Hegel
Secondo Hegel, il mio pensiero si articola attraverso delle opposizioni dialettiche, la parte più importante dell’uomo è la produzione intellettuale, lo spirito, Geist, produzione spirituale, quello che noi produciamo. Lo spirito è quel brodo culturale in cui noi siamo sempre immersi, è fatto di tutto, arte, lingua, letteratura, tutto ciò che la produzione umana può concepire. Assegnare alla filosofia il compito di comprendere la realtà, e dimostrare che non è esterna a me ma è il risultato della mia azione concettualizzante, l’oggetto non esterno ma è la concettualizzazione del soggetto.
Hegel faceva il professore universitario, teneva vari corsi di storia della filosofia.
Sistema, tutte le parti sono connesse tra loro, Hegel ha un modo particolare di scrivere, ha una tesi, poi una antitesi e poi una sintesi. Vuole costruire un sistema in cui tutto ha una tesi definita.
3 fondamenti del suo pensiero
Risoluzione del finito nell’infinito, una situazione dialettica tra di loro. C’è una tensione dialettica tra loro, nessuno mai si risolve nell’altro. La realtà non è un insieme di sostanze ma un organismo unitario, la molteplicità può essere compresa nelle sue reazioni e dà luogo alla comprensione del tutto. Tra il molteplice e l’uno c’è una tensione dialettica, in reciproca relazione, la dialettica oppositiva. La molteplicità è quella che incontriamo nel finito, la molteplicità accolta nelle sue relazioni è l’infinito. Esiste questa relazione dialettica tra finito e infinito, sono due estremi di un Tutto. Vincolo di necessità tra loro due. Se io dico il finito esiste, vuol dire che lo ho astrattizzato, va detto invece, il finito è già sempre in relazione con il tutto. Posso cogliere la vera natura del finito, soltanto se lo comprendo nella sua relazione dialettica con il finito, e per comprenderlo è necessaria l’opposizione dialettica, non posso comprendere il finito se non in relazione all’infinito, se lo faccio io mi muovo in un’astrazione. Lui vuole una filosofia del concreto.
Identità tra pensiero e realtà, essere pensiero linguaggio.
Funzione risolutiva della filosofia, quel pensiero scientifico che mette in luce tutto, quindi è vera.
La realtà è permeata nella sua totalità dalla ragione, nella realtà posso cogliere il dispiegamento della razionalità, che governa l’uomo e il mondo (stoici). La realtà non è qualcosa di statico, ma è in continuo divenire. Come fa la filosofia che vuole cercare il fondamento, a pensare al divenire, secondo Hegel il fondamento di tutto è il divenire, la filosofia deve cercare il fondamento della realtà, scoprire che la ragione aderisce perfettamente alla realtà che cambia, la ragione è quindi dialettica. La realtà non è sostanza (Aristotele, coincidenza essere pensiero linguaggio e posso dire cosa è la realtà con le categorie, però la sua visione è statica, colloca la struttura logica fissa nel mondo), Hegel invece dice che il mio pensiero che si rapporta con il mondo che cambia e la mia ragione riesce a coglierlo, un processo di autoproduzione che solamente l’uomo comprende che alla base della realtà (soggetto) vi è la possibilità di essere umanizzata perché contiene una struttura razionale che io posso comprendere.
Tra finito e infinito c’è una relazione dialettica, non posso pensare al finito senza mai pensare all’infinito. Non posso pensare il finito senza pensare l’infinito, ma questi due termini non possono essere pensati come identici, come uguali. Relazione dialettica tra loro, perché il finito è manifestazione dell’infinito, è un momento necessario, dove posso cogliere veramente l’infinito? Nel mondo che mi circonda, perché nel momento in cui mi ci muovo e riesco a comprendere grazie alla filosofia le relazioni che ci sono tra le cose, allora ho capito davvero l’infinito.
Secondo punto pag 866
2) Ragione e realtà
Nella realtà vi è un disegno razionale, perché la realtà è il prodotto della mia attività concettualizzante. Quando Hegel parla di idea. L’idea per lui indica il tutto, che c’è qualcosa che tiene insieme realtà e concetto e questa cosa è l’idea.
“Ciò che è razionale è reale, ciò che è reale è razionale”: la razionalità non è pura idealità, la ragione non va mai pensata separata dalla sua manifestazione concreta, la razionalità è la forma stessa di ciò che esiste. Nella realtà è presente la razionalità, la realtà è concettualizzante. La realtà non è una materia caotica ma il dispiegarsi di una struttura razionale. Lo spazio della filosofia è quello che interpone tra esistenza e realtà, che non coincidono. La filosofia vuole far diventare reale ciò che è esistente. La sua filosofia è chiamata panlogismo. Per Hegel non tutto quello che esiste è reale, ma tutto ciò che esiste è razionale. Hegel è il filosofo del divenire, la filosofia deve cogliere perfettamente l’andamento della realtà nel suo concreto che ha una struttura dialettica. Tutto ciò che si manifesta e ha un carattere razionale è necessario. La ragione è una struttura non statica ma che possiede un suo movimento, un movimento dialettico. Tutto il sistema è dotato da rapporti interni, la ragione non è astratta ma è la forma della realtà.
La funzione della filosofia
La filosofia deve elaborare concettualmente il contenuto reale che l’esperienza le offre, dimostrando l’intrinseca razionalità.
Hegel e gli illuministi
Il pregio di Hegel è stato quello di cogliere una razionalità che permea il mondo. La storia non è il risultato dell’azione dell’uomo, per cui l’uomo pensa di essere l’esclusivo artefice. L’uomo partecipa alla razionalità del mondo. Per illuministi passa attraverso una moralità, regno dei fini.
Hegel e Kant
Kant aveva voluto realizzare una filosofia del finito e l’antitesi tra essere e non essere. Kant sosteneva che l’essere non si adegua mai al dover essere, la realtà alla razionalità. Secondo (integra)
Idea natura spirito
Hegel parla di una visione dialettica, dialettica degli opposti. La sua dialettica è particolare, parte da un primo momento, astratto intellettuale, un secondo momento, negativo razionale, e un terzo momento che è il positivo razionale. Questi tre sono definiti tesi, antitesi, sintesi.
Idea
L’idea è qualcosa che posso pensare astrattamente, parola molto stratificata. La prima volta che abbiamo sentito parlare di idea era con Platone. Poi Cartesio, Locke, Hume, idea oggetto della mente ed è l’unico modo per rapportarci alla realtà. Idea anima mondo e dio sono oggetti per i quali non c’è manifestazione empirica.
Nella filosofia hegeliana privilegia l’obiettivo di essere una filosofia del concreto, il pensiero e la realtà hanno uno stesso modo di procedere, procedono dialetticamente. Hegel vuole comprendere la totalità del mondo, ciò significa che il pensiero può comprendere la totalità della realtà. Nel momento in cui io penso, il logos, la ragione che pervade tutto, io riesco a comprendere l’assoluto. Non possiamo però pensare ad A senza richiamare A, A=A e diverso da lì, l’idea così si presenta per me. Nel momento in cui io la comprendo non nella sua relazione ma nella sua semplice identità, l’intelletto astrae e separa secondo Hegel, costituisce l’idea in sé per sé. Io vedo la struttura razionale della realtà, mai l’idea pura. Nella natura, io posso cogliere questa struttura razionale, ma non c’è solo questa, c’è anche la casualità, bisogna trovare una terza idea che superi queste due, l’idea di spirito, posso concepire l’assoluto nella sua semplice identità per comprenderlo totalmente devo tenerlo insieme sia come astratto sia come momento della differenza. L’idea in sé, l’idea che torna in sé, l’idea fuori di sé (pag 869). Assoluto astratto, assoluto che si mostra nell’altro da sé che è la natura, poi la comprensione autentica, di un assoluto che si fa concreto cioè di spirito, che è la sintesi, idea che alienata nella natura ritorna in sé stessa ad un livello più concreto.
Al primo livello c’è la logica ch