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Corso: Fondamenti di geografia ed educazione al territorio

Codice: M-GGR/01

Ore: 56 + 10 (laboratorio)

Cfu: 8 + 1 (laboratorio)

Prof: Guaran Andrea

Appunti “Fondamenti di geografia ed educazione al territorio”

A.A. 2022-2023

Linda Zamparo

Osservazione e spazi affettivamente individuati

L’osservazione può essere diretta o indiretta. Quest’ultima avviene tramite immagini, fotografia, cartografica, audio e video, strumenti che utilizzano linguaggi oltre la parola in grado di portare spazi geografici all’interno dell’aula.

Leggere i fenomeni geografici è importante perché aiuta a comprendere il mondo in cui viviamo: la geografia non si limita a descrivere regioni, fiumi, montagne.

Spazi affettivamente individuati

  • Sono privilegiati gli spazi all’aperto, perché spazi di socializzazione;
  • Atrii: funzione di raggruppamento, anche se sono emerse diverse problematiche;
  • Aule: diverse da persona a persona, dipende dall’esperienza;
  • Bagni: momenti intimi di condivisione, più personali.

Per rappresentare l’affettività dei luoghi si possono utilizzare i cerchi concentrici.

Attività esplorativa

L’attività esplorativa iniziale prevede un’esplorazione della sede dell’università in gruppi da 4-5 persone. Mentre si gira per gli spazi bisogna:

  • Annotare gli spazi e la loro funzione;
  • Rappresentare gli spazi;
  • Segnalare gli spazi più familiari;
  • Cogliere gli aspetti critici.

Giardino, atrii, bagni, uffici, macchinette, aule, biblioteca, corridoi, parcheggio.

In seguito bisogna elaborare un file unico in cui si racconta il processo condotto evidenziando dubbi e ponendo quesiti.

Gli spazi hanno una componente emotiva e di vissuto che non si può separare dalla geografia: noi siamo attori geografici e interveniamo nella realtà. Perciò è importante osservare e rispettare le scelte dei bambini e le loro geografie.

È importante che i bambini conoscano i luoghi di apprendimento, anche gli spazi che non frequentano, che spesso rimangono solo spazi e non diventano luoghi.

Aspetti critici emersi

  • Pochi spazi dedicati al ristoro;
  • Carenza di aule studio;
  • Disposizione di banchi e sedie non agevola i lavori di gruppo;
  • Numero limitato di prese nelle aule per caricare gli strumenti digitali;
  • Mancanza di una mensa universitaria nelle vicinanze.

Bisogna guardare gli spazi con spirito critico: “cosa cambieresti?”, “che spazio vorresti?”. È importante sapere cosa pensano i bambini per evitare di costruire spazi pensati solo dagli adulti.

Modalità di esplorazione

Con questa attività si possono notare diverse modalità di esplorazione:

  • Schizzo cartografico iniziale da cui partire per esplorare lo spazio e per dare ordine al percorso;
  • Modo sistematico, procedendo in successione ed elencando in modo ordinato gli spazi con anche un’annotazione della funzione e del grado di familiarità;
  • Partenza dai luoghi familiari per costruire il percorso;
  • Utilizzo di rappresentazioni cartografiche simboliche, anche se non precise;
  • Utilizzo di immagini fotografiche;
  • Suddivisione dei compiti fra i componenti del gruppo.

A scuola…

Bisogna costruire un metodo di esplorazione standardizzato con fasi da seguire? No, non esiste un unico metodo, si può lasciare sperimentare i bambini e poi convergere in una modalità che, dopo una discussione, risulta essere la più efficace.

Come stimolare curiosità verso uno spazio frequentato quotidianamente? Spesso non si sentono propri gli spazi e li si associa a immobilità, non a flessibilità. La curiosità c’è nel momento in cui il bambino si sente protagonista e attivo, perciò bisogna fare un uso flessibile, partecipato e coinvolgente dello spazio.

Scale cartografiche e geografiche

Esistono due tipi di scale:

  • Cartografica: utilizza una scala di riduzione e permette di ridurre le misure reali per poterle rappresentare. Più il numero è piccolo, più la scala è grande (1/n). È sia numerica che grafica, perché ci sono sia il rapporto sia una linea che indica l’unità di misura e la scala. Si può benissimo utilizzare con i bambini;
  • Geografica: è una lente di osservazione. Ad es. quanti sono i negozi di alimentari a Udine. Può essere di diversi tipi: locale (con una scala cartografica molto grande), regionale, nazionale, globale (con una scala cartografica molto piccola).

Attività 2

Girarsi di 180° stando seduti e poi alzarsi in piedi e girarsi intorno e osservare.

Si hanno punti di vista personali nell’osservazione e spesso centralizzati, non si riesce a decentrarli. Ad es. guardando avanti non si ha consapevolezza di quello che sta dietro. Un’attività così ha valenza per crescere tra sé e l’altro, è un’opportunità per parlare, discutere, raccontare e quindi per potersi mettere nei panni degli altri.

Geografia come scienza ponte

Geografia = scienza ponte. Ponte perché è collegata sia alle scienze esatte (fisica, matematica, geologia), sia alle scienze umane (storia, filosofia, lingue, italiano) e inoltre utilizza modelli e linguaggi di altre discipline. È, quindi, una disciplina trasversale e può essere utilizzata per fare percorsi interdisciplinari a scuola.

La geografia permette di osservare fenomeni dal punto di vista spaziale: si interessa alle relazioni e permette di ricercare le interconnessioni tra gli elementi e tra i fenomeni geografici.

Aiuta a comprendere meglio la ricchezza del mondo contemporaneo: ad es. non si può separare la guerra in Ucraina dalle questioni territoriali e dalle risorse energetiche.

Con queste funzioni, la geografia non è solamente mnemonica, ma problematica.

La geografia è una scienza di fatti concreti e permette l’interpretazione della realtà, con lo scopo anche di predizione e pianificazione. È una scienza che ricerca le relazioni territoriali e le spiega.

Funzioni

  • Descrittiva: mnemonica, servono dei punti di riferimento descrittivi e nozionistici per avere una base di conoscenza;
  • Interpretativa: passaggio dalla conoscenza alla comprensione effettiva, essere consapevoli. Questo dà elementi per proporre eventuali soluzioni;
  • Normativa: elaborare modelli interpretativi generali, chiavi di lettura per comprendere i casi particolari;
  • Operativa/applicativa: per indirizzare ad azioni concrete.

Relazioni

Le relazioni geografiche sono le relazioni al centro dell’interesse del geografo, di chi si avvicina alla geografia e di tutti gli osservatori attenti alle dinamiche territoriali.

Il geografo Dematteis dice che ai geografi è chiesto di connettere i fenomeni orizzontalmente e gli spazi alle diverse scale verticalmente. Il bravo geografo è chi riesce a far vedere allo stesso tempo il tessuto delle relazioni di prossimità (territorio locale) e la rete di flussi di materia, idee, energie, persone, merci e denaro che modella continuamente i luoghi mettendoli in relazione con le scale geografiche.

Esempio 1

1. A (ghiacciaio)

B (torrente)

C (lago)

Tre elementi sono in relazione tra loro: il ghiacciaio si trasforma in acqua, che alimenta un torrente, che diventa l’immissario di un lago. Si possono utilizzare anche più elementi, ma l’importante è dare senso alle relazioni, perché le sole definizioni isolate non servono e non portano alla conoscenza. Prima si lavora sulla relazione, poi si può affinare la nomenclatura.

Esempio 2

2. A (città)

B (zona rurale)

C (distretto industriale)

Elementi che appartengono alla sfera dell’uomo. L’uomo che coltiva la terra e si insedia dà origine a una zona rurale e poi può decidere di trasformarla in un distretto industriale. Questo fa muovere le persone e le risorse, come i beni alimentari che vanno in città per sfamare e in zona industriale per essere trasformati. Su questo si può lavorare con i bambini e dare vita alle relazioni che costituiscono il territorio.

Esempio 3

3. A (corso d’acqua)

B (opificio)

C (centro abitato)

Mette insieme elementi dell’uomo con elementi della natura, perché c’è relazione anche fra questi e bisogna tenerlo in considerazione. L’acqua non è solo quella del torrente che alimenta un lago, ma può anche alimentare un mulino o raffreddare i motori di una centrale termoelettrica.

Esempio 4

4. A (villaggio turistico)

B (processi di alterazione)

C (ecosistema naturale)

In questa relazione, un’ampia attività turistica può provocare alterazioni nell’ecosistema naturale, ma anche a livello sociale. Spesso, infatti, certi rituali delle popolazioni sono ripetuti e presentati ai turisti e perdono il loro valore iniziale.

Le relazioni, quindi, sono i legami tra i diversi elementi geografici. Invece che studiare gli elementi singolarmente, si studiano all’interno di un sistema complesso di relazioni, che permettono di comprendere l’organizzazione del territorio.

Orizzontale e verticale in chiave diversa: le relazioni orizzontali sono le relazioni tra le diverse manifestazioni della vita dell’uomo; quando si privilegia il rapporto con la natura (acqua, suolo fertile…) la relazione è di tipo verticale.

Relazione orizzontale e relazione verticale

Relazione orizzontale. Relazione verticale.

Città.

Impresa industriale.

Mercato di vendita.

Punto di confluenza fluviale.

Ci sono anche relazioni verticali tra pregresso e ciò che viene dopo, anche se sono più difficili da incontrare. Ad esempio, la città di Roma oggi costruita sui siti della Roma imperiale.

I fenomeni geografici sono una combinazione di relazioni orizzontali e di relazioni verticali tra loro interagenti.

Si può creare un modellino del territorio dove si trova la scuola tramite le relazioni sistema → territoriale. Un sistema è un insieme di elementi e di relazione tra questi elementi ed è in continuo divenire, non è qualcosa di statico.

I sistemi territoriali possono essere più o meno complessi e dipendono dalla ricchezza dei materiali, delle relazioni, dalla variabilità delle relazioni, dalla velocità delle modifiche dei processi.

Il territorio ha valore sociale, perché è allo stesso tempo:

Caratteristiche e funzioni

La geografia studia i rapporti (quindi relazioni) delle società umane tra loro (relazioni orizzontali) e con il pianeta che le ospita (relazioni verticali).

La geografia la si può chiamare anche educazione al territorio ed è intesa così come esercizio della cittadinanza attiva.

È una disciplina di cerniera (ponte), perché consente di mettere in relazione temi economici, giuridici, antropologici, scientifici e ambientali.

Contribuisce a formare persone autonome e critiche in grado di assumere decisioni responsabili per la gestione del territorio e per la tutela dell’ambiente. Il primo incontro con la disciplina avviene attraverso l’osservazione diretta: è importante sperimentare all’esterno, non si può fare tutto in aula e sul quaderno.

Consente un confronto sulle questioni comuni tramite il contributo diverso che proviene dal fatto che si hanno luoghi di origine e di nascita diversi.

La conoscenza geografica riguarda anche i processi di trasformazione dell’ambiente a opera dell’uomo o della natura sistemi territoriali. La storia della natura e dell’uomo, però, si svolgono in tempi diversi: il tempo interagisce con lo spazio, quindi la geografia non può prescindere dalla dimensione temporale. Deve leggere e interpretare i fatti che hanno lasciato testimonianza nel territorio; una delle principali testimonianze dell’organizzazione del territorio è il paesaggio.

La geografia ha il compito di costruire il senso dello spazio, per non essere analfabeti geografici. Gli allievi devono attrezzarsi di coordinate spaziali per orientarsi nel territorio, non si parla solo di punti cardinali.

Spazio

Il termine “spazio” precede quello di “territorio”. L’uomo si appropria di uno spazio vuoto che poi viene riempito da elementi connessi tra loro affinché si formi un’organizzazione territoriale. Il processo di appropriazione si definisce territorializzazione e si struttura in tre momenti:

  • Reificazione: controllo materiale, trasformazione dello spazio da parte dell’uomo, che lo rende utile per sé;
  • Strutturazione: controllo organizzativo, dare forma e organizzare lo spazio tramite regole, differenziazione di funzioni, struttura;
  • Denominazione: controllo intellettuale, dare un nome, definire lo spazio.

Non c’è un ordine preciso delle fasi, solitamente è questo, ma non sempre.

  • Spazio insediativo: dove ci si insedia, spazio dell’abitare, dove si costruiscono case, aziende;
  • Spazio utilizzato/consumato: fornisce le risorse per l’economia;
  • Spazio relazionale/vissuto: favorisce le relazioni.

Il territorio si può definire come una porzione della superficie terrestre che presenta elementi diversificati (sfera fisico-naturale, sfera sociale e umana) e il loro intreccio, che ne configura l’organizzazione.

Ambiente

Spesso viene definito come “tutto ciò che ci circonda”. È l’insieme delle condizioni esterne che circondano un oggetto geografico o all’interno del quale avviene un fenomeno. Questo è il significato largo, ma ce n’è anche uno più stretto: ambiente inteso come sistema naturale, ecosistema. Vengono presi in considerazione solo gli aspetti geonaturali.

Ecosistema

L’ecosistema è l’organizzazione di elementi biotici e abiotici che si evolve e va incontro a trasformazioni verso un obiettivo.

Comprende l’atmosfera, l’idrosfera, la litosfera che interagiscono con la biosfera. La geografia si interessa delle porzioni di queste sfere in cui è presente la vita.

La vita dell’ecosistema è garantita dalla costante riproduzione delle relazioni tra gli elementi, che hanno una ripetizione ciclica (ciclo dell’acqua, delle rocce, del carbonio, dell’azoto, cicli trofici).

Valenza educativa

La geografia può aiutare in termini di cittadinanza e competenze:

  • Si individuano elementi del territorio;
  • Ricostruzione della trama delle relazioni;
  • Conoscenza del sistema territoriale;
  • Formazione di schemi cognitivi;
  • Crescita e maturazione della personalità.

Paesaggio

Viene definito come insieme organico di elementi e fenomeni che contraddistinguono una parte della superficie terrestre. Questo, però, sembra simile alla definizione di ambiente e soprattutto di territorio. Paesaggio e territorio si riferiscono alla stessa porzione di spazio, ma corrispondono a due letture diverse.

Il paesaggio è l’aspetto esterno del territorio, ciò che viene percepito a prima vista. Può essere visto anche come proiezione soggettiva del territorio. Obiettivi, pensieri, modi di essere, professione, cultura, valori, età sono aspetti che incidono sulla costruzione di paesaggio.

Un’altra visione vede il paesaggio come un sistema di segni che evidenziano la bont&ag

Il paesaggio è allo stesso tempo oggetto di studio (insegnare il paesaggio) e strumento (educare con il paesaggio).

Castiglioni ha individuato quattro tipi di lettura complementare e interdipendenti del paesaggio:

  • 1) Lettura denotativa: elementi osservati del paesaggio e relazioni tra loro;
  • 2) Lettura connotativa: dà rilevanza al filtro soggettivo, attenzione agli aspetti emozionali e alle sensazioni e quindi ai significati attribuiti a un paesaggio;
  • 3) Lettura interpretativa: per una spiegazione dei caratteri peculiari di ogni paesaggio, cercare di capire meglio gli elementi singoli, è un’analisi più approfondita;
  • 4) Lettura temporale: in evidenza le trasformazioni del paesaggio tra passato e presente.

Se si è educati al paesaggio si può agire più responsabilmente. Bisogna tener conto di alcuni

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Lindaz20 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fondamenti di geografia ed educazione al territorio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Udine o del prof Guaran Andrea.
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