Freud e la psicoanalisi
Freud è considerato il padre della psicoanalisi, quella scienza strettamente legata alla psicologia, che indaga sull’inconscio della psiche. Nasce in una cittadina della Moravia, che al tempo faceva parte dell’impero austro-ungarico (e che ora fa parte della Repubblica Ceca); all’età di quattro anni si trasferisce a Vienna con la propria famiglia di origine ebraica.
- Nel 1865 frequenta il ginnasio.
- Nel 1873 frequenta l’università conseguendo la laurea in medicina nel 1881 e rimanendo a lavorare come allievo nell’istituto di fisiologia.
- Nel 1885 si reca a Parigi presso la clinica Salpetriere diretta da Charcot, per iniziare le sue ricerche in ambito neurologico.
- Nel 1886 a Vienna sposa Martha Bernays ed apre uno studio professionale di terapia utilizzando come metodo l’ipnosi.
Opere importanti
- 1891: Saggio su “Come intendere le afasie”.
- 1895: Studi sull’isteria.
- 1901: Psicopatologia della vita quotidiana.
- 1905: I tre saggi sulla teoria sessuale.
- 1910: Le cinque lezioni sulla psicoanalisi.
- 1910: I disturbi visivi psicogeni nell’interpretazione psicoanalitica.
- 1911: Precisazioni sui due principi dell’accadere psichico.
- 1913: Totem e tabù.
- 1915: Lode considerazioni attuali sulla guerra e la morte.
- 1915: Saggi di metapsicologia.
- 1920: Al di là del piacere.
Ma a segnare la nascita della psicoanalisi è L’interpretazione dei sogni del 1899, che segna il passaggio dalla fase dell’ipnotismo all’interpretazione dei sogni. Pertanto tra il 1899 e il 1920 Freud sviluppa la propria teoria, passando da una concezione monistica della psiche, cioè fondata sul principio di piacere, a una concezione dualistica della psiche, fondata da due pulsioni: Eros e Thanatos.
Altri scritti
- 1921: Psicologie delle masse e analisi dell’io.
- 1923: L’io e l’es.
- 1925: La negazione e inibizione, sintomo e angoscia.
- 1927: L’avvenire di un’illusione.
- 1929: Disagio della civiltà.
- 1932: Lezioni introduttive alla psicoanalisi.
La vasta produzione di Freud si conclude a Londra, dove fu costretto a trasferirsi dopo l’annessione dell’Austria da parte della Germania di Hitler.
Tra il 1880 e il 1890, Freud fu influenzato dalla neurologia del tempo e si dedicò al metodo dell’ipnosi per accedere all’inconscio della psiche umana sino a quando non si dedicò all’interpretazione dei sogni.
Termini come isteria, ipnosi e nevrosi servono a mostrare che alcuni disturbi fisici, anche se sembrano malattie del corpo, in realtà possono dipendere da un disagio psicologico interiore. Un caso molto famoso è quello di Bertha Pappenheim, chiamata da Freud Anna O.. Era una giovane donna di 21 anni che, dopo la morte del padre, a cui era molto legata, iniziò a manifestare diversi sintomi fisici: strabismo, paralisi di alcune parti del corpo, difficoltà nel parlare. All’inizio questi disturbi furono considerati malattie organiche, cioè del corpo.
Freud e Breuer capirono invece che la causa non era fisica, ma psichica: Bertha soffriva profondamente per la perdita del padre e questo dolore, non espresso consapevolmente, si era trasformato in sintomi corporei. Questo tipo di disturbo viene chiamato nevrosi. Secondo Freud, per curare queste malattie non bastava la medicina tradizionale, ma serviva una nuova terapia: aiutare la paziente a prendere coscienza del suo disagio interiore. Per farlo, in questa fase iniziale della psicoanalisi, Freud usava il metodo dell’ipnosi, un metodo che consente a Freud di penetrare nel profondo della psiche e che permetteva alla paziente di parlare liberamente e far emergere i contenuti dell’inconscio.
A partire dal 1900 Freud sostituisce l’ipnosi con l’interpretazione dei sogni, metodo dialogico fondato sulla tecnica della domanda e della risposta che rimane l’unico strumento di indagine del terapeuta. Il compito dello psicoanalista, che interroga e che pone domande, infatti, è quello di comprendere la tipologia della nevrosi del paziente, di saper indagare nell’inconscio del paziente, interpretando correttamente quanto detto dal soggetto affetto da nevrosi.
(Proprio per questo Freud paragona la psicoanalisi all’archeologia, cioè ad una disciplina che sa indagare sulle pulsioni umane, così come l’archeologo codifica i reperti apparentem