improvvisamente mentre compaiono delle macchioline che dal tronco e dal collo si diffondono agli arti.
- Complicazioni: La febbre può dare convulsioni febbrili in chi è predisposto.
- Terapia: Non c’è una terapia.
- Ritorno a scuola: Nessun isolamento.
- Prevenzione: Non esiste un vaccino; l’assenza di complicanze della malattia suggerisce di non fare nulla.
- Pericolo in gravidanza: Sì, può danneggiare il feto, ma la quasi totalità delle donne in età fertile ha già avuto la malattia e perciò ne è immune.
Bocca mani piedi
- Causa: Un virus della famiglia degli Enterovirus.
- Contagio: Per via aerea, ovvero starnuti, tosse, contatto diretto, stoviglie.
- Soggetti: tra maggio e novembre, soprattutto in età prescolare e scolare.
- Incubazione: Circa sette giorni.
- Sintomi: Mal di gola e fastidio in bocca, poi macchioline in bocca, sulle labbra, sul palmo delle mani e sulla pianta dei piedi che si trasformano in bollicine; non sempre febbre.
- Complicazioni: Nessuna complicazione di rilievo.
- Terapia: Alimentazione con cibi non irritanti e morbidi, antidolorifici o antifebbrili se necessari.
- Ritorno a scuola: Nessun isolamento.
- Prevenzione: Non esiste un vaccino.
- Pericolo in gravidanza: Raramente e solo se la malattia si contrae nelle prime settimane.
Lezione 3: Le difficoltà sociali, emotive e comportamentali
Gestire le difficoltà
È normale che un bambino abbia difficoltà, che possono essere di tipo sociale, emotivo e comportamentale. Il modo in cui sono gestite fa la differenza! Per i caregiver l’imperativo dovrebbe essere: “COME GESTIRE EFFICACEMENTE QUESTE DIFFICOLTÀ?” Quando le difficoltà sono trattate male sintomi e condizioni peggiorano.
Un approccio costruttivista-strategico
Da una prospettiva Costruttivista-Strategica i problemi psicologici in origine sono interazionali e non patologie. I problemi sono considerati dalla prospettiva ecologica più che da quella che tende a trovare qualcosa nel soggetto. Questo approccio è particolarmente utile ad aiutare gli educatori, che possono sentirsi impotenti di fronte ai problem più persistenti dei loro studenti e/o di fronte alla resistenza espressa quando si agisce con le “usuali” azioni correttive. Le indicazioni sono ad hoc per gestire le difficoltà degli studenti, aiutano gli insegnanti ad intervenire efficacemente, evitano che le difficoltà si trasformino in problemi più seri. Ciò diventa un vantaggio per l’alunno, per sé e per la scuola.
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