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Studi epidemiologici e valutazione del rischio

Parallelamente agli studi epidemiologici si andranno a conoscere le fonti e le modalità per la raccolta dei dati necessari a individuare quelli che sono i fattori del rischio e gli agenti causali di malattia o di disabilità nella popolazione, associata ad una valutazione anche di dati analitici provenienti dall’esperienza di laboratorio. E quindi cercheremo di rendere pratica, e non astratta, la valutazione di questi dati/indicatori che a volte sembrano distaccati dalla realtà ma che in fondo sono strettamente legati alla pratica giornaliera e alla valutazione stessa dei rischi.

Obiettivi e metodi della prevenzione

La prevenzione si articola in determinati livelli (primaria, secondaria, terziaria) per arrivare ai metodi della prevenzione e approfondire i principi dell’educazione sanitaria, quindi dell’educazione alla salute.

Fattori che influenzano la salute

Fattori in grado di esercitare effetti sulla salute umana determinanti nel passaggio dallo stato di salute allo stato di malattia (radon, poco conosciuto ma è la seconda principale causa di tumore al polmone nella popolazione).

Malattie non infettive che chiamiamo “malattie cronico degenerative o multifattoriali”.

Eziologia, branca della scienza che studia le cause delle malattie infettive (causate da agenti eziologici) e la loro trasmissione.

Epidemiologia, branca dell'igiene che si occupa delle modalità d'insorgenza, di diffusione e di frequenza delle malattie nella popolazione in rapporto all’ambiente e allo stile di vita delle persone.

Lezione 1

Legionella, batterio che colonizza le acque e causa una grave forma di polmonite. Oggi è di particolare interesse nel settore della prevenzione perché la sintomatologia si sovrappone a quella del COVID-19 e dunque è di particolare importanza rafforzare tutte le misure preventive che controllino anche questo tipo di rischio.

I descrittori di Dublino

I Descrittori di Dublino sono enunciazioni generali dei tipici risultati conseguiti dagli studenti che hanno ottenuto un titolo dopo aver completato con successo un ciclo di studio. Non vanno intesi come prescrizioni, non rappresentano soglie o requisiti minimi e non sono esaustivi. I descrittori mirano a identificare la natura del titolo nel suo complesso. Essi non hanno carattere disciplinare e non sono circoscritti in determinate aree accademiche o professionali.

I Descrittori di Dublino sono costruiti sui seguenti elementi:

  • Conoscenza e capacità di comprensione (knowledge and understanding).
  • Conoscenza e capacità di comprensione applicate (applying knowledge and understanding).
  • Autonomia di giudizio (making judgements).
  • Abilità comunicative (communication skills).
  • Capacità di apprendere (learning skills).

Dunque il programma di igiene alla fine del corso dovrebbe rispecchiare le conoscenze dei principi generali dell’igiene ed epidemiologia applicati allo studio dei determinanti che influenzano il passaggio dallo stato di salute allo stato di malattia.

Lo studente dovrà essere in grado di dimostrare attraverso la verifica orale la capacità di applicare questo genere di conoscenze e riuscire anche ad effettuare una valutazione del rischio, quindi a quantificare eventi patologici, fattori di rischio, fattori protettivi presenti nella popolazione.

Il concetto generale di igiene

Iniziamo col descrivere il concetto generale di igiene. L’uomo da sempre ha avuto come obiettivo generale quello di sconfiggere le malattie che in ogni periodo hanno accompagnato l’uomo.

Questo obiettivo rappresenta da sempre una delle aspirazioni maggiormente sentite dall’uomo, uno dei traguardi in tutti i tempi è stato il raggiungimento del maggior grado di benessere nell’ambiente in cui viviamo.

Acquedotti, dighe e terme sono alla base della storia per quanto riguarda il benessere e la salute, infatti nell’antica Roma questo senso di salute già esisteva ed è dimostrato nelle grandi opere e costruzioni che in quel periodo furono realizzate proprio per questo fine.

Quindi lo sviluppo di sistemi fognari, l’allontanamento dei reflui dei centri abitati ha determinato il raggiungimento di un traguardo importante ai fini dell’allontanamento delle malattie, lo sviluppo degli acquedotti ha determinato l’arrivo dell’acqua nei centri urbani, quindi permettendo un raggiungimento e un miglioramento delle condizioni di salute delle popolazioni e lo sviluppo delle terme erano allora associati ad uno stato di benessere.

Che cos’è l’igiene?

Prendiamo l’esempio dell’assembramento, capiamo bene, soprattutto al giorno d’oggi, che non rappresenta per niente il concetto di igiene, ci sono infatti situazioni di rischio, nelle scuole, nelle stanze chiuse, nei bus e metro, associati spesso al non aprire quasi mai le finestre/finestrini.

Ma per noi cosa significa igiene? Normalmente tutti rimandano la parola igiene alla pulizia (improprio sinonimo), ma in realtà la parola igiene deriva dal greco e significa “buona salute”, che rappresenta un traguardo dell’uomo, il raggiungimento del maggior stato di salute, attraverso la promozione della salute che è quel processo che è in grado di accrescere il controllo di tutti i determinanti associati al concetto di salute, quindi i determinanti di malattia.

L’igiene è quindi una disciplina appartenente alle scienze bio-sanitarie che attraverso il potenziamento dei fattori utili alla salute e l’allontanamento e la correzione dei fattori responsabili delle malattie tende a conseguire il miglior stato di benessere possibile dei singoli e della collettività.

In realtà l’igiene si articola in diverse discipline, è un campo molto vasto e normalmente si distingue:

  • Un settore chiamato epidemiologia che significa “studio sulla popolazione”, quindi tutti i determinanti di salute e di malattia nella popolazione attraverso studi chiamati di epidemiologia descrittiva, di epidemiologia analitica e di epidemiologia sperimentale.
  • Un settore chiamato promozione della salute che ugualmente è un settore dell’igiene che vede coinvolti gli igienisti e tutte le figure associate alle professioni sanitarie (farmacisti, infermieri, assistenti sanitari), questa non è altro che il processo che accresce nella popolazione il controllo di determinanti di salute e di malattia.
  • Un settore chiamato prevenzione delle malattie che, ugualmente, è un altro settore applicativo, distinto dalla promozione della salute, perché quest’ultima si occupa prevalentemente del soggetto sano e quindi di mantenere il soggetto in tale condizione (come le vaccinazioni, educazione sanitaria), invece la prevenzione, ad esempio terziaria si occupa della riabilitazione, quella secondaria di soggetti che hanno una malattia in incubazione permettendo di svolgere una diagnosi precoce attraverso quelli che chiamiamo programmi di screening (controllo).
  • Un settore chiamato programmazione sanitaria e organizzazione sanitarie, quindi il management, come ad esempio organizzazione del sistema nazionale sanitario, nell’ATS (agenzia della tutela della salute) e tutto ciò che ruota intorno alle cure erogate dall’assistenza sanitaria di un Paese.

L'evoluzione del concetto di salute

Il concetto di salute nel tempo è mutato molto e oggi si riassiste alla riemergenza della patologia infettiva. Ma perché il concetto di salute è mutato nel tempo? Perché molto tempo fa, diciamo fino al 19° secolo, l’assenza di malattie era associata al concetto di salute, cioè un uomo sano era colui che non presentava una malattia e in particolar modo una malattia infettiva.

Questo perché in quel periodo la prevalenza (altro concetto epidemiologico che studieremo nei mesi successivi) ovvero il numero di casi di malattia in un determinato momento in una popolazione, quindi la prevalenza di malattia più diffusa sino a quel periodo era la patologia infettiva che affliggeva la popolazione. Possiamo pensare a malattie che al giorno d’oggi sono molto ridotte o totalmente scomparse (eradicate) come il vaiolo. Quindi persone che non si prendevano queste patologie, date principalmente dagli scarichi delle acque, dai pozzi ecc. erano considerate come persone in salute.

Successivamente, quando è avvenuto il miglioramento del progresso scientifico associato alle più grandi scoperte scientifiche come gli antibiotici e altri miglioramenti dei sistemi sanitari e delle condizioni igieniche, quindi dal 1900 al 1947 si è sentita la necessità di passare da un concetto di salute associato ad assenza di malattia ad un concetto di benessere fisico.

Quindi non era sufficiente non avere una malattia per essere sani ma bisognava anche sentirsi bene, quindi questo concetto di salute si stava estendendo ad altre dimensioni che erano comunque importanti nel benessere di una persona.

Dal 1948 con il miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie, con l’inserimento di particolari terapie, dei chemio-terapici, della chemioprofilassi, delle vaccinazioni, si è passati all’attuale definizione di salute data dall’OMS.

La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non consiste soltanto nell’assenza di malattia.

A questo punto i governi si assumono la responsabilità della salute della propria popolazione e questo in realtà è un passaggio molto importante perché il miglior stato di salute conseguibile diventa un diritto fondamentale di ogni essere umano di cui si ha un articolo nella costituzione italiana (Art. 32).

In effetti il concetto di salute completo delle tre dimensioni, quindi fisico, mentale e sociale è un concetto molto utopistico, perché nessuno di noi riesce a raggiungere questo stato, altrimenti saremo in una sorta di paradiso, ognuno di noi ha qualche problema associato ad una delle tre dimensioni, quindi, sì, i governi hanno la responsabilità della nostra salute ma anche il singolo deve fare un lavoro per raggiungere questo stato di benessere a cui tendere.

Quindi la salute diventa uno stato a cui tendere e significa che ogni individuo deve lavorare in proprio, ovviamente inserito in un contesto che lo permetta, per raggiungere il miglior stato di salute possibile. Possiamo dire che la salute è come percorrere una strada alla fine di questa strada c’è il traguardo, noi ci possiamo trovare ovunque, ma comunque dobbiamo iniziare a camminare verso la meta. Come dobbiamo farlo? Dobbiamo emettere ogni giorno dei fattori positivi che dipendono principalmente dal nostro comportamento, da ciò che facciamo per conservare il nostro stato di salute che abbiamo, oppure potenziarlo, attraverso comportamenti che dipendono dalle nostre scelte.

Per effettuare queste scelte, dobbiamo esserne consapevoli e la consapevolezza si raggiunge attraverso un grado di conoscenza che si raggiunge attraverso gli studi, quelli che noi stiamo svolgendo attraverso il corso di igiene.

Alcuni autori hanno paragonato la salute ad una carta di credito, ovvero un qualcosa che noi abbiamo dove ci sono dei soldi, se noi la utilizziamo senza però alimentarla ad un certo punto finisce, se noi continuiamo ad alimentarla continuamente questa continuerà a supportarci nelle nostre spese, se noi l’alimentiamo molto, questa ancora di più ci permetterà di effettuare spese soddisfacenti. Quindi la cosa importante è alimentare il concetto di salute attraverso l’emissione da parte nostra di scelte positive, favorevoli, legate a questo concetto.

Il ruolo dei governi nella promozione della salute

Come i governi ci supportano in queste scelte? Pensiamo ad un portatore di handicap a Cagliari: è completamente sano o ha dei problemi? La città di Cagliari ha una dimensione adeguata per quanto riguarda queste persone? Assolutamente no, a cominciare dai parcheggi nelle strade, un qualcosa che ogni singolo cittadino potrebbe fare, quindi azioni singolari che potrebbero essere migliorate, anche la città stessa dispone di problemi per questo tipo di persone, non permettendo così il conseguimento dello stato di benessere ottimale.

Questo è un esempio di come i governi si possono prendere cura di tutta la popolazione.

Ecco come la promozione della salute deve potenziare i suoi interventi anche attraverso il coinvolgimento politico e istituzionale dei propri Paesi.

La salute quindi diventa un diritto fondamentale dell’uomo e l’accesso ai livelli più alti di salute diventa un obiettivo sociale importantissimo che predispone la partecipazione a numerosi settori sociosanitari, economici oltre a quelli sanitari.

Qui sotto l’art. 32 della costituzione Italiana: “In realtà abbiamo delle grandi disparità per quanto riguarda appunto la salute, per esempio in Sierra Leone abbiamo 316 decessi ogni 1000 nati vivi mentre in Svezia 3 decessi ogni 1000 nati vivi, quindi un altro degli obiettivi di salute a livello mondiale è ridurre il più possibile le diseguaglianze nella salute delle popolazioni, quindi questo è un obiettivo un po' comune di tutti i Paesi. Si sta cercando di rinnovare e uniformare i protocolli terapeutici in maniera tale da garantire a tutti una migliore assistenza sanitaria nei confronti della pandemia attuale.

Un’altra disuguaglianza nella salute delle popolazioni la ritroviamo attraverso degli studi epidemiologici, che sono quegli studi che ci consentono di effettuare delle associazioni e delle correlazioni in termini di correlazioni dei livelli di salute, basta vedere come le persone che vivono nei quartieri più poveri hanno una longevità <7 anni rispetto alle persone che vivono nei quartieri più ricchi.

Questo per una serie di fattori che tendono a mostrare una maggiore diffusione man mano che si scende nella scala sociale, come ad esempio fumo, sedentarietà, obesità ecc.

Quindi innalzare i livelli di informazione, di conoscenza e di interazione con persone alla pari che consentono di sviluppare questo tipo di cultura permettono di diminuire le disuguaglianze a livello di salute nella popolazione.

Interventi dell'igiene

A questo punto una volta chiarito il concetto di igiene e il concetto di salute, vediamo come l’igiene persegue il suo obiettivo, attraverso due tipologie di intervento:

  • Immissione di fattori positivi (promozione della salute), possiamo prendere come esempio l’obiettivo comune di tutta la comunità scientifica, in questo momento a causa del COVID, è quello di studiare un vaccino, quindi proteggere così la popolazione, immettendo un fattore positivo. Oppure immettere un fattore positivo comportamentale come potenziare la diffusione della conoscenza dell’uso corretto della mascherina o ancora, un altro fattore positivo che dispone di ruolo chiave nella prevenzione delle malattie infettive che è il lavaggio corretto delle mani. Inoltre l’immissione di altri fattori positivi come evitare luoghi affollati è importantissimo per le malattie infettive per via aerea.
  • Minimizzare ed eliminazione del rischio (prevenzione delle malattie), ovviamente non possiamo mai eliminare del tutto il rischio, definito come condizione nella quale un danno può manifestarsi con una maggiore frequenza, quindi minimizzare questo rischio è un altro obiettivo dell’igiene. Studiare dunque tutte quelle condizioni nelle quali i danni possono manifestarsi con minore frequenza.

Fattori positivi associati alla salute

Abbiamo detto quindi che l’igiene e la salute possono essere potenziate attraverso l’immissione di quelli che abbiamo chiamato fattori positivi, ma quali sono questi fattori?

I fattori positivi associati alla salute possono essere distinti in tre categorie e normalmente si riconducono a dei fattori che possiamo definire personali, a dei fattori comportamentali e a dei fattori ambientali. I fattori personali, si riconducono ad uno stato di salute che viene definito potenziale che è quello che ogni individuo porta con sé fin dalla nascita, un po' quindi dipende anche dal nostro corredo genetico e fa parte di un patrimonio ereditario.

Quindi tutti noi nasciamo con una salute potenziale, chi più chi meno, infatti abbiamo anche sentito parlare di alcune forme ereditarie nei confronti di malattie definite malattie non trasmissibili (tumori), quindi qualcuno nasce con una forma predisposta per queste patologie.

I fattori personali si possono ricondurre anche a quel concetto di salute che possiamo incrementare con i nostri comportamenti, come un buon stato nutrizionale, è noto infatti da studi epidemiologici che un buon stato nutrizionale quindi un’adeguata ed equilibrata alimentazione si associ non solo alla prevenzione delle così dette malattie cronico degenerative, ma un buon livello nutrizionale si associa anche alla prevenzione delle patologie infettive. Infatti un individuo ben nutrito quindi con un’adeguata alimentazione, si riconduce ad una diminuzione anche della patologia infettiva e quindi esponendo in minor misura l’individuo alla patologia infettiva.

Questo lo vediamo sia da studi di epidemiologia analitica ma anche da studi sperimentali su modelli animali, ad esempio attraverso vari studi si è visto che gli uccelli sono minormente esposti ad un rischio di malattie infettive, ma anche da studi su uomo si è visto che un buon stato di nutrizione protegge dalla patologia infettiva, e soprattutto ci sono studi che correlano lo stato nutrizionale alla patologia cronico-degenerativa, in particolar modo alle cardiopatie ischemiche legate alla formazione di placche ateromatose associate ad una dieta ricca di colesterolo (quindi ricca di grassi saturi di origine animale).

Quindi un fattore personale protettivo legato al nostro modo di comportarci è sicuramente quello di nutrirci bene in maniera equilibrata (studieremo il modello della dieta mediterranea).

Un altro fattore personale positivo, molto importante, è quello della protezione immunitaria, altro intervento di p

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Scienze mediche MED/42 Igiene generale e applicata

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Aspirina01 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Igiene e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Cagliari o del prof Coroneo Valentina.

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