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Geografia

È importante distinguere tra spazio e territorio.

• Lo spazio può essere inteso come una dimensione astratta, cioè l'insieme delle possibilità entro cui si collocano gli elementi naturali

e umani.

• Il territorio, invece, è lo spazio concretamente organizzato e modificato dall'uomo.

Quando si parla di geografia, quindi, si fa principalmente riferimento al territorio, inteso come la condizione di base entro cui gli

esseri umani intervengono, modificandolo e organizzandolo.

Il territorio non è dunque qualcosa di puramente naturale: è il risultato dell'interazione tra uomo e ambiente.

La geografia umana nasce con il primo tentativo dell'uomo di affrancarsi dalla natura.»

La geografia umana studia il rapporto tra gli esseri umani e il territorio, concentrandosi sul modo in cui l'uomo interviene

sull'ambiente e lo trasforma.

L'idea fondamentale è che l'uomo, fin dalle origini, cerca di superare i limiti imposti dalla natura.

La geografia umana può essere considerata una forma di tékhne, cioè di tecnica o tecnologia rudimentale.

L'uomo, infatti, crea strumenti e tecniche per modificare la realtà naturale e renderla più adatta alle proprie necessità.

Esempio:

un uomo preistorico potrebbe aver scelto una pietra particolarmente appuntita o levigata per rompere una noce di cocco. La creazione

e l'utilizzo di questo strumento rappresentano già una prima forma di intervento umano sulla natura.

La geografia politica è una scelta tra diverse possibilità di affrancamento dai limiti della natura.»

La geografia politica riguarda il modo in cui le società organizzano e utilizzano il territorio attraverso scelte politiche.

L'uomo non dispone di un'unica modalità per raggiungere un determinato obiettivo: può scegliere tra diverse possibilità.

Riprendendo l'esempio precedente, una noce di cocco può essere aperta utilizzando:

• una pietra;

• una clava;

• altri strumenti;

• tecniche differenti.

Il fine rimane lo stesso, ma cambiano i mezzi scelti per raggiungerlo.

Con lo sviluppo della civiltà, queste possibilità aumentano e diventano sempre più complesse. Di conseguenza, anche le scelte relative

all'organizzazione del territorio diventano più articolate.

territorio costituisce uno dei principali oggetti dell'attività politica.

Esso può essere suddiviso in diverse parti o porzioni territoriali. L'unità di riferimento utilizzata per studiarlo è la regione.

confine della regione è in parte soggettivo e dipende dall'obiettivo dell'analisi.

Un elemento fondamentale per comprendere l'organizzazione delle società è la limitatezza delle risorse.

Le risorse presenti sul territorio non sono infinite e non sono distribuite in maniera uniforme.

Di conseguenza, gli esseri umani devono:

1. organizzarsi per utilizzare le risorse;

2. stabilire come distribuirle;

3. decidere chi può accedervi;

4. gestire i rapporti tra i diversi gruppi presenti sul territorio.

La scarsità delle risorse costituisce quindi una delle basi dell'organizzazione politico-sociale delle comunità umane.

Questo fenomeno era presente già nelle società primitive, anche se in forme molto più semplici rispetto alle società contemporanee

L'organizzazione politico-sociale del territorio può essere analizzata attraverso tre aspetti fondamentali:

1. Iconografia

2. Circolazione

3. Ripartizione delle risorse

Questi tre elementi permettono di comprendere come una società attribuisce significati al territorio, si muove al suo interno e

distribuisce le risorse.

L'iconografia è costituita dall'insieme dei simboli e dei significati che una comunità attribuisce a determinati luoghi.

In particolare, riguarda il significato simbolico o sacro che gli esseri umani attribuiscono a uno spazio.

Un determinato luogo, quindi, non possiede soltanto un valore fisico o geografico, ma può assumere un significato particolare per

una comunità.

Esempio

Un determinato simbolo può avere significati molto diversi a seconda del luogo in cui viene rappresentato e del contesto culturale e

storico.

Per esempio, un simbolo associato al nazismo può avere un significato offensivo in un determinato luogo, mentre la sua presenza in

un luogo particolarmente significativo dal punto di vista storico o religioso può assumere un valore ancora più forte e provocatorio.

La circolazione rappresenta invece l'elemento dinamico e propulsivo del territorio.

Riguarda tutti quei fenomeni che producono movimento e cambiamento all'interno di una società.

Tra questi possiamo includere:

• commerci;

• movimenti di persone;

• scambi economici;

• circolazione delle informazioni;

• comunicazioni;

• trasferimento di beni e servizi;

• flussi culturali.

Mentre l'iconografia tende a rappresentare la dimensione statica e legata al passato, la circolazione rappresenta la

dimensione dinamica e orientata al cambiamento.

terzo aspetto riguarda la ripartizione delle risorse.

Le società umane entrano in rapporto:

• con il territorio;

• con le risorse presenti sul territorio;

• con altri gruppi e comunità.

La distribuzione e l'accesso alle risorse costituiscono quindi un elemento fondamentale dell'organizzazione politica, economica e

sociale dello spazio.

La ripartizione delle risorse può essere analizzata attraverso diversi tipi di geografia, a seconda del fenomeno che si vuole studiare.

Questo aspetto sarà particolarmente importante per comprendere il rapporto tra geografia politica e geografia economica, perché le

risorse territoriali influenzano sia le relazioni economiche sia i rapporti di potere

La storia del pensiero geografico può essere interpretata come un percorso attraverso diverse modalità con cui l'uomo ha cercato

di comprendere, rappresentare e organizzare il rapporto con la Terra e con il territorio.

Si possono individuare sei principali fasi:

1. Geografia mitica

2. Geografia profetica

3. Geografia eroica

4. Geografia a vele spiegate

5. Geografia scientifica

6. Geografia postmoderna

Il passaggio da una fase all'altra rappresenta, in generale, un progressivo cambiamento nel modo di interpretare il rapporto tra uomo,

natura e territorio.

La geografia mitica rappresenta la fase più antica del pensiero geografico e può essere ricondotta alle prime comunità umane.

In questa fase la Terra viene considerata come origine della vita, quasi come una madre da cui tutto deriva.

L'uomo vive in rapporto molto stretto e quasi simbiotico con la natura.

Non possiede ancora gli strumenti scientifici necessari per spiegare razionalmente i fenomeni naturali e tende quindi ad attribuire

loro significati magici e soprannaturali.

Per esempio, cerca di dare un'identità e un significato a fenomeni e cicli naturali come:

• il giorno;

• la notte;

• le stagioni;

• gli eventi atmosferici;

• La Terra viene concepita come abitata da spiriti ed entità superiori.

La forma religiosa caratteristica di questa fase è l'animismo, cioè una concezione secondo cui gli elementi e i fenomeni della natura

possiedono una dimensione spirituale.

L'animismo può quindi essere considerato una delle prime forme di religiosità.

In questa fase manca una vera e propria capacità di definire lo spazio attraverso coordinate precise.

Il territorio è quindi soprattutto uno spazio soggettivo, legato all'esperienza diretta dell'individuo e della comunità.

Non sapendo esattamente dove si trova e non riuscendo a spiegare razionalmente ciò che accade, attribuisce significati simbolici e

magici ai luoghi.

Dallo spazio quantitativo allo spazio qualitativo

I simboli e le iconografie permettono di trasformare uno spazio inizialmente percepito come puramente quantitativo in uno spazio

qualitativo.

Un luogo non è più semplicemente "un punto nello spazio", ma diventa un luogo dotato di:

• significato;

• identità;

• memoria;

La geografia profetica si colloca nell'epoca assiale, indicativamente tra il 500 a.C. e il 500 d.C.

È una fase caratterizzata da una progressiva trasformazione del modo di interpretare il mondo.

Le diverse tradizioni religiose locali iniziano a convergere verso sistemi metafisici e più razionali.

La metafisica cerca di rispondere alle grandi domande sull'esistenza:

• Da dove veniamo?

• Chi siamo?

• Dove andiamo?

• Qual è il senso dell'esistenza?

• Quali sono le leggi che regolano il mondo?

Si verifica quindi una progressiva riduzione del peso della sfera magica.

Il mondo viene sempre più interpretato attraverso principi generali e non soltanto attraverso spiegazioni legate al singolo luogo o

evento.

In questo periodo si sviluppano le grandi religioni universali, caratterizzate dal tentativo di fornire una spiegazione generale della

condizione umana.

Il punto fondamentale è che l'umanità sembra compiere un passo verso una concezione più universale e razionale del mondo.

La riflessione religiosa non riguarda più esclusivamente una singola comunità, ma tende a proporre una visione generale dell'umanità.

Nella geografia mitica:

La Terra è origine della vita.

Nella geografia profetica:

La Terra viene interpretata e continuamente costruita attraverso l'azione e le scelte dell'uomo.

Questo passaggio è fondamentale perché introduce un rapporto più consapevole tra interpretazione, scelta e organizzazione del

territorio.

Con la geografia profetica diventa sempre più importante la scelta politica.

Ogni scelta politica produce infatti delle conseguenze concrete sul territorio.

Per questo motivo, le decisioni politiche devono essere accompagnate da una giustificazione e da simboli capaci di comunicare

l'ideologia alla base di quelle decisioni.

Si sviluppa quindi un vero e proprio codice semiologico, cioè un insieme di segni e simboli attraverso cui il potere comunica la propria

ideologia.

Come il potere si manifesta sul territorio

Questo processo può manifestarsi in diversi modi:

1. Uso della forza

Nei momenti di crisi il potere può ricorrere alla forza.

Esempi:

• caserme;

• accampamenti militari;

• strutture difensive.

2. Dimensione sacra

Il potere può utilizzare la religione e la sacralità per attribuire significato al territorio.

Esempi:

• templi;

• chiese;

• luoghi sacri;

• monumenti religiosi.

3. Dimensione estetico-architettonica

Gli edifici possono essere progettati per incutere rispetto e manifestare la potenza di chi li ha costruiti.

Esempi:

• palazzi;

• templi;

• monumenti;

• grandi opere architettoniche.

4. Vie di comunicazione

La costruzione di strade e altre infrastrutture permette di controllare e organizzare il territorio.

5. Localizzazione delle attività economiche

La scelta di dove collocare determinate attività economiche contribuisce a organizzare il territorio e i rapporti tra le diverse aree.

6. Pianificazione urbana

Anche la struttura delle città e l'architettura diventano strumenti attraverso cui una società rappresenta se stessa.

La geografia eroica rappresenta una nuova fase nella quale la Terra deve essere scoperta.

La conoscenza geografica non è più soltanto il risultato della tradizione o della spiegazione mitica: richiede coraggio, iniziativa

individuale, capacità di affrontare l'ignoto e fiducia nelle proprie capacità.

Il ruolo dell'individuo

L'individuo assume un'importanza maggiore rispetto al gruppo o al clan.

La società tende a valorizzare figure individuali che sono in grado di affrontare situazioni nuove e pericolose.

Il simbolo per eccellenza della geografia eroica nel mondo occidentale è:

Ulisse

Ulisse non è necessariamente il più forte né un semidio. La sua caratteristica fondamentale è la capacità di adattarsi al cambiamento.

Questa capacità di adattamento è particolarmente importante perché permette all'individuo di affrontare un mondo incerto e

sconosciuto.

L'Europa viene utilizzata come esempio di territorio che, pur non disponendo necessariamente delle maggiori risorse naturali, ha

sviluppato una forte capacità di adattamento e trasformazione.

Tra i suoi limiti vengono ricordati:

• risorse relativamente limitate del sottosuolo;

• assenza di un confine orientale naturale netto;

• condizioni geografiche particolari.

Nonostante questi limiti, l'Europa riuscirà successivamente ad affermarsi come potenza egemone.

La geografia a vele spiegate si sviluppa a partire dal XV secolo, in relazione all'intensificarsi dei viaggi e delle esplorazioni.

In questa fase cambia il modo di raccontare e conoscere il mondo.

Dalla leggenda alla scoperta

I racconti geografici medievali erano spesso caratterizzati da:

• leggende;

• creature fantastiche;

• luoghi immaginari;

• elementi magici;

• racconti di terre misteriose.

Un esempio utilizzato negli appunti è Baudolino, protagonista dell'omonimo romanzo di Umberto Eco, che viaggia verso Oriente alla

ricerca di un regno leggendario.

Questi racconti mostrano una geografia ancora fortemente mescolata a elementi fantastici.

Con la geografia a vele spiegate, invece:

i temi leggendari vengono progressivamente sostituiti da conoscenze geografiche considerate più certe e verificabili.

Il simbolo di questa fase è:Cristoforo Colombo

I viaggi oceanici diventano sempre più frequenti grazie al miglioramento delle tecniche di navigazione e alla costruzione di

imbarcazioni più sicure.

L'espansione nell'Atlantico era già favorita dall'aumento degli spostamenti verso l'oceano, anche per attività come la caccia alle

balene.

La scoperta dell'America rappresenta quindi il momento simbolico di un processo più ampio di esplorazione e progressiva conoscenza

del mondo.

La geografia scientifica rappresenta una fase nella quale la conoscenza del territorio cerca di assumere un carattere sempre

più oggettivo, sistematico e scientifico.

Questa impostazione acquista particolare importanza a partire dalla seconda metà del XVIII secolo.

In realtà, alcuni elementi di classificazione e descrizione del mondo erano già presenti nell'antichità: anche Erodoto, per esempio,

aveva iniziato a raccogliere e organizzare informazioni sui territori e sui popoli.

La geografia scientifica si concentra sulla:

• raccolta dei dati;

• classificazione;

• descrizione dei territori;

• classificazione delle specie;

• studio delle rocce;

• studio dei minerali;

• individuazione delle caratteristiche naturali;

• organizzazione sistematica delle informazioni.

Alla base c'è la convinzione che sia possibile conoscere razionalmente la natura.

Questa fase è collegata alla concezione del pensiero positivo, secondo cui attraverso la scienza e la classificazione è possibile

comprendere progressivamente il mondo.

L'uomo sviluppa quasi l'illusione di poter:

conoscere, classificare e quindi controllare la realtà naturale.

La natura viene quindi progressivamente trasformata da qualcosa di misterioso e imprevedibile a qualcosa che può essere osservato,

misurato, classificato e spiegato.

La geografia postmoderna rappresenta una fase più recente e, secondo gli appunti, non ancora completamente teorizzata in modo

definitivo.

Il punto di partenza è una critica alla convinzione che la realtà geografica possa essere studiata come qualcosa di

completamente oggettivo.

I limiti dell'oggettività

La geografia si occupa infatti di realtà che sono profondamente legate alla storia, alla cultura e all'esperienza degli esseri umani.

Il territorio non ha sempre lo stesso significato in ogni epoca.

Esempio del petrolio

Un giacimento di petrolio ha un enorme valore economico nella società contemporanea.

Ma immaginiamo che lo stesso giacimento fosse stato scoperto da un uomo del Seicento.

Quell'uomo non avrebbe potuto attribuirgli lo stesso valore economico che gli attribuiamo oggi, perché:

• la tecnologia era diversa;

• i bisogni erano diversi;

• l'organizzazione economica era diversa;

• non esisteva lo stesso utilizzo del petrolio.

Questo porta a una concezione fondamentale della geografia postmoderna:

La geografia studia l'interazione tra uomo e territorio.

Il territorio non può essere considerato soltanto come una realtà fisica.

Bisogna comprendere:

• come gli uomini lo percepiscono;

• quali significati gli attribuiscono;

• come lo utilizzano;

• come lo trasformano;

• quali rapporti di potere vi costruiscono;

• come questi rapporti cambiano nel tempo.

La Terra rappresenta quindi una possibilità che acquista significato in relazione alle esigenze e alle capacità della società.

Uno dei concetti associati alla geografia postmoderna è quello di eccezionalismo.

L'idea è che anche lo studio di un fenomeno particolare o eccezionale possa permettere di comprendere aspetti più generali della

società.

Esempio: il suicidio

Un determinato comportamento può presentarsi con caratteristiche particolari in una specifica area geografica, per esempio in alcune

società dell'Asia orientale.

Il fenomeno del suicidio può quindi essere studiato come comportamento eccezionale o deviante, ma proprio attraverso la sua analisi

è possibile individuare:

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/02 Geografia economico-politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Michela7789 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia politica ed economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trieste o del prof Scaini Maurizio.

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