Proiezione e sezione sono le operazioni fondamentali della geometria
che consentano di passare dallo spazio a una rappresentazione
piana, da un sistema continuo ad un sistema discreto, mediante la
costruzione di un modello geometrico descrittivo.
Questa premessa, fondamento della scienza della rappresentazione,
è facilmente intuibile osservando le ombre portate dal sole o da una
fonte di luce puntiforme.
Il principale sforzo di questi ultimi anni ha avuto come obiettivo
quello di individuare una metodologia didattica in grado di
integrare le tecniche di rappresentazione tradizionali con quelle
informatiche. Lo studio della geometria descrittiva rappresenta,
infatti, un esercizio che consente di analizzare le matrici
geometrico-configurative dello spazio architettonico ed è
indispensabile per la formazione e la preparazione culturale di
ingegneri e architetti.
Per rappresentare sul piano lo spazio tridimensionale continuo è
necessario tradurre la realtà in un sistema discreto, e quindi
definire il modello geometrico che per approssimazione sarà in grado
di descrivere meglio la complessità dello spazio reale.
Il modello geometrico può essere definito utilizzando gli enti
geometrici fondamentali, che nella geometria euclidea sono: ~retta
(insieme infinito di punti allineati avente una dimensione)~punto
(elemento adimensionale) ~piano (elemento con due dimensioni)
Per convenzione i punti si indicano con le lettere maiuscole, le rette
con le lettere minuscole e il piano con le lettere minuscole
dell’alfabeto greco.
Lo spazio della geometria euclidea, costituito da elementi al finito
detti anche Propri, si ampliano con la geometria proiettiva definendo
gli stessi enti all’infinito.
Si definisce punto improprio il punto all’infinito di una retta che ne
definisce la direzione. Per comprendere meglio questo concetto
consideriamo una retta r e un punto O che non appartiene a r,
proiettando da O infiniti punti della retta r otteniamo un fascio di
centro O, ogni retta del fascio proietta un punto della retta r in
particolare essendo la retta r infinita, la retta r1º del fascio parallela
a r proietta il punto all’infinito della retta. Quindi r e r1º si
intersecheranno all’infinito nel punto improprio. Da ciò deriva che
da rette parallele si intersecano nello stesso punto improprio creando
la stessa direzione.
Si definisce la retta impropria: l’insieme di tutti i punti impropri di
un piano, che individua la giacitura del piano. Per comprendere il
concetto si consideri un piano alpha e una retta a parallela ad alpha,
considerando il fascio di piano passanti per a si ha che ogni piano
del fascio intersecherà il piano alpha in una retta che generalmente è
propria. Al limite il piano beta del fascio parallelo ad alpha lo
interseca nella retta impropria definendo così la giacitura del piano.
Giacitura
Il passaggio dallo spazio al piano, sia esso un foglio o uno schermo,
avviene sempre mediante le due operazioni fondamentali della
geometria descrittiva: ~proiezione, ~sezione
Si proietta sempre da un centro di proiezione che può essere un punto
proprio o improprio, oppure da una retta.
In particolare proiettare un punto P da un centro O proprio significa
Che si definisce raggio proiettante.
costruire una retta passante per O e P
Nel caso in cui il centro sia improprio il raggio proiettante è parallelo alla direzione
assegnata.
Per proiettare una retta r da un centro O proprio si costruisce il piano alpha passante
per O e per r che si definisce raggio proiettante. Se O è un centro improprio il piano
proiettante si costruisce considerando ad esempio una retta r avente come direzione
quella del centro O, incidente con la retta in un punto P.
Analogamente per proiettare da una retta un punto che non appartiene alla retta si
dovrà costruire un piano proiettante passante per la retta e per il punto, quindi
proiettare da una retta r una retta a significa costruire infiniti piani passanti per a
e per tutti gli infiniti punti dell retta r. di
punt
di Protezione ~
protezione un cell
o
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I
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P
P ·
· proiett
piano
Fraggio L
-an
proietta
Proiezione e sezione sono quindi le operazioni fondamentali della geometria
descrittiva che ci consentono di passare dallo spazio al piano, in particolare se il
centro di proiezione è un punto proprio la proiezione si definisce proiezione centrale
I
o conica, se il centro di proiezione è un punto improprio l’ora si definiscono
proiezioni parallele o cilindriche. O
· ↳
-
g
# O
-a -
L’operazione di sezione è quella che consente di costruire le immagini degli
oggetti che si trovano nello spazio su un piano. In particolare sezionare con un
piano una retta significa trovare il punto che appartiene alla retta e al piano,
mentre sezionare un piano alpha con un piano beta significa trovare la retta che
appartiene ad alpha e beta.
Per effetto delle due operazioni le figure che compongono gli oggetti subiscono
delle deformazioni, tuttavia esistono alcune proprietà che le conservano e sono dette
invarianti proiettive. In particolare non si conservano, salvo alcuni casi, le
caratteristiche metriche, mentre sono invarianti proiettivi l’appartenenza, la
collinearità e l’incidenza.
Ad esempio da un punto di vista proiettivo se abbiamo un punto appartenente a
una retta, la proiezione del punto appartiene alla proiezione della retta. Se tre punti
A, B e C sono allineati i punti A1ª, B1ª e C1ª (proiezioni di A, B, C) saranno
allineati.
Dal concetto di appartenenza deriva il concetto di incidenza: se due rette a e b
hanno un punto in comune P, esse si dicono incidenti, altrimenti si definiscono
sghembe. Ne deriva che le proiezioni a1, b1 si intersecheranno in un punto P1
proiezione di P. condizioni di appartenenza
·
Incidenza
· O . &
I
O Or
* Pa
·
P b
. al
· P b'
!
- 2
od
I
↓ sghembe
Zell
L' -e
· O
-
Dalle condizioni di appartenenza derivano le proposizioni fondamentali:
~due punti distinti individuano una retta alla quale appartengono
~due rette incidenti individuano un punto a cui appartengono
Analogamente:
~due piani distinti individuano una retta a cui appartengono
~due rette incidenti individuano un piano a cui appartengono
~tre punti non allineati individuano un piano a cui essi appartengono
~tre piani non appartenenti a una retta individuano un punto a cui appartengono
~un retta e un punto che non si appartengono individuano un piano a cui
appartengono
~una retta e un piano che non si appartengono individuano un punto a cui
appartengono
Due rette si dicono parallele se hanno in comune la stessa direzione e quindi
hanno stesso centro improprio. Considerando un punto P e una retta r che non si
appartengono è sempre possibile costruire per P la parallela a r, ne deriva che per le
condizioni di appartenenza, due rette parallele individueranno un piano. Infatti
poiché per tre punti non allineati passa un unico piano, e per due punti passa
un’unica retta, si ha che per due rette parallele passerà un unico piano.
Due rette, non aventi la stessa direzione, possono essere incidenti se hanno un
punto P proprio in comune, o sghembe sé non hanno nessun punto in comune.
Due piani sono paralleli se hanno in comune la stessa giacitura, ciò si verifica
quando considerando due rette a e b incidenti appartenenti ad alpha, esistono su
alhpa1ª le rette a1ª e b1ª incidenti in P1ª, rispettivamente parallele ad a e b.
Poichè la giacitura di un piano è L’insieme di tutti i punti impropri del piano, una
retta a è parallela a un piano alpha quando il punto improprio della retta (cioè la
direzione) appartiene alla retta impropria del piano e quindi alla giacitura.
Ne deriva che una retta è parallela a un piano quando esiste una retta del piano
parallela alla retta assegnata.
parallelismo
di di parallelismo
Condizioni
Condizioni
· ·
rette Tu
tor piocho
all
tra piani a
e
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e
O b Qu
/Roo od
P
b .
↑ L
---o" OUS
b'j ,
Oltre alle condizioni di parallelismo e appartenenza, si possono definire anche le
condizioni di ortogonalità: due piani sono ortogonali quando si intersecano in
una retta propria e dividono lo spazio in quattro diedri uguali.
Due rette incidenti, analogamente, sono ortogonali quando si intersecano in un
punto P proprio e formano quattro angoli uguali di 90•.
Una retta a e un piano alpha saranno ortogonali quando la retta a interseca il
piano alpha in un punto proprio P e quando tutte le rette appartenenti ad alpha
passanti per P saranno ortogonali alla retta a.
Per verificare se piano e retta sono ortogonali è sufficiente verificare che per P è
possibile costruire una retta di alpha ortogonale ad a
tra
ottogonalità rette
tra
piani e
· # Or &
goo
T L
D a
P
A ognabil
Off letto
È tro una
· piano
eu
Tramite le forme fondamentali di proiezione e sezione si generano le forme
geometriche fondamentali: si definiscono forme fondamentali di 1ª specie il fascio
di rette, il fascio di piani, e la retta punteggiata.
~il fascio di rette è l’insieme di tutte le rette di un piano passanti per un punto O
proiettando da O infiniti punti di una retta. O è quindi il centro del fascio.
~il fascio di piani è L’insieme infinito di piani passanti per una retta e si può
ottenere proiettando da una retta r (definita sostegno del fascio ) gli infiniti punti
di una retta a che non sia nè parallela nè incidente con r.
~la retta punteggiata è l’insieme infinito di punti che appartengono a una retta,
si ottiene sezionando un fascio di rette con una retta appartenente al piano a cui
appartiene il fascio ma non passante per il centro del fascio, o sezionando un
fascio di piani con una retta che non sia ne parallela ne incidente con il sostegno
del fascio. punteggial
-
fas retto
rette
ciodi O
·
· ,
100
· O A E
.
B
O C
d
Q 4 L
Si definiscono forme fondamentali di 2ª specie: la stella di rette, la stella di piani,
il piano punteggiato, e il piano rigato.
~la stella di rette è l’insieme di rette nello spazio passanti per un punto O detto
centro della stella e si ottiene proiettando tutti i punti di un piano alpha non
passante per O
~la stella di piani è l’insieme di piani passanti per un punto O e si ottiene
proiettando da O tutte le rette del piano alpha non passanti per O
~il piano rigato e il piano punteggiato, rispettivamente L’insieme di tutte le rette
di tutti i punti di un piano si possono ottenere sezionando una stella di rette o una
stella di piani.
Stella rigato
rette
di piano
·
· O
· L
or fo
,
& ·
00
pY
!
P Cis
p . punteggiato
piano
·
Si definisce proiettività la relazione che lega due forme fondamentali, in
particolare due forme fondamentali di diranno proiettive quando si deducono
l’una dall’altra mediante un numero finito di operazioni di proiezione e sezione.
Ad esempio il fascio di centro O e la punteggiata r1 sono proiettive, infatti per
passare da un elemento del fascio a un elemento corrispondente della
punteggiata è necessario sezionare il fascio con la retta r, proiettare da O1 gli
elementi ottenuti e sezionare il fascio con la retta r1.
Se le operazioni si riducono a 2 le forme si diranno prospettive , nel caso di due
fasci essi si ottengono sezionando il primo fascio con una retta r e proiettando i
punti ottenuti dal centro O1 del secondo fascio. La retta r è così detto asse della
prospettività.
Analogamente due punteggiate a e b prospettive di ottengono proiettando da un
centro O gli elementi della retta a e sezionando il fascio ottenuto con la retta b o
viceversa, in questo caso il punto O di definisce centro della prospettività.
Ne deriva che se due fasci di rette sono prospettivi le rette corrispondenti si
intersecano sull’asse della prospettività, se invece due punteggiate sono prospettive
i punti corrispondenti saranno allineati con il centro di prospettività.
Po
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Proiettività spettività
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Due piani sono prospettivi quando possono essere dedotti l’uno dall’altro mediante
due operazioni: una proiezione e una sezione.
Se si considera un piano alpha e un piano beta proiettando da un punto O non
appartenente ai due piani, una figura di alpha sul piano beta si ha che la figura
di alpha e la figura su beta saranno legate da una relazione di prospettività di
centro O e asse s, dove s è l’interazione di alpha e beta.
In questa relazione si ha che i punti corrispondenti sono allineati con il centro O
della peospettività, mentre le rette corrispondenti si intersecano sull’asse di
prospettività. La retta s è infatti fatta da punti uniti che appartengono sia ad
alpha che a beta. Se consideriamo sull’asse un punto X0 appartenente ad alpha il
corrispondente punto X proiezione di X0 su beta, coinciderà con X0.
Il prodotto di due prospettività si definisce omologia piana, che si avrà quando
una figura T(teta)0 appartenente ad un piano alpha è proiettata da due centri
distinti su due piani sovrapposti. Le due figure T e T1 si diranno omologhe.
Si dimostra che in un’omologia valgono le proprietà:
~ punti corrispondenti saranno allineati con il centro dell’omologia S
~rette corrispondenti si intersecheranno sull’asse dell’omologia.
Il centro dell’omologia è un punto unito ed è la proiezione del punto S0
appartenente ad alpha dai due centri di prospettività distinti.
S0 si determina come intersezione della congiungente dei due centri di
prospettività con il piano alpha e si ha che s e s1 trovandosi sulla congiungente
dei due centri , rispettivamente proiezioni di s0 da O su beta e da O1 su beta1
saranno coincidenti, quindi il centro dell’omologia è un punto unito.
B L 1
OMOLOGIA
Due piani sono proiettivi quando possono essere dedotti l’uno dall’altro mediante
un numero finito di operazioni di proiezione e sezione.
La corrispondenza biunivoca che lega due piani proiettivi è detta omografia.
Un’omografia tra due piani sovrapposti ma non incidenti è detta omologia piana
quando esiste una retta di punti uniti e un fascio di rette unite.
In questo caso i due piani sovrapposti beta e beta1 sono la proiezione di un terzo
piano alpha da due centri di prospettività distinti, quindi il piano alpha è il piano
beta sono prospettivi di centro O e asse s, mentre il piano alpha e il piano beta1
sono prospettivi di centro O1ª e asse s.
In un’omologia piana l’asse è una retta di punti uniti che coincide con
l’intersezione di alpha, beta, e beta1. Mentre il centro S è un punto unito e si
determina come intersezione della congiungente dei due centri della prospettività
con i piani omografici sovrapposti beta e beta1.
L
omogaior B
⑳ S T
Pi
.
.
11 ·
P" O"
·
In un’omologia piana valgono le seguenti relazioni:
~rette corrispondenti si intersecano sull’asse
~punti corrispondenti sono allineati con il centro dell’omologia
Per dimostrare la prima relazione consideriamo una retta r0 che appartiene al
piano alpha, proiettando r0 da O su beta otteniamo la retta r, proiettanti r0 da O1ª
su beta1ª otterremo la retta r1ª. La retta r0 interseca l’asse in un punto x0, si
dimostra che tale punto è un punto unito infatti x0 coincide con x1ª e X. E quindi
le rette r1ª e r si intersecano sull’asse nel punto unito X.
Per dimostrare la seconda proprietà si consideri un punto P0, che appartiene al
piano alpha e ha la retta a0 passante per s0 e per P0 (dove s0 è l’intersezione della
congiungente ai due centri di prospettività con il piano alpha.
Le due omologhe della retta a0, a1ª e la retta a sono due rette sovrapposte ma non
coincidenti, infatti se la retta a0 passa per il punto s0 e punto P0, la retta a dovrà
passare per il punto P e per il punto S e la retta a1ª dovrà passare per il punto P’ e
S’.
Inoltre dovranno passare per il punto Y che è il punto di intersezione di a0 con
l’asse.
La retta a1ª e la retta a hanno quindi due punti uniti in particolare il punto di
intersezione delle tre rette con l’asse (il punto Y) è il punto S, di conseguenza le
due rette sono sovrapposte ma non coincidenti e hanno due punti uniti Y0
coincidente con Y1ª e Y, e il punto S coincidente con il punto S1ª =
Bz2
L’omologia si definisce generale quando sia l’asse che il centro sono punti propri.
Si possono presentare diversi casi:
~omologia speciale quando il centro si trova sull’ asse
~un’affinità quando il centro è un punto improprio
~un’omotetia quando l’asse è una retta impropria
~una congruenza o traslazione quando sia il centro che l’asse che il centro sono
impropri
Un’omologia &eg
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Geometria descrittiva
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