Il Veneto e i suoi paesaggi
Varietà dei paesaggi veneti
Estensione: 18.378 km², circa 6% del territorio italiano.
Divisione aree
- Area alpina dolomitica
- Area prealpina
- Aree collinari
- Pianura
- Aree costiere
Fiumi: il Po' segna il confine con Lombardia e Emilia Romagna, in parte nel Delta del Po'. L'Adige viene dall'Alto Adige e percorre tutta la valle dell'Adige, attraversa la fascia prealpina. Bagna Verona e scende segnando il confine tra Padova e Rovigo, sfocia a sud di Chioggia. Il Bacchiglione passa per Vicenza, Padova e si unisce al Brenta. Il Brenta nasce in Trentino, attraversa le Prealpi, nord di Padova, sfocia col Bacchiglione a sud di Chioggia. Il Piave scende dall'area dolomitica che è costituita dal bacino del Piave e dai suoi affluenti. Attraversa la valle tra Belluno e Feltre, sfocia nel nord-est della Laguna. Il Livenza e il Tagliamento segnano il confine tra Veneto e Friuli, alla foce c'è da una parte Bibione e dall'altra Lignano.
Laghi: Garda, Santa Croce, Misurina, Alleghe, laghi artificiali per produrre energia idroelettrica.
Rilievi: Monte Baldo, Monti Lessini, Prealpi vicentine (Tonezza, Asiago), Monte Grappa, Monte Cesen e Vicentin, l’altopiano del Cansiglio.
Province
Belluno, Verona, Rovigo, Padova, Vicenza, Treviso, Venezia.
Totale popolazione Veneto: 4.869.830. Padova è la città più popolata, poi Verona. La meno popolata è Belluno.
La storia
1. Il Veneto nella preistoria
- Il popolamento del Veneto è molto antico; ci sono tracce fin dal Paleolitico, con condizioni climatiche più fredde delle attuali.
- L’ambiente naturale è quello della taiga o della foresta planiziale, percorsa da fiumi che spostano il loro corso ad ogni fenomeno di piena. La pianura è dunque caratterizzata da molte aree acquitrinose e paludose.
- Dalla pianura emergono i rilievi collinari (le "isole" dei Berici e degli Euganei) e pedemontani, che diventano luoghi privilegiati per l’insediamento.
- Le montagne sono coperte da boschi e praterie alpine; qui è possibile reperire materie prime (selce, poi metalli) e cacciare abbondante selvaggina.
- In alcuni siti (es. grotta di Fumane sui Monti Lessini, grotta di San Bernardino sui Colli Berici) vi sono testimonianze della presenza dell’uomo di Neanderthal (Paleolitico medio, circa 50.000 anni fa): cacciatori-raccoglitori.
- Numerosi siti Neolitici, a partire da circa 5000 anni fa: iniziano le attività agricole, viene introdotta la ceramica.
2. Insediamenti dai Paleoveneti all’epoca pre-romana
- Due tipologie di costruzione del territorio, di "occupazione" degli ambienti naturali:
- Logica di acqua: palafitticoli, navigazione fluviale, penetrazione via acqua verso l’interno, comunicazione via acqua con altre civiltà mediterranee.
- Logica di terra: insediamenti sui rilievi, scelta di percorsi rilevati rispetto alla pianura.
- I due sistemi territoriali si incontrano in alcuni punti, ad esempio a Este (di lì passa l'Adige fino al VI sec. d.C.).
- L’insediamento è disaggregato, multipolare, basato su numerose tribù, ciascuna che occupa una porzione di territorio.
3. Epoca romana
- Si struttura per la prima volta un "paesaggio antropico", basato sull’ordine territoriale delle centuriazioni: divisione dei poderi, sistemazione delle acque, costruzione di strade (Postumia, Annia, Claudia-Augusta).
- Alcuni segni restano impressi fino ad oggi (graticolato romano di Camposampiero).
- Costruzione di numerose città, dal tipico impianto.
4. Medioevo
- In una prima fase viene distrutto l’ordine territoriale romano.
- Ricompare il modello insediativo precedente: acque (fondazione dei centri lagunari e di Venezia) e terre (castelli e borghi fortificati sui rilievi).
- In pianura i benedettini conducono importanti interventi di bonifica (es. nel territorio padovano le abbazie di Praglia, di Santa Giustina, di Carceri).
- In una seconda fase (quella dei Comuni e delle Signorie) acquistano nuova importanza le città, secondo una strutturazione gerarchica del policentrismo, da città più importanti a centri via via di minore importanza (città minori murate: Cittadella, Castelfranco, Este, Montagnana, Soave, Marostica…).
5. Venezia
A partire dal XV sec., la Repubblica di Venezia inizia la costruzione dello "stato di terra" in funzione della città, rivolta al mare. Le azioni della Serenissima possono essere individuate per temi:
- Sistemazioni idrauliche dei corsi d’acqua:
- Sistema di trasporto via acqua: vengono costruiti canali, moli, attracchi, alzaie (a fianco dei corsi d’acqua per gli animali che trainano le imbarcazioni).
- Gestione delle acque per controllare le piene, es. sistemazione degli argini.
- Deviazione dei fiumi fuori dalla laguna (Brenta, Sile) e sistemazioni delle foci per evitare l’interrimento della laguna (deviano il fiume non per paura che arrivi troppa acqua, ma per i sedimenti).
- Grandi proprietà gentilizie nella campagna:
- Costruzioni di ville patrizie, anche come simbolo del potere di Venezia sulla terraferma (3700 ville venete nel territorio della regione); l’associazione della villa con il campanile, simbolo dei due poteri coesistenti, è distribuita uniformemente in tutto il territorio.
- La villa non è solo residenza (temporanea) della famiglia nobile, ma è anche il centro dell’azienda agricola ad essa collegata; l’aristocrazia veneziana investe in infrastrutture e attrezzature (in genere colture promiscue, con cereali, vite, alberi da frutto, ecc.) promuovendo sistemazioni agrarie e bonifiche.
- Le ville sono spesso vicine ai corsi d’acqua, che permettevano più facili comunicazioni di merci e persone.
- Gestione attenta di alcune importanti risorse:
- Legname: grande necessità di legna da ardere (e di carbone di legna) per attività artigianali o per mangiare. Il legname da opera serve per la costruzione della città stessa e per l'arsenale. Sistemi di trasporto del legname via acqua da tutte le aree montane. Il legname si reperisce: boschi del Cadore (foresta di Somadida), del Montello e del Cansiglio.
- Miniere, in aree montane.
- Zootecnia, allevamento di animali (in pianura d’inverno, nei pascoli prealpini d’estate).
- Imposizione di simboli dello stato nelle città: la loggia, l’orologio, il leone.
6. La caduta della Serenissima (XVIII – XIX)
- Il declino della Serenissima è legato sicuramente ad un declino politico ma anche ad altri fattori che hanno un contenuto di carattere territoriale:
- Sviluppo di attività protoindustriali (collegate a luoghi dove si può sfruttare l’acqua presente), in particolare nella pedemontana: la città di Venezia perdeva il suo ruolo di luogo centrale dell’economia della regione.
- Costruzione di strade e ferrovie che "tagliano fuori" Venezia e conseguente degrado delle infrastrutture per la navigazione fluviale (la ferrovia Milano-Venezia è degli anni ‘40 del XIX sec).
- È il periodo di massima occupazione rurale delle campagne e di una grande "fame" di terra (disboscamento del Montello, terrazzamenti, bachicoltura come integrazione del reddito agricolo, ecc.).
- Crescita della popolazione: saldo naturale (nati più dei morti) e migratorio (più immigrati che migranti) sono positivi. Le condizioni igienico-sanitarie migliorano, quindi la mortalità infantile diminuisce.
7. Fino agli anni '60 del 900
- Il Veneto è ancora una zona molto rurale.
- Cambiamento di polarità e di importanza reciproca tra le città. Non c’è un solo centro in cui si sviluppa tutto il resto, ma lo sviluppo resta diffuso con tanti diversi poli.
- Sviluppo dell’area industriale di Porto Marghera (a partire dagli anni 20 del XX sec.) e dell’area metropolitana di Mestre-Marghera (nasce proprio per dare residenza ai lavoratori di Porto Marghera).
- Ampie bonifiche, in particolare nel Veneto orientale.
- Sfruttamento idroelettrico della montagna, per promuovere lo sviluppo delle bonifiche e delle attività industriali in pianura (9 ottobre 1963 tragedia del Vajont).
- Flussi migratori in uscita (in particolare a cavallo tra Ottocento e Novecento e negli anni ‘50 e ‘60); inizia lo spopolamento della montagna e del Polesine.
- Avvio della trasformazione generale da territorio agricolo ad area di industrializzazione diffusa (ma negli anni Sessanta la maggior parte del Veneto è ancora considerata "area depressa").
- Inizio di un esteso sviluppo turistico.
8. Trasformazioni più recenti e situazione attuale
- Modello veneto dello sviluppo industriale (piccola impresa), fino al "miracolo economico" del Nordest.
- Crescita delle città, ma soprattutto crescita della "città diffusa", in diverse tappe:
- Ogni insediamento (casa rurale) raddoppia o triplica le sue dimensioni, con la costruzione di 1-2 abitazioni mono-bifamiliari, del capannone per l’attività artigianale, degli annessi (garage, ecc.).
- Urbanizzazione di numerosi lotti sia residenziali (piccoli condomini, villette a schiera) sia produttivi (più di tre in media per comune).
- Costruzione di grandi centri commerciali e direzionali, di grandi infrastrutture.
- Urbanizzazione fatta a piccoli passi. Il modello veneto è caratterizzato dalla piccola impresa, a condotta familiare. Le famiglie continuano a vivere nell’area rurale, e lì lavorano nell’impresa di famiglia: zona residenziale e lavorativa si integrano.
- Carenza di infrastrutture, rispetto ad uno sviluppo delle attività produttive enorme:
- Traffico (il Veneto tra l’altro è attraversato dalla direttrice europea est-ovest a sud delle Alpi; tale direttrice è ancora più importante dopo l’abbattimento dei muri politici tra est e ovest); difficoltà a gestire un efficiente sistema di trasporto pubblico, vista la distribuzione diffusa sia dei posti di lavoro che delle zone residenziali.
- Problemi di gestione dei rifiuti e di inquinamento (aree industriali troppo piccole per dotarsi di infrastrutture per la depurazione delle acque e lo smaltimento dei rifiuti).
- Da azioni minute e locali, a grandi progetti di trasformazione (in parte bloccati negli ultimi anni dalla crisi):
- Grandi lottizzazioni (divisione del terreno).
- Viabilità (passante di Mestre, autostrada pedemontana).
- Mega centri commerciali e direzionali.
- Tra le trasformazioni recenti vanno ricordate anche quelle legate alle energie rinnovabili: coltivazioni per biocombustibili; pannelli solari a terra; impianti a biomasse/biogas; pale eoliche, piccole centraline idroelettriche.
- Crescita delle città, ma soprattutto crescita della "città diffusa", in diverse tappe:
Quindi: il territorio cambia di continuo perché: modi diversi di usare le risorse, cambia nelle forme visibili, cambia nella relazione tra le diverse aree. Il territorio eredita il passato proprio come strutture e relazioni costitutive del presente.
Il Veneto come regione turistica
A livello internazionale, l’Italia nel 2019 registra 61 milioni di turisti internazionali con un aumento del 4,7%. È un trend in continua crescita, non solo in Italia ma in tutta l’area mediterranea. A livello nazionale, il Veneto è la prima regione turistica, sia per numero di arrivi che per numero di presenze. Il Veneto cresce più delle altre regioni. È anche la prima regione per numero di posti letto, prevalentemente nel settore extra alberghiero (campeggi). C’è una diffusione del turismo in ampie parti della regione: i posti letto sono tanti lungo la costa, nei laghi, nelle maggiori città, area delle terme, Asiago, Belluno.
Movimento turistico nel Veneto
Da dove vengono i turisti?
- Italia
- Germania
- Austria
- In percentuali minori: Inghilterra, USA, Francia…
Permanenza media:
- Mare: gli italiani cambiano molto, si sta meno di una settimana, per gli stranieri la media è 1 settimana.
- Città d’arte: media poco più di 2 notti per entrambi.
- Lago: cala di molto la media degli italiani, pochi giorni, per gli stranieri 1 settimana.
- Montagna: italiani 4 giorni, stranieri anche.
- Terme: entrambi diminuiti a pochi giorni.
Dove alloggiano? Entrambi di più nelle strutture ricettive alberghiere: quando però si fa un soggiorno più lungo, si preferiscono le strutture extra alberghiere. Media: 2 giorni in hotel, 5 giorni in campeggio.
In che mesi arrivano? Flusso di arrivi che c’è durante tutto l’anno, pur con un aumento nei mesi estivi. Il flusso di presenze però è molto più ricalcato, anche qui specialmente in estate.
I comprensori
I comprensori turistici sono: città d’arte, termale, lacuale, balneare, montano. Sono suddivisi sulla base della risorsa di carattere fisico o antropico che la caratterizza, che determina il tipo di turismo.
È un raggruppamento funzionale all’analisi e alle politiche (che sono legate al tipo di turismo in un dato luogo). Ogni comune va a finire in uno dei diversi comprensori. Quindi non sono delle aree aggregate necessariamente contigue, è un insieme di aree anche distanti tra loro che hanno caratteristiche simili che diventano risorsa per un certo tipo di turismo.
- Città d’arte: Venezia e Bassano del Grappo.
- Termale: raggruppa i comuni del bacino euganeo ma anche altre località.
- Lacuale: 15 comuni attorno al Lago di Garda.
- Balneare: 8 comuni sulla costa + lido di Venezia.
- Montano: 80 comuni tra province di Belluno, Verona e Vicenza.
Nel 2019 – in totale il numero di arrivi prevalente è nelle città d’arte (56%), ma c’è il 36% delle presenze. C’è una differenza importante tra italiani e stranieri: stranieri sono molti di più nelle città. Gli italiani arrivano un po’ di più in montagna o alle terme. Tra 1997 e 2020 – il comprensorio mare rimane stabile, il lago ha avuto una crescita, montagna ha avuto un calo continuo delle presenze (ma ha risentito meno per la pandemia). Ovviamente col Covid nel 2020 c’è stata una caduta per tutti i comprensori.
Comprensorio città d’arte
Il periodo dell’anno in cui ci sono più arrivi è da aprile a ottobre, ma anche gli altri mesi mantengono un certo numero di arrivi. Nel 2019 c’è stato una tendenza dell’allungamento del periodo di permanenza. Stranieri arrivano da: USA, Cina, Germania, UK, Francia, Spagna.
Comprensorio terme
Stagionalità: calo durante i mesi estivi (perché fa già caldo), di più nei mesi primaverili e invernali. Stranieri: Germania, Austria, Svizzera, Russia, Francia.
Comprensorio lacuale
Stagionalità: inverno con assenza quasi di arrivi, aumento nei mesi estivi. Stranieri: Germania, Austria, Svizzera, UK, Paesi Bassi.
Comprensorio balneare
Stagionalità: aumento nei mesi estivi, molto calo nei mesi invernali. Turismo estremamente stagionale. Stranieri: Germania, Austria, Svizzera, Polonia, Russia.
Comprensorio montano
Stagionalità: flusso turistico bistagionale, aumento soprattutto in estate, un po’ meno in inverno. Stranieri: Germania, USA, Repubblica Ceca, Austria, Francia.
I Monti Lessini (paesaggio carsico prealpino)
Quota – poco più di 1500/2000 m (non dappertutto). Il versante dei monti ha pendenze lievi, più dolci, con un’ampia fascia collinare.
Paesaggio dei Lessini – non ci sono grandi cime, fascia con leggere pendenze con paesi maggiori, poi nuclei isolate e case scarse (= contrade). Ci sono valli che separano delle superfici di altopiano. Una delle caratteristiche: scarsità e assenza di corsi d’acqua, anche se ci sono abbondanti precipitazioni.
Il geosistema carsico – caratteristiche (che collegate fanno sì che ci sia il carsismo = processo chimico dell’erosione della roccia).
Litosfera - rocce calcaree costituite di carbonato di calcio + acqua + anidride carbonica. Quando l’acqua diventa leggermente acida con l’anidride, il carbonato si scioglie. È possibile anche il corso inverso: il carbonato sciolto torna a diventare solido, per es. stalattiti e stalagmiti. È una roccia permeabile. La via d’uscita dell’acqua è in profondità, ecco perché non ci sono fiumi. Tutta l’acqua delle precipitazioni va in profondità ed esce tramite delle sorgenti alla base del rilievo. Quindi si creano dei vuoti all’interno della roccia per via delle erosioni. (si chiama carsico perché è un processo che succede sulle zone del Carso).
Litosfera – rocce in prevalenza sedimentarie di composizione carbonatica (calcari, dolomie, gessi).
Idrosfera – acqua principale agente della corrosione chimica e come trasportatore.
Atmosfera - influenza del clima, atmosfera "ipogea" = sotterranea.
Biosfera – La biosfera gioca un ruolo nel processo carsico attraverso l'influenza degli organismi viventi e della vegetazione sulla composizione chimica dell'acqua e nel processo di erosione delle rocce.
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