Lezione 1: dalla percezione alla rappresentazione
Rilievo:
- Rappresenta ciò che posso conoscere, di cui posso avere un’esperienza sensoriale diretta.
- Ciò che ancora non esiste/non esiste più > diventa ri-presentazione.
Disegno di progetto: contesto/linguaggio entro cui il progettista ingaggia un rapporto corpo a corpo con l’idea in sé.
Rappresentazione come trascrizione di una percezione visiva
Copia dal vero: l’allievo trasferisce sulla carta ciò che gli occhi vedono (gli occhi fisici e della mente).
Vermeer > concezione puro-visibilista > Scuola olandese ( ).
Meccanismo di tipo proiettivo
Gli strumenti che ci consentono di passare dalla realtà tridimensionale alla sua descrizione grafica su una superficie bidimensionale:
Cristoforo Scheiner, pantografo di (1637): macchina per rappresentare ciò che viene visto dal vero. È composto di quattro aste incernierate a forma di parallelogramma con punti di cerniera variabili secondo la scala di riproduzione. Si tratta di una sorta di compasso destinato soprattutto a riprodurre disegni artistici, architettonici e cartografici; montato in modo idoneo sul tavolo da disegno, tuttavia, lo strumento consentiva anche di eseguire disegni prospettici dal vero.
Meccanismo di tipo non proiettivo
Modello fisico della maquette (= in scala): usato come strumento per comunicare un’idea progettuale.
Domenico Cresti da Passignano:
- Rappresenta Michelangelo che presenta al Papa il modello per la cupola di San Pietro.
Rappresentare la realtà esistente, una realtà sperata
Ernesto Nathan Rogers, design: “bisogna che il significato del disegno torni al suo antico valore semantico: ovvero il (ha un valore più ampio come termine): nasce da designare: indicare, riconoscere un’identità”. (design rispetto a drawing contiene il concetto stesso di pensiero, intenzione concreta, progetto di un oggetto.
Ciò si applica sia all’esistente sia al non esistente.
Nel primo caso (quello del rilievo) si ripercorre la traiettoria dell’oggetto per costituirsi come tale; nel secondo caso (disegno del progetto) all’inizio c’è solo un’idea (dal generale al particolare).
Sono due processi opposti (vado da un’idea al progetto, viceversa parto dal progetto e svelo l’idea iniziale).
Confine tra la rappresentazione dell’esistente e il progetto
Leonardo da Vinci, raffigurazione di Milano, Codice Atlantico f. 65: rappresenta Milano nella sua epoca: ma è la Milano del tempo o un progetto della futura città?
Aldo Rossi, La città analoga, 1975: rappresenta insieme suoi progetti e rilievi (una sorta di collage).
Le finalità del disegno di architettura
Aldo Rossi:
- Rappresentare per catturare un’idea (schizzi dai taccuini) P. Bottoni.
- Rappresentare per catturare una forma o l’anima di un luogo (taccuini di durante il suo percorso).
- Disegnare per descrivere: nel mondo dei Paesi Bassi soprattutto. Nei quadri di Vermeer (Il cartografo, Militare e giovinetta sorridente, L’atelier), dipinti piccoli, all’interno di una stanza > la pittura fiamminga rappresenta la realtà così come la vede.
Ma la visione oculare è in assoluto vera?
Fenomeno delle aberrazioni oculari.
Disparazione binoculare: i 2 occhi fungono da lente e il cervello unisce > gli occhi acquisiscono due fotogrammi differenti (copro un occhio, vedo diverso).
Aberrazione marginale: il nostro occhio è una superficie concava. Ai bordi le immagini sembrano allungarsi. Gli unici elementi di cui percepiamo la giusta profondità sono quelli più vicini al centro.
Come funziona la visione oculare?
La visione oculare funziona in modo molto analogo a un dispositivo fotografico.
- Cristallino/Obiettivo (Lente): i raggi luminosi che provengono dall'oggetto osservato convergono al centro del cristallino (che agisce come la lente di una macchina fotografica).
- Retina/Fondo oculare (Sensore/Pellicola): il cristallino proietta l'immagine sulla retina, che si trova sul fondo oculare (corrispondente al sensore digitale o alla pellicola). L'immagine che si forma sulla retina è ribaltata.
- Cervello/Elaborazione (Software/Processore): successivamente, è il cervello che interviene per "girare" l'immagine, permettendoci di percepirla nel modo corretto. (Nella macchina fotografica, questo processo è svolto dal processore interno che elabora l'immagine acquisita dal sensore).
Lezione 2: la rappresentazione fotografica
Bisogno dell’architetto di catturare un’immagine (non sempre può fermarsi per disegnare dal vivo).
- La fotografia è capace di catturare proiezioni prospettiche.
- È capace di poter intervenire su diversi parametri.
Le variabili della fotografia: i parametri
- La lontananza: quanto voglio allontanare il punto di presa dall’oggetto da rappresentare > più aumenta la lontananza, più la sua immagine sarà piccola. (Più dettagli ho, meno rappresentazione d’insieme ho).
- Distanza focale (distanza tra l'occhio dell’osservatore e il soggetto): aumenta la distanza focale (si riduce il cono ottico: l’ampiezza d’angolo > si riduce la superficie di ripresa ma aumenta la dimensione dell’immagine ottenuta). Lo strumento con il quale si ottiene sono i teleobiettivi.
L’obiettivo che fornisce l’immagine più simile a quella acquisita da un solo occhio: tra i 45 e i 47 gradi.
Distanza focale (= distanza tra schermo del dispositivo a punto di allungamento dell’obiettivo): 50 cm.
Posso agire contemporaneamente sulla lontananza e sulla distanza focale.
Per mantenere costante sia la superficie di ripresa e la dimensione dell’immagine ottenuta, all’aumentare della profondità di campo (riduzione dell’angolo) occorre aumentare la lontananza.
Effetti della variazione della distanza focale
Se utilizzo obiettivi di diversa distanza focale (50 mm e 24 mm) e medesimo punto di presa: con il primo obiettivo ottengo una fotografia che è simile alla visione oculare ma non sono in grado di fotografare l’oggetto per intero. Con il secondo obiettivo riprendo interamente l’oggetto ma esso appare fortemente aberrato (come in prospettiva accelerata).
L’obiettivo è una lente circolare > una verticalità reale viene distorta: appare come in una prospettiva (le linee verticali convergono). Effetto delle falling lines.
Accelerata.
Caratteristiche degli obiettivi fotografici
- Distanza focale: 25 mm (grandangolo): angolo di 82 gradi > riprendo ampie porzioni da distanza ridotta, ma accelera la prospettiva. Lo uso quando non posso aumentare la distanza.
- Distanza focale: 50 mm (preferibile per architettura perché più simile a ciò che vediamo): angolo di 46 gradi > conserva le relazioni proporzionali tra le parti.
- Distanza focale: 100 mm (teleobiettivo): angolo di 24 gradi > ingrandisce piccole porzioni dell’oggetto da grande distanza ma riduce l’apprezzamento della profondità (= prospettiva rallentata). Lo utilizzo quando devo ottenere la rappresentazione di particolari fisicamente irraggiungibili.
L’uso espressivo della fotografia (1) e l’uso descrittivo della fotografia d'architettura (2)
Koen Wessing, Nicaragua: genitori davanti al cadavere del figlio.
Charles Clifford, Alhambra, 1854. Ha punti domestici e rappresentativi. Utilizzo di un obiettivo da 50 mm > il fotografo riesce a cogliere il fatto che sia su una collina (l’albero), ci dà proporzione (comparazione con un uomo). Rapporto di luci e ombre (ci restituisce la profondità del portico).
Fratelli Alinari, tecniche
- Utilizzano obiettivi con caratteristiche simili alla visione umana.
- Asse ottico ortogonale alla facciata (mantenere la macchina fotografica il più possibile verticale).
- Scelta di un punto di presa centrale o accidentale.
- Sfondo neutro.
- Presenza della figura umana solo in funzione di commisurazione (elemento di scala).
Fratelli Alinari, Piazza del Popolo a Roma:
- Prospettiva centrale > ciò che devono rappresentare è un vuoto.
Palazzo Strozzi:
- Prospettiva accidentale > esaltazione dello spigolo, del carattere volumetrico.
Luce e ombre come elementi di descrizione dei caratteri architettonici
Le Corbusier:
- Foto dal viaggio in Italia.
- Tempio di Zeus ad Olimpia: gioco tra ombre e luci (con le colonne, con la persona: ci dà una dimensione).
La natura delle città: fotografia per la descrizione dei caratteri urbani
Descrivere una città come un’architettura unica, non come una somma di architetture:
Paolo Monti, il censimento fotografico di Bologna, 1969.
Bernd e Hilla Becher, Typologies. Dati permanenti dell’architettura.
Luigi Ghirri, le architetture di Aldo Rossi.
La rappresentazione dell’esistente: introduzione al rilievo architettonico
Il disegno dal vero ed il rilievo a vista nella formazione dell’architetto
Carl August Ehrensvärd, volontario dell'armata napoleonica in Italia, non è un guerrafondaio > l’occasione per compiere un viaggio in Italia.
Antonio da Sangallo il Giovane, Rilievo di finestra termale: fissa dei rapporti di proporzione utilizzando mezzi cerchi.
Rilevare non è un’operazione neutrale: interrogare il proprio oggetto di studio > teatro di Taormina (4 autori la rappresentano in modo completamente diverso).
Rilievo: processo critico finalizzato a descrivere un fenomeno architettonico, quale che sia la sua dimensione, dal punto di vista dell’architettura e in ragione delle specifiche finalità per le quali viene eseguito.
Metodologia del rilievo
Le tre parti del rilievo.
- Fase preparatoria: si conclude con la redazione del progetto di rilievo in eidotipo (= schizzo) > contiene tutte le informazioni per sviluppare le fasi successive.
- Precisazioni delle finalità: capire a cosa serve (capire cosa è rilevante nel rilevamento).
- Ricognizione: sopralluogo con documentazione fotografica > schedatura del fotogramma: chi l’ha fatta, dove, giorno e ora, che macchina fotografica è, formato, lunghezza focale, lontananza, altezza.
Mosaicatura di più fotogrammi: si utilizza quando non si possa aumentare la lontananza in modo da includervi l’intero oggetto. Essa può avvenire solo fra fotogrammi aventi le distanze principali di ogni presa fra loro paralleli, omogenei per lontananza, distanza focale, condizioni ambientali e luminose.
-
- Determinazione del punto di presa mediante diverse tecniche.
- Reperimento fonti e documentazione d’archivio.
- Predisposizione elaborati di base: (fogli parametrati ed eidotipi).
Versus* precisazione delle finalità interpretazione dei documenti d’archivio: precisare le finalità significa definire con quale sguardo guardare l’oggetto di studio.
Diversi tipi di rilievo:
- Il rilievo per la conservazione: diagnostica del degrado.
- Il rilievo per la descrizione e l’analisi dell’architettura.
La determinazione del punto di presa mediante trilaterazione
La trilaterazione è un metodo geometrico utilizzato per determinare la posizione precisa di un punto (chiamiamolo Punto P o "punto di presa") misurando la sua distanza da tre o più punti di cui si conoscono già le coordinate.
La trilaterazione si basa esclusivamente sulla misurazione delle lunghezze. È il Principio Geometrico (2D).
Immagina di trovarti su un piano cartesiano (2D) e di voler trovare le coordinate (x,y) di un punto sconosciuto P.
- Prima Misurazione: Misuri la distanza (d1) tra P e un punto noto A. Geometricamente, sai che P si trova da qualche parte sulla circonferenza centrata in A con raggio d1.
- Seconda Misurazione: Misuri la distanza (d2) tra P e un secondo punto noto B. Ora P deve trovarsi all'intersezione delle due circonferenze. Le circonferenze si intersecano solitamente in due punti. Hai ridotto le possibilità a due, ma c'è ancora ambiguità.
- Terza Misurazione: Misuri la distanza (d3) tra P e un terzo punto noto C. Questa terza circonferenza interseca le prime due in un unico punto comune. Quello è il tuo punto P.
Applicazioni pratiche e "Punto di presa"
Il termine "punto di presa" viene spesso usato in contesti specifici come la fotogrammetria, la robotica o il rilievo topografico di dettaglio.
Topografia.
Gestione dell'errore
Nella realtà, le misurazioni non sono mai perfette. Le tre circonferenze (o sfere) quasi mai si intersecano in un singolo punto matematico perfetto; formano invece un piccolo "triangolo di errore". Per determinare il punto di presa più probabile, si utilizzano algoritmi di stima, come il Metodo dei Minimi Quadrati, che calcola il punto che minimizza l'errore quadratico medio delle distanze misurate.
Fase finale della prima parte: redazione del progetto di rilievo
- Rilevamento di forma, dimensioni, materiali, (stato di conservazione dipende).
- Restituzione grafica.
- Controllo e collaudo.
[Eidotipo]: immagine codificata/standardizzata del manufatto che predispongo durante l’accesso e il sopralluogo. Lo posso predisporre integrando i risultati del rilievo a vista con le informazioni desunte da fonti d’archivio.
- Piante ai diversi piani.
- Alzati.
- Particolari costruttivi e decorativi.
- Rilevamento di forma e dimensioni del manufatto.
- Livellazioni.
- Rilevamento planimetrico.
- Rilevamento altimetrico.
- Rilevamento particolari costruttivi e decorativi.
- Restituzione.
- Organizzazione dati, verifiche incrociate e sviluppo dei calcoli.
- Stesura elaborati grafici con relativa relazione tecnica.
- Predisposizione eventuale materiale integrativo (modello).
Lezione 3: il rilievo a vista
- La pratica della copia dal vero (pantografo).
- Il rilievo a vista per formare l’architetto > la tradizione del viaggio in Italia.
I Carnets de Voyage
Mentre le grandi tavole restavano in accademia, i taccuini (o carnets) viaggiavano nella tasca dell'architetto.
Questi taccuini diventavano il repertorio personale del progettista. Una volta tornato in patria (Francia, Inghilterra, Germania), l'architetto apriva i suoi carnet per trovare soluzioni a problemi moderni: un cornicione visto a Firenze, una scala vista a Napoli, una cupola vista a Roma.
- Le Corbusier: il suo Voyage d'Orient (che include l'Italia) è famoso per i taccuini pieni di schizzi che non copiano l'antico, ma ne astraggono i volumi e la luce. Per lui il rilievo a vista era un modo per "educare lo sguardo".
- I disegni dei pensionnaires.
I disegni dei pensionnaires
Vasto e prezioso corpus di opere grafiche realizzate dagli artisti vincitori del Prix de Rome durante il loro soggiorno di studio (il "pensionato") presso l'Accademia di Francia a Roma (situata a Villa Medici dal 1803).
I pensionnaires erano giovani artisti francesi (pittori, scultori, architetti, incisori e musicisti) che avevano vinto il prestigioso concorso Grand Prix de Rome. Questo garantiva loro una borsa di studio statale per vivere a Roma (generalmente per 4 o 5 anni) a spese del Re (e poi della Repubblica), con l'obiettivo di studiare l'arte classica e il Rinascimento italiano.
Il cuore della produzione dei pensionnaires è costituito dai cosiddetti Envois de Rome (Invii da Roma). Per giustificare la loro borsa di studio e dimostrare i progressi fatti, ogni anno i pensionnaires erano obbligati a inviare a Parigi una serie di lavori (disegni, dipinti, rilievi o progetti) che venivano giudicati severamente dall’Académie des Beaux-Arts.
Dovevano produrre tavole di grandissimo formato e precisione incredibile su due fronti:
- Lo "Stato attuale": un rilievo archeologico estremamente fedele di un monumento antico (es. il Colosseo, il Partenone, i templi di Paestum) così come appariva ai loro occhi (spesso pieno di vegetazione o in rovina).
- La "Restaurazione": una ricostruzione ipotetica e ideale del monumento come doveva apparire in origine, basata sui dati archeologici ma anche sull'immaginazione e sui canoni estetici dell'epoca.
- Nota: questi disegni sono oggi fonti storiche fondamentali perché mostrano monumenti in stati di conservazione che non esistono più.
I disegni dei pensionnaires (specialmente quelli del XIX secolo, l'epoca d'oro dell'Accademia) sono caratterizzati da una tecnica accademica impeccabile.
- Uso magistrale dell'acquerello e del "lavis" (inchiostro diluito) per le ombreggiature.
- Prospettive perfette.
- Grande attenzione al dettaglio decorativo e architettonico.
Adottare uno sguardo anatomico
- Riconoscere le linee prospettiche e fissare la linea d’orizzonte nello spazio-carta.
- Adottare una griglia di riferimento.
- Semplificare le forme.
Procedimento del rilievo a vista
- Decidere l’inquadratura.
- Posizionarsi davanti al soggetto munito di supporto rigido, carta e matita.
- Non disegnare di getto, ma iniziare ad osservare il soggetto da rappresentare.
- Individuare visivamente i volumi e le sagome principali.
- Fissare i rapporti proporzionali degli elementi osservati all’interno dello spazio-carta: utilizzare la matita come elemento di commisurazione.
- Integrare le informazioni grafiche in maniera progressiva: dal generale al particolare.
> Se si è impossibilitati a sostare in loco per il tempo necessario: fotografia.
- Saper riconoscere le gerarchie.
- Riconoscere l’articolazione modulare: figure geometriche come modulo.
La proporzione: principio centrale della teoria architettonica.
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Appunti Fondamenti della rappresentazione
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Fondamenti della rappresentazione
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Appunti Fondamenti della rappresentazione
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Fondamenti della matematica numerica