Geografia umana: natura e cultura
Modulo 1: Lezione 1 - Introduzione allo studio della geografia umana
Particolarità e metodo dello studio geografico
La geografia studia un determinato fenomeno territoriale sotto vari aspetti:
- Fenomeno territoriale: Capire le dimensioni di un fenomeno territoriale.
- Localizzazione: Capire la diffusione di un fenomeno territoriale.
- Relazioni: Capire le relazioni tra gli elementi che compongono un fenomeno territoriale.
- Cartografia: Riuscire a localizzare e cartografare un dato fenomeno territoriale.
L'indagine geografica serve a comprendere le conseguenze di un dato fenomeno territoriale, nella sua accezione ambientale e sociale (dinamico, migratorio, ecc.) e trovare, in una sinergia d'intenti interdisciplinare, possibili soluzioni ai problemi che l'attualità pone.
La geografia umana studia le relazioni tra comunità umane e substrato fisico, elementi del tutto particolari rispetto alle altre discipline. Questo schema sintetizza il rapporto tra comunità umana e substrato fisico che portano come prodotto il territorio organizzato.
La comunità umana entra in contatto con i vincoli e le opportunità date dal substrato fisico e manipola il substrato fisico con la cultura e la tecnologia.
La società agisce sull'ambiente attraverso il processo di territorializzazione da cui prende il territorio organizzato e strutturato in base alle esigenze sociali che cambiano nel tempo. Quindi il territorio cambia nel tempo e questo continuo adattamento alle contingenze temporali della società è visibile nel paesaggio.
Il paesaggio è l'insieme dei volti che il territorio ha assunto nel tempo e in sé ha un grande valore culturale, materiale e immateriale in quanto ogni reificazione o costruzione assume un valore culturale memoriale e diventa un referente identitaria per tutta la civiltà.
La geografia umana si occupa degli esseri umani e del loro stanziamento sulla terra ed è strettamente legata all'analisi svolta dalla geografia fisica perché le attività umane sono in stretto accordo sul contesto fisico, in quanto proprio su di esso si fondono. Quindi è fondamentale conoscere anche le caratteristiche fisiche di un territorio, di un luogo, come quelle ambientali, climatiche, morfologiche ecc.
La geografia fisica utilizza la metodologia propria delle scienze naturali, mentre la geografia umana utilizza quelle delle scienze sociali e umane.
La geografia umana studia la relazione tra la comunità umana e i luoghi concentrandosi su come gli esseri umani costruiscono i luoghi e organizzano i territori in base alle esigenze sociali e come le comunità vanno ad interagire in uno spazio sempre più globalizzato.
Con globalizzazione si intende un insieme di processi distribuiti sulla superficie terrestre che aumentano l'interazione al di là dei confini fisici dei paesi interferendo con l'evoluzione dei Paesi in diversa scala.
Quindi la geografia umana studia la connessione tra i fatti che si osservano sulla superficie terrestre e le manifestazioni territoriali che ne scaturiscono attraverso una prospettiva di analisi che utilizza i seguenti concetti:
Categorie concettuali della geografia umana
Ambiente
In geografia si parla di ambiente per lo più con riferimento all'ambiente fisico. Si interessa del substrato fisico in cui l'azione umana si manifesta e agisce territorialmente. Il geografo si interessa all'ambiente fisico in quanto insieme delle condizioni fisiche di un certo territorio, quale porzione della superficie terrestre viene manipolata dall'azione culturale e tecnologica dell'uomo.
I termini ambiente fisico e territorio hanno quindi un'accezione molto differente.
Spazio
Con Spazio i geografi indicano un'estensione della superficie terrestre che può essere più o meno ampia e distinguono due tipi di spazio:
- Spazio assoluto: È, per sua natura, uno spazio statico, calcolato matematicamente, costruito attraverso geometrie e può, quindi, essere misurato con precisione in metri e chilometri. Per intenderci, un esempio, lo spazio assoluto è quello delle carte geografiche dove ogni luogo e ragione sono perfettamente localizzati. Ma questo tipo di spazio non esiste se non come costruzione mentale e per bisogno di ordinare in maniera analitica la realtà.
- Spazio relativo: È una dimensione mobile che cambia a seconda dei "contenuti". Lo spazio relativo è uno spazio relazionale definito dalle interazioni umane, dalle percezioni o dalla relazione di eventi, quindi, dalle contingenze. Possono esistere spazi relazionali di tipo commerciale, sociale, ecc. Non esiste uno spazio assoluto ma tanti spazi relativi.
Lo spazio di cui si occupa la geografia è sempre uno spazio relativo, relativo all'obiettivo che l'analisi si prefissa, a una determinata scelta del geografo per raggiungere determinati fini di ricerca.
Micheal Foucault ha studiato come le nostre percezioni spaziali siano, ad esempio, influenzate dal potere. Ha studiato l'influenza sulla percezione dello spazio da parte delle grandi strutture "oggettive", che egli ha chiamato "sapere-potere", capaci di regolare e controllare il comportamento umano.
Connessi al concetto di Spazio vi sono collegati altri due concetti fondamentali:
- Diffusione spaziale che può essere:
- Per rilocalizzazione (es. migrazioni)
- Per contagio, contatto in cui si può diffondere un raffreddore o un'epidemia
- Per diffusione gerarchica (quando avviene per gradi, es. secondo classi e gerarchia) che può essere a cascata, top-down, che si propaga dai centri maggiori a quelli minori. Può anche essere bottom-up cioè quella che avviene dal basso verso l'alto
- Per stimolo, quando una pratica diffusa genera una nuova idea (pratica del fast food)
- Interazione spaziale che porta fino al fenomeno della globalizzazione, è influenzata da:
- Complementarietà, cioè quando un territorio trova in un altro territorio il suo soddisfacimento di beni e servizi creando così un'interazione spaziale (commercio del caffè). Per permettere la complementarietà ci devono essere delle condizioni economiche particolari.
- Trasferibilità, che è determinata dai costi di trasporto di un bene ed è condizionata dall'"attrito della distanza".
- Opportunità alternativa, si applica quando un luogo, a pari costi di trasporto, ti offre in maniera più vantaggiosa lo stesso bene. È fortemente influenzata dall'accessibilità, dalla distanza e dalla connettività del luogo che offre il bene e il servizio.
- Intenzione spaziale, che è una variabile importante sulla localizzazione di un'impresa e diminuisce con la distanza.
Le nuove tecnologie hanno contribuito a una compressione, contrazione dello spazio temporale che ha relativizzato le distanze in termini di percorrenza e di costi.
Regione
I geografi dividono spesso il mondo in regioni a scopo analitico. L'analisi delle regioni studia le differenze tra un luogo e un altro luogo. In geografia, una regione è un'area che ha delle caratteristiche simili e per identificarle e delimitarle sono stati stabiliti dei criteri che possono essere fisici, culturali, funzionali o percettivi. Quindi una regione può essere formale, funzionale o percepita.
- La regione formale è formata da una o più caratteristiche fisiche o culturali omogenee, ossia distribuite uniformemente all'interno della regione. Esistono anche delle regioni formali storiche in quanto hanno una certa omogeneità socio-culturale perché nell'antichità sono state a lungo unite politicamente (es. regioni francofone in cui si parla francese).
- Le regioni funzionali racchiudono un particolare insieme di attività e di rapporti al loro interno. Le regioni funzionali sono formate da luoghi fortemente interconnessi da relazioni a vario livello e hanno uno scopo politico, sociale ed economico condiviso. Le regioni funzionali non devono essere per forza omogenee dal punto di vista culturale, ma è fondamentale che al suo interno si svolgano funzioni politiche, sociali ed economiche.
- Le regioni percepite non sono concepite come una realtà assestante, distaccata dal soggetto ma vengono percepite rispetto alle conoscenze che si sono accumulate dei suoi luoghi. Prendono in considerazione i valori della comunità locale, le loro percezioni, il significato dato ai luoghi del vivere quotidiano di cui la regione si compone.
Uno dei principali geografi dell'analisi sulla regione percepita è Armand Frémont che ideò il concetto di "Regione come spazio vissuto", dove lo spazio di vita, cioè i luoghi frequentati da persone e gruppi sociali, e lo spazio sociale, cioè l'insieme dei luoghi in cui le persone o il gruppo di persone si muovono creando interazioni sociali, entrano a far parte dello spazio psicologico ed esistenziale dell'individuo creando un corpo inscindibile.
Per questo l'analisi regionale di stampo umanistico studia i territori in base ai valori esistenziali che in esso sono racchiusi ed espressi. Un prodotto di questo campo di analisi umanistiche sono le carte mentali, che sono prove della geografia e della percezione. Mettono in evidenza quella che viene chiamata "territorialità relazionale" ovvero il territorio viene visto come un teatro in cui si sviluppano rapporti sociali che cambiano la percezione dei luoghi.
Questo tipo di carta è il prodotto dell'analisi di stampo umanistico che studia i fattori soggettivi dei comportamenti territoriali.
Territorio
Il territorio è il prodotto dell'interazione tra substrato fisico e uomo inteso come società. La società trasforma, in base alle sue esigenze, grazie alla cultura e al grado delle tecnologie raggiunte, il substrato fisico dando vita, attraverso i processi di territorializzazione, a un particolare territorio organizzato. Ogni territorio ha una sua comunità con la quale si instaura un rapporto di territorialità per cui le popolazioni locali intrattengono culturalmente rapporti con i vari ambienti di vita di cui si compone il territorio.
Il territorio è al suo interno un sistema relazionale che tocca diversi ambiti (politico, economico, giuridico) che sono in stretto contatto con l'ambiente esterno.
Luogo
Il luogo può essere inteso geograficamente come un punto qualsiasi localizzabile sulla superficie terrestre. Oppure in una prospettiva umanistica il "luogo" è una dimensione esistenziale, cioè quella di chi vive il territorio relazionandosi ai suoi simboli e ai suoi spazi di vita. Luoghi con cui la comunità crea un legame affettivo persistente ed evolutivo.
Il rapporto quotidiano ed esclusivo tra la comunità e i luoghi del proprio vivere creano un rapporto di appartenenza che Yi-Fu Tuan (sociologo statunitense) definisce quale "insieme dei legami affettivi dell'essere umano con l'ambiente materiale".
Il sociologo francese Henri Lefebvre identifica gli spazi vissuti con spazi di rappresentazione in cui la società materializza la propria cultura in luogo di vita: "Lo spazio di rappresentazione si vive, si parla, ha un nocciolo o centro affettivo, l'Io, il letto, la camera, l'alloggio o la casa, la piazza, la chiesa, il cimitero. Contiene luoghi della passione e dell'azione, quelle delle situazioni vissute, dunque implica immediatamente il tempo".
Paesaggio
L'interesse per la soggettività in uno studio geografico ha influenzato anche e soprattutto l'analisi sul paesaggio, superando la concezione razionalistica del paesaggio come puro oggetto fisico analizzabile separatamente dalla componente soggettiva. La componente soggettiva del paesaggio è diventata il fulcro dell'analisi geografica degli ultimi decenni.
Paesaggio come mediazione generatrice di legame sociale.
"Io sono pervenuto, quasi obbligatoriamente, a intendere il paesaggio come teatro, un teatro nel quale individui e società recitano le loro storie in cui compiono le loro 'gesta' piccole o grandi, quotidiane o di tempo lungo, cambiando nel tempo il palcoscenico, la regia, il fondale, a seconda della storia. La concezione del paesaggio come teatro sottintende che l'uomo e le società si comportano nei confronti del territorio in cui vivono in duplice modo: come attori che trasformano, in territorio, in senso ecologico, l'ambiente di vita, imprimendovi il segno della propria azione, e come spettatori che sanno guardare e capire il senso del loro operare sul territorio." (Eugenio Turri, esponente italiano)
Secondo l'attuale scuola territorialista italiana, in cui il massimo esponente è Alberto Magnani, il paesaggio culturale è visto come il volto del territorio e muta con esso al variare delle condizioni sociali ed economiche.
Quindi il paesaggio non è un bene materiale da tutelare come un monumento ma è un corpo vivo che muta e si evolve come un organismo. Viene considerato come il patrimonio del territorio quale insieme di beni comuni naturali e culturali la cui trasformazione nel tempo va tutelata con piani paesaggistici che conservino l'integrità delle "invarianti strutturali".
Per la scuola territorialista italiana le invarianti strutturali che regolano la trasformazione del paesaggio non devono interessare le "cose", come i singoli monumenti, ma tutelare la trama genetica, le tradizioni, la cultura da cui il paesaggio nasce.
Paesaggio = componente territoriale viva capace di trasformarsi ed evolvere nel tempo come un organismo vivente.
"Il paesaggio designa una determinata parte di territorio, così come percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall'azione di fattori naturali e/o umani e delle loro intenzioni" (Conferenza Europea)
Lezione 2 - Gli strumenti della geografia umana
L'osservazione geografica
La geografia umana studia le manifestazioni territoriali e fenomeni scaturiti dal particolare rapporto tra uomo, inteso anche come cultura, e ambiente. Per analizzare questo rapporto l'indagine territoriale parte dall'osservazione e può essere:
- Osservazione diretta —> cioè quando si ha esperienza fisica del luogo da analizzare e questa esperienza avviene attraverso i cinque sensi;
- Osservazione strumentale —> cioè attraverso l'utilizzo di strumenti complessi per il rilevamento dei dati quantitativi;
- Osservazione indiretta —> cioè per il rilevamento dei dati sociali attraverso la somministrazione di interviste, inchieste a persone, comunità e enti pubblici e privati.
La scacchiera del geografo
Sulla base dei dati raccolti dall'osservazione, il geografo calibra la sua analisi rispetto alla cosiddetta "scacchiera del geografo", cioè una vera e propria strategia di indagine che si basa su:
- Magnitudo geografica, che è la grandezza o ordine di magnitudo delle superfici considerate dal geografo nel suo particolare studio;
- Livelli di analisi, per cui la descrizione rispetto gli elementi presi in considerazione può essere più o meno dettagliata. Quanto più il territorio considerato è ristretto, tanto più l'analisi è dettagliata;
- Quadro di riferimento, ossia il dover porre il territorio considerato nell'analisi in relazione a un determinato contesto (che può essere più ampio o più ristretto, come quello locale, nazionale, internazionale o globale);
- Scala d'analisi, si riferisce all'uso della carta che è lo strumento più importante di cui disponga il geografo. L'utilizzo della scala di analisi è strettamente connesso ai livelli di analisi e alla magnitudo geografica.
La scala come strumento geografico
Il concetto di scala è fondamentale nell'analisi geografica perché permette di rappresentare la superficie terrestre o una parte di essa in forma ridotta. Il geografo può usare due tipi di scale:
- La scala cartografica, che è il rapporto tra la distanza misurata sulla scala e la corrispondente distanza misurata sul terreno (1:10000, 1:100000 ecc.).
- La scala di osservazione o scala geografica, che corrisponde alla scala di analisi nella scacchiera del geografo ed è strettamente connessa alla scala cartografica ma riguarda più specificamente la particolare scala scelta dal geografo.
Non esiste una scala più importante delle altre. Proprio il termine "Globale" deriva: "dall'insieme di relazioni e di azioni che hanno la loro origine in comportamenti localizzati, cioè infatti che avvengono alle scale inferiori, fino a quella dei singoli luoghi. Allo stesso modo ciò che avviene alla scala globale interagisce con le scale inferiori".
La rappresentazione cartografica
La carta geografica è una rappresentazione della superficie terrestre o di una parte ridotta di essa. La carta geografica possiede tre caratteristiche: simbolica, approssimata e ridotta.
La carta è simbolica perché gli oggetti che in essa vengono rappresentati sono contraddistinti da simboli convenzionali. I simboli possono anche essere simboli altimetrici che permettono di leggere su una superficie piana bidimensionale della carta la tridimensionalità della realtà attraverso curve di livello, le isoipse per le curve altimetriche, mentre le isobate per le curve subacquee.
I simboli attraverso cui decodificare la carta sono racchiusi.
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